"UN TALE CHIESE A GESU': SIGNORE, SONO POCHI QUELLI CHE SI SALVANO?" (Luca 12,23)
La domanda che un giorno la gente ha fatto a Gesù, oggi possiamo farla anche noi: "Signore sono pochi quelli che si salvano?" Gesù risponde con una considerazione molto efficace:
"Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perchè molti, io vi dico, cercheranno di entrare ma non ci riusciranno" (v.24). Gesù con queste parole ci fa capire che la salvezza si raggiunge se e nella misura in cui osserviamo i dieci Comandamenti e ogni insegnamento che Gesù ci ha dato. Si tratta, quindi, di un cammino che richiede un impegno costante e una buona dose di sacrificio. Avviene come quando si decide di raggiungere la vetta di un'alta montagna, il proposito diventa possibile, ma indubbiamente comporta una ferma volontà e una buona dose di sacrificio.
Il valore del sacrificio
Ogni cosa bella ha il suo prezzo. Ogni serio cammino spirituale comporta un certo sacrificio. Gesù è stato molto chiaro in merito quando ha detto: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua" (Mt.16,24). Il primo punto di questo programma di vita fa capire chiaramente quanto sia importante mettere a tacere il proprio io. Molte volte il nostro io, se non facciamo attenzione, prende campo e domina su quello che dobbiamo fare e sulle quotidiane decisioni che dobbiamo prendere; ecco perchè dice: "Rinneghi sé stesso". Non è facile piegare il nostro punto di vista all'obbedienza che dovremmo avere alla Parola del Signore. Ciò diventa possibile con una buona dose di umiltà, ma proprio questo comporta sacrificio. Dopo questo primo richiamo, Gesù parla apertamente di croce: "Prenda la sua croce" e questo vuol dire accettare con generosità, senza lamentarsi tanto i problemi, quanto disagi, incomprensioni, malattie e altre cose che il vivere quotidiano comporta. Ogni giorno dobbiamo portare la nostra croce senza farla pesare alle persone che vivono con noi.
Non meno importante e di grande sacrificio è quello che Gesù chiede a coloro che intendono vivere da veri Cristiani: "E mi segua". Praticamente è un preciso richiamo all'obbedienza che dobbiamo avere agli insegnamenti del Divino maestro, e ai Comandamenti che tutti conosciamo molto bene. Quante persone riescono a mettere in pratica, a vivere ogni giorno queste norme di vita? Gesù fa capire che "Pochi sono quelli che si salvano", poche sono le persone che hanno la volontà e la forza di impostare e di vivere la vita secondo queste indicazioni.
La strada da seguire
Il primo atto da compiere per percorrere un cammino che sia veramente cristiano, è credere, porre piena fiducia nelle parole che Gesù dice. La fede, appunto, è riconoscere l'autenticità e il valore della Parola di Gesù. Detto questo, il cammino diventa possibile se sostenuto dalla preghiera, dai Sacramenti e dall'Eucaristia. Sempre dobbiamo invocare l'aiuto dello Spirito Santo. Una supplica particolare la dobbiamo poi a Maria, nostra mamma celeste, perchè con il suo intervento, ci renda forti e perseveranti nella fedeltà al suo Divin Figlio Gesù.
"SI DIVIDERANNO PADRE CONTRO FIGLIO, FIGLIO CONTRO PADRE" (Luca 12,53)
Gesù, con la sua Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione, ha segnato la storia dell'umanità. Con la parola, confermata da grandi miracoli, ha dimostrato ciò che i Profeti da secoli avevano profetizzato e cioè che era proprio Lui il grande atteso, il Salvatore, il Messia. Significativo è stato il giorno in cui Gesù, nella Sinagoga di Nazareth
dopo aver letto il testo di Isaia che dice: "Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione...a proclamare l'anno di grazia del Signore" (Lc.4,18-19), al termine ha concluso dicendo: "Oggi si è compiuta questa Scrittura che avete ascoltato" (v.21). Nessuno si aspettava da Gesù una tale dichiarazione. La reazione fu talmente sconvolgente e contraria al loro pensiero, che addirittura volevano gettarlo giù dal monte.
