"VOCE DI UNO CHE GRIDA NEL DESERTO: PREPARATE LA VIA DEL SIGNORE, RADDRIZZATE I SUOI SENTIERI" (Luca 3,4)
Giovanni Battista, prima di iniziare la sua opera di evangelizzazione, ha vissuto anni nel deserto conducendo una vita di preghiera e di penitenza. Questa è stata la sua prima testimonianza, non fatta di parole, ma di una grande intimità con Dio, maturata e cresciuta giorno per giorno lontano dal mondo rivolto e attento alle realtà del cielo. Non tutti sono chiamati a vivere un'austerità di vita come Giovanni Battista; indispensabile per tutti è una vita di preghiera e di obbedienza alla Parola di Dio. Giovanni Battista, a coloro che si avvicinavano a lui, con forza diceva: "Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri". Questo grido continua nel tempo ed è rivolto a ciascuno di noi che ancora siamo tanto preoccupati per i nostri problemi umani e poco attenti alla vita spirituale..
Personalmente, noi stessi siamo in grado di verificare se il cammino che stiamo facendo sulla terra è fatto bene oppure no. Sono preziosi e utili in merito i primi tre dei nove frutti dello Spirito Santo, che San Paolo elenca nella Lettera ai Galati: "Amore, gioia, pace" (Gal.5,20). Se la vita è condotta bene, con la giusta attenzione al corpo e all'anima, veramente percepiamo un senso di Amore, di gioia e di pace; quando invece l'attenzione è tutta rivolta alla cura del corpo e niente si pensa a tutto ciò che esige la vita spirituale, allora viene a mancare la capacità di amare; manca una naturale serenità e manca anche la pace in noi e nelle nostre famiglie. Quei tre frutti, sono quindi come un termometro che mette in chiara evidenza l'attuale condizione di vita, positiva o negativa.
Chi ha tempo, non aspetti altro tempo  Â
Il tempo è prezioso e non torna indietro; pertanto, è saggezza umana, quando la coscienza ci fa sentire che non siamo sulla strada giusta, non rimandare a domani, quello che oggi possiamo fare. Il nostro compito, come grida Giovanni Battista, è metterci tutta la buona volontà per raddrizzate certi sentieri; se questo viene fatto con un impegno costante, con buona volontà e con l'aiuto dello Spirito Santo, allora si arriva a sperimentare una felice e feconda salute generale, con il vantaggio di essere anche di sostegno alle persone che incontriamo.
Maria, la nostra mamma, ci aiuti ad essere persone "sane" nel corpo e nell'anima.
"ALLORA VEDRANNO IL FIGLIO DELL'UOMO VENIRE SU UNA NUBE CON POTENZA E GLORIA GRANDE" (Luca 21.27)
La vita terrena è un cammino per costruire, giorno dopo giorno, una realtà che dura per sempre e cioè: la vita eterna. Purtroppo, i problemi della vita presente, facilmente oscurano la preziosità della vita che ci attende. Prendiamo coscienza che la morte non è un termine di arrivo, ma un passaggio per entrare nella vita piena che sarà per sempre. Questo passaggio è per ogni persona nel tempo che nessuno conosce; Gesù ci ha detto che per tutti verrà il giorno che "Vedremo il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria grande" (v.27). Tutti coloro che ancora non conoscono questa verità e coloro che purtroppo non credono a questa verità , non potranno sottrarsi da questa visione, perchè verrà come un fulmine, pertanto, anche nel caso in cui non lo volessimo, accadrà inevitabilmente.
