La parola che dobbiamo ascoltare è una sola: il Vangelo. Gesù non ci ha lasciati soli, ma la sua presenza e il suo pensiero noi l'abbiamo testimoniata nel Sacro libro del Vangelo. Il Cristiano è tale nella misura in cui è fedele alla Parola.. Ogni interpretazione personale che in qualche modo alteri i vero significato dei Sacri testi, va decisamente allontanata. Nella nostra storia, purtroppo, non sono mancate persone che si sono presentate come maestri della legge, autorizzati nel diffondere verità non conformi con le Parole del Vangelo. La loro opera, che purtroppo in parte è riuscita, deve mettere in guardia tutti i Cristiani dal non cadere nella rete del maligno. Preghiamo lo Spirito Santo luce per comprendere la verità .
Una parola rassicurante
Navigando in un mare in tempesta, è sempre e per tutti impresa difficile e pericolosa. Il rischio che la nave affondi, è sempre possibile. In riferimento a questa nostra fragilità , Gesù però è intervenuto con una parola rassicurante: "Mai le porte degli inferi prevarranno" (Mt. 16,18). Questo non vuol dire che tutto andrà bene, che non ci saranno defezioni e persecuzioni per coloro che credono nel Vangelo; la verità è che nessuno potrà mai annullare quello che Gesù una volta e per sempre ha pronunciato. Molti sono state le persone perseguitate a causa della loro fede. Molti i Martiri di ieri e non meno di oggi, ma proprio il sangue di questi Martiri ha fecondato la grande famiglia di Gesù: la Chiesa Cattolica.
La gioia di avere Gesù come maestro
Siamo poveri e, in quanto tali, siamo molto limitati, Tutti abbiamo bisogno di una persona di riferimento alla quale affidarci per essere istruiti e accompagnati nel nostro cammino che stiamo facendo qui sulla terra. Ecco la Persona di riferimento, Dio Padre l'ha donata a noi in termini molto concreti: Il Verbo si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi" (Gv.1,14). E' una grande grazia avere Gesù come Maestro, come Guida, come Pastore e come Persona che sempre ci è vicina: "Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dei tempi" (Mt.28,20). Una persona che ci assicura nei pericoli e che dimostra il suo Amore pagando i nostri debiti e che ogni giorno ci nutre addirittura con il suo Corpo e con il suo sangue. Rendiamo grazie al Padre di avere oggi come persona di riferimento il suo stesso Divin Figlio Gesù. In Lui abbiamo a nostra disposizione un "vero Tesoro".
Maria ci accompagni in questo mare burrascoso e ci preservi da ogni male.
"MAESTRO, NELLA LEGGE, QUAL'E' IL PIU' GRANDEÂ COMANDAMENTO? GLI RISPOSE: AMERAI IL SIGNORETUO DIO CON TUTTO IL TUO CUORE,CON TUTTA LA TUAANIMA E CON TUTTA LA TUA MENTE" (Matteo 22,36-37)
Scribi e Farisei, più volte hanno cercato falsi motivi per accusare Gesù. Un giorno un dottore della Legge ha chiesto a Gesù, secondo Lui quale fosse il più grande dei comandamenti. Anche in questo caso non era una domanda fatta con sincerità , ma per metterlo alla prova. Gesù ha risposto in termini molto precisi: "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente". La risposta di Gesù non ha ricevuto nessun commento, se non la conferma che Gesù era nella verità .
Un Amore totale
Sempre, ma soprattutto in riferimento all'Amore, l'esigenza della totalità è assolta.
Non si può amare veramente se non con sincerità e in modo totale. Senza questa condizione, si esprimono soltanto forme di egoismo, dove per avere in qualche modo un assenso, si fanno delle promesse che non si potranno mai chiamare vero amore. Interessante la triplice affermazione riguardo all'amore: "con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la mente" quindi tutte le facoltà della persona umana devono essere coinvolte in un atto di vero amore. Un tale comportamento non è facile, e pertanto non basta la buona volontà per essere coerenti a ciò che esige l'Amore, è importante quindi invocare sempre l'azione dello Spirito Santo.
Un vero segno d'amore: l'obbedienza
Un figlio, se veramente vuol bene ai suoi genitori, lo dimostra con l'obbedienza a tutto quello che gli viene richiesto. Allo stesso mondo, se voglio veramente bene al Signore, non bastano le parole, ma lo dobbiamo dimostrare con l'obbedienza alla sua Parola, ai suoi insegnamenti. Un'obbedienza che nasce dalla piena fiducia che dovremmo avere in Colui che per salvarci ha steso le braccia sulla croce.
La disobbedienza delle origini, ha causato quel disordine che ancora serpeggia nel mondo. Mentre la piena obbedienzache Gesù ha dimostrato al Padre è stata ed è tutt'ora salvezza per l'umanità .
