San Bernardino da Siena, sacerdote dell’Ordine dei Minori, che per i paesi e le città d’Italia evangelizzò le folle con la parola e con l’esempio; diffuse la devozione al Santissimo nome di Gesù, esercitando instancabilmente il ministero della predicazione con grande frutto per le anime fino alla morte avvenuta all’Aquila in Abruzzo.
Il Ministero
Questo illustre e degno discepolo di S. Francesco d'Assisi, nacque dalla nobile famiglia degli Albizzeschi nei pressi di Siena. Non aveva ancora tre anni quando rimase orfano di madre, e a sei, anche di padre. Bernardino, modesto e cortese con tutti, cresceva, sotto la tutela delle pie zie e venne allevato ed educato alla scuola di Maria SS.ma tanto che ogni giorno si recava a pregare e venerare un'immagine della Vergine.
Dopo gli studi in filosofia, si dedicò al diritto ecclesiastico e civile, ma più di tutto, della Sacra Scrittura. Ventenne, fu tra i generosi fedeli che si dedicarono con eroica carità a curare gli appestati rimanendo, per disposizione divina, illeso da tale morbo.
Nel 1402 si unì ai figli del Poverello d'Assisi, tra i quali un anno dopo emetteva la sua professione religiosa e nel 1404 celebrava la sua prima Messa. Fu predicatore insigne di Fiesole. Tre argomenti trattava con predilezione: la carità, la devozione alla SS. Vergine, ed il SS. Nome di Gesù, di cui fu uno dei primi strenui propagatori e di cui parlava sempre con trasporto. L'eloquenza sua piegava il popolo e lo trascinava ove voleva. D’altra parte, il Signore ne rafforzava la parola con miracoli.
Festa di San Mattia, apostolo, che seguì il Signore Gesù dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui Cristo fu assunto in cielo.
Mattia
Di Mattia si parla nel primo capitolo degli Atti degli apostoli, quando viene chiamato a ricomporre il numero dei dodici, sostituendo Giuda Iscariota. Viene scelto con un sorteggio, attraverso il quale la preferenza divina cade su di lui. Fu questa la prima elezione a dignità ecclesiastica. Mattia accettò quella carica di somma responsabilità con rendimento di grazie a Dio. Rimase quindi nel cenacolo in compagnia degli altri Apostoli fino al giorno in cui, il Divin Paraclito, scese dal cielo a portare i suoi doni.
Il testo degli Atti ci suggerisce i tratti che devono contraddistinguere gli Apostoli: la fedeltà nel discepolato, aver quindi seguito Gesù fin dall’inizio; l’incontro con il Risorto, per testimoniare la sua risurrezione non per sentito dire ma per averla constatata di persona; il mandato, essere scelto da Dio e “inviato” per essere “testimone della Risurrezione”.
Dopo Pentecoste, non sappiamo per quanti anni abbia predicato Mattia; è certo che fu fedele al suo apostolato, e che coronò le sue virtù ed il suo zelo col martirio. Fu ucciso a Sebastopoli dopo essere stato decapitato, e le sue reliquie, molto venerate, si conservano, parte a Treviri nella Germania e parte in Santa Maria Maggiore a Roma.
A Montilla nell’Andalusia in Spagna, san Giovanni d’Ávila, sacerdote, percorse tutta la regione predicando Cristo. Sospettato ingiustamente di eresia, fu gettato in carcere, dove scrisse la parte più importante della sua dottrina spirituale.
Il ministero
Uomo di Dio, univa la preghiera costante all’azione apostolica. Si dedicò alla predicazione e all’incremento della pratica dei Sacramenti, concentrando il suo impegno nel migliorare la formazione dei religiosi e dei laici, in vista di una feconda riforma della Chiesa.
La dottrina del santo era incentrata sull'imitazione di CristoSalvatore. Per lui fondamento indispensabile di tutta la vita spirituale era la preghiera, senza la quale è impossibile conoscersi. Alle anime più perfette egli raccomandò l'orazione di raccoglimento. Prima di ricercare l'intima unione con Dio, suggeriva di meritarla spogliandosi delle passioni con una costante mortificazione. La virtù non è possibile senza l'umiltà; essa consiste nel camminare nella verità.
