Commento al Vangelo di Giovanni 6,50
“QUESTO E’ IL PANE CHE DISCENDE DAL CIELO, PERCHE’ CHI NE MANGIA NON MUOIA” (Giovanni 6,50)

Preziosa è la presenza di Gesù in mezzo a noi, ma ancora più prezioso è il fatto che Gesù voglia comunicare con noi, non soltanto con la Parola, ma con il suo preziosissimo Corpo e Sangue. Mai avremmo potuto pensare di poter fare la Comunione. Oggi, nonostante la nostra povertà spirituale, questo avviene e può essere fatto anche ogni giorno. Abbiamo coscienza di un dono così grande, così prezioso? E’ importante per tutti meditare attentamente su quello che Gesù ha fatto e continua a fare per ciascuno di noi.
- “Questo è il pane disceso dal cielo“
Gesù presenta l’Eucaristia come dono che ha la sua origine dal cielo; una realtà, quindi, soprannaturale e pertanto non comprensibile con la nostra mente umana. Ecco la necessità della fede e cioè della piena fiducia in quello che Gesù ha detto.
Quello che Gesù ha cercato con insistenza di far comprendere alle persone che incontrava nel corso della sua missione, era il fatto che per la piena realizzazione della vita umana, è necessario non fermarsi solo alle varie necessità che la vita terrena comporta, ma impegnare mente e cuore in ciò che serve per la vita eterna. Ecco, quindi, la necessità di“Un cibo che chi ne mangia, non muoia”. Gesù mette in evidenza che per la vita che ci attende, abbiamo bisogno di nutrirci dell’Eucaristia, della sua Parola e di un impegno per evitare il male e compiere opere di carità. E’ così che dobbiamo prepararci a ciò che ci attende dopo il passaggio della morte. Importante è l’esortazione che San Paolo ha fatto ai cristiani di Colossi: “Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo seduto alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra” (Col.3,1-2). Questo è per ogni cristiano un dovere di grande importanza; diversamente, se ci lasciamo soffocare dalle insidiose proposte del mondo, perdiamo la “sintonia” con Dio e perdiamo la possibilità di essere ogni giorno alimentati dalla preziosa linfa, che solo Gesù “Vite” può concedere.
- Mistero di Amore
Il Papa San Paolo VI, chiama l’Eucaristia “Mistero dell’Amore”. E’ l’Amore di Gesù che non si limita a manifestare con semplici parole, ma che conferma con il dono dell’Eucaristia. Gesù concede a noi, come sostegno nel cammino che stiamo facendo sulla terra, il suo Corpo e il suo Sangue. Non avremmo mai pensato di poter avere un dono così grande e misterioso. Gesù l’ha promesso un giorno nella Sinagoga di Cafarnao e poi lo ha ufficialmente istituito nell’ultima Pasqua che ha celebrato con gli Apostoli, prima della sua passione e morte in Croce.
Oggi, abbiamo in Prato due Cappelle con l‘Adorazione perpetua; luoghi riservati al culto e al silenzio.Questa è una preziosa e tanto efficace possibilità di attingere forza spirituale per noi e per tanti nostri fratelli che sono in difficoltà. Un’Adorazione che diventa allo stesso tempo “missione“, per il fatto che ciò che si attinge da quella mirabile fonte d’Amore, passi poi per “osmosi” a tanti fratelli che ancora non conoscono quello che Gesù ha fatto e continua a fare per l’umanità.
Chiediamo a Maria la grazia di aprire i nostri cuori e questo mirabile dono.
Commento al Vangelo di Giovanni 6,27
“PROCURATEVI NON IL CIBO CHE PERISCE, MA QUELLO CHE DURA PER LA VITA ETERNA” (Giovanni 6,27)

Le persone che seguivano Gesù erano molto meravigliate ed entusiaste per quello che Gesù diceva, in particolar modo, per i miracoli che ogni tanto compiva. Così è stato dopo il miracolo dei cinque pani d’orzo e due pesci, distribuiti a cinquemila persone. Quello che Gesù sperava di avere dalle persone, era che arrivassero a riconoscere ciò che i Profeti avevano detto di Lui. Molti segni e prodigi che Gesù ha compiuto per confermare il valore della sua Parola; non tutti hanno compreso il messaggio, manifestando solo una forma di entusiasmo.