Siamo pronti a questa visione? Â
Ciò che Gesù ha detto, certamente avverrà ; nessuno conosce il giorno in cui i nostri occhi verranno colpiti da questa miracolosa apparizione. Che cosa dobbiamo fare adesso? La prima cosa è vivere la vita quotidiana in obbedienza ai Comandamenti che Dio ci ha dato, mettendo al centro della nostra vita la persona di Gesù, che non è lontano da noi, Lui stesso ha detto: "Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dei tempi" (Mt. 28,20). Gesù conferma questa sua presenza con la bellissima e significativa immagine della Vite e dei tralci; una presenza che esige sempre anche la nostra collaborazione. Il tralcio, infatti, porta a termine il bel grappolo d'uva non da solo, ma soltanto se unito alla Vite. Il peccato presente oggi nel mondo, è dovuto al fatto che molte persone pensano di essere tralci autosufficienti; vivendo così, cadono in una condizione di vita spirituale sempre più povera, fino ad arrivare alla totale aridità spirituale. Gesù è stato molto chiaro in merito a questo dicendo: "Senza di me non potere fare nulla" (Gv.15,5). Nell'obbedienza alla Parola di Gesù, nell'impegno a vivere la vita come un dono e con particolare attenzione alle necessità del prossimo, maturiamo la condizione necessaria all’incontro. Serenamente e con gioia verrà il giorno in cui vedremo venire Gesù dal cielo, con grande potenza e gloria. Purtroppo, viviamo in un mondo che non si sta preparando a questo evento; sarà importante non dimenticare quello che ancora Gesù ha detto: "Noi viviamo nel mondo, ma non siamo del mondo" (Gv.17,14).
La gioia dell'attesa
Una persona di fede, vive il tempo di attesa della venuta del Figlio dell'uomo, non con paura, ma con animo sereno. La motivazione di tale serenità , consiste nel fatto che ogni giorno ha la grazia del contatto con Gesù, presente nell' Eucaristia. Un dono che si può ricevere ogni giorno. Nessuno di noi avrebbe mai pensato di poter Adorare e ricevere l'Eucaristia. Questo è il dono che Gesù ha voluto concedere a chi crede e ha fiducia in Lui. E’ un dono annunciato a Gesù nella Sinagoga di Cafarnao e che poi ha storicamente realizzato nell'ultima Pasqua che ha vissuto con i suoi Apostoli. Una efficace preparazione all'evento del ritorno di Gesù, è proprio nel vivere il Sacramento dell'Eucaristia con profonda fede.
Maria ci aiuti ad essere persone che attendono con gioia il ritorno di Gesù.
"ALLORA PILATO GLI DISSE: DUNQUEÂ TU SEI RE? RISPOSE GESU': TU LO DICI;Â IO SONO RE". (Giovanni 18,37)
E' importante avere sempre presente che tutto quello che Gesù ha vissuto e sofferto fino alla condanna a morte, lo ha accetto per la nostra salvezza; è un "debito" che Gesù ha pagato per liberarci dalla gravità e dalle conseguenze del peccato commesso. Se oggi siamo in Grazia di Dio, e come tali figli di Dio, è tutto e solo per suo merito. Dovremmo meditare di più su quello che Gesù ha fatto per salvarci. Pensiamo al momento vissuto nelGetsemani, dove ha sofferto fino a sudare sangue. Quando è stato portato davanti al Sinedrio, oppure davanti a Pilato, che durante l'interrogatorio fra le altre cose gli chiese: "Dunque, Tu sei re? Gesù rispose: tu lo dici io sono re" (v.37). Una tale risposta ha messo in chiara evidenza che il suo regno non era di questo mondo. Forse, Pilato, non si aspettava questa dichiarazione; alla fine, lui stesso era intenzionato a lasciarlo libero. Sono state le insistenze dei nemici di Gesù, la loro durezza di cuore, a opporre resistenza fino al punto di strappare il permesso di mettere a morte Gesù. Grave è stata questa cattiveria.
Il mio regno non è di questo mondo"
Quello che per noi è importante sapere è che Gesù, se avesse voluto, avrebbe potuto cambiare tutto in un momento; disse: "Se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perchè non fossi consegnato ai Giudei" (v.36). Allora Pilato di nuovo gli disse:"Dunque tu sei re?" Gesù rispose: " Tu lo dici, io sono re, per questo sono nato e per questo sono nel mondo per rendere testimonianza alla verità " (v.37). La venuta di Gesù, quindi, è per riportare l'uomo sulla strada giusta e liberarlo da tutte le conseguenze del peccato.
Le caratteristiche del regno di Dio
Molte sono le caratteristichesoprannaturali del Regno di Dio; ecco alcune di quelle che noi umanamente siamo in grado di comprendere, senza la pretesa di esaurirle.
