“LA MESSE È ABBONDANTE, MA SONO POCHI GLI OPERAI. PREGATE DUNQUE IL SIGNORE DELLA MESSE, PERCHE’ MANDI OPERAI NELLA SUA MESSE” (Matteo 9,37-38)

Il mondo oggi è un mare in tempesta, ma Gesù vede ancora molte persone in buone condizioni per un cammino cristiano. Quello che conta, ed è urgente, che ci siano persone disponibili ad aiutare queste persone nella loro crescita spirituale. Gesù ci esorta a non fermarsi di fronte alle difficoltà della vita, a non perdere tempo in vane considerazioni, ma a mettersi in preghiera supplicando “Il padrone della messe, perchè mandi operai nella sua messe”. Se questa preghiera viene fatta con fede, non mancherà una risposta positiva.
Compito di ogni di ogni cristiano è di non perdersi in cose di poco valore, ma trovare il tempo per mettersi in ginocchio e con perseveranza pregare perchè la Chiesa abbia sempre pastori bravi e capaci di guidare il popolo di Dio. Non lasciamoci scoraggiare dal momento particolare che oggi viviamo, dove molti dei nostri giovani sono ingannati anche dai mezzi di comunicazione che li distolgono dalle verità fondamentali della vita. Il demonio gioca tutte le sue carte e con malvagità inganna questa nostra gioventù e, in generale, le persone più semplici.
- Una buona strada
Sappiamo bene che nella vita non si può amare ciò che non si conosce. Pertanto, oltre alla preghiera, è bene che si faccia tutto il possibile per far conoscere ai nostri giovani la bellezza e la preziosità della persona di Gesù. Lui è davvero “Un tesoro nascosto”, coloro che hanno la grazia di trovarlo, arrivano a lasciare tutto pur di averlo. Questo è confermato dal Vangelo di quell’uomo che trovato nel campo un grande tesoro, vende tutto quello che possiede per arrivare a far suo il campo dov’è il tesoro. Questa sarebbe l’evangelizzazione da fare da parte di tutti, ma in prima persona da parte dei Ministri della Chiesa. Una strada buona da percorrere per aiutare i giovani a fare delle valide scelte vocazionali, è esortali a lavorare per aiutare chi ha bisogno di assistenza; fare opere di carità concrete, aiutando anche economicamente chi è in difficoltà. Non giova pensare tanto a sé stessi, ma avere il coraggio di guardare e dare sostegno a chi soffre. Si tratta insomma di riuscire a superare certe forme di egoismo per dare spazio e modo a iniziative che siano tutte rivolte a servizio dei fratelli. Se un giovane segue questa strada, facilmente poi arriva a fare scelte di piena Consacrazione al Signore, anche in terre di missione.
- Una maturità da raggiungere
Il Signore ci ha dato il dono della vita, arricchita da preziosi talenti, che dovremmo saper gestire nel migliore dei modi. Dalla nascita in poi ogni giorno dovrebbe essere vissuto in modo da crescere e maturare in tutti i sensi. Nei primi anni di vita è il genitore che guida e sostiene il cammino, ma poi con il passare degli anni, siamo noi stessi a condurre le cose in modo che la crescita sia positiva e si raggiunga la maturità. Purtroppo, per tante cause e per mancanza di veri maestri, questa graduale maturità non avviene. Ci sono persone che nonostante la loro età avanzata, ancora dimostrano segni di grande immaturità. Non guardiamo gli altri, ma riflettiamo su noi stessi e preghiamo molto lo Spirito Santo affinché sia Lui a farci capire cosa è importante fare per arrivare ad essere persone veramente mature. Se ciò non avviene, allora invecchiare diventa un peccato, nel senso che si perde del tempo prezioso.
Il Signore ci vuole pronti e capaci di fare bene e con maturità il nostro dovere, fino al giorno in cui si concluderà il nostro cammino per vivere per sempre nella gioia della vita eterna.
- Non perdere mai la speranza
Fino all’ultimo giorno che siamo sula terra, è sempre possibile mettere in pratica il verbo che ha fatto molti Santi: il verbo ricominciare. Abbiamo esempi storici di persone che sono passate da una vita disordinata a una maturità esemplare. Basti pensare a San Francesco.E allora diciamo come un giorno disse Sant Agostino: “Perchè loro e noi io?” Ci vuole coraggio è vero, ma la meta che ci attende è preziosa. Tutti possiamo arrivare a fare tanto bene ai nostri fratelli in difficoltà, con una scelta vocazionale coraggiosa. Ci vuole un bel colpo d’ala, chiediamolo alla nostra cara mamma celeste; sia Lei a farci comprendere quanto sia preziosa una vocazione al Sacerdozio o alla vita Religiosa.