- “Procuratevi un cibo che non perisce“
Gesù, non solo con parole e miracoli ha compiuto la sua missione, ma la sua vita, le scelte che ha fatto, i momenti di preghiera vissuti sul monte, tutto ha concorso per dire alla gente che Lui era il Salvatore, il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Oggi, il segno più grande della sua identità, è la sua presenza nella Santa Eucaristia. Siamo di fronte a una verità soprannaturale e, pertanto, non comprensibile con le nostre facoltà naturali. Gesù, ha sempre chiesto e continua a chiedere, a chi intende seguirlo, di avere fiducia nella sua Parola. La fede è proprio riconoscere il valore, l’autorità e l’autorevolezza della sua Parola. Quando manca questa fiducia, si entra in una zona tenebrosa, in una aridità spirituale, che appesantisce la vita quotidiana. Diceva bene Sant Agostino: “Siamo fatti per Te,Signore, ed è inquieto il nostro cuore finché non riposa in te”.
- “Un cibo che dura per la vita eterna“
Viviamo in un mondo dove ciò che domina è un concetto di vita fermo solo alle realtà della terra. Non si pensa a ciò che ci attende dopo la morte; pertanto, le persone vivono come se Dio non esistesse; in loro c’è la convinzione, che il tralcio sia autosufficiente, ma Gesù chiaramente dice: “Senza di me, non potere fare nulla” (Gv.15,5). Senza attingere quella Linfa che solo Gesù può dare, tutto perde vigore, tutto inaridisce. Ecco perchè Gesù esorta tutti a “Cercare un cibo che dura per la vita eterna”. Questo cibo è la sua Parola, è l’obbedienza al progetto di vita spirituale che Lui stesso ha sintetizzato in tre affermazioni: “Chi mi vuol seguire, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua”. (Mt.16,24).
I Santi che ci hanno preceduto e che ancora oggi vivono, ci testimoniano quanto sia vero ed efficace il cammino che Gesù ripropone anche a ciascuno di noi in questo nostro tempo.
- Un cibo che genera vita
La nostra vita qui sulla terra, è un lungo cammino per costruire quella realtà nuova che ci attende dopo il passaggio della morte. Un cammino che da vivere in piena obbedienza alla Parola di Dio, alimentato con “un cibo che dura per sempre”. E’ Gesù che ci ha fatto dono di questo misterioso cibo: è la Santa Eucaristia. l’Amore che Gesù ha sempre avuto per noi, lo ha portato a farci dono non solo della sua Parola, ma addirittura del suo Corpo e del suo Sangue. La sua presenza nella Santa Eucaristia, sempre la possiamo ricevere; dovremmo ogni giorno trovare anche il tempo per l’Adorazione di questo prezioso dono.
Commento al Vangelo di Giovanni 6,12
“RACCOGLIETE I PEZZI AVANZATI, PERCHE NULLA VADA PERDUTO” (Giovanni 6,12)

Per confermare il valore della sua Parola Gesù più volte ha compiuto miracoli. Quel giorno, mentre con i Discepoli Gesù era seduto sul monte,“Vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: Dove possiamo comperare il pane perché costoro abbiano da mangiare? (v.5). Gesù sapeva quello che stava facendo. “Andrea disse: C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci” (v.9). Gesù ordinò loro di far mettere a sedere la gente; “Erano cinquemila uomini” (v.10) senza contare le donne e i loro bambini. Veramente era una grande folla presente quel giorno; questo conferma quanto sia stata apprezzata dal popolo la missione di Gesù.
- Il miracolo
Gesù, alle persone che lo seguivano, parlava del grande evento che si stava compiendo sulla terra con la sua presenza. Non è mai mancata però, da parte sua, anche l’attenzione alle varie necessità umane di chi lo seguiva; così è stato quel giorno. Nel vedere venire a Lui tante persone, si è preoccupato di come dare loro il cibo necessario e, allora, i cinque pani d’orzo e due pesci di quel ragazzo, Gesù li ha miracolosamente fatti bastare per tutti. Significativo il fatto che dopo che ebbero mangiato, fece raccogliere dai sui Discepoli i pezzi avanzati e furono cosi tanti da riempire “dodici canestri” (v.13). Presi dall’entusiasmo per un miracolo così grande, la gente diceva “Questo davvero è il Profeta che deve venire nel mondo”(v.14). Una tale considerazione poteva essere valutata come un frutto positivo della missione, ma non era questo che Lui si aspettava da loro.
