Commento al Vangelo di Marco 11,9
“OSANNA! BENEDETTO COLUI CH VIENE NEL NOME DEL SIGNORE” (Marco 11,9)

Un gruppo di persone che avevano già compreso che Gesù fosse veramente il grande atteso, il vero liberatore, quando lo hanno visto arrivare cavalcando un puledro, con gioia l’hanno accolto e poi seguito con esultanza, ripetendo più volte una parola significativa: “Osanna” (hosha’na).Questo grido non significa esaltazione per una vittoria già conseguita, ma esprime gioia verso Colui che è in grado di dare la salvezza.
- “Benedetto Colui che viene nel nome del Signore“
Unitamente al grido di Osanna, ecco il completamento della loro gioia, gridando: “Benedetto Colui che viene nel nome del Signore”. E’ un inno di lode a Gesù che veniva a portare liberazione e salvezza dell’umanità . E’ interessante il fatto che soltanto le persone semplici abbiano compreso e creduto al Messia; i maestri di quel tempo, Giudei e Farisei, invece, hanno dimostrato quanto grande fosse la loro cecità . E’ importante rinnovare il nostro personale atto di fede nella persona di Gesù. E’ Lui il grande atteso nei secoli, annunciato dalla voce di molti profeti ed ora presente e operante in mezzo a noi. Di questo dobbiamo dare testimonianza.
- Il nostro atto di fede
Dopo l’ingresso così esemplare di Gesù nella città Santa, apertamente si è scatenata l’azione dei suoi avversari, che hanno inflitto a Gesù sofferenze di ogni genere per poi condannarlo alla crocifissione.
Una verifica. Per comprendere bene il valore e l’efficacia di ciò che Gesù ha sofferto per noi, è bene fare un esame di coscienza sulla nostra posizione di fede.
– Quanto e come riconosciamo e viviamo la realtà e la presenza di Gesù?
– Con quale fermezza crediamo nel grande mistero della sua Incarnazione?
– E ancora: Gesù si è presentato ufficialmente al popolo, predicando e confermando la sua Parola con prodigiosi miracoli. Purtroppo, non tutti lo hanno creduto: noi, oggi, abbiamo il coraggio di testimoniare la sua Divina missione?
Mai dovremmo dimenticare la sua morte in Croce, ancora di più l’evento della sua Risurrezione, confermata con apparizioni ripetute per quaranta giorni.
Queste brevi domande devono trovare in noi delle giuste e adeguate risposte; diversamente, corriamo il rischio di ascoltare e non sentire, vivere una vita cristiana molto formale e quindi sterile. Si tratta di verità di fede, che devono trovare in noi una risposta ferma, senza perplessità ; una risposta non episodica, ma perseverante. Dobbiamo essere dei Cristiani che vivono quello che credono.
- Un cammino da compiere
La vita terrena che il Signore ci ha dato, va vissuta come un lungo e costante cammino, da compiere insieme, per prepararci a ciò che ci attende nella vita che avremo dopo la morte. Un cammino che per essere vissuto bene, non necessita soltanto di buona volontà ; assolutamente indispensabile è chiedere allo Spirito Santo che intervenga con la sua Luce per capire e con la sua Forza per assolvere bene il compito che ogni giorno ci viene richiesto.
Chiediamo alla mamma celeste, che ci sostenga con il suo materno amore.
Commento al Vangelo di Giovanni 12,25
“CHI AMA LA PROPRIA VITA, LA PERDE, E CHI ODIA LA PROPRIA VITA IN QUESTO MONDO, LA CONSERVERA’ PER LA VITA ETERNA” (Giovanni 12,25)

La Parola di Gesù non è sempre facile da comprendere, va intesa bene; così, quando Lui dice: “Chi ama la propria vita la perde”, non intende mancare al dovere che abbiamo
di valorizzare e di gestire bene il dono che ci è dato, ma fa capire che il nostro corpo non deve occupare il primo posto (a volte anche l’unico), nelle nostre attenzioni e nelle varie cure che esige.