Una divisione che continua nel tempo
La incomprensione che c'è stata a Nazareth è praticamente continuata, in diversi modi, per tutto il tempo della missione di Gesù. Molti hanno creduto in Lui e lo hanno riconosciuto come il vero Messia, altri però lo hanno sempre contrariato, fino a farlo condannare a morte. Questa è stata la motivazione che ha fatto dire a Gesù: "Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisone" (v.51). È la divisione fra i credenti e coloro che hanno mancato di fede in Lui. Questa è la situazione di oggi, non è soltanto a livello di scelta personale, purtroppo chi non crede scatena vendette contro i Cristiani. La storia ha registrato grandi persecuzioni e tanti martiri. Continua ancora oggi questa cattiveria e questa crudeltà contro chi vive la propria fede in Gesù. Dicono che i martiri di oggi siano più numerosi di un tempo.
Fiducia
Con grande dolore viviamo questa persecuzione. Quante falsità vengo lanciate contro Gesù e la sua Chiesa. Quante persone soffrono per queste divisioni. Tutto questo è vero, ma non dobbiamo dimenticare quello che Gesù un giorno ha detto a Pietro:"Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa" (Mt.16.18), Tutti siamo nella sofferenza per questa divisione, per questa mancanza di pace; tutti, allo stesso modo, dobbiamo essere rasserenati dalla Parola di Gesù che anche in questi tempi è offeso e contrariato, ma che ha già la vittoria nelle sue mani.
Perseveranza
Come credenti in Gesù, dobbiamo confermare la nostra fede in Lui, con una vera e reale testimonianza, fatta di preghiere e di opere di carità. Se saremo perseveranti nell'evitare il male e fare il bene, potremo collaborare efficacemente al cammino di riconciliazione e di pace, tanto necessario per le famiglie e per il mondo intero. Sia questo il nostro impegno non fatto di parole, ma di azioni concrete.
Chiediamo a Maria il suo aiuto, tanto necessario per passare dalle parole ai fatti.
"IL PADRONE DI QUEL SERVO ARRIVERA' UN GIORNO IN CUI NON SE L'ASPETTA E A UN'ORA CHE NON SA, LO PUNIRA' SEVERAMENTE" (Luca 12,46)
Siamo in commino sulla terra fino al giorno in cui per tutti arriverà il passaggio da questa vita alla vita eterna. Da nessuno però è conosciuto quel giorno, pertanto, è importante andare avanti, pronti a rendere conto a Dio di quanto abbiamo fatto e di quello che stiamo facendo. I problemi della vita quotidiana sono sempre così assillanti, che lasciano poco spazio al pensiero che la nostra vita sulla terra possa cessare da un
momento all'altro. È un fatto comune essere presi da un istinto naturale che ci fa pensare facilmente alla morte degli altri e non alla nostra possibile morte; questo è vero, ma come Cristiani dobbiamo fare tutto il possibile per essere coscienti circa la realtà de fatti.
Non la paura, ma la fiducia
I Santi ci dicono che la pauraè la coda del diavolo. La vita va affrontata con una buona dose di coraggio, senza lasciarci prendere da false paure. La persona adulta sa bene che il cammino sulla terra è impegnativo per tutti, varia molto, a volte si possono trovare certe difficoltà che mettono alla prova anche le persone più robuste. Sull'esempio di San Paolo, è importante mettere in conto che dobbiamo saper combattere la buona battagliae non gettare la spugna di fronte a problemi che sembrano più grandi di noi. Non siamo soli ad affrontare questa battaglia. Gesù ha detto ai suoi Apostoli che non li avrebbe lasciati soli: "Sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo" (Mt. 28,20). Assicurati dalla parola di Gesù, dobbiamo avere fiducia e saper sdrammatizzare certe situazioni delicate.