Essere dono
Come segno di Amore, oltre al fatto dell'obbedienza, l'amore si esprime con l'essere persone che vivono la loro vita come un dono, e cioè persone sempre disponibili nel dare il proprio aiuto a chi è in difficoltà . Si tratta di avere coscienza che quello che abbiamo non va considerato come proprietà privata. Ognuno di noi ha per natura e per grazia doni e carismi particolari, da custodire e gestire con saggezza e con equilibrio. La Legge dice che il secondo più grande dei comandamenti "E' simile al primo: amerai il prossimo tuo come te stesso" (v.39). Questo vuol dire che i talenti che il Signore ci ha dato devono essere messi a servizio del prossimo, quando e come le situazioni specifiche lo esigono. Sottrarsi da certi servizi richiesti, è mancanza di amore. Non solo, ma è un dovere di coscienza operare sempre con la giusta e adeguata competenza. Come cristiani siamo chiamati ad agire così e senza rimandare a domani quello che si può fare oggi. Così è "l'essere dono". Così è il cammino del Cristiano, da assolvere con perseveranza e competenza. Maria, ci aiuti ad essere sempre persone con un cuore aperto al prossimo.
"GESU' CONOSCENDO LA LORO MALIZIA, RISPOSE: IPOCRITI, PERCHE' VOLETE METTERMI ALLA PROVA?" (Matteo 22,18)
Negli anni della missione che Gesù ha compiuto sulla terra, molte persone sono state illuminate dalla sua Parola e beneficate con miracoli. Una presenza così preziosa non è stata però compresa dai maestri di quel tempo: Scribi e Farisei in particolare. Più volte gli hanno fatto opposizione e, altre volte, hanno cercato di metterlo in difficoltà con domande maliziose. Così è stato quando un giorno gli hanno chiesto: "E' lecito, o no pagare il tributo a Cesare?" (v.17). Ora, se Gesù avesse detto "No", lo avrebbero subito denunciato all'autorità civile. Se però avesse detto "Si", sarebbe stato considerato come una persona poco sensibile ai poveri. Gesù allora ha chiesto di mostrargli la moneta e poi chiese: "Questa immagine e l'iscrizione di chi sono? Gli risposero: di Cesare. Allora disse loro: Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio" (vv.20-21). Nessuno si aspettava una tale risposta, così se ne andarono meravigliati di tanta saggezza.
"Date a Dio quello che è di Dio"
Come Cristiani è importante avere chiara conoscenza di quello che dobbiamo dare a Dio.Certamente, dobbiamo a Dio piena obbedienza ai Comandamenti e ad ogni regola di vita che troviamo nel Vangelo. Ogni giorno però dovrebbe essere vissuto non soffocati dalla tante cose che riguardano il nostro vivere quotidiano, ma saper trovare il tempo anche per leggere e meditare la Parola di Dio e così pure trovare sempre uno spazio per l'Adorazione Eucaristica. Saper viere le nostre giornate in questo modo, è indispensabile per mantenere un giusto equilibrio fra le esigenze del corpo e quelle dello Spirito. Quando manca una tale attenzione, quando per tanti motivi, predominano la preoccupazione per le necessità della nostra vita umana, allora si diventa facilmente ansiosi e quasi sempre malcontenti. La gioia e la pace si raggiungono solo quando sappiamo dedicare tutto il tempo necessario alle cose che riguardano la vita spirituale.
L'impegno richiesto per rimanere fedeli a ciò che dobbiamo a Dio e a Cesare, comporta sempre un certo sacrificio. Ogni cosa ha il suo prezzo e le cose belle hanno un prezzo molto alto. La volontà di evitare certi oneri, per pigrizia o per avarizia, va sempre a scapito della buona riuscita delle cose. Ci dicono i Santi che "il bene va fatto bene", anche se costa sacrificio. Un pericolo da evitare è anche la fretta, che è sempre una cattiva consigliera specialmente nella preghiera.
Chiediamo a Maria il dono di essere sempre persone oneste, in tutti i campi.
Molti sono chiamati, pochi gli eletti" (Matteo 22,14)
Un giorno Gesù, parlando ai capi dei Sacerdoti e ai Farisei, paragonò il Regno dei cieli a un re che "Fece una festa di nozze per il suo figlio". Tutto era stato preparato con la massima cura, furono mandati dei servi a chiamare gli invitati alle nozze, che poi, però, hanno rifiutato l'invito. Nonostante il rifiuto, il re "Mandò altri servi" per rinnovare l'invito,ma gli invitati, con tante scuse, non solo si rifiutarono ancora, ma alcuni di loro "Presero quei servi li insultarono e li uccisero" (v.6). Allora il re si indignò e fece punire quelle persone.
Una mensa speciale
Nella sua bontà infinita, il Signore offre a noi sue creature la possibilità di partecipare alla festa del suo Figlio, dove tutto è stato preparato con attenzione e con grande abbondanza. Questo vuol dire che ognuno di noi ha ricevuto e può ricevere dal Signore tutto il necessario per condurre una vita dignitosa e feconda.