I talenti da gestire
“Dio creò l’uomo a sua immagine” (Genesi 1,27). La creatura umana è diversa da tutte le altre creature che esistono sulla terra; le facoltà che possiede, sono veramente preziose e tali da essere in grado di stabilire, già nel corso della vita terrena, una particolare e singolare relazione con Dio stesso. Come viviamo queste preziose facoltà ? Con quale attenzione? E’ in riferimento al modo che abbiamo di gestire i talenti ricevuti, che dobbiamo verificare. Gesù intende farci capire, che se fermiamo la nostra attenzione soltanto, oppure in modo eccessivo, alle esigenze del corpo umano, praticamente perdiamo la possibilità di essere premiati con la vita eterna che ci attende. Ecco perche Gesù dice: “Chi ama la propria vita la perde”. Quello che dovremmo fare è di mantenere un giusto equilibrio fra le esigenze della vita umana e quelle della vita spirituale. Sappiamo invece, che in molti casi, quasi tutte le nostre occupazioni, sono utilizzate per mantenere la salute fisica e il buon andamento delle vicende umane. E’ per questo che Gesù dice: “Chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna”. Il termine odiare è certamente forte, ma serve a mettere in evidenza, quanto sia importante e necessario dare sempre il primo posto, la precedenza, alla vita spirituale.
L’attenzione alla vita eterna
Il primo passo da compiere per fare quello che Gesù chiede, è prendere coscienza che noi siamo corpo e spirito. Negare questa duplice dimensione, vuol dire essere preoccupati e rivolti solo a tutte le problematiche del corpo e dei vari eventi umani. Detto questo, quali sono, invece, le attenzioni affinchè la vita sia veramente vissuta in tutte le sue dimensioni? Così si legge nel Vangelo di Matteo: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce, e mi segua” (Mt.16,24). Già in questo programma di vita indicato da Gesù, è chiaro che se ci vogliamo pienamente realizzare, non dobbiamo dare spazio più di tanto al nostro “io”, ma accettare la croce e vivere in piena obbedienza alla Parola di Gesù. Una seconda significativa dichiarazione su come dobbiamo impostare la vita, è la seguente: “Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio e Colui che hai mandato, Gesù Cristo” (Gv.17,3). Non basta quindi un buon comportamento umano; è necessaria una attenta ricerca del volto di Dio e della piena fede in Gesù Cristo. E’ nell’obbedienza a queste indicazioni, che la nostra vita si realizza in pienezza e che ci conduce al premio eterno, al Paradiso. Questo è un cammino che comporta sacrifici, ma sappiamo tutti, per esperienza personale, che tutte le cose belle hanno un prezzo alto.
La nostra mamma del cielo, ci aiuti a vivere in pienezza il dono ricevuto della vita.
Commento al Vangelo di Giovanni 3,16
“DIO, INFATTI, HA TANTO AMATO IL MONDO DA DARE IL FIGLIO UNIGENITO, PERCHE’ CHIUNQUE CREDE IN LUI NON VADA PERDUTO, MA ABBIA LA VITA ETERNA” (Giovanni 3,16)

Soltanto nella vita che ci attende, avremo piena coscienza dell’Amore che Dio Padre ha per noi. Un Amore che manifesta non con semplici parole, ma in termini molto concreti: “Dio, infatti, ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito”. Quale sia il valore e la preziosità di questo dono non ci sono parole per poterlo esprimere; certamente è di una efficacia tale da liberare coloro che a Lui si affidano, da ogni peccato e da ogni condizionamento umano. E’ un dono che porta la creatura nelle condizioni ottimali per esprimere i talenti che possiede. Un dono che fa vivere la vita in pienezza e con una intensità di Amore particolare. Senza questo dono la vita lentamente si esaurisce fino al suo completo spegnimento. Se abbiamo fede, non dovremmo mai sentirci orfani, soli, non considerati e non aiutati. Dio, che è veramente Padre, interviene con la sua Provvidenza a tutte le nostre necessità , solo che i modi e i tempi del suo intervento, non sono secondo i nostri criteri umani; ecco perchè quando ci sembra di non essere esauditi, ugualmente dobbiamo avere fiducia.
- “Chiunque crede in Lui ha la salvezza
La strada della salvezza è una sola e ha un nome ben preciso: Gesù Cristo.
