"NON DI SOLO PANE VIVRA' L'UOMO, MA DI OGNI PAROLA CHE ESCE DALLA BOCCA DI DIO" (Matteo 4,4)
L'azione del demonio è sempre attiva; è arrivato perfino a tentare Gesù nel deserto. Facciamo quindi attenzione anche noi, che siamo tanto poveri e fragili. Nessuno è confermato in grazia, pertanto è cosa buona essere ben corrazzati per non rimanere travolti da false idee o da pericolose tentazioni. Il modo sicuro per difendersi dal male è la preghiera; fatta bene, non formale o affrettata. Per tutti deve essere chiaro che solo nell'obbedienza al Vangelo si è rassicurati contro l'azione del demonio, che non risparmia nessuno e colpisce molto con astuzia.
La risposta di Gesù alla tentazione
La prima considerazione da fare è che Gesù ha risposto alle richieste del maligno con parole della sacra Scrittura. Se siamo capaci di fare così anche noi, la vittoria è assicurata. Alla richiesta del demonio di trasformare quei sassi in pane, per Lui che digiunava da quaranta giorni, Gesù rispose: "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio". Ecco il vero cibo a cui tutti dovremmo fare riferimento per vincere le tentazioni, e cioè leggere e meditare la Parola di Dio con perseveranza; leggere e meditare in modo particolare il Vangelo. La Parola di Dio, se letta e meditata bene, è veramente Luce che illumina il cammino che stiamo facendo e forza per rimanere fedeli ai nostri doveri.
Importante e veramente efficace per tutti, è vivere e stabilire in termini concreti un vero e sincero rapporto con Dio. A volte non si arriva a una sincera comunione con Dio perchè non vediamo realizzarsi certe grazie. Dio ha tempi e modi diversi dai nostri. Noi abbiamo un modo di pensare limitato, pertanto dovremmo avere fiducia in Dio anche quando non comprendiamo l'andamento di certi eventi storici e di altri che ci riguardano personalmente. I problemi comunque avranno buon fine se aspettiamo con santa pazienza i tempi di Dio, senza perdere la fiducia in Lui.
Il bene è più forte del male
Viviamo in un mondo dove sembra che il male, prenda il sopravvento sul bene. Gravi sono certe ingiustizie, tradimenti, infedeltà, bestemmie, aborti, uccisioni, furti, abusi sessuali, adulteri e poi l'abbandono della preghiera e di ogni pratica religiosa. Di fronte a tante miserie morali, sembra che il male sia più grande e più forte del bene. Non lasciamoci ingannare. Il bene non fa rumore, ma nel silenzio e nel nascondimento, ci sono tante anime belle che testimoniano che il bene c'è ancora. Ciò che garantisce la realtà dei fatti, è la parola di Gesù che in termini molto chiari afferma che "Le forze degli inferi non prevarranno" (Mt.16,18). Procediamo quindi con fiducia, affrontando con fede le difficoltà che incontriamo sul nostro cammino. Quello che è importante, è di non combattere da soli la buona battaglia quotidiana, ma avere sempre come riferimento la presenza di Gesù che anche oggi ripete: "Sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dei tempi" (Mt.28,20). La comunione con Gesù garantisce la vittoria su ogni tentazione.
Invochiamo la protezione di Maria, contro ogni avversità della vita. Lei è per noi una mamma che ci ha dato un grande esempio, nel credere alla Parola di Dio.
"AVETE INTESO CHE FU DETTO AGLI ANTICHI: NON GIURERAI IL FALSO...MA IO VI DICO NON
GIURARE AFFATTO" (Matteo 5,33)
Il Signore ci ha dato il dono della parola così da poter dialogare fra di noi. Dovremmo far tesoro di questa facoltà e non usarla per discorsi inutili o, peggio ancora, per discorsi cattivi. Ci sono persone poi che con facilità fanno giuramenti, anche su cose da poco o peggio ancora su falsità. Giurare il falso non solo è peccato, ma Gesù dice: "Fu detto agli antichi: Non giurare il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti, ma io vi dico: non giurare affatto" (v.33). Come Cristiani sappiamo quanto sia prezioso il dono di poterci comunicare i nostri pensieri e le nostre azioni; proclamare la nostra Lode al Signore; sostenere e incoraggiare chi soffre. Con una semplice parola si può rendere felice e sostenere anche persone che sono in difficoltà.
