logo felici salumi
Meditando Matteo 18,20

Meditando Matteo 18,20

"DOVE SONO DUE O TRE RIUNITI NEL MIO NOME,

 LI' SONO IO IN MEZZO A LORO"    (Matteo 18,20)

Ecco un prezioso dono che Gesù concede a chi con fede si mette in preghiera. E' il dono della sua reale presenza.

Noi siamo povere creature, per cui è difficile arrivare a prendere coscienza di ciò che Gesù ci offre, ma se  abbiamo piena fiducia nella Parola di Gesù, con il proposito di vivere quello che si legge, la mente allora si illumina, e arriviamo gradualmente a prendere coscienza di quello che Gesù è per noi; dell'Amore che ha per noi.

  • "Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì io sono in mezzo a loro"

La preghiera, se veramente viene vissuta insieme come un momento di ascolto e di intimità con Gesù,  ha un suo particolare valore: Gesù ci assicura in quei momenti la sua presenza.

Che questo avvenga ci viene testimoniato dai Santi, che quando pregavano nelle loro comunità, a volte arrivavano a delle vere esperienze mistiche (estasi). Noi non siamo Santi, ma anche noi, come loro, figli dello stesso Padre, per cui siamo amati con lo stesso Amore. La differenza tra noi e i Santi, sta nel fatto che non sempre noi abbiamo un cuore libero, non solo dal peccato, ma anche da tante preoccupazioni secondarie, che occupano troppo spazio nella nostra vita.

Non ci dobbiamo scoraggiare, ma è interessante quello che diceva S. Agostino: "Se questi e quelli riescono a vivere così, perché non io?" Questa domanda ci può mettere in crisi, ma con l'aiuto dello Spirito Santo, riusciremo a fare il possibile per arrivare, gradualmente, a stare insieme uniti davanti a Gesù e dialogare con Lui con la purezza e la semplicità dei bambini.

  • "Li' sono io in mezzo a loro"

Non esiste gioia più grande al mondo che possa superare quello che Gesù ci offre con la sua presenza. Quello che Gesù dice, di essere veramente in mezzo a noi quando preghiamo insieme,  non è da considerare come una semplice consolazione, ma è la verità. Il compimento di questa verità, è la grazia di arrivare ad avere coscienza di quello che Gesù ci offre con la sua presenza. Non sempre, però, riusciamo a sintonizzarci sull'onda giusta sulla quale Gesù intende comunicare con noi. Questo non ci deve preoccupare, ma solo dobbiamo con insistenza e tanta fiducia, invocare lo Spirito Santo perché ci liberi da tutte quelle interferenze, che disturbano la sintonia che dovremmo avere con la Persona di Gesù. Da parte nostra, prendiamo atto della nostra povertà spirituale; con umiltà riconosciamo i limiti che abbiamo e  aiutiamoci reciprocamente ad essere rivolti e attenti a Colui che ci parla.

  • Tutto è grazia

Nel corso della vita, molte sono le situazioni che viviamo, che dobbiamo affrontare, e non sempre sono cosi semplici e facili. Giova molto allora per la nostra vita spirituale, vivere il quotidiano con la certezza di essere sempre sotto gli occhi di Dio, che mai si dimentica di noi.

Si legge in Isaia: "Si dimentica forse una donna del frutto del suo bambino, così da non  commuoversi per il figlio del suo seno? Anche se ci fosse una donna che si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai" (Isaia 49,15). E' veramente una grande grazia sapere che sempre Gesù ci vede, che Lui ha presente non solo le nostre azioni, ma anche le intenzioni con cui operiamo. Questo forse ci può preoccupare, ma non deve essere così perché siamo seguiti, passo dopo passo, non da una persona che ci giudica, ma da una persona che ci vuole veramente bene e che è sempre disposto anche a perdonarci, quando manchiamo di fedeltà e di obbedienza alla sua Parola. Nel nostro cammino è cosa buona vivere, per quanto è possibile, anche  momenti di preghiera con altri fratelli e sorelle, così da sperimentare maggiormente la misteriosa presenza di Gesù. Certi del dono che Gesù ci assicura, pregando con noi, migliorerà anche la nostra sintonia con Lui. Uniti così in preghiera, siano i nostri cuori aperti all'Amore del quale Gesù ci fa dono: un Amore che ci purifica; un Amore che carica di fecondità spirituale le nostre povere e limitate azioni umane; un Amore che ci apre orizzonti sempre nuovi; un Amore che sazia le nostre profonde aspirazioni.  