Ogni altra proposta, ogni altra persona non porterà mai portarci al raggiungimento del vero bene. “Chi non crede in Gesù” (v.18) è già stato condannato! E’ una sentenza molto forte, ma così è! Quanto è importante allora fare in modo che la nostra fede, la nostra fiducia in Gesù sia vera e sempre più consolidata. il cammino da compiere è allora non perdere del tempo prezioso in cose puramente terrene e secondarie, ma rivolgere la mente e il cuore alla persona di Gesù, proprio come San Paolo suggeriva ai cristiani di Colossi: “Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra” (Col. 3,1-2). Soltanto in Gesù noi troviamo criteri di vita validi ed efficaci per il cammino che dobbiamo fare. Ogni altra strada, ogni altra proposta, non ha senso e non potrà mai donarci la pienezza della vita alla quale tutti dovremmo aspirare.
- Un tesoro nascosto
La persona di Gesù, è veramente un tesoro nascosto. La preziosità del suo essere e la potenza del suo agire, sono di una ricchezza che non basta una vita intera per renderci conto del valore che hanno. Quello che oggi possiamo fare, come prima cosa, è credere nell’Amore che Gesù ha per noi; credere nel valore e nella efficacia della sua Parola; credere nella sua Presenza così straordinaria nella Santa Eucaristia; credere nella potenza ed efficacia dei Sacramenti che ci ha lasciato. Nella fedeltà alla sua Parola, fare tutto il possibile anche per compiere il cammino che stiamo facendo sempre in comunione con Gesù. Tutto questo non è facile e certamente non basta la buona volontà ; diventa indispensabile l’aiuto dello Spirito Santo. Ogni giorno dobbiamo invocare, con fede, la grazia necessaria per essere perseveranti nel compimento di tutto ciò che esige la nostra realtà di persone; per il Battesimo, siamo veramente figli di Dio.
Maria, la nostra mamma celeste ci aiuti ad essere sempre fedeli al suo Divin Figlio.
Commento al Vangelo di Marco 9,2
“SEI GIORNI DOPO, GESU’ PRESE CON SE’ PIETRO, GIACOMO E GIOVANNI E LI CONDUSSE SU UN ALTO MONTE, IN DISPARTE, LORO SOLI, FU TRASFIGURATO DVANTI A LORO” (Marco 9,2)

Gesù un giorno ha scelto tre dei suoi Apostoli, Pietro, Giacomo e Giovanni per dare loro un segno della sua realtà Divina e non solo umana: “Fu trasfigurato davanti a loro”.
Gesù è apparso loro con una veste bianchissima e accanto a Lui due persone significative: Elia, come rappresentante dei Profeti e Mosè, come rappresentante della Legge; una rivelazione che confermava l’azione universale di Gesù.
La visione si è ulteriormente arricchita, quando “Venne una nube che li coprì con la sua ombra, e dalla nube uscì una voce che diceva: Questo è il Figlio mio, l’amato, ascoltatelo” (v.7). Alla presenza di un evento così straordinario, Pietro disse: “Rabbi, è bello per noi essere qui, facciamo qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia” (v.5). Era più che naturale che i tre Apostoli fossero veramente sconvolti da un tale evento.
Un messaggio per tutti
Pietro, Giacomo e Giovanni, come prime guide responsabili della Chiesa, hanno avuto questo dono per poi testimoniarlo a tutti i fedeli. Un messaggio che anche noi oggi siamo chiamati a viverlo in termini concreti, con una vita di vera fede in Gesù e che il Padre ha personalmente detto di ascoltarlo. Come Cristiani dobbiamo fare tutto il possibile per metterci in ascolto di Gesù, della sua Parola, dei suoi preziosi insegnamenti. Ogni giorno, perciò, dovremmo leggere e meditare le Sacre Scritture, in particolare i Santi Vangeli, per prendere coscienza del valore che comporta la Persona di Gesù e la sua presenza come Verbo Incarnato.
Una parola da vivere
Quando il Signore ci rivela una verità , va sempre considerata non soltanto come parola da ascoltare, ma come una realtà da vivere. Da quella nube, quei tre discepoli udirono una voce con un comando ben preciso: “Ascoltatelo”. Per vivere quello che ci viene richiesto, come prima cosa dobbiamo avere coscienza della persona che lo chiede e con quale autorità . Si tratta di un comando che viene direttamente dalla voce di Dio, pertanto, con un valore che va pienamente considerato in tutta importanza. Come seconda cosa, poiché si riferisce alla persona di Gesù, è importante avere di Gesù un minimo di conoscenza di quello che Lui è, della preziosità della sua persona, di quello che Lui ci esorta a fare. Come terza cosa, dobbiamo mettere in conto che non sempre è facile vivere quello che Gesù ci chiede; bisogna essere disposti ad accettare anche il sacrificio che certe azioni comportano, a partire da alcune rinunce molto personali.
