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Commento al Vangelo di Matteo 11,28

Commento al Vangelo di Matteo 11,28

VENITE A ME, VOI TUTTI, CHE SIETE AFFATICATI E OPPRESSI, E IO VI DARO’  RISTORO” (Matteo 11,28) 

È un grande insegnamento anche per noi l’attenzione che Gesù ha dimostrato di avere per le tante persone che incontrava nella sua missione. Arrivavano a lui da più parti della Palestina e certamente non con mezzi di comunicazione come noi abbiamo oggi, ma con cammini lunghi e faticosi. Grande era l’attenzione di Gesù per i suoi discepoli che con fedeltà lo seguivano. Così, mentre indicava alle persone la strada per raggiungere la salvezza dell’anima, era anche attento ai tanti problemi della loro vita umana. Oltre alle azioni miracolose, anche con semplici parole Gesù aiutava ed esortava le persone dicendo: Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi darò ristoro”. Gesù con la sua presenza e, sopratutto con il suo amore, rassicurava e sosteneva le fatiche di tutti.

  • Io vi ristorerò

Quando siamo provati dalla stanchezza e da certi problemi della vita, un aiuto, una parola di conforto, è sempre una grazia; Gesù questo lo ha sempre fatto. La sua stessa presenza, oltre che alla sua parola, dava respiro alle persone in difficoltà, ai peccatori in particolare. Lui stesso un giorno disse: “No sono i sani che non hanno bisogno del medico, ma gli ammalati” (Lc. 5,31). Questa attenzione di Gesù per le persone in difficoltà dovrebbe essere per tutti un incoraggiamento a rivolgersi a Lui specialmente quando siamo feriti dal peccato. Sappiamo bene invece che il demonio fa di tutto per scoraggiare le persone dopo che sono cadute nel peccato per poi, con ogni mezzo, impedire di ricorrere al Sacramento della Confessione. Come Cristiani dobbiamo invece far sentire alle persone che incontriamo, quanto sia preziosa ed efficace l’esortazione di Gesù di ricorrere a Lui, con semplicità: “Venite a me, io vi ristorerò”, vi darò ciò di cui veramente avete bisogno per continuare il vostro cammino. Anche in questi casi però dobbiamo tenere presente che i doni che Gesù ci concede non arrivano sempre nei tempi e nei modi che noi vorremmo.

  • La presenza di Gesù

Il primo ed efficace aiuto che Gesù concede alle persone che a Lui ricorrono è la sua presenza. Il miracolo Eucaristico che abbiamo davanti e cioè la reale presenza di Gesù in quell’Ostia Consacrata, dovrebbe generare in noi una grande gioia. Davvero Gesù ha reso possibile per noi l’impossibile umano. Così come siamo, ci possiamo avvicinare a Gesù non solo per una parola, per un saluto o per un abbraccio, ma Gesù stesso ci precede offrendoci la possibilità di ricevere il suo Corpo e il suo Sangue. Quando capiremo cosa vuol dire ricevere l’Eucaristia, sarà un momento così intenso da far cambiare tutta la vita. Proprio i Santi ci insegnano che quando ci avviciniamo a Gesù, quando ci mettiamo in Adorazione, Lui stesso ci precede con un atto di Amore tutto da comprendere. Se nell’Adorazione nasce in noi un atto di Amore, è perchè Lui per primo ci fa sentire quanto ci ami. “Credere per capire” diceva Sant’ Agostino. Se veramente crediamo nella Parola di Gesù, non mancherà la Grazia di avvertire nel nostro cuore l’amore che Gesù nutre per noi. Maria ci aiuti ad avere piena fiducia nella Parola di suo figlio Gesù.

 

 

 

Commento al Vangelo di Matteo 10,42

Commento al Vangelo di Matteo 10,42

“CHI AVRA’ DATO DA BERE ANCHE UN SOLO BICCHIERE D’ACQUA FRESCA A UNO DI QUESTI PICCOLI PERCHE’ E’ UN DISCEPOLO, IN VERITA’ IO VI DICO: NON PERDERA’ LA SUA RICOMPENSA” (Matteo 10,42)

Fra le verità che Gesù ci ha fatto conoscere, ha parlato anche della Divina provvidenza, che interviene non solo in alcune grandi circostanze, ma anche in situazioni di minimo conto. Viene infatti affermato che: “Anche un solo bicchiere d’acqua fresca…non perderà la sua ricompensa”.

Questo deve portarci a credere che ogni buona azione, ogni atto di carità, ogni servizio fatto al prossimo con retta intenzione, viene ricompensato da Dio. Noi non sappiamo il come e quando avvenga la ricompensa, ma dobbiamo avere fiducia, perchè la parola di Gesù sempre ha il suo pieno compimento.

