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Commento al Vangelo di Giovanni 14,11

Commento al Vangelo di Giovanni 14,11

“CREDETE IN ME, IO SONO NEL PADRE E IL PADRE È IN ME” (Giovanni 14,11)

 

Alcune verità non sono facilmente riconoscibili sono nascoste e per conoscerle bisogna avere pazienza e una ferma volontà di scoprirle. Questo è vero sempre, ma in modo particolare per quanto riguarda la persona di Gesù. Lui è davvero un Tesoro nascosto.

Conoscendo i limiti delle nostre facoltà umane, più volte Gesù ha rivelato ai suoi discepoli alcuni aspetti della sua persona e della sua missione. Così un giorno, rispondendo a una domanda fatta dall’Apostolo Tommaso, Gesù disse: “Credete in me, io sono nel Padre e il Padre è in me” (Gv.14,11). Parole e affermazioni come questa non sono di facile comprensione. Che cosa vuol dire: “Io sono nel Padre e il Padre è in me?” Certamente Gesù parla di una particolare intimità far Lui e il Padre. Quale sia il valore e la intensità di questa comunione, di questa intimità, noi uomini non siamo in grado ci comprenderlo. È sempre un errore pretendere di conoscere in tutti i modi alcune verità che riguardano Dio.

  • Essere umili

La persona umile, si rende conto di quello che effettivamente è, dei suoi limiti e di non essere in grado di comprendere situazioni ed eventi che superano le proprie facoltà mentali.  Così quando si pensa di conoscere tutto di Dio, di conoscere tutti i suoi pensieri, tutto quello che Dio intende fare, alla fine si stravolge e si arriva a negare il loro vero contenuto. È così che nascono le crisi di fede. Basta pensare all’Eucaristia; o si accetta la Parola di Gesù che dice: “Questo è il mio Corpo”, oppure si nega la verità contenuta. Dovremmo invece tener presente che Gesù, in quanto Dio, è in grado di rendere possibile, l’impossibile umanoInfatti, quando Gesù a Cafarnao ha detto che “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui” (Gv.6,56), tutti si sono scandalizzati, ma quello che ha detto a Cafarnao poi lo ha realizzato e costituito Sacramento nell’ultima cena dicendo: “Fate questo in memoria di me” (1 Cor.11,24). Questa è La grande verità che dobbiamo credere con fermezza, senza esitazioni.

  • Io sono nel Padre e il Padre è in me

L’intimità che Gesù ha rivelato e cioè di essere “Nel Padre e il Padre in lui”, è una gioia e una grazia per tutti. Quando riceviamo l’Eucarestia, di fatto riceviamo anche il Padre e quindi anche lo Spirito Santo. Ci rendiamo conto della preziosità di ciò che possiamo ricevere e vivere? Non è un nostro compito cercare di conoscere i particolari di questo mistero, ciò che conta è la grazia di poterlo ricevere, di poter essere raggiunti e beneficati da un dono così prezioso.

Come Cristiani, apriamo il nostro cuore con generosità e con semplicità al dono del’Eucarestia che Gesù ci offre. Esprimiamo la nostra gioia per la gratuità di questo Dono, e cerchiamo di corrispondere a questa Grazia non con semplici parole, ma con l’obbedienza alla volontà di Dio. Se abbiamo la saggezza di credere” a questa verità, sperimenteremo quella pace di cui tutti abbiamo bisogno.

Davanti all’Eucaristia mettiamoci in ginocchio e con parole che nascono dal cuore diciamo a Gesù che gli vogliamo bene, tanto bene, tutto il bene possibile.

Maria, ci aiuti a ricevere con fede e con amore il sacramento dell’Eucarestia.

Commento al Vangelo di Giovanni 10,7

Commento al Vangelo di Giovanni 10,7

IN VERITA’, IN VERITA’ IO VI DICO: IO SONO LA PORTA DELLE PECORE” (GV. 10,7)


In diverse occasioni Gesù si è presentato con immagini molto significative. Gesù ha sempre cercato di aiutare le persone a comprendere lo scopo della sua missione sulla terra con affermazioni molto chiare e autorevoli come la seguente: “Io sono venuto perchè abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (v.10), oppure con immagini e similitudini da interpretare bene. Così è stato quando disse: “In verità, in verità io vi dico: Io sono la porta delle pecore”. Di seguito poi Gesù ha precisato dicendo; “Se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo” (v.9).Gesù con questa similitudine fa capire che la verità ha un’unica sorgente e quindi tutti dobbiamo fare attenzione per non essere ingannati dall’astuta azione di certi maestri che sono portatori di false verità.