Il fatto consolante e veramente positivo dal punto di vista spirituale, è il risultato che segue quando si è obbedienti alla Parola di Dio. Un “termometro”, che sempre ha valore, é nei famosi tre frutti dello Spirito che San Paolo elenca nella Lettera ai Gà lati: Amore, gioia e pace. Invochiamo lo Spirito Santo, affinché ci aiuti a vivere. A mettere in pratica ciò che si crede. Maria ci sostenga nei momenti in cui la vita si fa particolarmente difficile, per non perdere il dono di una obbedienza che genera Amore, gioia e pace.
Commento al Vangelo di Marco 1,13
“GESU’ NEL DESERTO RIMASE QUARANTA GIORNI, TENTATO DA SATANA” (Marco 1,13)

Fa riflettere molto il fatto che Satana possa arrivare a tentare anche Gesù, ma questo è avvenuto: “Nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana” (v.13). Satana quindi non risparmia nessuno, non solo tutti subiamo tentazioni, ma il pericolo si fa grave perchè il demonio aspetta sempre il momento giusto per farci cadere. La sua astuzia è molto acuta, conosce bene i punti deboli della nostra vita e i momenti in cui siamo più fragili. Ecco perchè giustamente Gesù ci dice: “Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole” (Mt,26,41). Presumere di essere abbastanza forti e sicuri di non cadere nel peccato già questo è un pericolo da evitare, perchè nessuno è confermato in Grazia.
- Come Gesù ha vissuto nel deserto?
Non è possibile per noi creature umane comprendere tutto della vita di Gesù, sopratutto per quanto riguarda la sua relazione e intimità con il Padre e lo Spirito Santo. Quello che possiamo dire è che alcuni Santi hanno avuto la grazia di raggiungere una così particolare intimità con il Signore da entrare in estasi e cioè in una tale intensità di preghiera da rimanere immobili. Questo conferma quello che un giorno Dio ha detto a Mose’, quando gli aveva chiesto di poter vedere il suo volto: “Nessun uomo può vedere il mio volto e vivere” (Esodo 33,29).
Tutto questo per farci capire che l’esperienza di Gesù nel deserto è stata certamente un tempo con caratteristiche soprannaturali straorinarie e così intense che noi non siamo in grado di comprenderle e di esprimerle con le nostre parole.
- L’astuzia di Satana
Il maligno ha saputo aspettare per la tentazione a Gesù, un momento in cui si era creata in Lui una situazione naturale, dopo un digiuno di quaranta giorni ebbe fame. Ecco allora la triplice tentazione: “Comanda che queste pietre diventino pane” Poi la seconda: “Se tu sei il Figlio di Dio, gettati giù dal Tempio” e quindi la terza: “Tutte queste cose le darò a te, se gettandoti ai miei piedi mi adorerai” (cf,Mt.4,11-9). Gesù ha risposto con fermezza, non dialogando con Satana, ma citando per ogni tentazione una parola della Sacra Scrittura. Ecco così anche noi dovremmo rispondere alle tentazione del demonio, non soffermandoci con ragionamenti umani, ma con citazione che possiamo trovare nella Sacra Scrittura.
- Una verifica
Come cristiani è importante verificare con una certa regolarità il cammino che stiamo facendo e farci la domanda: quello che sto facendo è gradito al Signore?
Fare un cammino e non avere chiaro lo scopo e la meta da raggiungere vorrebbe dire perdere del tempo prezioso e correre anche il rischio di trovarsi in grandi difficoltà . Il Signore ci ha indicato la strada giusta da seguire: i dieci Comandamenti e poi tutta la preziosità del Vangelo con le Beatitudini in particolare. Quello che serve è la volontà e l’umiltà di verificare con chiara coscienza quello che stiamo facendo. Chiediamo allo Spirito Santo Luce per capire e Forza per ricominciare.
La nostra cara mamma del cielo ci aiuti ad essere persone umili e vigilanti.