Essere perseveranti
Sapendo per fede, che non siamo soli nell'affrontare la vita, è importante essere vigilanti, coscienti dei nostri limiti e del momento presente così carico di incognite; dobbiamo anche fare tutto il possibile per superare con coraggio e perseveranza quello che la vita presenta, sostenuti dalla preghiera. Abbiamo una "Sorgente" a cui attingere luce e forza per andare avanti. Sono i Sacramenti, il Vangelo, la presenza costante di Gesù nell'Eucaristia e anche il sostegno della Chiesa con i suoi Ministri. Presumere di fare tutto da soli è un grande rischio, ma se con umiltà e fiducia facciamo riferimento alle sorgenti spirituali che abbiamo, diventa possibile vivere con serenità anche il pensiero della morte.
"A chi fu dato molto molto, molto sarà richiesto"
Gesù, oltre ad esortarci di essere sempre pronti per il momento del giudizio, ci dice anche che: "A chi fu dato molto, molto sarà richiesto". Tutti abbiamo ricevuto dei talenti, non per tutti in quantità uguale, ognuno però dovrà rendere conto di come gli ha gestiti e se li ha fatti fruttare. Ogni persona, secondo le condizioni di vita in cui si trova, deve grazie alla buona volontà e alla Grazia di Dio, vivere il tempo che ha a disposizione, evitando il male facendo il bene. È così che i talenti giorno dopo giorno aumentano. Se prevale la pigrizia e non si lavora seriamente nella Vigna del Signore, alla fine saremo rimproverati. Dobbiamo arricchire davanti a Dioe questo avviene soltanto se osserviamo i Comandamenti e se facciamo opere di carità. Maria, la nostra cara mamma, ci aiuti ad essere persone vigilanti e generose.
"COSI' È DI CHI ACCUMOLA TESORI PER SÉE NON SI ARRICCHISCE PRESSO DIO" (Luca 12,21)
Siamo in cammino verso il giorno in cui dovremo rendere conto al Signore del nostro operato. Quel giorno sarà così per tutti e nessuno potrà in qualche modo sottrarsi. Quello che ci verrà chiesto, è se nel corso della vita terrena ci siamo arricchiti di opere buone, oppure se ha prevalso l'egoismo e l'ansiosa ricerca di cose a vantaggio di noi stessi. Nel mondo in cui viviamo domina l'egoismo, la ricerca del proprio interesse; questa è la legge del mondo. Dobbiamo ricordarci che viviamo nel mondo, ma siamo cittadini del cielo.
Arricchire presso Dio
Non sono necessarie tante parole per comprendere quale sia la mentalità delle persone che vivono in questi tempi. Gesù, con la parabola del ricco, il quale pensava di essere per sempre in pace per il grande raccolto ottenuto, lo mette in guardia dicendogli: "Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita, e quello che hai preparato di chi sarà" (20). Tutti possono chiudere gli occhi e la mente a queste parole di Gesù, ma la realtà dei fatti nessuno la può cambiare. Quello che è urgente comprendere è non sprecare il tempo che abbiamo a disposizione; dobbiamo impiegarlo per compiere opere di carità, aiutare il fratello in difficoltà e, comunque, avere un cuore buono, un cuore sensibile alle sofferenze di coloro che si trovano nel bisogno. Siamo chiamati a osservare quello che si legge nella prima lettera di San Giovanni e cioè che: "Chi non ama il fratello che vede, non può amare Dio che non vede" (1Gv.4,20). A nulla servono le dichiarazioni di amore che si fermano a delle semplici parole; quello che il Signore chiede è dimostrare il proprio amore per Dio con un concreto aiuto al prossimo che si trovi in una situazione di difficoltà. Dobbiamo farlo senza indagare il motivo per il quale questo mio fratello si trovi in condizioni critiche, sia sul piano umano che su quello spirituale.
