Nato da famiglia nobile e ricca, fin da giovane seguì la vocazione e si trasferì a Firenze, dove, insieme all’amico Barduccio Barducci, si dedicò a opere di carità. Secondo la leggenda, si ritirava in preghiera presso una Cappellina in loc. Vespignano, mentre nei campi i buoi portavano a termine da soli l’opera interrotta.
Il ministero
Fin dai più teneri anni fu uomo pio, caritatevole e adorno di illibati e santi costumi. Dedicò quasi un secolo al servizio dei poveri, degli emarginati, carcerati, colerosi, appestati. Morì, infatti, alla veneranda età di 96 anni nel 1331 e fu sepolto nel Chiostro interiore del Monastero di San Pier Maggiore in Firenze dove il suo corpo si venera fin dal 1803.
La storia biografia del Beato Giovanni Bruni da Vespignano è minuziosa, meticolosa, ma la cosa davvero straordinaria è leggere la relazione delle feste, fatte in Mugello durante il trasporto della salma del Beato che venne ritrovata “miracolosamente ancora intatta”.
Vivaldo prese la decisione di condurre una vita eremitica: visse nella selva di Camporena, abitando in un tronco cavo di un grande castagno dove, al termine della sua vita, venne ritrovato morto.
Adolescente perse l’amata madre trovando però il conforto di Bartolo da San Gimignano, anch’egli Beato, che da quel momento divenne la sua guida spirituale. La storia ci rimanda ad un giorno di pioggia durante il quale, Bartolo e Vivaldo, videro venire loro incontro, nei pressi della Chiesa, un vecchio tutto bagnato. Bartolo, che ne era il Parroco, offrì ospitalità facendolo sedere vicino al fuoco il pover’uomo lavandogli i piedi con riverenza, suscitando l'ammirazione di Vivaldo. Bartolo fece cenno a Vivaldo di preparare anche il letto e di prepararsi ad una notte di preghiera. Durante la notte una voce disse loro che avevano ospitato Cristo: andarono subito a guardare nel letto, trovandolo vuoto. Improvvisamente, una mattina, Bartolo si risvegliò ammalato di lebbra. Vivaldo si occupò di Bartolo e degli altri lebbrosi per un lungo periodo di tempo (circa un ventennio) fino alla morte di quest'ultimo avvenuta il 12 dicembre del 1300.
Festa di Sant’Andrea, Apostolo: nato a Betsaida, fratello di Simon Pietro e pescatore insieme a lui, fu il primo tra i discepoli di Giovanni Battista ad essere chiamato dal Signore Gesù presso il Giordano. Lo seguì e condusse da lui anche suo fratello.
Lasciò subito le reti e lo seguì
“Maestro, dove abiti?”. La risposta di Cristo alla domanda di Andrea non tarda ad arrivare: “Venite e vedrete”. Un invito a cui non è possibile tirarsi indietro e che prefigura la successiva chiamata, rivolta da Gesù sulle rive del mare di Galilea anche a Simone: “Seguitemi vi farò pescatori di uomini”.
I due restano scossi, ma non hanno esitazioni e, come racconta l’evangelista Matteo, “subito, lasciate le reti, lo seguirono”. Da quel primo incrocio di sguardi, scaturisce un cammino di fede, una sequela di Cristo nella quotidianità. Andrea è infatti uno dei dodici, che il Figlio di Dio sceglie come amici più intimi.
Gesù accresce ogni giorno di più la fede dell’apostolo quando, insieme a Pietro, Giacomo e Giovanni, lo conduce in disparte sul Monte degli Ulivi rispondendo loro alle domande sui segni degli ultimi tempi. Gli Atti degli Apostoli riferiscono che insieme agli altri compagni si diresse verso Gerusalemme dopo l’Ascensione. Scrittori cristiani riferiscono che l’apostolo, avrebbe evangelizzato l’Asia Minore e le regioni lungo il Mar Nero giungendo fino al Volga; oggi è infatti onorato come patrono in Romania, Ucraina e Russia. La Chiesa di Costantinopoli lo venera come suo insigne patrono.
Martire sulla croce decussata
La sua predicazione prosegue in Acaia e, intorno all’anno 60 a Patrasso, Andrea va incontro al martirio: appeso ad una croce che egli volle ad X, come ad evocare l’iniziale greca del nome di Cristo.
San Bernardino da Siena, sacerdote dell’Ordine dei Minori, che per i paesi e le città d’Italia evangelizzò le folle con la parola e con l’esempio; diffuse la devozione al Santissimo nome di Gesù, esercitando instancabilmente il ministero della predicazione con grande frutto per le anime fino alla morte avvenuta all’Aquila in Abruzzo.
Il Ministero
Questo illustre e degno discepolo di S. Francesco d'Assisi, nacque dalla nobile famiglia degli Albizzeschi nei pressi di Siena. Non aveva ancora tre anni quando rimase orfano di madre, e a sei, anche di padre. Bernardino, modesto e cortese con tutti, cresceva, sotto la tutela delle pie zie e venne allevato ed educato alla scuola di Maria SS.ma tanto che ogni giorno si recava a pregare e venerare un'immagine della Vergine.
Dopo gli studi in filosofia, si dedicò al diritto ecclesiastico e civile, ma più di tutto, della Sacra Scrittura. Ventenne, fu tra i generosi fedeli che si dedicarono con eroica carità a curare gli appestati rimanendo, per disposizione divina, illeso da tale morbo.
Nel 1402 si unì ai figli del Poverello d'Assisi, tra i quali un anno dopo emetteva la sua professione religiosa e nel 1404 celebrava la sua prima Messa. Fu predicatore insigne di Fiesole. Tre argomenti trattava con predilezione: la carità, la devozione alla SS. Vergine, ed il SS. Nome di Gesù, di cui fu uno dei primi strenui propagatori e di cui parlava sempre con trasporto. L'eloquenza sua piegava il popolo e lo trascinava ove voleva. D’altra parte, il Signore ne rafforzava la parola con miracoli.
Festa di San Mattia, apostolo, che seguì il Signore Gesù dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui Cristo fu assunto in cielo.
Mattia
Di Mattia si parla nel primo capitolo degli Atti degli apostoli, quando viene chiamato a ricomporre il numero dei dodici, sostituendo Giuda Iscariota. Viene scelto con un sorteggio, attraverso il quale la preferenza divina cade su di lui. Fu questa la prima elezione a dignità ecclesiastica. Mattia accettò quella carica di somma responsabilità con rendimento di grazie a Dio. Rimase quindi nel cenacolo in compagnia degli altri Apostoli fino al giorno in cui, il Divin Paraclito, scese dal cielo a portare i suoi doni.
Il testo degli Atti ci suggerisce i tratti che devono contraddistinguere gli Apostoli: la fedeltà nel discepolato, aver quindi seguito Gesù fin dall’inizio; l’incontro con il Risorto, per testimoniare la sua risurrezione non per sentito dire ma per averla constatata di persona; il mandato, essere scelto da Dio e “inviato” per essere “testimone della Risurrezione”.
Dopo Pentecoste, non sappiamo per quanti anni abbia predicato Mattia; è certo che fu fedele al suo apostolato, e che coronò le sue virtù ed il suo zelo col martirio. Fu ucciso a Sebastopoli dopo essere stato decapitato, e le sue reliquie, molto venerate, si conservano, parte a Treviri nella Germania e parte in Santa Maria Maggiore a Roma.
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