Commento al Vangelo di Marco 1,32
“VENUTA LA SERA, DOPO IL TRAMONTO DEL SOLE, GLI PORTAVANO TUTTI I MALATI E GLI INDEMONIATI” (Marco 1,32)

La predicazione e i miracoli che Gesù compiva, suscitavano sempre un grande entusiasmo nelle persone semplici, ma non era così per Scribi, Farisei e dottori della Legge che molte volte si opponevano anche alla sua predicazione.
Le folle accorrevano a Gesù, anche per chiedere la guarigione dei loro ammalati; così è stato quella sera “Dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati” (v.31) e Gesù con la sua potenza Divina, interveniva in termini molto concreti con liberazioni fisiche e spirituali.
- Gesù esorcista
Fra le molte guarigioni che Gesù ha compiuto, l’evangelista mette in evidenza la forte e determinante azione di Gesù quando liberava persone possedute dal demonio. Forse possono fare impressione questi veri e propri esorcismi, ma così è stato e più volte è avvenuto. Gli esorcismi compiuti da Gesù suscitavano stupore e meraviglia per la tempestività con cui operava e per la potenza che manifestava in questi atti. Ogni volta che compiva una liberazione dal demonio, le persone profondamente scosse, lodavano il Signore per aver concesso loro un Profeta così forte e potente contro l’azione del demonio. Questi eventi testimoniavano che Gesù era veramente Dio e non solo veramente uomo. Oggi dobbiamo anche noi rendere grazie a Gesù non solo per quello che ha fatto, ma anche per aver dato questo potere agli Apostoli; ciò avvenne quando un giorno disse loro: “Predicate che il regno dei cieli è vicino, guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni” (Mt. 10,7-8).
- Gesù in preghiera
Grande fu la testimonianza di Gesù che ha saputo, nonostante le tante persone che andavano da Lui, trovare del tempo per dedicarsi alla preghiera. “Al mattino presto si alzò quando era ancora buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto e là pregava” (v.35). Gesù davvero predicava non solo con le parole, ma con la vita. Ogni azione da Lui compiuta, era sempre carica di preziosi insegnamenti. Quante volte noi, invece, ci lasciamo trascinare da attività non sempre necessarie, anziché dedicare il tempo alla preghiera. Significativo anche il fatto che Gesù dedicasse alla preghiera momenti particolari: “Al mattino presto, quando ancora era buio”, non quindi come succede a noi che rimandiamo la preghiera alla sera, quando si è stanchi della giornata di lavoro. Interessante anche il fatto del luogo scelto da Gesù per pregare: “Si ritirò in un luogo deserto”; non è possibile mettersi in preghiera in luoghi dove regna la confusione. Detto questo, non sappiamo come Gesù vivesse i suoi momenti di preghiera in intimità con il Padre e lo Spirito Santo; dovremmo fermare la mente e il cuore non tanto su quello che stiamo vivendo (preghiera allo specchio), ma fare attenzione e meditare quello che Gesù ha fatto e continua a fare per noi. Molto efficace è la preghiera di Adorazione, davanti all’Eucaristia. Se questo avviene con perseveranza, certamente non mancheranno risultati positivi sia per noi che per le persone che incontriamo sul nostro cammino.
Maria ci aiuti ad essere uomini capaci di dedicare sempre del tempo alla preghiera.
Commento al Vangelo di Marco 1,25
“GESU’ GLI ORDINO’ SEVERAMENTE: TACI! ESCI DA LUI!” (MARCO 1,25)

Gesù negli anni della sua missione sulla terra, più volte ha fatto veri Esorcismi. Così è stato nella Sinagoga di Cafarnao quando un uomo, che frequentava come tutti gli altri di sabato la Sinagoga, alla presenza di Gesù si è scatenato gridando: “Che vuoi da noi, Gesù Nazareno sei venuto a rovinarci?” (v.24). Chiediamoci: per quale motivo Gesù frequentava regolarmente la Sinagoga senza nessuna manifestazione del suo stato? Perchè la presenza di Gesù era veramente Divina. Infatti, la risposta di Gesù all’indemoniato, fu ferma e severa: “Taci! Esci da lui!” (v.25). A questo comando, “Lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui” (v.26). Ecco chi è Gesù; a Lui basta una parola per liberare l’uomo dalle conseguenze del peccato e da ogni infestazione del demonio. Questa è la potenza di Gesù, ieri e sempre. E’ la conferma che il bene è più forte del male. Non siamo in grado di comprendere quando l’azione del demonio verrà definitivamente sconfitta; è certo che avverrà nel tempo e nei modi che solo Dio conosce. Le forze degli inferi saranno definitivamente sconfitte.
