Non siamo così bravi da essere già arrivati a questi livelli, è vero, ma ci dobbiamo sentire sempre in cammino per migliorare i nostri comportamenti. Così deve essere anche per quanto riguarda il perdono. Dobbiamo avere pazienza anche con noi stessi, senza perdere il coraggio quando siamo fortemente provati in alcune situazioni. Tutto questo, esige però un aiuto dal cielo. Dice Gesù: "Senza di me non potete far niente" (Gv.15,5); giustamente Gesù si riferisce al tralcio che staccato dalle "Vite" non potrà mai portare il grappolo a maturazione.
In alcune situazioni particolari è davvero difficile, senza una grazia speciale, arrivare a perdonare di vero cuore una persona, oppure condonare un consistente debito. Contro ogni resistenza che possiamo trovare nel perdonare certe persone, per noi deve prevalere l'obbedienzaalla parole di Dio che apertamente ci dice: Se non perdoneremo di cuore ciascuno al proprio fratello, non potremo avere noi stessi quella riconciliazione con Dio, tanto importante per il nostro cammino spirituale. E' comprensibile il prezzo che a volte si debba pagare per riportare la pace, ma se si arriva al perdono si compie sicuramente un opera buona e tanto efficace. Più di una volta, si è verificato il fatto di alcune persone che solo dopo aver vissuto in termini concreti l'esperienza del perdono, sono state liberate da forme di inquinamento e di infestazione che avevano origine diabolica. Questo conferma quanto sia importante trovare la forza per lasciar cadere certe offese. Cerchiamo di essere noi i primi a dare buon esempio e chiediamo di cuore alla nostra mamma celeste un suo aiuto per superare le comprensibili difficoltà che certe situazioni di perdono comportano.
Ecco un prezioso dono che Gesù concede a chi con fede si mette in preghiera. E' il dono della sua reale presenza.
Noi siamo povere creature, per cui è difficile arrivare a prendere coscienza di ciò che Gesù ci offre, ma se abbiamo piena fiducia nella Paroladi Gesù, con il proposito di vivere quello che si legge, la mente allora si illumina, e arriviamo gradualmente a prendere coscienza di quello che Gesù è per noi; dell'Amore che ha per noi.
"Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì io sono in mezzo a loro"
La preghiera, se veramente viene vissuta insieme come un momento di ascolto e di intimità con Gesù, ha un suo particolare valore: Gesù ci assicura in quei momenti la sua presenza.
Che questo avvenga ci viene testimoniato dai Santi, che quando pregavano nelle loro comunità , a volte arrivavano a delle vere esperienze mistiche (estasi). Noi non siamo Santi, ma anche noi, come loro, figli dello stesso Padre, per cui siamo amati con lo stesso Amore. La differenza tra noi e i Santi, sta nel fatto che non sempre noi abbiamo un cuore libero, non solo dal peccato, ma anche da tante preoccupazioni secondarie, che occupano troppo spazio nella nostra vita.
Nel corso della vita, molte sono le situazioni che viviamo, che dobbiamo affrontare, e non sempre sono cosi semplici e facili. Giova molto allora per la nostra vita spirituale, vivere il quotidiano con la certezza di essere sempre sotto gli occhi di Dio, che mai si dimentica di noi.
Questa è la meraviglia che Gesù opera in noi con la sua Presenza. Questo è il dono che noi possiamo ricevere se, con semplicità e con fede, decidiamo di ritrovarci insieme a pregare.
Alla mamma celeste, chiediamo che anche Lei sia presente nella nostra comune preghiera.
GUADAGNERA' IL MONDO INTERO, MA PERDERA' LA PROPRIA VITA?" (Matteo 16,26)
Siamo ogni giorno a contatto con persone, che sono convinte che la ricchezza in questo mondo, sia una conquista necessaria per vivere la vita in pienezza.
Dio ha voluto noi, creature umane con delle caratteristiche particolari, molto diverse e ben più preziose di tante altre creature che sono sulla terra: Dio ci ha creati a sua immagine e somiglianza; questo vuol dire, che non abbiamo soltanto un corpo, con tante belle e preziose facoltà che ben conosciamo, ma abbiamo una parte del nostro essere, che è spirituale. Questa dimensione spirituale del nostro essere, ci permette di vivere la nostra vita in un modo del tutto singolare e cioè, ci rende capaci di stabilire giuste, armoniche, equilibrate relazioni, con la natura, con le persone e soprattutto conDio.Facciamo allora un personale esame di coscienza e proviamo a rispondere a queste domande: Come vivo la mia relazione con le bellezze che la natura mi offre? Come vivo le mie relazioni con le persone che incontro ogni giorno?Ma soprattutto, come vivo la mia relazione con Dio?
Se queste relazioni le vivo bene, con semplicità , con serietà e competenza, allora la vita fiorisce e migliora di giorno in giorno; gradualmente, matura e diventa feconda. Quando invece vivo queste relazioni in modo superficiale e peggio ancora se inquinate dal peccato, allora la vita giorno dopo giorno inaridisce e per non soffocare, ci si aggrappa a tre idoli pericolosi, idoli che tutti ben conosciamo: il denaro, il potere e il piacere.