Questa è la meraviglia che Gesù opera in noi con la sua Presenza. Questo è il dono che noi possiamo ricevere se, con semplicità e con fede, decidiamo di ritrovarci insieme a pregare.

Alla mamma celeste, chiediamo che anche Lei sia presente nella nostra comune preghiera.

Meditando Matteo 16,26

Meditando Matteo 16,26

"QUALE VANTAGGIO AVRA' UN UOMO SE

  GUADAGNERA' IL MONDO INTERO, MA  PERDERA' LA PROPRIA VITA?"  (Matteo 16,26)

Siamo ogni giorno a contatto con persone, che sono convinte che la ricchezza in questo mondo, sia una conquista necessaria per vivere la vita in pienezza.

Essi affermano, che con il denaro si raggiunge tutto ciò che si desidera. Solo che, per avere denaro, molte volte essi seguono strade disoneste. Mentre sappiamo, che lavorando onestamente e con due sole mani, si arriva giusto a soddisfare le normali esigenze di una famiglia. Questi uomini che credono soltanto nel denaro, non si rendono conto che proprio questo può essere la causa della loro rovina. Infatti, non sono mai sazi, non si accontentano di quello che hanno; molte volte, vivono nella paura di essere derubati di quello che hanno e si difendono costruendo delle case che sono "prigioni", con mille difese inutili. Su questa strada, le persone ricche, possono raggiungere qualche temporanea soddisfazione, ma alla fine la loro vita si complica, perdono la serenità e i loro beni diventano una catena che li rende schiavi. Ecco perché Gesù ha detto: "Quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?" Gesù ci vuol dire, che tutti i beni di questa terra, non potranno mai essere in grado di rispondere alle esigenze del nostro essere persone fatte a immagine e somiglianza di Dio. Così Dio ci ha voluti e, pertanto, ogni uomo trova Amore, trova pace e serenità, solo e nella misura in cui vive in obbedienza alla Parola di Dio.

  • Il valore della vita

Dio ha voluto noi, creature umane con delle caratteristiche particolari, molto diverse e ben più preziose di tante altre creature che sono sulla terra: Dio ci ha creati a sua immagine e somiglianza; questo vuol dire, che non abbiamo soltanto un corpo, con tante belle e preziose facoltà che ben conosciamo, ma abbiamo una parte del nostro essere, che è spirituale. Questa dimensione spirituale del nostro essere, ci permette di vivere la nostra vita in un modo del tutto singolare e cioè, ci rende capaci di stabilire giuste, armoniche, equilibrate relazioni, con la natura, con le persone e soprattutto con Dio. Facciamo allora un personale esame di coscienza  e proviamo a rispondere a queste domande: Come vivo la mia relazione con le bellezze che la natura mi offre? Come vivo le mie relazioni con le persone che incontro ogni giorno? Ma soprattutto, come vivo la mia relazione con Dio?

Se queste relazioni le vivo bene, con semplicità, con serietà e competenza, allora la vita fiorisce e migliora di giorno in giorno; gradualmente, matura e diventa feconda. Quando invece vivo queste relazioni in modo superficiale e peggio ancora se inquinate dal peccato, allora la vita giorno dopo giorno inaridisce e per non soffocare, ci si aggrappa a tre idoli pericolosi, idoli che tutti ben conosciamo: il denaro, il potere e il piacere.    

  • La vita che ci attende

Nessuno, qui sulla terra, ha pianta stabile. Per tutti, verrà il giorno in cui si concluderà il cammino che stiamo facendo. Giova molto allora pensare, senza perdere altro tempo, a ciò che ci attende nella vita futura. Se avremo fatto il possibile, per vivere in obbedienza alla Parola di Dio, e se avremo  avuto il coraggio di ricominciare, quando per fragilità abbiamo peccato, allora raggiungeremo in quel giorno la "Sorgente" che ci ha generati e cioè "Dio, che è Amore".

