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Beato Piero Gambacorta – Religioso 18 Giugno

Beato Piero Gambacorta – Religioso 18 Giugno

  18 Giugno

Beato Piero Gambacorta – Religioso – Memoria facoltativa

Martirologio Romano

NATO: Pisa1355 

MORTO: Venezia1435

A Venezia, beato Pietro Gambacorta, fondatore dell’Ordine degli Eremiti di San Girolamo, i cui primi seguaci furono dei briganti da lui convertiti.

Il Ministero

Pietro Gambacorta da Pisa è il fondatore della Congregazione degli Eremiti, o Fratelli Poveri, di S. Girolamo (noti anche con il nome di "Girolamiti"). Al tempo della sua giovinezza Pisa era una repubblica e suo padre, che portava il suo stesso nome, ne era il podestà. All'età di venticinque anni Pietro, travestito da penitente, lasciò segretamente la casa paterna andando a vivere in solitudine sul monte Bello, sostenendosi con l'elemosina degli abitanti del villaggio vicino. Là trovò i mezzi per costruire un oratorio e celle per una dozzina di compagni (la tradizione popolare dice che fossero briganti da lui convertiti); scelse Girolamo (30 set.) come patrono della nuova congregazione e redasse una regola, che includeva alcune norme tratte dagli scritti di quel grande dottore. I suoi monaci osservavano quattro quaresime all'anno, digiunando tutti i lunedì, mercoledì, venerdì e ogni notte prolungavano la preghiera di due ore dopo l'Ufficio Mattutino. Nel 1393 suo padre e i suoi fratelli furono assassinati da nemici politici: l'istinto del legame famigliare lo spingeva a lasciare il suo eremo per compiere la vendetta ma, come la sorella, la B. Chiara Gambacorta (17 apr.), ritenne doveroso perdonare gli assassini. La congregazione approvata da papa Martino V nel 1421 si diffuse presto in varie parti d'Italia (contava a quel tempo quarantasei case nelle sole province di Ancona e Treviso). Piccoli gruppi di eremiti e terziari si affiliarono alla congregazione, che nel 1668 fu poi unita da papa Clemente IX a quella di S. Girolamo di Fiesole; questo nuovo ordine è sopravvissuto fino al 1933. 

Beato Giovanni Dominici Vescovo – 10 Giugno

Beato Giovanni Dominici Vescovo – 10 Giugno

     10 Giugno

Beato Giovanni Dominici Vescovo –Domenicano– Memoria -

Martirologio Romano

NATO: Firenze, 1356 

MORTO: Buda, 10 giugno 1419

A Budapest in Ungheria, transito del beato Giovanni Dominici, vescovo di Dubrovnik, che, al termine della Peste Nera, riportò nei conventi dei Predicatori in Italia l’osservanza della disciplina e, mandato in Boemia e in Ungheria per contrastare la predicazione di Giovanni Hus, morì in questa città.

Il Ministero

Giovanni non possedeva né l'una né l'altra: la sua famiglia a Firenze era di umili origini e il suo grado di istruzione al di sotto della media; in più era balbuziente. La sua serietà e la sua ostinazione furono però premiate e a diciotto anni vestì l'abito domenicano nel convento di S. Maria Novella. Nel frattempo, si sforzò di vincere la balbuzie, che gli creava stati di ansia; studiò all'università di Parigi, divenendo uno dei teologi più in vista del suo tempo e un predicatore eloquente. Scrisse diversi commenti della Sacra Scrittura e delle laudi (inni in lingua volgare).

Dopo aver completato gli studi insegnò e predicò per dodici anni a Venezia; divenne priore a S. Maria Novella; fondò nuove case dell'ordine a Fiesole e Venezia, dove trasformò il monastero benedettino del Corpus Christi in un convento di suore domenicane. Contribuì molto alla riforma dell'ordine nell'Italia settentrionale, introducendo o rimettendo in vigore in molti monasteri una stretta osservanza della Regola di S. Domenico, con l'approvazione del maestro generale Raimondo da Capua (5 ott.).