- Regno di giustizia. Ogni evento di questo Regno, viene presentato e vissuto nella massima trasparenza, senza nessuna discriminazione, senza privilegi o facili compromessi. Tutto viene vissuto alla luce del sole e con la testimonianza di tutti.
- Regno diamore. Un Regno dove dominante è l'essere sempre l'uno per l'altro, in un reciproco dono. Un Regno dove esiste la massima attenzione al bisogno del fratello servendo con gentilezza, con gioia e sempre con gratuità . Un Regno dove l'Amore non è una parola ma è il vissuto di ogni componente.
- Regno di pace. Un Regno dove ogni attività , ogni progetto è tale da favorire sempre la piena riconciliazione, la buona armonia, la serenità , il perdono ogni volta che si presenti qualche comportamento non sempre corretto. Una pace che non è assenza di guerre, ma di seria attenzione per non offendere il proprio fratello.
Il Regno di Gesù si presenta con queste caratteristiche, ma poi fecondato con quella potenza spirituale che solo in Paradiso sapremo comprendere e vivere in pienezza. Il compito del Cristiano, oggi, è di favorire con il proprio comportamento la crescita del Regno di Dio e lodare, esaltare e ringraziare Gesù che in prima persona presiede e continua nel tempo il graduale compimento del suo Regno.
Ci aiuti Maria ad essere efficaci collaboratori del Regno di Gesù, suo Divin Figlio.
"QUANDO POI A QUEL GIORNO E AÂ QUELL'ORA, NESSUNO LI CONOSCE" Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â (Marco 13,32)
Viviamo nel tempo, che un giorno avrà fine. Fa veramente impressione pensare al giorno in cui tutto finirà . Questa è una verità che vorremmo non fosse vera, ma la Parola di Dio non cambia."Quando poi a quel giorno e quell'ora, nessuno li conosce" (Mc.13,32). Gesù ha parlato apertamente di un giorno in cui anche il famoso Tempio di Gerusalemme sarebbe stato distrutto. Questo avvenne nel settanta dopo Cristo. Oggi, se andiamo a Gerusalemme, possiamo vedere con i nostri occhi, il luogo dove prima esisteva il Tempio; nulla è rimasto di quella bella e grande costruzione e, purtroppo, vi hanno costruito sopra due Moschee. Ma in altre profezie Gesù ha annunciato anche che non solo il mondo finirà , ma che si manifesterà un grande e miracoloso evento: "Vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria" (Mc.12,26). Si parla di eventi, che nessuno è in grado di conoscere quando avverranno, ma sappiamo che ogni profezia che Gesù ha annunciato, sempre ha avuto il suo compimento. Ora, siamo in attesa di ciò che sicuramente si compirà ; viviamo questa attesa non con paura, ma con fiducia.
"Io dico a tutti: Vegliate!
Gesù parla a ciascuno di noi e ci esorta a considerare attentamente quello che ha detto sulla fine del mondo e sul suo glorioso ritorno. Cosa dobbiamo fare allora?
Come prima cosa vivere in grazia di Dio e se questa condizione manca, non rimandare a domani quello che possiamo fare oggi; appena possibile, chiedere il Sacramento della Confessione e viverlo con una seria contrizione.
Leggere e meditare la Parola di Dio; qualche capitolo del Vangelo ogni giorno.
Essere fedeli alla preghiera, alla S. Messa, se possibile partecipare ogni giorno. Â Â Â
Trovare il tempo per l'Adorazione a Gesù, realmente presente nell'Eucaristia.        Â
Non manchi mai l'affidamento a Maria e la preghiera del Santo Rosario.
La fede senza le opere non regge pertanto, ogni giorno, porsi una domanda: oggi che cosa ho fatto per il mio prossimo? Anche le piccole azioni sono importanti.
Nei momenti difficili della vita, per problemi di salute, difficoltà sul lavoro e altro, non perdere la fiducia nel Signore e pregare dicendo: Sia fattala tua volontà .
Affrontare con generosità il sacrificio che comporta il dovere quotidiano.