Oggi, siamo quindi in cammino verso la pienezza della vita, la pienezza dell'Amore. Quello che sulla terra qualche volta possiamo avere sperimentato, è solo un segno, molto limitato e fuggevole, di ciò che avremo la grazia di vivere, se arriveremo in Paradiso. Chi ha grazia di entrare nella intimità di Dio, ci dicono i Santi, sperimenterà la potenza dell'Amore con una progressione tale, da farci perdere la percezione del tempo. Questa, è la vita che ci attende; questo, è il tesoro che Dio Padre desidera offrire a tutti i suoi figli. Non lasciamoci illudere da ciò che oggi ci può sembrare un valore indispensabile per avere una vita comoda. Mai dobbiamo  dimenticare che Gesù, per offrire a tutti gli uomini la possibilità di raggiungere il Paradiso, ha offerto la sua vita al Padre, stendendo le braccia sulla Croce. E' Lui che, con il suo Sacrificio, ci ha riaperto le porte del Paradiso. Questo, è ciò che ci attende; questa, è la pienezza della vita.

Maria ci aiuti a vivere obbedienti al suo Figlio e capaci di compiere il nostro cammino, rivolti  e attenti a quello che Lui continuamente opera per noi.

Meditando Matteo 16,13

Meditando Matteo 16,13

"GESU' DOMANDO' AI SUOI DISCEPOLI:
LA GENTE, CHI DICE CHE SIA IL FIGLIO
DELL' UOMO?" (Matteo 16,13)

Sono preziose e per noi importanti alcune domande che Gesù ha fatto ai suoi discepoli e che sono le stesse alle quali anche noi, oggi, siamo chiamati a rispondere. Un giorno, nella regione di Cesarea di Filippo, chiese ai  discepoli: "La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?" Erano molte le persone che Gesù aveva incontrato, molti i miracoli compiuti, ma anche molte, purtroppo, le discussioni che aveva dovuto sostenere con gli Scribi e i Farisei, i quali, si erano sempre opposti alla sua missione. Essi, non l'hanno mai riconosciuto come il Verbo Incarnato, come vero Dio e vero uomo. Neppure di fronte ai miracoli che compiva sotto il loro occhi, non hanno mai saputo riconoscere in Gesù il grande atteso. Tutta questa resistenza alla verità, al prezioso dono che il Padre aveva dato, per la salvezza dell'umanità, era per Gesù un grande dispiacere, una vera sofferenza.

  • Ma perché tanta resistenza e indifferenza di fronte ad una persona così preziosa e Santa?

E' mai possibile che le tenebre, possano resistere ancora davanti a una Luce così potente?

Che cosa c'è, nell'essere umano, che ostacola la piena fiducia che dovremmo avere in Gesù? Certamente, è il demonio che ci tiene legati alle cose della terra al punto da non riuscire a vedere e contemplare la preziosità della persona di Gesù, la sua Parola, l'Amore che ha per noi.

Non fermiamoci più di tanto ad evidenziare il male che esiste nel mondo, ma apriamo il cuore e la mente alla conoscenza di quel Tesoro nascosto che Dio Padre ci ha donato.

  • La risposta di Pietro 

Non era facile rispondere alla domanda che Gesù aveva fatto ai discepoli. E' comprensibile anche un certo disagio rimanere in silenzio e non trovare il coraggio di rispondere. Poi, timidamente, cominciarono a dire quello che avevano udito stando fra la gente: "Alcuni dicono Giovanni Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti" (v,14). Erano risposte molto incerte e forse dette a mezza voce. Gesù allora, si rivolse a loro direttamente e disse: "Ma voi, chi dite che io sia?" (v.15). A quel punto, l'imbarazzo era ancora più grande e solo Pietro ebbe il coraggio di rispondere dicendo: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente" (v.16). Gesù ha elogiato Pietro, ma subito gli ha fatto notare che non era farina del suo sacco, infatti, glidisse: "Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne, né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli" (v.17). Per Pietro fu un momento di gioia, ma unita anche a un certo smarrimento; non capiva, infatti, il significato di questa particolare e straordinaria rivelazione che avrebbe ricevuto dal Padre. Gesù comunque, lo tranquillizzò con una notizia che certo non si sarebbe aspettato di ricevere in quel momento, quella del suo futuro compito.