Godeva di un'alta reputazione di diplomatico e negoziatore accanto a quella di teologo.

Scrisse due importanti trattati educativi, “Lucula noctis” e “Regola del governo di cura familiare”, e un'opera ascetica, “Trattato d'amore”.

Al rientro di uno dei suoi tanti viaggi, morì il 10 Giugno 1419 a Budapest.

Beato Francesco Patrizi Sacerdote – 8 giugno

Beato Francesco Patrizi Sacerdote – 8 giugno

   8 Giugno

Beato Francesco Patrizi Sacerdote  

Martirologio Romano

NATO: Siena1266

MORTO: Siena26 maggio 1328

A Siena, beato Francesco Patrizi, sacerdote dell’Ordine dei Servi di Maria, si dedicò con mirabile zelo alla predicazione, alla direzione delle anime e al ministero della penitenza.

Il Ministero

Il giovane Francesco si era scelto come speciale madre e signora la Vergine gloriosa, e l’onorava con tanta riverenza di mente e di cuore, da non chiamarla se non col nome di Signora. Aveva la consuetudine di inginocchiarsi davanti alla sua immagine almeno cinquecento volte tra il giorno e la notte: recitava l’Ave Maria e altre lodi della Vergine e la supplicava perché il giglio della sua verginità non venisse mai reciso. Pregava intensamente per ottenere l’umiltà del cuore, pazienza nelle avversità e fortezza nel respingere le insidie del maligno. Costringeva la carne a servire docilmente lo spirito, e quando impetuose passioni scuotevano il suo animo, con la sua supplice preghiera le sfracellava sulla roccia, Cristo, e sulla Vergine gloriosa, sua Signora. Con lacrime e sospiri lavava le colpe veniali che talvolta, subdole, si infiltrano nella mente; portava il cilicio sulla carne e domava il corpo con flagelli e percosse.

Frequentemente meditava e ruminava in cuor suo queste parole: «Fuggi lontano dagli uomini», ma lo Spirito Santo gli fece intendere che la colpa sta nell’imitazione dei vizi e non nelle relazioni con gli uomini. Anzi, questo contatto gli avrebbe procurato una quantità maggiore di meriti se, con le sue esortazioni e con gli esempi della sua vita, fosse riuscito a strappare dalle fauci del maligno e indirizzare sulle vie della santità quanti camminavano come bestie selvatiche per le vie pericolose del mondo ed avevano deviato dietro i vizi per inganno del demonio.

Comprese allora il servo di Dio, Francesco, che nel suo intimo parlava il Signore. Mosso da questa ispirazione celeste, decise di entrare immediatamente in religione, e spogliato di ogni suo avere, senza niente di proprio, avrebbe potuto più liberamente imitare Cristo povero e la Vergine gloriosa; e nel fiore della sua verginità e purezza, lui vergine, avrebbe servito in modo più gradito alla Vergine Madre e al Figlio della Vergine.

Beata Anna Maria Taigi – Memoria in Siena – 9 giugno

Beata Anna Maria Taigi – Memoria in Siena – 9 giugno

9 Giugno

Beata Anna Maria Taigi – Memoria in Siena -

Martirologio Romano

NATA: 29 maggio 1769, Siena

MORTA: 9 giugno 1837, Roma

A Roma, beata Anna Maria Taigi, madre di famiglia, che, pur maltrattata da un marito violento, continuò a prendersi cura di lui e a provvedere all’educazione dei suoi sette figli, senza mai trascurare la sollecitudine spirituale e materiale per i poveri e gli ammalati.