Collaborò con grandi santi spagnoli suoi contemporanei quali Ignazio di Loyola, Francesco Borgia, Pietro d’Alcantara e Teresa d'Avila. Beatificato nel 1894 e canonizzato nel 1970, Papa Benedetto XVI lo ha proclamato “Dottore della Chiesa” il 7 ottobre 2012. Papa Francesco nel 2021 lo ha iscritto nel Calendario Romano al 10 maggio.
NATO: 16 maggio 1540, a Torre Hermosa, in Aragona nel giorno di Pentecoste.
MORTO: Valencia il 17 maggio 1592, Domenica di Pentecoste.
San Pasquale Baylon, mostrandosi sempre premuroso e benevolo verso tutti, venerò costantemente con fervido amore il mistero della Santissima Eucaristia.
Il Ministero
Di umili origini, a 18 anni chiese di essere ammesso nel convento dei francescani di Santa Maria di Loreto, da cui venne respinto, forse per la giovane età. Tuttavia, non si perse d'animo, venendo ammesso al noviziato il 2 febbraio 1564. L'anno successivo, emise la solenne professione come «fratello laico» non sentendosi degno del sacerdozio.
Il “Serafino dell’Eucaristia”
Fu autore di un libro sulla reale presenza di Cristo nel pane e nel vino; questo gli valse il soprannome di “Serafino dell’Eucaristia”. Spesso, i confratelli lo trovavano in estasi o addirittura lo vedevano elevarsi durante le ore di adorazione a Gesù Eucaristia, di cui parlava continuamente ai fedeli, agli altri frati, a tutti, in ogni momento e in ogni luogo.
La Pentecoste e i doni dello Spirito
C’è una coincidenza curiosa nella vita di Pasquale: nasce e muore nel giorno di Pentecoste, Nella povertà materiale da lui cercata, sarà però ricco proprio dei doni dello Spirito Santo, specie quello della sapienza. Nonostante, infatti, sappia a malapena leggere e scrivere, molte personalità vanno da lui a chiedere consiglio e tra i francescani è comunque considerato un teologo, oltre che un punto di riferimento per i fedeli. Come detto, non sarà mai sacerdote e mai potrà godere della gioia di dare Gesù Eucaristia ai fedeli. Una delle tante privazioni che decide di infliggersi perché non si considera abbastanza degno.
A Rouen in Normandia, in Francia, Santa Giovanna d’Arco, vergine, detta la “pulsella d’Orléans”, dopo aver combattuto coraggiosamente in difesa della patria, fu infine consegnata nelle mani dei nemici, condannata con iniquo processo e bruciata sul rogo.
Il Ministero
È stata una delle più importanti eroine della storia francese. Figlia di contadini, analfabeta, lasciò giovanissima la casa paterna per seguire il volere di Dio.
Le sue gesta eroiche sono da ricondurre alla risoluzione della Guerra dei Cent’anni, che vide contrapporsi Francia e Inghilterra. Santa Giovanna D’Arco guidò l’esercito francese nella battaglia contro gli inglesi, uscendone vittoriosa. Venne però venduta all’esercito inglese, che la sottopose ad un durissimo processo per eresia e venne giustiziata ed arsa viva sul rogo il 30 maggio del 1431. Alcuni anni dopo, nel 1456, Papa Callisto III dichiarò il processo ai danni di santa Giovanna D’Arco invalido. Nel 1909 venne beatificata e nel 1920 fu canonizzata. Fin da piccola era una fanciulla estremamente caritatevole ed attenta alle necessità dei poveri e dei bisognosi a cui spesso cedeva il suo giaciglio per la notte. In età adolescenziale iniziarono a presentarsi le prime visioni dell’arcangelo Michele e di alcune sante (Santa Margherita di Antiochia e Santa Caterina d’Alessandria). La prima visione si concretizzò durante un pomeriggio d’estate e da allora decise di dedicare la sua intera esistenza a Dio.
Seppur possa sembrare una vicenda incredibile, è impressionante la mole di documenti raccolti dalla Santa Sede grazie alla quale è stata resa giustizia postuma alla giovane innocente vittima. La cosa più deprecabile sta nella presenza di ecclesiastici fra i colpevoli di questo errore giudiziario che nel XV secolo fu responsabile della sua morte.
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