- Non l’entusiasmo, ma la fede
Avvenuto il miracolo, Gesù aveva compreso il grande entusiasmo che si era creato fra loro e, “Sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sulla montagna, tutto solo” (v.15). Gesù, avrebbe voluto dar loro una risposta diversa, non l’entusiasmo e il desiderio di farlo re, ma un atto di fede in quello che Lui veramente era, e cioè il prezioso dono che il Padre stava donando all’umanità: il Verbo Incarnato, il Salvatore tanto annunciato dai Profeti. Questo non è avvenuto e Gesù si è sottratto da loro per rimanere tutto solo sulla montagna.
Questa è una grande lezione anche per noi, che vorremmo avere da Lui nuovi miracoli per credere alla sua presenza, quasi non bastasse quello che ha già fatto.
- L’Eucaristia
Il miracolo, se oggi lo vogliamo riconoscere, l’abbiamo già davanti a noi: è la sua reale presenza nell’Eucaristia. Un presenza più volte confermata con i miracoli che il nostro amato Carlo Acutis ha raccolto in un libro. Miracoli confermati da perizie scientifiche di alto livello e che dovrebbero aiutarci a credere in quella reale e miracolosa Presenza. Non guardiamo gli altri; oggi dobbiamo personalmente rinnovare, con tutte le nostre facoltà, l’atto di piena fiducia in Gesù che, nonostante la nostra poca fede, sempre è rivolto e attento a ciascuno di noiMaria, la nostra cara mamma, ci aiuti a vivere la Presenza di Gesù, ogni giorno
Commento al Vangelo di Marco 6,30
“GLI APOSTOLI SI RIUNIRONO ATTORNO A GESU’ E GLI RIFERIRONO TUTTO QUELLO CHE AVEVANO FATTO E INSEGNATO” (Marco 6,30)

Gli anni che gli Apostoli hanno vissuto con Gesù, sono stati un grande dono. Gesù li ha voluti sempre con sé. Qualche volta ha chiesto loro di essere missionari e cioè di precederlo nei villaggi per far conoscere l’opera che stava compiendo. Compiuta la missione, “Gli Apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato” (v.30). Serena e familiare era la vita con Gesù e Lui stesso li incoraggiava, invitandoli anche a un meritato riposo. Regnava fra loro un clima fraterno; prezioso era il sostegno che Gesù elargiva loro con la sua parola.
- Una vera missione
Gesù, presente nell’Eucaristia e con la sua Parola nel Vangelo, estende nel tempo l’opera della salvezza. Negli anni della sua missione sulla terra erano gli Apostoli i suoi collaboratori; oggi, Gesù, chiede a noi questa collaborazione. Ogni Cristiano è chiamato a far conoscere alle persone che dimostrano un minimo di sensibilità spirituale, la persona di Gesù, quello che ha fatto e continua a fare. Se il Cristiano viene meno in questo compito, la sua vita inaridisce; se con generosità testimonia la fede, la sua fiducia in Gesù, allora la vita fiorisce e si rinnova continuamente. Ci viene richiesta una missione semplice, fatta anche di piccoli segni, ma che Gesù stesso poi rende fecondi con il suo intervento.
- “Partirono con la barca verso un luogo solitario” (v.32)
Gesù conosce bene la nostra condizione umana, pertanto, fa capire che per compiere bene la missione che ci è stata affidata, è necessario avere anche dei momenti di riposo. Nella vita si può peccare per eccesso o per difetto; importante è mantenere un giusto equilibrio (in alcune pratiche devozionali, si parla anche della “Madonna dell’equilibrio”).Tutti siamo esortati a obbedire al terzo comandamento che recita: “Ricordati del giorno di sabato per santificarlo” (Esodo 20,8). Oggi il giorno del Signore, è la domenica che ricorda la Risurrezione di Gesù. In questo giorno siamo chiamati a partecipare alla Celebrazione della Santa Messa, ma anche a sospendere il lavoro manuale per un giusto riposo. Coloro che mancano in questi doveri, prima o poi subiscono dei cedimenti anche a livello fisico. Per tutti sono indispensabili tempi di “ricarica” che Gesù stesso ha ordinato ai suoi Apostoli dicendo: “Venite in disparte in un luogo solitario e riposatevi un po’” (v.31). E’ interessante anche il fatto di scegliere per il riposo un luogo solitario, perchè la bellezza della natura ha il suo peso. Prendiamo coscienza che siamo forti, ma anche fragili; San Paolo raccomandava ai cristiani di Roma: “Chi crede di stare in piedi, stia attento a non cadere” (Romani 10,12). Presumere di poter fare tutto con le proprie forze, senza interruzioni, corriamo il rischio di perdere quella serenità che la vita dovrebbe avere. Il mondo in cui viviamo ha ben altri modi di impostare il cammino che stiamo facendo, ma le conseguenze sono evidenti per tutti. Confidiamo e auguriamoci in un ritorno all’obbedienza dei Comandamenti e a ogni preziosa esortazione del Vangelo.