  • Perseveranza

“I segreti di Dio nessuno mai li ha potuti riconoscere” (1Cor. 2,11) Noi siamo piccole creature di Dio, fatte a sua immagine e somiglianza, certamente amate più di quanto siamo in grado di pensare, ma pur sempre limitate nella capacità che abbiamo di conoscere tutta la verità di ciò che esiste, e ancora di più per quanto riguarda i pensieri e i segreti di Dio. Proprio per questo siamo esortati ad avere sempre fiducia in tutto quello che Dio ha fatto e continua a fare nel tempo.  Così, quando chiediamo una Grazia, non solo dobbiamo saper accettare i tempi di Dio, ma anche se non arriva, non dobbiamo perdere la fiducia, vuol dire che va bene così per noi, almeno per il momento. A volte può essere diversa la grazia che ci concede. Solo Dio conosce ciò che giova per il nostro bene.

  • La vita che ci attende

Il Signore assicura la ricompensa su tutto ciò che faremo di bene nel corso della vita terrena, fino al giorno in cui verrà la finale resa dei conti e allora speriamo che per tutti la ricompensa sia il Paradiso. Ora, però, mentre siamo qui sulla terra quel che non ho fatto lo posso ancora ricuperare; nel giudizio ultimo lo stato di vita non potrà più essere cambiato. Coscienti della realtà che ci attende, non dobbiamo perdere tempo non rimandando a domani il bene che oggi possiamo fare.

Non tutti siamo chiamati a delle grandi opere, ma sapendo che anche in solo bicchiere d’acqua trova la sua ricompensa, non dobbiamo trascurare di compiere anche piccole occasioni che la vita ci offre.

  • La scelta di vita

Più volte nella vita ci troviamo a fare delle scelte; una delle più importanti è quella vocazionale e cioè decidere per il Sacramento del matrimonio oppure per il cammino verso il Sacerdozio e la vita religiosa. Nel corso della vita molte sono le occasioni in cui dobbiamo prendere delle decisioni di minore importanza, ma pur sempre con un grande valore spirituale. È in queste se pur piccole occasioni che dovemmo avere il coraggio di scegliere strade che comportano un certo sacrificio. Sono i piccoli sacrifici, le piccole rinunce che fanno crescere nella vita spirituale e che certamente trovano la piena ricompensa da parte del Signore. Con serenità accettiamo di compiere ogni sacrifico, ben sapendo che gioverà alla crescita della nostra vita spirituale. Maria ci aiuti ad avere sempre speranza in ciò che ci attende.

 

 

 

 

Commento al Vangelo di Matteo 10,28

Commento al Vangelo di Matteo 10,28

“NON ABBIATE PAURA DI QUELLI CHE  UCCIDONO IL CORPO, MA NON HANNO  IL POTERE DI UCCIDERE L’ANIMA”                     (Matteo 10, 28)


Parola di Gesù è per noi regola di vita. Nel mondo in cui viviamo, Gesù ci esorta a non avere paura delle difficoltà che possiamo incontrare e delle persone che in qualche modo possono fisicamente farci del male. La persecuzione non è mai mancata nella storia del Cristianesimo. Significativo è l’esempio delle grandi difficoltà che Gesù ha incontrato nella sua Missione sulla terra. A conti fatti, però, non è il male che vince, ma il bene; non dobbiamo lasciarci intimorire da chi ci perseguita. Per quanto possibile, è importante fare attenzione a certe situazioni pericolose in quanto il vero pericolo è di coloro che tentano di uccidere l’anima, con idee e strumenti che veramente possono danneggiare la vita spirituale.Oggi il demonio ha scatenato una vera battaglia grazie ai mezzi di comunicazione, che vengono utilizzati non sempre per necessità umane, ma per diffondere immagini e programmi pornografici. Si tratta veramente di veleni che inquinano l’anima fino a far compiere azioni peccaminose.

  • Evitare il male e fare il bene

Come Cristiani dobbiamo impegnarci a fare il nostro possibile per evitare il male. Tutti siamo tentati dal demonio, ma attenzione, che ogni tentazione, anche se forte, non è mai più forte della nostra volontà. È il demonio che insinua il pensiero di non essere in grado di vincere la tentazione. Certamente, se vogliamo uscire vittoriosi da certe situazioni, è necessario ricorrere alla preghiera al santo Rosario, a delle semplici invocazioni come questa: Gesù, salvatore salvami, liberami. Se con vera fede ci mettiamo in preghiera, la vittoria è assicurata. Non deve mancare un efficace sostegno contro certe tentazioni e cioè dedicare tempo nel compiere atti di caritàIl tempo è oro e va speso bene, ma non in cose che non servono.