"Il coraggio della verità"
Gesù non solo condanna i giuramenti falsi, ma con fermezza esorta tutti a un comportamento sincero, trasparente, senza ambiguità, dire bianco se è bianco e dire nero se è nero. Come l'esperienza insegna, dire la verità non è facile e molte volte comporta sacrifici e avversità. La verità può anche ferire, ma è meglio accattare una ferita, che venire a sapere che alle spalle siamo criticati e giudicati anche con cattive intenzioni. Se una persona è sincera, se ha il coraggio di dire la verità, non cerca di garantire le sue affermazioni con tanti giuramenti, ma come dice Gesù non giura affatto. Una persona sincera viene molto apprezzata, non è così verso coloro che insistono con giuramenti per farsi accettare.
Nulla sfugge alla mente di Dio
È importante rendersi conto che tutto è presente alla mente di Dio. Lui conosce non solo le parole, le azioni, ma anche le intenzioni con cui facciamo certe affermazioni o compiamo certe opere. La verità, la sincerità in questo mondo non è considerata un valore, ma davanti a Dio un giorno dovremo rendere conto di come abbiamo adoperato la preziosa facoltà della "parola". Alcuni Santi ci dicono che dovremo rendere conto non solo del cattivo uso della "parola", ma anche delle parole inutili che abbiamo tante volte pronunciato.
Il valore del silenzio
C'è un modo di comunicare e di manifestare le proprie intenzioni non solo con la parola, ma anche con il silenzio. Penso che tutti abbiamo avuto la possibilità di sperimentare l’importanza del silenzio. Con il silenzio possiamo confermare o negare, possiamo dare risposte importanti, senza ricorrere a pericolosi giuramenti. Interessante un proverbio che dice: "Sta’ zitto e apri bocca soltanto se quello che dici è migliore del silenzio". Con Dio si dialoga più con il silenzio che con le parole; questo viene confermato dall’ esperienza dei Santi. Noi non siamo Santi, ma come Cristiani abbiamo il dovere di gestire bene il dono che abbiamo della parola. Un significativo esempio l'abbiamo in San Domenico che "O parlava di Dio o parla con Dio". Con la giusta parola e con un delicato silenzio, cerchiamo di vivere ogni giorno la nostra relazione con Dio e con il prossimo.
Maria ci aiuti ad essere delle persone capaci di gestire bene il dono della parola.
"RISPLENDA LA VOSTRA LUCE DAVANTI AGLI UOMINI" (Matteo 5,16)
Con il Sacramento del Battesimo la nostra vita terrena assume un particolare valore, perchè ci rende membra della famiglia di Dio e, quindi, con il prezioso dono di essere veramente suoi figli. Oggi possiamo chiamare Dio a pieno titolo "Padre nostro". Questo è un grande dono, ma anche una grande responsabilità. Tutti abbiamo dei diritti e dei doveri da compiere. Viviamo la gioia e il dono ricevuto; mettiamoci tutta la buona volontà per essere obbedienti a ciò che Dio, nostro Padre ci chiede. Compiere la volontà di Dio, non è sempre facile, a volte esige anche sacrificio, ma il risultato è davvero una benedizione. L'obbedienza ai Comandamenti e a tutto ciò che il Vangelo insegna, apre orizzonti nuovi e ci fa sentire pienamente realizzati. Ben diversa è la condizione di coloro che, pensando di essere persone autosufficienti, impostano la vita secondo i criteri e le leggi di questo mondo. Non lasciamoci ingannare dal demonio.
"Risplenda la vostra luce"
Come figli di Dio, non ci viene richiesto qualcosa che non sia possibile secondo le nostre condizioni, ma certo ci esorta a camminare sempre sulla strada giusta. Per la nostra fragilità perdiamo a volte la strada buona, Dio che è Padre, ci offre per mezzo del Sacramento della Confessione la possibilità di riprendere il cammino.