Maria, ci aiuti a trovare il giusto equilibrio nel compimento delle nostre azioni.
Commento al Vangelo di Marco 6,12
“PARTITI, PREDICAVANO CHE LA GENTE SI CONVERTISSE” (Marco 6,12)

Gli Apostoli che hanno seguito Gesù, visti i miracoli compiuti, ascoltata la sua preziosa Parola, ebbero poi il compito di portare la loro esperienza a tutte le persone che ancora non avevano incontrato Gesù. Un compito difficile, ma sostenuto da una forza spirituale in grado di supplire a certe necessità naturali. Infatti, Gesù “Ordinò loro che oltre a un bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa” (v.8); questo conferma che avrebbero avuto durante il loro viaggio, l’aiuto dalla Divina Provvidenza per le diverse esigenze del momento.
- Donare ciò che si riceve
I doni che il Signore ci concede, se li partecipiamo e li condividiamo con le persone che incontriamo, portano frutti buoni e abbondanti, mentre se li tratteniamo per noi stessi, prima o poi inaridiscono. Questo è un grande insegnamento per tutti. Ogni Cristiano è chiamato a dare la propria testimonianza, se pure in forme diverse, ma sopratutto con l’esempio. Come Cristiani, dobbiamo fare attenzione a evitare quella falsa umiltà che tende a giustificare il mancato impegno della testimonianza, con la scusa di non essere in grado di compiere questo compito. L’aiuto, l’abbiamo dalla presenza di Gesù; una presenza che sostiene, che dà forza, una Presenza da vivere! Quello che Gesù ha chiesto agli Apostoli e oggi chiede a noi, è di essere veri e coraggiosi testimoni nell’ambiente in cui viviamo.
- “Il potere sugli spiriti immondi“
Satana esiste e fa tutto il possibile per negare la sua esistenza; purtroppo, molti credono a questa sua falsità. Gesù, nella sua missione sulla terra, più volte ha incontrato persone possedute da Satana e ogni volta, con la sua potenza Divina, le ha liberate. Basti pensare all’indemoniato di Geràsa che “Viveva nei sepolcri e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene” (Mc. 5,3); Gesù è intervenuto e con la sua Parola, lo ha liberato. Ora, agli Apostoli, oltre al comando di far conoscere alle persone la sua missione, Gesù ha dato anche “il potere sugli spiriti immondi” (v.7) e cioè di fare esorcismi. Si tratta di un compito delicato e difficile. Negli esorcismi, l’azione più importante è riuscire ad agire sulle persone disturbate, con fede e tanta pazienza. Gli Apostoli, sorretti dal sostegno personale di Gesù, sono “Partiti e predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano” (vv.12-13). La loro fu una parola, un annuncio profetico confermato con Miracoli.
- Una missione feconda
E’ dovere di ogni Cristiano fare tutto il possibile per aiutare le persone a conoscere Gesù e a vivere in obbedienza alla sua Parola. Un apostolato così importante per essere fecondo, esige una vera comunione con Gesù. Lui è la Vite che partecipa al tralcio la “linfa” necessaria per portare a maturazione il grappolo d’uva. Questo conferma che la fecondità della missione trova il suo fondamento nella misura in cui l’Apostolo vive una vita spirituale non fatta di parole sapienti e abbondanti, ma di una vera relazione con il Divino Maestro. Perraggiungere un livello di vita spirituale così elevato, poniamoci la domanda; “Per me, infatti, il vivere è Cristo” ? (Fil. 1,21). Che Maria, nostra cara mamma, ci aiuti a raggiungere una piena sintonia con Gesù.