- Non lasciamoci ingannare
Satana esiste, abilmente si nasconde. Cerca di far credere che lui non esista, ma questa è una delle tante falsità che cerca di insinuare nelle persone. Non lasciamoci ingannare! Per sua natura il demonio è bugiardo; maschera il suo volto inducendoci a pensare che le azioni da lui suggeriteci, siano molto vantaggiose per la vita degli uomini. Questo può avvenire per un certo tempo della vita, con la possibilità di avere dei vantaggi dal punto di vista economico, il raggiungimento di cariche importanti e altro ancora; prima o poi tutto cade in rovina e si arriva alla disperazione. Attenti, dunque, a non lasciarsi ingannare; è saggio reagire con tempestività e fermezza a ogni sua proposta malefica.
- Il coraggio di saper ricominciare
Non siamo confermati in Grazia, pertanto, non dobbiamo meravigliarci se qualche volta ci rendiamo conto di aver sbagliato strada. Gesù, nel suo grande Amore, conoscendo la nostra debolezza, ci ha offerto la possibilità di ricominciare. Questo è possibile grazie a una confessione ben fatta e alla ferma volontà di cambiare strada. La grazia della conversone è possibile nel tempo che siamo sulla terra; passato il varco della morte, le cose non si possono più cambiare. E’ importante non rimandare a domani quello che possiamo fare oggi. E’ fuori dubbio che non sia facile confessare certi peccati decidendo fermamente di ritornare sulla giusta strada. E’ vero però che quando si arriva alla conversione, si sperimentano i primi tre frutti dello Spirito Santo che San Paolo elenca nella Lettera ai Galati: “Amore, gioia, pace”. (5,22). Quando invece si vive nel peccato e nella disobbedienza alla volontà dal Signore, il cuore inaridisce, perdiamo la serenità e la pace con tutti gli uomini. Invochiamo lo Spirito Santo affinché sia per noi Luce per capire e Forza per compiere ciò che comporta la conversione.
Affidiamoci alla nostra cara mamma celeste, perchè ci aiuti a vincere gli ostacoli che il demonio continuamente mette in atto per farci cadere nel peccato.
Commento al Vangelo di Marco 1,15
“CONVERTITEVI E CREDETE AL VANGELO” (Marco 1,15)

La missione di Gesù inizia con l’ esortazione: “Convertitevi e credete al Vangelo”. Gesù conosce bene il cuore dell’uomo e quindi ha per tutti una sincera preoccupazione e cioè che ogni uomo trovi il coraggio di verificare il cammino che sta facendo. L’obbedienza a questa esortazione assicura un beneficio per sé stessi e per l’umanità . Infatti, se tutti camminassimo con perseveranza sulla strada giusta, molti problemi troverebbero facilmente la giusta soluzione. Quando invece le persone non fanno il loro dovere, la vita si complica per tutti.
- La conversione
Per arrivare a una vera conversione, determinante è la virtù dell’umiltà e cioè avere coscienza che abbiamo dei limiti e che siamo persone fragili. E’ una grazia riuscire a rendersi conto che certi comportamenti, certe strade, non sono conformi alla volontà di Dio. Non sempre è facile trovare la forza per cambiare, per rientrare sulla strada giusta; dobbiamo essere convinti che questo è per il nostro bene, trovando il coraggio di accettare il sacrificio che certi cambiamenti possono comportare. Una delle attenzioni che dovremmo avere, è di non rimandare a domani quello che possiamo fare oggi. La pigrizia spirituale è sempre da evitare, anche perché nessuno conosce ciò che ci attende.
- “Credete al Vangelo“
Come Cristiani, il nostro unico e vero maestro è Gesù. Purtroppo, viviamo in un mondo dove alcuni falsi profeti, si presentano come dei riformatori, mettendo in confusione le persone con ragionamenti e idee veramente pericolose. Determinante per noi è la Parola di Gesù che con fermezza ci esorta dicendo: “Credete al Vangelo”. E’ sulla Parola di Gesù che dobbiamo confrontare la nostra vita mentre Il mondo, e tutti coloro che sono del mondo, con facilità giustificano certe loro scelte e comportamenti peccaminosi. Gesù ha detto: “Io sono la via, la verità e la vita” (Gv.14,6) Noi viviamo nel mondo, ma non siamo del mondo; dobbiamo avere il coraggio di respingere ogni altra verità che non sia conforme alla Parola di Gesù.