  • Una verifica

Coscienti del valore della vita che il Signore ci ha donato, è certo il fatto che un giorno dovremo rendere conto di come abbiamo vissuto i nostri anni qui sulla terra. Nessuno potrà evitare quel giorno di giudizio, che fra l’altro non sappiamo quando avverrà, ma che sicuramente ci sarà. Ora, nel corso della vita, possiamo anche da soli verificare come vanno le cose. Infatti, se la vita che si conduce è in obbedienza ai Comandamenti del Signore, si sperimenta Amore, gioia e pace; quando si cede alla tentazione, non c’è amore, né gioia e tanto mano la pace. Questa è una esperienza che tutti siamo in grado di fare. Certamente tutto deve essere compiuto con grande sincerità e trasparenza, evitando di negare la verità a noi stessi.

  • Non siamo soli

Nel cammino che stiamo facendo, non siamo soli, non siamo orfani. Anche se non abbiamo una famiglia, anche quando mancano i genitori, in forza del Battesimo oggi noi siamo membra, siamo parte viva di una famiglia spirituale, con Dio come Padre, Gesù come nostro Salvatore e lo Spirito Santo che illumina e sostiene il cammino che stiamo facendo. Non perdiamoci in vane considerazioni, ma viviamo con gioia quello che Gesù ci ha ottenuto con la sua Morte e Risurrezione.

Maria ci faccia sentire la gioia di essere veramente suoi cari figli.

Commento al Vangelo di Matteo 9,37-38

Commento al Vangelo di Matteo 9,37-38

LA MESSE È ABBONDANTE, MA SONO POCHI GLI OPERAI. PREGATE DUNQUE IL SIGNORE  DELLA MESSE, PERCHE’ MANDI OPERAI NELLA  SUA MESSE” (Matteo 9,37-38)


Il mondo oggi è un mare in tempesta, ma Gesù vede ancora molte persone in buone condizioni per un cammino cristiano. Quello che conta, ed è urgente, che ci siano persone disponibili ad aiutare queste persone nella loro crescita spirituale. Gesù ci esorta a non fermarsi di fronte alle difficoltà della vita, a non perdere tempo in vane considerazioni, ma a mettersi in preghiera supplicando “Il padrone della messe, perchè mandi operai nella sua messe”. Se questa preghiera viene fatta con fede, non mancherà una risposta positiva.

Compito di ogni di ogni cristiano è di non perdersi in cose di poco valore, ma trovare il tempo per mettersi in ginocchio e con perseveranza pregare perchè la Chiesa abbia sempre pastori bravi e capaci di guidare il popolo di Dio. Non lasciamoci scoraggiare dal momento particolare che oggi viviamo, dove molti dei nostri giovani sono ingannati anche dai mezzi di comunicazione che li distolgono dalle verità fondamentali della vita. Il demonio gioca tutte le sue carte e con malvagità inganna questa nostra gioventù e, in generale, le persone più semplici.

  • Una buona strada

Sappiamo bene che nella vita non si può amare ciò che non si conosce. Pertanto, oltre alla preghiera, è bene che si faccia tutto il possibile per far conoscere ai nostri giovani la bellezza e la preziosità della persona di Gesù. Lui è davvero “Un tesoro nascosto”, coloro che hanno la grazia di trovarlo, arrivano a lasciare tutto pur di averlo. Questo è confermato dal Vangelo di quell’uomo che trovato nel campo un grande tesoro, vende tutto quello che possiede per arrivare a far suo il campo dov’è il tesoro. Questa sarebbe l’evangelizzazione da fare da parte di tutti, ma in prima persona da parte dei Ministri della Chiesa. Una strada buona da percorrere per aiutare i giovani a fare delle valide scelte vocazionali, è esortali a lavorare per aiutare chi ha bisogno di assistenza; fare opere di carità concrete, aiutando anche economicamente chi è in difficoltà. Non giova pensare tanto a sé stessi, ma avere il coraggio di guardare e dare sostegno a chi soffre. Si tratta insomma di riuscire a superare certe forme di egoismo per dare spazio e modo a iniziative che siano tutte rivolte a servizio dei fratelli. Se un giovane segue questa strada, facilmente poi arriva a fare scelte di piena Consacrazione al Signore, anche in terre di missione.

  • Una maturità da raggiungere        

Il Signore ci ha dato il dono della vita, arricchita da preziosi talenti, che dovremmo saper gestire nel migliore dei modi. Dalla nascita in poi ogni giorno dovrebbe essere vissuto in modo da crescere e maturare in tutti i sensi. Nei primi anni di vita è il genitore che guida e sostiene il cammino, ma poi con il passare degli anni, siamo noi stessi a condurre le cose in modo che la crescita sia positiva e si raggiunga la maturità. Purtroppo, per tante cause e per mancanza di veri maestri, questa graduale maturità non avviene. Ci sono persone che nonostante la loro età avanzata, ancora dimostrano segni di grande immaturità. Non guardiamo gli altri, ma riflettiamo su noi stessi e preghiamo molto lo Spirito Santo affinché sia Lui a farci capire cosa è importante fare per arrivare ad essere persone veramente mature. Se ciò non avviene, allora invecchiare diventa un peccato, nel senso che si perde del tempo prezioso.