Il Ministero

Fin dai primi anni della sua vita Anna Maria conobbe la povertà e visse in essa per tutta la vita. Fu mandata in una scuola per fanciulle povere e a tredici anni dovette iniziare a guadagnarsi da vivere, prima lavorando in alcune fabbriche e poi come cameriera presso una nobildonna, subendo il fascino della vita mondana condotta dalla sua padrona. Nel 1790 sposò Domenico Taigi, servitore a Palazzo Chigi (nobile famiglia romana): ebbero sette figli e si presero anche cura dei genitori di Anna.In questa dura vita di lavoro, ella sentì presto la necessità di un direttore spirituale che alla fine trovò in padre Angelo, datando la sua conversione al primo incontro con lui.  Rinunciò a tutti gli interessi mondani indossando gli abiti più modesti e pregando continuamente mentre svolgeva i lavori domestici; fece lavori di cucito (un impiego a domicilio molto mal pagato) e nello stesso tempo si dava da fare per trovare soldi o cibo per aiutare quelli che erano più poveri di lei. Ogni mattina riuniva quelli di casa per la preghiera, e quelli che partecipavano alla Messa si incontravano di nuovo per letture spirituali e la preghiera serale. La sua vita spirituale raggiunse un livello molto alto; si preoccupava molto dei pericoli che minacciavano la Chiesa e dell'opera del demonio nel mondo. Padre Angelo la mise in contatto con il cardinal Pcdicini, che condivise la responsabilità della guida spirituale di Anna per trent'anni e che, dopo la morte della beata, mise per iscritto le angosce spirituali che essa attraversò e la grande consolazione che trovò nella fede. Fu forse lui a farla conoscere come donna saggia capace di essere d'aiuto ad altri nel cammino spirituale, e molti vennero a lei per un consiglio e una richiesta d'intercessione.  Fu beatificata da papa Benedetto XV nel 1920 e i suoi resti sono conservati nella chiesa di S. Crisogono, appartenente ai trinitari, essendo lei terziaria di quest'ordine.

Beato Andrea Gallerani Laico – 20 giugno

Beato Andrea Gallerani Laico – 20 giugno

  20 Giugno

Beato Andrea Gallerani Laico

Martirologio Romano

NATO: Siena

MORTO: 19 marzo 1251, Siena

A Siena, beato Andrea Gallerani, visitò e consolò con premura gli infermi e gli afflitti e radunò i Fratelli della Misericordia, perché, come laici senza voti, servissero i poveri e i malati.

Il Ministero

Nacque a Siena nella famiglia dei Gallerani, fu un coraggioso soldato che condusse i senesi alla vittoria contro gli orvietani. Uccidendo un uomo che bestemmiava apertamente Dio, fu costretto a fuggire dalla giustizia o dalla vendetta degli amici della sua vittima e si ritirò nella proprietà della sua famiglia sulla costa. Quando tornò nella sua città natale, non trovò pace se non facendo penitenza, dedicandosi alla carità, dove fondò un ospedale per i poveri, che servì con grande dedizione. 

Fondò i Fratelli della Misericordia, che si dedicavano alla cura dei malati e dei poveri, e si dedicavano alla cura dei malati e al conforto dei tristi, e non fu mai un'istituzione religiosa, ma una carità formata da laici. Il resto della sua vita fu diviso tra attività caritative e preghiera. La sua società, i cui membri indossavano una specie di mantello con una croce e la lettera M, continuò fino al 1308, quando si unì all'Ordine Domenicano.

Molti miracoli furono attribuiti ad Andrea. In un'occasione guarì un piede che stava già iniziando a cancrena, ancora una volta camminava magro a piedi e senza bagnarsi per la pioggia per le strade di Siena, mentre cadeva un violento acquazzone. In un'altra occasione, tornando a tarda notte da una missione di beneficenza in un luogo lontano, la porta d'ingresso e le porte di casa sua si aprirono di propria iniziativa. Morì a Siena pieno di meriti per la sua grande carità. Il suo culto fu confermato il 13 maggio 1798 da Papa Pio VI. La sua festa si celebra a Siena il 20 giugno.