La vita che ci attende
Nessuno, qui sulla terra, ha pianta stabile. Per tutti, verrà il giorno in cui si concluderà il cammino che stiamo facendo. Giova molto allora pensare, senza perdere altro tempo, a ciò che ci attende nella vita futura. Se avremo fatto il possibile, per vivere in obbedienza alla Parola di Dio, e se avremo avuto il coraggio di ricominciare, quando per fragilità abbiamo peccato, allora raggiungeremo in quel giorno la "Sorgente" che ci ha generati e cioè "Dio, che è Amore".
Oggi, siamo quindi in cammino verso la pienezza della vita, la pienezza dell'Amore. Quello che sulla terra qualche volta possiamo avere sperimentato, è solo un segno, molto limitato e fuggevole, di ciò che avremo la grazia di vivere, se arriveremo in Paradiso. Chi ha grazia di entrare nella intimità di Dio, ci dicono i Santi, sperimenterà la potenza dell'Amore con una progressione tale, da farci perdere la percezione del tempo. Questa, è la vita che ci attende; questo, è il tesoro che Dio Padre desidera offrire a tutti i suoi figli. Non lasciamoci illudere da ciò che oggi ci può sembrare un valore indispensabile per avere una vita comoda. Mai dobbiamo dimenticare che Gesù, per offrire a tutti gli uomini la possibilità di raggiungere il Paradiso, ha offerto la sua vita al Padre, stendendo le braccia sulla Croce. E' Lui che, con il suo Sacrificio, ci ha riaperto le porte del Paradiso. Questo, è ciò che ci attende; questa, è la pienezza della vita.
Maria ci aiuti a vivere obbedienti al suo Figlio e capaci di compiere il nostro cammino, rivolti e attenti a quello che Lui continuamente opera per noi.
"GESU' DOMANDO' AI SUOI DISCEPOLI: LA GENTE, CHI DICE CHE SIA IL FIGLIO DELL' UOMO?" (Matteo 16,13)
Sono preziose e per noi importanti alcune domande che Gesù ha fatto ai suoi discepoli e che sono le stesse alle quali anche noi, oggi, siamo chiamati a rispondere. Un giorno, nella regione di Cesarea di Filippo, chiese ai discepoli: "La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?" Erano molte le persone che Gesù aveva incontrato, molti i miracoli compiuti, ma anche molte, purtroppo, le discussioni che aveva dovuto sostenere con gli Scribi e i Farisei, i quali, si erano sempre opposti alla sua missione. Essi, non l'hanno mai riconosciuto come il Verbo Incarnato, come vero Dio e vero uomo. Neppure di fronte ai miracoli che compiva sotto il loro occhi, non hanno mai saputo riconoscere in Gesù il grande atteso. Tutta questa resistenza alla verità , al prezioso dono che il Padre aveva dato, per la salvezza dell'umanità , era per Gesù un grande dispiacere, una vera sofferenza.
E' mai possibile che le tenebre, possano resistere ancora davanti a una Luce così potente?
Che cosa c'è, nell'essere umano, che ostacola la piena fiducia che dovremmo avere in Gesù? Certamente, è il demonio che ci tiene legati alle cose della terra al punto da non riuscire a vedere e contemplare la preziosità della persona di Gesù, la sua Parola, l'Amore che ha per noi.
Non fermiamoci più di tanto ad evidenziare il male che esiste nel mondo, ma apriamo il cuore e la mente alla conoscenza di quel Tesoro nascostoche Dio Padre ci ha donato.
Non si può amare ciò che non si conosce; questo è un dato di fatto molto vero. Come Cristiani, dobbiamo fare tutto il possibile per riuscire a rispondere personalmente alla domanda di Gesù. Possiamo considerare questo compito, una specie di esame di coscienza sul grado di maturità della nostra vita spirituale. Sempre però dobbiamo poi confrontarci con la sorgente della verità e cioè con il Vangelo, le Lettere di S. Paolo e tutta la Sacra Scrittura in generale.
Ora, ci può giovare un'attenta meditazione, su un brano della Lettera di S. Paolo ai Colossesi:
Questa è Parola di Dio, è Parola ispirata, quindi con un valore assoluto, anche se non è facile comprendere in tutti i particolari. Chiediamo a Maria, la grazia di riuscire a leggere e meditare con particolare attenzione queste parole così illuminanti sulla persona di Gesù.
Quando ci mettiamo in preghiera e abbiamo la grazia di stare in Adorazione di Gesù solennemente esposto, è importante avere un primo momento di raccoglimento per entrare in "sintonia" con Lui; si tratta cioè di prendere coscienza della sua Presenza e della possibilità che ci offre di avere un momento di intimità particolare. E' importante favorire questi momenti col silenzio e con l'ascolto e non interromperli con le preghiere che normalmente facciamo.
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