Fra i doni che umanamene e spiritualmente riceviamo, Il Signore ci invita a partecipare alla preziosa mensa della Santa Eucaristia. In quella Celebrazione, avviene l'attualizzazione del mistero della Passione, morte e Risurrezione diGesù. Preziosa è la possibilità di partecipare al banchetto della Parola, e ancora di più ci viene offerto come cibo il misterioso e reale Corpo e Sangue di Gesù, Niente di più prezioso si può considerare. A questa "Mensa" a questo "Banchetto", a questa "Celebrazione", tutti siamo invitati. Almeno la domenica (giorno del Signore), tutti dovremmo partecipare, con gioia e con tanta riconoscenza.
Un peccaminoso rifiuto
Non tocca a noi giudicare, ma certamente per un Cristiano, non accettare l'invito di partecipare alla Santa Messa è un vero peccato. Si può essere giustificati in caso di malattia o per impegni particolarmente gravi. Ancora più grave è il peccato se dopo aver rifiutato l'invito, si maltrattano le persone mandate dal re. Allora la conseguenza per tale comportamento sarà una severa punizione. Questo purtroppo avviene ai nostri tempi, dove molti missionari, che hanno il compito di annunciare il Vangelo, vengono offesi e perseguitati, molti anche uccisi. Per tutti è importante non dimenticare che il Signore ha presente tutto il nostro agire, sia riguardo alle azioni, come anche alle intenzioni per cui si agisce.
"DA ULTIMO MANDO' LORO IL PROPRIO FIGLIODICENDO: AVRANNO RISPETTO PER MIO FIGLIO"(Matteo 21,37)
Il peccato offusca le coscienze. Quando l'uomo si allontana da Dio, quando disobbedisce alla Legge e ai preziosi insegnamenti del Vangelo, tutto in lui si oscura fino a compiere gravi cattiverie e gravi ingiustizie, che poi a suo tempo dovrà scontare. Questa realtà Gesù l’ha messa in evidenza con la parabola dei "vignaioli omicidi".
Un atto di bontÃ
Nella storia della nostra vita, non dovremmo mai dimenticare il bene che abbiamo ricevuto. Pensiamo al dono della vita, a tutte le grazie che riguardano la vita spirituale, pensiamo al preziosissimo dono di Gesù. Mai dovremmo dimenticare il miracoloso evento della sua Incarnazione e poi la missione, la sua sofferenza subita fino alla condanna a morte e poi il grande evento della sua Risurrezione. Non dimentichiamo tutto quello che Gesù continua a fare nel tempo con la sua Presenza e attraverso i Sacramenti. Fra i doni più preziosi, abbiamo l'opera dello Spirito Santo, vero motore della Chiesa. Con gioia nel cuore dovremmo ringraziare il Signore per aver affidato a noi, alla nostra custodia realtà così preziose.
Una grave mancanza
Peccare non è soltanto compiere azioni cattive, disobbedire ai Comandamenti, ma anche non far tesoro delle grazie ricevute. Purtroppo per molte persone avviene il contrario, come a coloro che sono chiamati a collaborare nella vigna del Signore, da servi si dichiarano poi "padroni". Di questo ne ha parlato Gesù con la parabola dei vignaioli omicidi. A loro fu affidata una vigna da coltivare, per poi condividere tutto nel giorno della vendemmia. Purtroppo, quando il padrone mandò i suoi servi per la condivisione, come risposta, questi poveri servi sono stati percossi e alcuni uccisi. Offeso per tanta ingiustizia e cattiveria umana, nonostante tutto, alla fine il padrone mandò suo figlio, ma anche per Lui fu la stessa sorte, maltrattato e poi ucciso.
La giustizia Divina
Non ci dobbiamo illudere che tutto passi inosservato davanti a Dio. La sua Misericordia è grande, ma esiste anche una giustizia Divina. Il padrone di quella vigna, quindi, è intervenuto castigando severamente quei vignaioli. Nella vita si può sbagliare e il perdono è assicurato per coloro che si pentono del male fatto. Non è così però per chi persevera sulla strada sbagliata. Con Dio non si scherza. Dio è buono, è misericordioso, ma per coloro che continuano a fare del male, prima o poi arriva la giusta sentenza: "Quei malvagi, li farò morire miseramente e darò la vigna in affitto ad altri contadini" (v.41). Non dobbiamo avere paura di Dio, ma certamente dobbiamo essere coscienti che esiste anche una giustizia Divina.
Evitare il male e fare il bene
Ogni buon cristiano è chiamato a evitare il male e fare il bene. Questo non è sempre facile, ma sappiamo che il Signore vede la buona volontà delle persone. Nulla è nascosto al Signore di quello che facciamo e di quello che pensiamo, pertanto, dobbiamo stare sereni. Ciò che conta è presentarci a Lui sempre con sincerità . Basta una confessione fatta bene per rimediare alla colpa commessa.
Che Maria ci aiuti ad essere persone capaci di evitare il male a fare il bene.
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