Commento al Vangelo di Marco 6,3-4
“E SI SCANDALIZZAVANO DI LUI. MA GESU’ RISPOSE LORO: UN PROFETA NON E’ DISPREZZATO CHE NELLA SUA PATRIA, TRA I SUOI PARENTI E IN CASA SUA” (Marco 6,3-4)

Dopo il miracolo di aver riportato in vita la figlia di Giairo, Gesù ha voluto tornare a Nazareth. Di sabato, nella Sinagoga, si mise a insegnare con un linguaggio e una competenza da suscitare meraviglia negli ascoltatori, al punto che dicevano: “Da dove gli vengono queste cose? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? (v.2). Ma, dalla meraviglia dell’ascolto, i presenti sono passati al giudizio sulla persona di Gesù chiedendosi: “Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria”? (v.3). A nulla valsero i miracoli compiuti per farsi conoscere e il seguito di persone di fede che hanno creduto in Lui. E’ avvenuto quello che anche oggi avviene, e cioè che non è possibile comprendere con le nostre facoltà umane, le verità che sono di ordine soprannaturale. Le persone presenti nella Sinagoga, non hanno creduto alla Parola di Gesù, che rivelava loro ciò che era stato detto dai Profeti sul significato della missione.
- Un triste rifiuto
Da secoli i Profeti avevano annunciato la venuta del Salvatore. La predicazione e i miracoli che Gesù compiva, potevano bastare per confermare la verità dei Profeti. A quelle persone è mancata la fede e la fiducia in tutto quello che Gesù aveva annunciato; per questo, avvenne il triste rifiuto: oltre a negare la fiducia in Gesù, hanno cercato di gettarlo giù dal monte, ma Gesù, a quel punto, misteriosamente, si è sottratto dalle loro mani. Grande fu lo stupore, di non vederlo più.
- Gesù si è meravigliato della loro incredulità
La gioia che poteva nascere negli ascoltatori di Nazareth e cioè di avere fra di loro il Verbo Incarnato, il Salvatore tanto atteso, si è trasformata in una grande avversione verso una persona innocente. Gesù, trovatosi di fronte a una mancanza di rispetto così grave, si è allontanato da loro ed ha manifestato grande meraviglia per la loro incredulità. Oggi, in molti casi, avviene la stessa situazione. Gesù viene annunciato e fatto conoscere con la predicazione; molti sono gli eventi miracolosi, che testimoniano la sua Presenza; molte sono le persone che credono in Lui e che seguono il Vangelo; altrettante sono le persone che continuano a guardare e a considerare la persona di Gesù non come il grande atteso, ma come una figura storica da dimenticare, oppure da lasciare negli annuari della vita passata.
- La presenza miracolosa di Gesù.
Ogni persona cristiana, oggi, è chiamata a prendere coscienza della preziosa e miracolosa presenza di Gesù in mezzo a noi. Con il demonio non si discute. Abbiamo nell’Eucaristia la reale presenza di Gesù. Abbiamo nei Vangeli una Parola di vita che sempre illumina il nostro cammino. Abbiamo tanti Santi che con la loro vita e con le loro opere, hanno testimoniato quanto sia preziosa e concreta l’opera di salvezza che Gesù continua anche ai tempi nostri. Alle tante e continue contestazioni che il mondo scatena su Gesù, la nostra risposta sia la seguente: Credo, Adoro, Amo e Ringrazio, Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, presente e operante nella Chiesa e che un giorno verrà a giudicare i vivi e i morti. Un atto di fede vissuto e confermato con la piena obbedienza alla sua Parola.
Maria, madre nostra, ci sostenga nel cammino di fede e di amore al suo Gesù.
Commento al Vangelo di Marco 5,34
“GESU’ RISPOSE: FIGLIA, LA TUA FEDE TI HA SALVATA” (Marco 5,34)

Molti sono i miracoli che Gesù ha compiuto nel corso della sua missione sulla terra. Così Gesù ha voluto, per aiutare le persone a riconoscere la sua presenza come Verbo Incarnato e il significato della sua missione sulla terra. I Profeti, secoli prima, avevano già annunciato la sua venuta e molte cose avevano rivelato della missione che Gesù avrebbe svolto. Dispiace il fatto che molte, sono ancora le persone che non credono in Gesù, che non ascoltano la sua voce, che non accettano di entrare a far parte della sua famiglia: la Chiesa. Non fermiamoci a guardare gli altri, ma facciamo noi oggi tutto il possibile per essere persone che credono in Gesù Cristo.