- Una rinascita
Il Cristiano, che con l’aiuto della Grazia di Dio arriva alla conversione, veramente sperimenta una rinascita spirituale. Liberati dal peccato e confermati nella Grazia di Dio, nasce misteriosamente nella persona quella gioia, quella pace e quell’Amore che lo Spirito Santo abbondantemente concede. E’ un vero passaggio dalla fossa del rimorso e della tristezza, a una gioia e a una serenità contagiosa. Quanto sia importante e desiderata dal Signore la conversione, lo dice Gesù stesso quando parla di quel pastore che lascia il gregge con le novantanove pecore per andare a cercare quella perduta. Questo ci esorta ad essere noi i primi a mettere in pratica una vera e tempestiva conversione in caso di necessità . Tutti abbiamo però il dovere di avere sempre una preghiera per la conversione dei peccatori. Nelle Apparizioni della Madonna a Fatima, Lei stessa ha raccomandato ai tre piccoli fanciulli di pregare e fare penitenza per la conversione dei peccatori.
Che Maria ci aiuti a vivere sempre obbedienti alla volontà dal suo Divin Figlio.
Commento al Vangelo di Giovanni 1,42
“GESU’ DISSE: TU SEI SIMONE, IL FIGLIO DI GIOVANNI: SARAI CHIAMATO CEFA, CHE SIGNIFICA PIETRO” (Giovanni 1,42)

Significativo per Pietro è stato quell’incontro inaspettato con Gesù. Egli si è sentito chiamare per nome, ma subito ha ricevuto un secondo nome: “Cefa, che significa Pietro”. Certamente è stata una grazia, aver ricevuto da Gesù non soltanto un nome nuovo, ma una profezia sul futuro della sua vita. L’annuncio esplicito di questa profezia si realizzò quando, a Cesarea di Filippo, Gesù disse a Pietro: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa” (Mt.16,18).
Tutto questo fa capire come la nostra vita sia ben conosciuta da Gesù, pertanto, se siamo docili e obbedienti alla sua Parola, si realizzerà anche per noi, un progetto di vita che gioverà molto per la nostra crescita spirituale.
- “Sia fatta la tua volontà ” (Mt.6.10)
Fra le tante facoltà che Il Creatore ha concesso alla creatura umana, una di queste è veramente particolare: è il dono della libertà . In forza di questo dono, noi possiamo decidere in modo positivo o negativo sulle scelte, sui gesti e sulle parole che intendiamo fare e dire. In seguito a tale decisione si ottiene un bene oppure un male. Tutto può diventare un atto di amore, oppure una realtà che può far male per noi e per il prossimo. L’augurio è di riuscire a rispondere liberamente a quello che il Signore ci chiede; così facendo, l’azione fatta diventa un atto di vero Amore. E’ importante fare tutto il possibile per obbedire alla volontà di Dio con gioiosa libertà ; questo è stato il comportamento di tutti i Santi.
- Una grande famiglia
Gesù, proprio nel giorno che ha incontrato Pietro, ha voluto rivelare il progetto che aveva di fondare una famiglia che potesse accoglie tutti i fedeli alla sua Parola; questa famiglia è la Chiesa. Una Famiglia particolare e feconda, fondata proprio sull’Apostolo Pietro e della quale Gesù stesso è il vero e primo responsabile, mentre sappiamo che il Papa è il suo successore. Significativa e chiara è stata la volontà di Gesù, il quale ci ha assicurato, che nonostante le grandi difficoltà che avrebbe incontrato, “Mai le forze degli inferi prevarranno su di essa”. Una taleassicurazione, garantisce da ogni avversità . E’ molto importante avere ben presente che oggi siamo minacciati da tanti pericoli; nonostante le avversità , persecuzioni e azione di falsi profeti, sempre la Chiesa continua il suo cammino fino al giorno in cui riunirà i suoi figli nella casa del Padre.