Si diventa luce per i fratelli nella misura in cui siamo obbedienti alla Parola e viviamo la comunione con Gesù. Un grande esempio l'abbiamo da San Paolo quando disse di sé stesso: "Per me, infatti, il vivere è Cristo" (Fil.1,31) Gesù ci esorta a una delicatissima intimità con Lui dicendo: "Rimanete nel mio Amore" (Gv.15,9). Questo livello di vita spirituale non si raggiunge da soli, ma con un aiuto particolare dello Spirito Santo; ecco perchè lo dobbiamo invocare con frequenza.
Essere dei testimoni
Come portatori di lucesiamo chiamati a compiere questo delicato compito là dove viviamo, in casa, nel proprio ambiente di lavoro, ovunque. Un compito però che non si assolve con semplici parole, ma va vissuto da veri testimoni, e cioè da persone che trasmettono agli altri quello che hanno vissuto e che vivono personalmente. Non posso dare agli altri quello che non ho. È difficile diventare veri testimoni. Chi è chiamato alla predicazione, chi è catechista, non dovrebbe mai predicare una verità senza averla personalmente vissuta o comunque con un serio proposito di viverla integralmente.
È Gesù che dobbiamo testimoniare
Molte sono le verità che siamo chiamati ad annunciare ai nostri fratelli, ma tutte devono avere un unico riferimento: la persona di Gesù, il suo volto, il suo Amore, la sua missione, dall'Incarnazione fino alla sua morte e Risurrezione.
Non è certamente un compito facile fare in modo che tutte le verità della fede abbiano come riferimento la persona di Gesù, ma questo è il mandato che Gesù ha dato ai suoi discepoli e quindi ai loro successori.
Chiediamo a Maria la grazia di essere dei veri testimoni del suo Figlio Gesù.
"BEATI I MISERICORDIOSI PERCHE'TROVERANNO MISERICORDIA” (Matteo 5,7)
Preziose e interessanti sono le Beatitudini che Gesù ci ha fatto conoscere per vivere bene la vita cristiana. Tutte le Beatitudini vanno meditate e soprattutto vissute in temini concreti; grande valore ha anche la seguente: “Beati i misericordiosi perchè troveranno misericordia”. Il termine “misericordia” va considerato nel suo duplice aspetto.
il primo aspetto indica il perdono che sempre dovremmo avere per un'offesa ricevuta o per un’ingiustizia subita. Non è facile perdonare, ma così si prega nel Padre nostro: “Rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Se non trovo il coraggio di perdonare il mio prossimo, come posso pretendere di avere il perdono da Dio? Se ci mettiamo buona volontà, con l'aiuto del Signore, si arriva al perdono, anche in situazioni difficili e che sembrano impossibile da superare.
Un secondo significato del temine misericordia, è quello di trovare il coraggio e il modo giusto per prestare aiuto a persone in difficoltà. Oggi sono molti i casi di persone in difficoltà sotto vari aspetti. Certamente non siamo sempre in grado di provvedere a tutto, ma dove è possibile non possiamo sottrarci al servizio richiesto. Significativa è la parabola del buon Samaritano, che a differenza di quel religioso che non ha dato aiuto a quell’uomo che era stato derubato e ferito, lui, il Samaritano, per aiutarlo ci ha rimesso di persona, di tempo e di denaro. Da considerare poi che molti sono i casi dove non si tratta solo di necessità fisiche, ma spirituali. Ciascuno è chiamato a dare quello che ha e nella misura di cui dispone; importante è che si vinca ogni forma di egoismo.
Alla base di ogni Beatitudine sta il comandamento dell’amore; “Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi” (Gv. 13,34). Verso tutti abbiamo il dovere del rispetto. Con le persone che conosciamo per motivi più personali è bene avere una serena cordialità. Con persone che ci legano grazie a una parentela umana o spirituale, la relazione deve avere un carattere più intimo. Ecco, le Beatitudini ci indicano come dovremmo comportarci nelle diverse situazioni. Dobbiamo fare tutto il possibile per evitare discussioni inutili e velenose gelosie, in assoluto dobbiamo evitare di recare del male alle persone. Grazie ai Comandamenti che Dio ha dato da osservare, Gesù, non solo conferma i dieci punti della Legge, ma completa il comportamento che dovremmo avere nella vita con le nove Beatitudini. Gesù lo conferma dicendo: “Non sono venuto ad abolire, ma a dare compimento alla Legge”. Alcuni pensano che i Comandamenti siano ormai sorpassati e invecchiati, ma la Parola di Dio è da sempre e per sempre. Lo spirito che dobbiamo avere come Cristiani, è di fare tutto il possibile per corrispondere all’Amore che Gesù ha per noi con l’obbedienza alla sua Parola. Se questo avviene, nasce spontaneamente nel cuore Amore, gioia e pace. Ben diverso è lo stato d’animo quando una persona vive nel peccato.