” La tua fede ti ha salvato“
Tutti siamo chiamati a vivere con senso di responsabilità la scelta di vita che abbiamo fatto. La vita però non è facile per nessuno e tutti possiamo incontrare difficoltà da superare sia a livello fisico che spirituale. E’ il caso che riporta il Vangelo di una donna che da dodici anni aveva perdite di sangue e che nessun medico ha saputo guarirla. Quella donna, sapendo della presenza di Gesù e della sua missione, decise di rivolgersi a Lui pensando: “Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita” (v.28). Questa sua grande fiducia, le ha giovato la completa guarigione: “All’istante cessò il flusso di sangue e senti nel suo corpo che era stata guarita” (v.29). Gesù ha compreso bene ciò che era avvenuto e ha chiesto a tutti chi lo avesse toccato. La miracolata,“impaurita e tremante, sapendo ciò che era accaduto, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità” (v.33). Il suo fu un sincero atto di fede che Gesù ha confermato dicendo: “Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male” (v.34).Ecco che cosa ottiene un atto di piena fiducia nella persona di Gesù. Questa è un’ennesima testimonianza che non è il miracolo che ottiene la fede, ma è l’atto di fede che ottiene il miracolo. Così è stato e così sarà in seguito.
- Un cammino da compiere
Con sincerità e con umiltà è importante prendere coscienza che noi siamo delle persone limitate e fragili. Pertanto, quando ci troviamo in difficoltà, è naturale ricorrere a qualche rimedio. Quando però il problema non si risolve, allora è bene seguire l’esempio di quella donna. Oggi come ci dobbiamo comportare?
– Come prima cosa dobbiamo saper accettare con serenità le malattie che possiamo avere. Certe agitazioni e paure, aggravano la stessa malattia.
– Fatto il possibile per rimediare umanamente alla malattia, è importante mettersi in preghiera e invocare un aiuto a Colui a cui “nulla è impossibile”.
– Determinante è la fede, la fiducia con la quale ci rivolgiamo al Signore. Gesù, disse un giorno: “In verità vi dico: chi dicesse a questo monte: Lèvati e gettati nel mare, senza dubitare in cuor suo ma credendo che quanto dice avverrà, ciò gli sarà accordato”. (Mc.11,23). Questo è stato l’atto di fede di quella donna.
– Da mettere in conto, che soltanto il Signore decide se la grazia che chiediamo è utile per il nostro bene ed è Lui che decide anche il tempo e il modo di esaudirci.
Che Maria ci aiuti ad essere persone che vivono un rapporto di vera fede in Gesù.
Commento al Vangelo di Marco 4,40
“POI DISSE LORO: PERCHE’ AVETE PAURA? NON AVETE ANCORA FEDE? (Marco 4,40)

Gesù nella sua missione sulla terra, non ha mai perso occasione per annunciare,alle persone le verità che ognuno di noi dovrebbe conoscere. E’ importante avere idee chiare su come impostare e vivere la nostra vita terrena come preparazione alla vita che ci attende dopo il passaggio della morte. Un giorno Gesù, dopo aver congedato la folla, chiese agli Apostoli di passare all’altra riva del lago e salì con loro sulla barca. Nel corso della traversata si scatenò sul lago una grande tempesta e così intensa da mettere la barca in forti difficoltà. Il fatto portò i discepoli spaventati a gridare aiuto a Gesù, che sembrava dormisse a poppa: “Maestro, non t’importa che moriamo”? (v.38). Gesù si alzò e pronunciò due sole parole: “Taci, calmati!” (v.39), appena pronunciate queste parole, la tempesta cessò. Un cambiamento così immediato fece nascere nei discepoli un grande timore e si dicevano fra loro: “Chi è dunque costui, al quale anche i venti e il mare gli obbediscono”? (v.41). Sono bastate due sole parole per capovolgere un evento che sembrava causare la morte di tutti. Questa è la potenza di Gesù!
- “Perché avete paura“?