- Gioia e riconoscenza
Il dono ricevuto con il Sacramento del Battesimo, di entrare a far parte di questa grande Famiglia, susciti in tutti la volontà di compiere il nostro percorso di fede, in obbedienza alla Parola di Gesù. Coscienti della preziosità del dono, dobbiamo fare il possibile per agire con serenità anche nei momenti difficili che la vita comporta. Uniti a Maria, la nostra cara mamma celeste esprimiamo con sincerità di cuore la nostra riconoscenza per il bene ricevuto e che riceviamo ogni giorno, dall’Amore del Padre che ci ha creati, di Gesù che ci ha redenti e dello Spirito Santo che ogni giorno sostiene e santifica il nostro cammino.
Commento al Vangelo di Matteo 3,17
“E VENNE UNA VOCE DAL CIELO CHE DICEVA: QUESTO E’ IL FIGLIO MIO, L’AMATO, IN LUI HO POSTO IL MIO COMPIACIMENTO” (MT..3,17)

Gesù un giorno ha chiesto a Giovanni Battista di ricevere il Battesimo, ma giustamente Giovanni ha risposto: “Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me? (Mt.1,14). Gesù ha risposto che era bene per ora fare questo: “Appena Battezzato… egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire sopra di Lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: Questo è il Figlio mio, l’amato; in Lui ho posto il mio compiacimento” (Mt. 1,16-17). Questo evento è una testimonianza sulla realtà di Gesù “Verbo incarnato” per la nostra salvezza.
E’ importante per ogni cristiano rinnovare sempre il proprio atto di fede su tale verità , ma dobbiamo anche grande riconoscenza al Padre per averci dato un dono così prezioso e allo Spirito Santo per la sua azione santificatrice.
- “Una colomba venne sopra di Lui “
La miracolosa presenza dello Spirito Santo, che si è manifestato nel Battesimo di Gesù sotto forma di una “colomba”, conferma come in ogni evento della vita lo Spirito Santo sia presente e operante. La sua azione è già in atto all’inizio della creazione, poi sui Santi Padri, sui Profeti; solenne è stato il grande evento della Pentecoste sugli Apostoli e oggi sulla Chiesa che continua e nel tempo. Anche oggi lo Spirito Santo opera su tutte le persone che a Lui si affidano. E’ nostro dovere fare tesoro di questo dono spirituale. Lo Spirito Santo è per tutti Luce per comprendere quello che dobbiamo fare; allo stesso tempo è Forza per mettere in atto quanto ci viene richiesto. Ogni giorno sia invocato con fede.
- “In Lui ho posto il mio compiacimento“
Suscitano tenerezza, le parole che vengono pronunciate dal Padre su Gesù: “in Lui mi sono compiaciuto”. Sono parole che mettono in evidenza quale sia l’intimità che esiste fra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo; si tratta di una realtà che per noi è impossibile conoscere. Sentimenti di gioia dovrebbero scaturire dal nostro cuore per il fatto che con il Sacramento del Battesimo anche noi veniamo resi partecipi di questa preziosa e misteriosa Intimità Divina. E’ davvero un peccato grave quello che viene commesso da parte di quei genitori che scelgono volontariamente di privare del Battesimo i loro bambini; è un Sacramento che ci porta a raggiungere un livello di Grazia molto prezioso.
– Il fatto che il Padre pronunci parole di “compiacimento” versoil Figlio Gesù, deve farci riflettere su quanto sia importante l’attenzione e l’obbedienza che dobbiamo avere verso Gesù. Seguire i suoi insegnamenti, vivere rivolti e attenti a Lui, non è soltanto un dovere da compiere, ma è un grande aiuto, una concreta difesa contro le tante insidie che il demonio mette in atto per allontanarci dalla vera fonte della vita. E’ esperienza comune il fatto di trovarsi, qualche volta, in situazioni in cui la tentazione del demonio, su diversi fronti e non meno sul fronte della purezza, si scateni con grande violenza. In tali circostanze, in forza proprio del Battesimo ricevuto, tutto si risolve in bene; senza quella forza spirituale che solo Gesù può concedere, ogni battaglia è persa. Gesù è il buon Pastore che ha tutte le possibilità per allontanare con tempestività l’aggressione del lupo. Maria ci aiuti ad essere sempre attenti e obbedienti al suo Divin Figlio Gesù.