Il coraggio di ricominciare
Siamo tutti fragili e limitati nonostante la buona volontà , si manca a certi nostri doveri e si perde la sintonia con il Signore; tutto si raffredda, si perde quota, con il rischio di arrivare allo scoraggiamento. In questi casi è importante essere umili, riconoscere gli errori fatti e, con tempestività , saper ricominciare. Molti Santi che ci hanno preceduto nel tempo, hanno raggiunto alte vette dopo avere avuto la forza e la grazia di ricominciare, basta pensare alla vita di San Francesco, che non è nato Santo, ma lo è diventato dopo avuto il coraggio di ricominciare una vita totalmente nuova. Così sia per ciascuno di noi; sperimenteremo quanto sia grande l'Amore che Gesù ha per noi e come sarà facile essere di aiuto ai fratelli. Se da parte nostra ci mettiamo volontà , lo Spirito Santo ci darà il suo sostegno.
La nostra cara mamma celeste ci aiuti ad avere sempre la forza di ricominciare.      Â
"QUELLA VEDOVA, NELLA SUA POVERTA’, VI HA MESSO TUTTO QUELLO CHE AVEVA, TUTTO QUANTO AVEVA PER VIVERE" (Marco 12,44)
Ci sono altri esempi di carità eroica, come ad esempio quello di una povera vedova che nell'offerta fatta al Tempio, "Vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere". Il suo gesto è stato un atto concreto di fiducia nella Divina Provvidenza. Oggi, sono poche le persone che dimostrano una tale generosità ; sono poche, ma ci sono ancora, anche se conosciute solo dal Signore.
Esiste una ricchezza che pochi sanno riconoscere e valorizzare; si tratta di mettere tutto quello che abbiamo nelle mani di Dio. Un tale gesto, fatto con fede e con fiducia, genera nella persona un sentimento di gioia, di pace e di amore tale, da arricchire la vita in tutti i sensi. Donare quello che abbiamo, non impoverisce, tutt’altro; alza molto il livello di vita.
Il valore di piccoli gesti di caritÃ
Si arriva a compiere gesti di carità anche eroici, se con generosità e perseveranza facciamo anche piccoli gesti. Una gentilezza, un saluto, un sorriso, dare la precedenza in strada, un servizio in casa fatto gratuitamente, una parola di incoraggiamento a chi soffre, il saper condividere certe lacrime di persone che sono in difficoltà , saper ascoltare con pazienza chi soffre, tutto contribuisce alla realizzazione di atti di carità che definiamo eroici. La carità , pertanto, è fatta da tante piccole cose.
Le cose belle hanno un prezzo
Come sempre, nella vita, la tendenza è quella di evitare ciò che costa sacrificio; per raggiungere certi primati, però, dobbiamo saper accettare i sacrifici. Sappiamo anche che le cose belle hanno un prezzo alto per tutto quello che comporta la nostra vita sulla terra. Infatti, per fare bene le cose, occorre impegno, pazienza e tanta buona volontà . Molte volte, invece, scegliamo la strada più facile e più breve pur sapendo che alla fine, il risultato sarà poco soddisfacente. Dobbiamo trovare il coraggio di affrontare la vita con serietà , con competenza, con perseveranza, anche se tutto questo comporta sacrificio. Il tempoè un dono prezioso che possiamo offrire al prossimo in diverse maniere. Molte persone vorrebbero tutto e subito, ma non è così che si fanno le cose perbene. La carità è anche saper concedere tempo, grande attenzione a quello che si fa. La fretta uccide; molte volte dobbiamo rifare quello che si è fatto, perdendo tempo due volte.
Il tempo per la preghiera
Dedicare del tempo alla preghiera e, in particolare, all'Adorazione Eucaristica, è un atto di carità concreta verso il prossimo. Stare davanti a Gesù, veramente presente in quell'Ostia consacrata, non per qualche minuto, ma anche per qualche ora, diventa un atto missionario. Praticamente, la persona che Adora Gesù, attinge forza e Grazia non soltanto per sè stessa, ma anche per tante persone che si trovano in difficoltà . Questa è vera carità . Alla fine, basta un pò di buona volontà , un po’ di spirito di sacrificio, per sperimentare tanta gioia e tanta pace.
Maria ci aiuti ad essere "missionari generosi" contenti di poterlo fare sempre.
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