La situazione era grave, al limite della sopportazione, nonostante questo Gesù avrebbe desiderato un atto di fede, di fiducia in Lui, ma una tale fede è mancata e per questo si sono meritati un rimprovero: “Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede”? (v.40). La presenza di Gesù nella barca li doveva rassicurare che nessuna forza avversa avrebbe potuto affondare quella barca. Questo è per noi un grande insegnamento e cioè, se abbiamo con noi Gesù, nella nostra barca, siamo rassicurati contro ogni avversità. Questo non vuol dire che tutto nella vita sia facile e vada per il verso giusto, ma che le difficoltà e gli ostacoli che possiamo avere nel corso della vita, non saranno mai così gravosi da far affondare la barca. Non dobbiamo mai dimenticare quello che Gesù un giorno disse a Pietro: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa” (Mt. 16,18). Numerose e grandi sono state le persecuzioni contro la Chiesa; anche ai nostri tempi questa persecuzione continua, ma quello che Gesù ha detto nessuno mai lo potrà smentire.
- “L’azione dello Spirito Santo“
Di fronte alla furia del vento e alla tempesta, gli Apostoli hanno ceduto e si sono rivolti a Gesù non chiedendo tanto un aiuto, ma manifestando solo paura e sfiducia. Non era ancora arrivata l’azione dello Spirito Santo, che nel giorno della Pentecoste ha reso gli Apostoli testimoni di Gesù fino al martirio. Quello che è stato nel tempo si rinnova ora nel presente. La presenza e l’azione dello Spirito Santo è per tutti necessaria, indispensabile per compiere bene la nostra missione. Se abbiamo fede, non c’è vento e non c’è tempesta che possa impedire la navigazione che stiamo compiendo qui sulla terra. Tre cose sono quindi importanti: – Avere Gesù sempre sulla barca con noi; una presenza che Lui tanto desidera.
– Non perdere mai la memoria delle Parole che Gesù ha chiaramente pronunciato.
– Invocare lo Spirito Santo, con perseveranza e con la fede nella sua azione.
Che Maria ci aiuti a sentirci sempre rassicurati della miracolosa presenza di Gesù.
Commento al Vangelo di Marco 4,31
“Il REGNO DI DIO E’ COME UN GRANELLO DI SENAPA CHE, QUANDO VIENE SEMINATO PER TERRA, E’ IL PIU’ PICCOLO DI TUTTI I SEMI CHE SONO SULLA TERRA” (Marco 4,31)

“Il regno di Dio” è l’opera che Dio compie e sta compiendo nel tempo; è la presenza viva, operante e carica di amore di DIo nel mondo; è una realtà fondata sulla pace, sulla giustizia e sulla fratellanza. Gesù rispondendo a Pilato che gli aveva chiesto se lui si considerasse Re, rispose positivamente e aggiunse: “Il mio regno non è di questo mondo” (Gv.18,36). Siamo quindi davanti a una realtà, a un regno che ha delle caratteristiche ben diverse da ogni regno umano.
- “Venga il tuo regno” (Mt.6,10).
Nella sapiente preghiera che Gesù ha insegnato agli Apostoli, viene invocato l’avvento del “Regno di Dio”. Sul momento, gli Apostoli, non erano in grado di comprendere il significato di queste parole; sarà lo Spirito Santo, che nel giorno della Pentecoste, illuminerà le loro menti alla verità che loro stessi poi dovranno annunciare al mondo intero. Oggi per noi è importante credere in questa grande opera che Dio sta compiendo. Coralmente e con fede, dobbiamo annunciare, in un mondo così in difficoltà, l’avvento di un Regno che veramente porta e fa’ vivere l’Amore, la pace e la giustizia.
- Le dimensioni del regno di Dio.
Gesù nella sua predicazione ha parlato del “Regno di Dio” e lo ha presentato come “Un granello di senapa”, una realtà piccola, percepita pertanto da poche persone, ma con un avvenire che stupirà tutti coloro che non hanno prestato fede a quest’opera di Dio. Questo piccolo seme diventerà un giorno “Il più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra” (v.32). Questa parola di Gesù apre alla speranza, mentre la situazione del mondo oggi, con le guerre in atto così crudeli e pericolose per il mondo intero, sembra proprio voler soffocare la speranza. Il Signore ha presente tutto ciò che avviene nella storia; solo Lui è capace di riportare la pace e garantire la crescita di quel piccolo seme di senapa. I tempi e i modi di questa crescita non li conosciamo, ma tutto ciò che viene annunciato, avrà il suo compimento.