Dio vede nel segreto
È facile compiere opere di carità concrete. Dobbiamo fare molta attenzione ad evitare di mettere in evidenza il gesto compiuto; questa è la condizione che ci viene richiesta, diversamente, il nostro atteggiamento potrebbe annullare ogni merito. Gesù è stato molto chiaro in merito dicendo; "State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli" (Mt.6,1).Pertanto, se veramente vogliamo arricchire davanti a Dio, è importante che "Quando fai l'elemosina, non sappia la tua mano sinistra quello che fa la destra" (Mt.6,4). Non dobbiamo mai dimenticare che Dio conosce non solo le nostre azioni, ma anche le intenzioni con le quali operiamo. Non lasciamoci ingannare dal maligno; senza perdere tempo, cerchiamo di arrivare alla sera contenti di aver compiuto opere di carità che nessuno conoscerà mai, con la certezza che solo Dio ne darà piena ricompensa. Ciò non è sempre facile, ma Gesù lo chiede ad ogni persona che intenda seguirlo.
Maria ci aiuti ad essere persone con un cuore sensibile al fratello che soffre.
La domanda che gli Apostoli hanno fatto a Gesù, sulla necessità di essere aiutati a pregare, è la stessa che anche noi oggi dovremmo fare a Gesù. Pregare vuol dire entrare in dialogo con una persona che ha delle caratteristiche molto diverse dalle nostre; è la realtà di Dio Padre, di Gesù dello Spirito Santo. Proprio per questa sostanziale differenza non è possibile per noi, senza una grazia particolare, arrivare a un vero e sincero dialogo con loro. Ecco perchè è cosa necessaria rivolgersi a Gesù; che ci aiuti a raggiungere le condizioni essenziali affinché la preghiera che intendiamo fare sia fatta bene e sia efficace. Alla domanda che poniamo a Gesù, Lui risponde con l'esempio e poi con parole.
"Gesù, sali sul monte a pregare" (Luca 9,28)
Il fatto che Gesù salga sul monte a pregare ci fa capire che per pregare bene ci vuole anche un luogo giusto e lontano dalle tante distrazioni che ci assillano. È vero anche che si può pregare sempre e in tutti i luoghi, ma in alcuni momenti è necessario un luogo adatto, che favorisca un vero raccoglimento, anche fisico.
> Gesù ha vissuto la sua preghiera intimamente rivolto al Padre.
Nessuno di noi può comprendere l'intimità raggiunta da Gesù con il Padre nel momento della sua preghiera. Sappiamo però che quando ha pregato nell'orto del Getsemani, apertamente e intensamente invocava il Padre: "Padre, se vuoi, passi da me questo calice! Tuttavia, non sia fatta la mia, ma la tua volontà" (Lc.22,42)Ecco, quando noi ci mettiamo in preghiera abbiamo coscienza della persona Divina a cui ci rivolgiamo? Con quali sentimenti ci esprimiamo? Siamo sempre disposti ad accettare la volontà di Dio anche quando non collima con la nostra? Comunque, è importante un vero dialogo.
> Gesù espressamente invita a non sprecare parole nella preghiera.
Noi siamo facili, anche per abitudine, a dire tante cose quando si preghiamo, ma Gesù, apertamente ha detto ai suoi Apostoli e oggi dice a ciascuno di noi: "Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire esauditi a forza di parole. Non siate dunque come loro, perchè il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate" (Mt.4,7-8). Gesù ci esorta alla sobrietà, ad essere essenziali. Il fatto consolante che Gesù rivela è che Dio conosce bene tutta la nostra situazione e quindi non serve dilungarsi troppo nel dire le cose, questo è un grande insegnamento. Dopo questa esortazione Gesù ha insegnato la bellissima e preziosa preghiera del "Padre nostro". Questa preghiera va sempre detta con grande attenzione, evitando di ripeterla come una qualsiasi formula imparata a memoria.
> Una preghiera che sia Lode e supplica
Gesù ci esorta a fare in modo che la preghiera abbia sempre come primo momento parole di Lode, di ringraziamento e poi anche di supplica. Così è per la preghiera del Padre nostro; in questa preghiera Gesù ha racchiuso non solo la lode al Padre, ma anche la preziosa e insistente supplica che "Tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te"(Gv.17,21). Sull'esempio di Gesù viviamo la preghiera che sempre possiamo esprimere, con attenzione, con fede, senza l'ansia di finire presto e soprattutto come momento di intimità con Dio.
Maria ci guidi e ci accompagni sempre quando ci mettiamo in preghiera.
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