Il Signore ci vuole pronti e capaci di fare bene e con maturità il nostro dovere, fino al giorno in cui si concluderà il nostro cammino per vivere per sempre nella gioia della vita eterna.

  • Non perdere mai la speranza

Fino all’ultimo giorno che siamo sula terra, è sempre possibile mettere in pratica il verbo che ha fatto molti Santi: il verbo ricominciare. Abbiamo esempi storici di persone che sono passate da una vita disordinata a una maturità esemplare. Basti pensare a San Francesco.E allora diciamo come un giorno disse Sant Agostino: “Perchè loro e noi io?” Ci vuole coraggio è vero, ma la meta che ci attende è preziosa. Tutti possiamo arrivare a fare tanto bene ai nostri fratelli in difficoltà, con una scelta vocazionale coraggiosa. Ci vuole un bel colpo d’alachiediamolo alla nostra cara mamma celeste; sia Lei a farci comprendere quanto sia preziosa una vocazione al Sacerdozio o alla vita Religiosa.

Commento al Vangelo di Giovanni 6,58

Commento al Vangelo di Giovanni 6,58

“QUESTO E’ IL PANE DISCESO DAL CIELO… CHI MANGIA QUESTO PANE VIVRA’  IN ETERNO”                    (Giovanni 6,58)


L’Amore che Gesù ha per noi lo ha manifestato e oggi ancora lo manifesta, non solo con parole, ma con atti molto concreti e veramente miracolosi. Non sarebbe mai stato possibile per noi avere la possibilità di ricevere come segno di Amore il Corpo e il Sangue di Gesù. Già quando Gesù ha annunciato nella Sinagoga di Cafarnao, che avrebbe dato per noi come cibo spirituale il suo Corpo e il suo Sangue, tutti rimasero scandalizzati, ma Gesù lo confermò dicendo: “Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (v.56). Nonostante la nostra povertà, i nostri limiti e la nostra fragilità, Gesù ci viene incontro testimoniando, come detto, l’amore che ha per noi in un modo miracoloso: “Prendete e mangiate, questo è il mio Corpo”. Solo in Paradiso avremo la grazia di comprendere quale intensità d’Amore racchiude il dono che Gesù ci offre con l’Eucaristia. Adesso è bene non aspettare altro tempo per esprimere a Gesù tutta la nostra gioia e una grande riconoscenza per la possibilità di ricevere anche ogni giorno la Santa Eucaristia.

  • Il nostro atto di fede

Come possiamo, noi che siamo così poveri e limitati, arrivare a ricevere Gesù nelle condizioni che merita un Sacramento così grande e misterioso? Gesù conosce bene come siamo e quello che possiamo fare, sa bene che non siamo dei santi, ma ancora delle creature fragili; quello che dobbiamo fare è credere fermamente alla sua Parola: Questa, infatti, è la fede: Riconoscere il valore, l’autorità e l’autorevolezza della Parola che Gesù dice. Quello che Gesù vuole da noi è di esprimere con sincerità quello che sappiamo dire e quello che sappiamo fare evitando parole e gesti formali. Gesù vuole la sincerità del cuore.  Nessuno più di Lui conosce quello che siamo nel profondo del nostro essere; quindi, è importante mettersi nelle sue mani senza formali preoccupazioni e nella massima trasparenza.

  • Il nostro impegno

Sappiamo bene quanto sia necessario e importante fare la volontà di Dio; ecco, Gesù chiede a coloro che intendono seguirlo tre cose: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la tua croce e mi segua” (Mt.16,24). Ma in risposta a quel giovane ricco che un giorno gli ha chiesto cosa dovesse fare per avere la vita eterna, Gesù rispose: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!”. (Mt. 9,21).  Questo è quanto dovremmo fare se nel cuore e nella mente abbiamo la volontà di seguire Gesù. Non a tutti è richiesto quello che Lui ha suggerito al giovane ricco, ma per tutti è importante essere umili mettendo da parte il nostro io, portare con rassegnazione ogni giorno la propria croce e, in termini concreti e perseveranti, obbedire alla sua Parola. Dobbiamo fare attenzione al demonio che fa di tutto per impedire ogni nostro buon proposito, caricandoci di paure e di atti di falsa umiltà.

“La paura è la coda del diavolo” come dice il Santo Curato D’Ars. Mettiamoci con piena fiducia nelle mani di Gesù e di Maria e sempre troveremo la forza per vincere le difficoltà che la vita terrena oggi comporta. Maria ci sostenga in questo cammino.