  • Gesù è la verità

Viviamo in un momento storico dove ci sono molti falsi testimoni e cioè persone che senza scrupoli parlano e interpretano la Sacra Scrittura secondo un loro modo di pensare e altri che presentano la Parola di Dio, ma non nella sua integrità, cioè scelgono quelle parti che a loro interessano per sostenere idee e principi sbagliati. Gesù conferma dicendo: “Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti” (v.8). Questi falsi testimoni fanno leva su persone semplici, cha non hanno sempre la capacità di comprendere bene quale sia la giusta verità. Un giorno tutti dovranno rendere conto al Signore del male che hanno fatto allontanando persone semplici dalla verità della fede.

  • L’azione dello Spirito Santo

Tutti, ma in modo particolare coloro che non hanno la passibilità di fare studi di approfondimento della Sacra Scrittura, dobbiamo invocare lo Spirito Santo affinchè ci aiuti a comprendere quale sia la vera sorgente della verità. Ecco perchè Gesù si presenta come la porta delle pecore. Non lasciamoci ingannare. Una semplice verifica sulla verità la possiamo avere anche noi facendo riferimento ai primi tre frutti dello Spirito Santo che San Paolo elenca nella Lettera ai Galati, (5,22) “Amore, gioia, Pace”. Chi si avvicina e crede a Gesù unica sorgente della verità, sperimenta nel suo cuore Amore gioia e pace, ma chi si allontana da Gesù e tenta di entrare per altre porte, non sperimenta la vera pace e cade in una forma di aridità spirituale che comporta tanta tristezza.

  • Un atto di affidamento

Nella vita una virtù che tutti dovremmo mettere in pratica è l’umiltà. Siamo fragili e limitati pertanto, dobbiamo avere il coraggio di verificare ogni tanto, con persone autorevoli, se siamo sulla strada giusta. La parola di Dio non cambia, non invecchia, non perde la sua misteriosa forza e la luce che contieneLa Parola di Dio è per tutti luce sul nostro cammino. A Gesù, nostro vero maestro, fonte unica della verità, ci dobbiamo affidare completamente.

Seguiamo l’esempio di Maria e dichiariamo la nostra disponibilità al Signore con le sue stesse parole: “Avvenga di me secondo la tua parola” (Lc.1,38).

Commento al Giovanni 20,28-29

Commento al Giovanni 20,28-29

“RISPOSE TOMMASO: MIO SIGNORE E MIO DIO!  GESU’ GLI DISSE: PERCHE’ HAI VEDUTO, TU HAI  CREDUTO; BEATI QUELLI CHE NON HANNO  VISTO E HANNO CREDUTO” (Giovanni 20,28-29)


L’esperienza che Tommaso ha vissuto rimarrà per sempre impressa nella sua vita. Prima una grave mancanza di fede, negando la grande testimonianza che gli Apostoli gli avevano reso dicendo: “Abbiamo visto il Signore” (v.25/a). Sul momento questa notizia gli è sembrata così grande, da non poterla accettare; infatti, ha risposto più con emozione che con cattiveria. “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo” (v.25/b). Questa insistenza nel precisare così tanto il contenuto della sua negazione, conferma che ciò che ha detto era frutto anche di una forte emozione.

  • Il richiamo di Gesù

Alla mancanza di fede dell’Apostolo Tommaso, Gesù stesso è intervenuto, non con parole, ma con una nuova apparizione: “Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: Pace a voi! Poi disse a Tommaso: Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!” (vv.26-27). Una tale testimonianza poteva provocare un vero infarto. Tommaso non è svenuto, ma certamente avrebbe potuto rifiutare di mettere la sua mano nelle ferite della mano e del costato. Gesù ha chiesto proprio questo e cioè un contatto fisico con il suo corpoLa reazione dell’Apostolo fu come un grido carico di fede: “Mio Signore e mio Dio” (v.8).