- Il tempo dell’attesa
Quello che il Signore chiede a ciascuno di noi, è di avere piena fiducia nella sua Parola. La fede consiste proprio nel riconosce il valore, l’autorità, l’autorevolezza della “Parola”. Dubbi e incertezze vanno superate con fermezza, senza pericolosi tentennamenti, vivendo con forza d’animo il momento presente. Non dimentichiamo quello che Gesù stesso ha detto a Pietro a Cesarea di Filippo, quando, dopo avergli annunciato il futuro compito che avrebbe assunto, disse: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa” (Mt.16,18).Questa è la verità che dobbiamo credere, nonostante le tante difficoltà e i problemi che esistono. Con grande fiducia viviamo quindi il momento presente; una fiducia sulla Parola di Gesù che ha operato e continua a operare in mezzo a noi per la salvezza dell’umanità e per l’avvento del suo regno.
Chiediamo a Maria un sostegno per vivere il momento presente con speranza.
Commento al Vangelo di Marco 3,35
“CHI FA LA VOLONTA’ DI DIO, COSTUI PER ME E’ FRATELLO, SORELLA E MADRE” (Marco 3,35)

Grande folla seguiva Gesù con interesse ascoltando la sua parola. Un giorno, tra la folla, erano presenti anche sua madre Maria e alcuni parenti. I discepoli hanno fatto sapere a Gesù della presenza di queste persone e, in modo particolare, della sua mamma la quale con meraviglia e con gioia, ascoltava le bellissime catechesi di suo Figlio. Sapendo questo, Gesù ha risposto con un prezioso insegnamento rivolto a tutti: “Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre” (v. 35). Con queste parole Gesù ha voluto far capire, che la sua vera famiglia non era quella con la quale ha convissuto a Nazareth per trent’anni, ma quella formata da ogni persona che compie con fedeltà la volontà di Dio.
- L’obbedienza
Una virtù fondamentale della vita cristiana, è l’obbedienza. Significativa è stata l’obbedienza di Gesù che “Umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Fil. 2,8). Mentre all’inizio l’atto di Adamo e di Eva, con la loro disobbedienza, ha causato tanto male, Gesù, con la sua obbedienza, ha salvato l’umanità. L’esempio di Gesù è per tutti norma di fede. Non è certamente facile compiere la volontà di Dio, ma possiamo vedere con i nostri occhi, quanto male, quante sofferenze, sono sorte dalla disobbedienza ai Comandamenti di Dio e a tutto ciò che il Vangelo prescrive. Gesù, rivolgendosi alla folla, ha fatto capire che quando una persona è obbediente, ottiene la grazia di entrare in un rapporto familiare con Lui stesso. Preziose sono le sue parole: “Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello sorella e madre”. Se abbiamo coscienza di quello che Gesù dice, grande è la gioia che nasce nel cuore.
- Un cammino sulla strada giusta
La vita è un lungo viaggio, da compiere sulla terra per arrivare al momento di entrare nella vera vita. Compiere un viaggio, vuol dire avere una meta ben precisa da raggiungere, rifornirsi di tutto il necessario per arrivare al traguardo che ci si è posti. E’ cosa buona, consultarsi con persone competenti circa l’itinerario da seguire. Poiché le difficoltà e gli ostacoli non mancano, è saggio mettere in conto il sacrificio che può comportare il cammino. Poiché siamo limitati e fragili, se qualche volta perdiamo la strada giusta, è importante trovare sempre il coraggio di ricominciare. Nel viaggio da compiere, è saggezza fare sempre riferimento alla Sacra Scrittura, i Vangeli in particolare. Non deve mai mancare nel nostro cammino l’invocazione allo Spirito Santo; luce per conoscere bene la strada da seguire e forza per superare le difficoltà che si possono incontrare.
- Una verifica
Non è facile il viaggio che siamo chiamati a compiere per arrivare alla vera vita. Ogni tanto è cosa buona fare una verifica sulla situazione in atto: per questo giova molto ciò che San Paolo scrive nella Lettera ai Galati, all’interno della quale elenca i nove frutti dello Spirito Santo. I primi tre sono: “Amore, gioia, pace”. Questi tre frutti, sono come un “termometro” che mette in evidenza la condizione spirituale in cui ci troviamo; se mancano, occorre l’umiltà di cercare la causa di tale povertà.Maria, ci accompagni nel difficile viaggio che stiamo compiendo sulla terra.