La nostra cara mamma celeste ci sostenga con la delicatezza del suo amore.
"LI CHIAMO', ED ESSI SUBUTO LASCIARONO LA BARCA E IL LORO PADRE E LO SEGUIRONO" (Matteo 4,22)
Gesù ha voluto unire alla sua Divina missione alcune persone che avrebbero poi in seguito dato testimonianza e continuità alla sua opera. Così ha iniziato a chiamare Pietro e Andrea, poi Giacomo e Giovanni che, come pescatori, erano impegnati nel preparare le reti per la pesca. Ciò che meraviglia in queste chiamate, è la tempestività della loro risposta: "Subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono" (vv.20-22). Questo vuol dire che Gesù li ha raggiunti con una grazia particolare prima che con la sua Parola. Gesù è Dio pertanto le sue azioni hanno sempre l'impronta della sua natura Divina. Ogni vocazione alla vita Consacrata, nelle sue forme diverse, è frutto di una Grazia che va accolta e portata a termine con fedeltà.
Un cammino con Gesù
Ogni persona è chiamata, nel corso della propria vita terrena, ad assolvere un suo compito particolare e questo dovrebbe essere fatto sempre con competenza e generosità. Alcune vocazioni hanno però dei compiti singolari e per questo svolgono un cammino di preparazione prolungato. Così è stato per gli Apostoli che Gesù, dopo averli chiamati, ha voluto che rimanessero con Lui giorno dopo giorno, per essere poi in grado di affrontare bene la missione affidata loro.
Ogni persona ha il dovere di consolidare la propria chiamata con una intensa e quotidiana vita spiritual, fatta di preghiera e di comunione con Gesù, così come è stato per gli Apostoli. Generosamente deve essere accettato il sacrificio che comporta lo studio e la preparazione alle varie discipline. Sarà poi lo Spirito Santo a rendere fecondo il personale cammino vocazionale.
Chiamati a collaborare
In nome di una fraternità cristiana, che non dovrebbe mai mancare, tutti abbiamo il dovere di collaborare per il buon esito delle vocazioni, specialmente quelle al Sacerdozio e alla vita Religiosa. La prima cosa da fare è pregare perchè il Padre mandi ancora operai nella sua messe. Le vocazioni alla vita Consacrata sono un dono per tutta la comunità cristiana. Il Santo Curato D'Ars diceva che: "Quando l'ultimo Sacerdote, dirà l'ultima Messa, quello sarà l'ultimo giorno della vita sulla terra". Questo è vero, perchè celebrando la Santa Messa, il Sacerdote offre al Padre il Sacrificio di Cristo, che si attualizza nel tempo presente, per la salvezza dell'umanità. Quando verrà meno questo Sacrificio, sarà la fine del mondo.
Non deve mai mancare per le vocazioni una sincera preghiera, perchè chi è chiamato al Sacerdozio o alla vita Religiosa, sia sempre fedele e perseverante nel compimento del proprio Ministero, anche durante le inevitabili difficoltà che la vita terrena comporta. Viviamo dunque con generosità questa buona azione di carità. Uno dei modi più efficaci per assolvere questo dovere, è prendere del tempo per stare davanti a Gesù in Adorazione; ogni giorno è solennemente presente nelle Cappelle di Adorazione Perpetua che abbiamo al Chiesino di San Paolo e alla Sacra Famiglia. Gesù ci ascolterà e quello sarà un tempo fecondo per tutti.
Maria sostenga con il suo materno aiuto tutti i chiamati alla vita Consacrata.
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