  • Credere per capire

Oggi noi tendiamo ad essere come Tommaso: Vorremmo vedere e toccare per capireGesù stesso ci esorta invece a procedere in modo diverso e cioè: Credere per capire, avere cioè fiducia piena nella sua Parola, senza quella pretesa che Tommaso ha voluto avere. Al significativo atto di fede di Tommaso, Gesù così ha risposto: Perchè mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto” (v.”9). Queste sante parole di Gesù sono per noi un forte richiamo e una vera consolazione. Se abbiamo fiducia nella Parola di Gesù, senza la pretesa di vedere e di toccare,raggiungiamo la santità. Questo è ciò che siamo chiamati a mettere in pratica come Cristiani.

  • La presenza di Gesù nell’Eucaristia

Oggi abbiamo fra le mani un miracolo vivente: l’EucaristiaQuell’Ostia che vediamo davanti ai nostri occhi è il corpo di Gesù, nascosto sotto i veli di quello che prima era soltanto pane. Molti sono i miracoli che confermano la presenza di Gesù in quell’Ostia bianca. Da considerare che la conferma della presenza di Gesù nell’Eucaristia è stata data non solo da coloro che nella Chiesa hanno l’autorità di farlo, ma anche dalla scienza a cui più volte i frammenti di quell’Ostia sono stati sottoposti a rigorosi esami scientifici. Ogni persona è libera di pronunciarsi come vuole, ma la parola della Chiesa, sostenuta dalla testimonianza di tanti Santi, ci presenta con immensa gioia la verità dell’Eucaristia anche con solenni canti: In quell’Ostia consacrata sei presente o Gesù mio, vero uomo e vero Dio“.

Con Maria, nostra cara mamma, ringraziamo Gesù per la sua presenza fra noi.

Commento al Vangelo Matteo 28,5

Commento al Vangelo Matteo 28,5

L’ANGELO DISSE ALLE DONNE: VOI NON ABBIATE PAURA! SO CHE CERCATE GESU’,  IL CROCIFISSO, NON È QUI, È RISORTO”.                  (Matteo 28,5)


Viviamo con gioia l’evento della Risurrezione di Gesù. Questo è il vertice che Gesù ha raggiunto nella la sua missione sulla terra. Con la sua morte e Risurrezione, Gesù non solo ha riaperto le porta del Paradiso, ma ha fatto in modo che la storia della nostra vita terrena avesse davanti a sé un futuro di vita nuova.

  • Testimonianze

L’evento della Risurrezione di Gesù è stato testimoniato da persone semplici, così come il Signore ha voluto.“Maria di Magdala e l’altra Maria, all’alba del primo giorno della settimana, andarono a visitare la tomba”. Trovarono rotolata via la pietra che chiudeva il sepolcro e apparve loro un Angelo che disse alle donne: “Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il Crocifisso, non è qui, È RISORTO, infatti, come aveva detto venite, guardate il luogo dove è stato sepolto” (vv.5-6). Stupore, meraviglia, ma anche paura di fronte alla visione e alle parole dell’Angelo. Queste donne, per prime ebbero l’annuncio del grande evento della Risurrezione di GesùEmozionate, ma anche ricolme di grande gioia, subito sono andate a portare la notizia ai discepoli, che erano riuniti nel Cenacolo.

  • Il nostro atto di fede

Quello che è avvenuto in quel momento è ben documentato dai Vangeli. Oggi, come Cristiani, siamo chiamati a testimoniarlo con il nostro atto di fede. Quello che è stato nel tempo, è da vivere nel momento presente in modo particolare nella Santa Eucaristia, dove noi abbiamo la grazia della presenza del Risorto. L’annuncio che quelle donne hanno portato con gioia agli Apostoli oggi lo annunciano anche a noi. Questa testimonianza è una Grazia, è un dono prezioso e così facendo, partecipiamo anche noi a tutti i benefici che comporta la Risurrezione di Gesù. La Redenzione dei nostri peccati; la porta del Paradiso che si apre per tutti; il Risorto che ci segue nella nostra vita quotidiana, infatti Cammina con noi; la sua presenza nella barca in cui siamo, ci garantisce una navigazione sicura e serena. Se abbiamo la volontà e la perseveranza di testimoniare nella nostra vita quotidiana la nostra fede nel Risorto, gli ostacoli che la vita terrena comporta per tutti saranno facilmente superati. Tutto dipende dal nostro atto di fede e cioè della piena fiducia nella sua Parola.

  • Sono risorto e sono con voi.

La vita non è facile per nessuno. Molte sono le preoccupazioni che ci assillano. Tutti abbiamo le nostre fragilità spirituali, ma anche fisiche. Il momento storico che stiamo attraversando, desta preoccupazioni per le guerre che sono in atto e il disordine morale inquina l’andamento delle nostre famiglie. Si può ben dire che si naviga in un mare molto agitato. La speranza è di avere Gesù sulla stessa barca in cui siamo. Oggi Gesù lo conferma: Sono risorto e sono con voi.

Come un bambino che quando ha paura si aggrappa alla mamma, stringiamoci anche noi alla nostra cara mamma del cielo; Lei ci terrà sotto il suo manto.

Commento alla Lettera ai Filippesi 2,6-7

Commento alla Lettera ai Filippesi 2,6-7

“GESU’ PUR ESSENDO DI NATURA DIVINA…  SPOGLIO’ SÉ STESSO, ASSUMENDO LA  CONDIZIONE DI SERVO” (Filippesi 2,6-7)


Solo nella vita futura avremo la capacità di comprendere il valore, la preziosità e l’efficacia del grande gesto di Gesù che “Pur essendo di natura Divina… spogliò sé stesso, assumendo la condizione di servo”. Viviamo con gioia e con grande riconoscenza questo evento storico di Gesù, che ha unito alla sua natura Divina la natura umana. Quello che per noi è importante sapere, è che Gesù ci ha salvato e ci salva proprio in forza della sua IncarnazioneGesù ha pagato per noi tutte le conseguenze del peccato originale e se noi ci confessiamo con sincerità e con fede, oggi paga anche il debito dei nostri peccati. Questo è il prezioso dono che Dio Padre ha fatto all’umanità, per mezzo del suo Figlio Gesù.

  • Il Salvatore

Gesùvero Dio e vero uomo è il Salvatore dell’umanità. È importante avere sempre chiara coscienza di quello che Gesù è per noi, di quello che ha fatto e continua a fare per noi. Egli ci ha amato e ci ama, non con semplici parole, ma con atti molto concreti; basti pensare al Sacramento dell’Eucaristia, che grazie a Lui oggi possiamo non solo Adorare, ma anche ricevere. Con l’Eucaristia Gesù ha reso possibile l’impossibile umano. Ci rendiamo conto di questo prezioso dono? Prendiamo coscienza anche del fatto che è Lui che con la sua Passione, Morte Risurrezione ha riaperto le porte del Paradiso, per tutti coloro che con semplice e sincera fede, camminano e mettono in pratica i suoi insegnamenti.

  • Doverosa riconoscenza

Non bastano le parole per ringraziare l’opera che il Padre, Gesù e lo Spirito Santo hanno compiuto e ancora compiono per la nostra salvezza. La risposta vera che possiamo dare è mettersi in obbedienza a tutto ciò che il Signore ci domanda e cioè l’osservanza dei Comandamenti e delle preziose Beatitudini che Gesù ci ha indicato. Un cammino non facile, che richiede anche qualche sacrificio, ma che alla fine genera in noi Amore, gioia e pace. Oltre all’obbedienza che dobbiamo avere a tutta la Parola di Dio, è cosa buona trovare il tempo per Adorare Gesù presente nell’Eucaristia. Nella vita che ci attende, vedremo Gesù fisicamente, ma prendiamo atto che Gesù in persona è già qui in mezzo a noi, realmente presente in quell’Ostia Consacrata. Il tempo che possiamo dedicare per stare in silenzio davanti all’Eucaristia, diventa prezioso e molto efficace non solo per noi, ma anche per tanti nostri fratelli che non conosciamo, ma che fanno parte della Chiesa.

  • Una presenza da vivere

Vivendo sulla terra, tutti abbiamo impegni che dobbiamo osservare, ma facciamo attenzione a non lasciarci soffocare delle cose di questo mondo. Come Cristiani dobbiamo saper trovare oltre al tempo da dedicare ai problemi del nostro stato di vita, anche del tempo per la preghiera, per l’Adorazione e per l’attenzione a Gesù che oggi ci ripete: “Io sono con voi ogni giorno” (Mt.28,20). Personalmente, come vivo questa presenza? L’amore vero non ha delle interruzioni, così è Gesù per noi. Se vogliamo bene a Gesù, non basta ricordarlo quando siamo in Chiesa. La nostra cara mamma, ci aiuti a vivere rivolti e attenti alla presenza di Gesù.