  • Andiamo alla sorgente

Non si può amare ciò che non si conosce; questo è un dato di fatto molto vero. Come Cristiani, dobbiamo fare tutto il possibile per riuscire a rispondere personalmente alla domanda di Gesù. Possiamo considerare questo compito, una specie di esame di coscienza sul grado di maturità della nostra vita spirituale. Sempre però dobbiamo poi confrontarci con la sorgente della verità e cioè con il Vangelo, le Lettere di S. Paolo e tutta la Sacra Scrittura in generale.

Ora, ci può giovare un'attenta meditazione, su un brano della Lettera di S. Paolo ai Colossesi:

  • "Gesù è l'immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione, perché in Lui furono fatte tutte le cose nei cieli e nella terra, quelle visibili e quelle invisibili:Troni, Dominazioni, Principati e Potenze. Tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte in Lui sussistono. Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa. Egli è principio, primogenito di quelli che risorgono dai morti, perché sia Lui ad avere il primato su tutte le cose. E' piaciuto infatti a Dio che abiti in Lui tutta la pienezza e che per mezzo di Lui e in vista di Lui siano riconciliate tutte le cose, avendo pacificato con il  sangue della sua croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli" (Col. 1,15-20).

Questa è Parola di Dio, è Parola ispirata, quindi con un valore assoluto, anche se non è facile comprendere in tutti i particolari. Chiediamo a Maria, la grazia di riuscire a leggere e meditare con particolare attenzione queste parole così  illuminanti sulla persona di Gesù.

Meditando Matteo 15,28

Meditando Matteo 15,28

"ALLORA GESU' LE REPLICO': DONNA, GRANDE  E'

 LA TUA FEDE! AVVENGA PER TE COME DESIDERI,

 E DA QUELL'ISTANTE SUA FIGLIA FU GUARITA"

                                                            (Matteo 15,28)

Un giorno, una donna Cananèa, venuta a sapere della potenza di Gesù, dei miracoli che compiva e della sua misteriosa missione, decise di andare da Lui per chiedergli la guarigione di sua figlia. Tremante, si avvicinò e quasi gridando disse: "Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio" (v.22). E' interessante il fatto, che pur non essendo una persona che faceva parte del popolo di Israele, abbia chiamato Gesù con il titolo di "Figlio di Davide"; questo vuol dire, che lei sapeva di essere in qualche modo alla presenza non solo di un profeta come tanti altri, ma del Grande atteso. Sul momento, Gesù, sembrava che non volesse ascoltarla e quindi non ha preso in considerazione la sua richiesta; essa però, insisteva con grande forza, al punto che i discepoli implorarono Gesù dicendo: "Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando! Egli rispose: Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa di Israele" (v.23). La Cananèa però non si scoraggiò, per cui di nuovo "Si prostrò dinanzi a Lui, dicendo: aiutami! Gesù, forse per mettere alla prova la sua fede, le disse:"Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini". La Cananèa con umiltà, accettò di essere considerata come un cagnolino e allora rispose a Gesù dicendo: "Eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni" (v.27).  Gesù vedendo in lei un cuore sincero, umile ed un fede vera, disse: "Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri. Da quell'istante sua figlia fu guarita" (v.28).  Ecco le condizioni indispensabili per ogni cristiano: l'umiltà, come virtù che ci porta ad avere coscienza dei nostri limiti e delle nostre fragilità, e poi la piena fiducia nella persona di Gesù, trascendente e immanente, in tutto quello che ha detto, in tutto quello che ha fatto e continua a fare, nella Chiesa.                                                                       

  • La perseveranza

Quando ci mettiamo in preghiera e abbiamo la grazia di stare in Adorazione di Gesù solennemente esposto, è importante avere un primo momento di raccoglimento per entrare in "sintonia" con Lui; si tratta cioè di prendere coscienza della sua Presenza e della possibilità che ci offre di avere un momento di intimità particolare. E' importante favorire questi momenti col silenzio e con l'ascolto e non interromperli con le preghiere che normalmente facciamo.  

Sull'esempio della Cananèa è bene poi che la supplica sia perseverante. Noi non conosciamo che cosa effettivamente sia necessario per la nostra vita e neppure possiamo pretendere, che la Grazia che chiediamo ci venga concessa sul momento; ma come la Cananèa è importante avere fede e quindi la certezza che "Nulla è impossibile a Dio" (Lc.1,37). Gesù infatti, ha concesso il miracolo della guarigione della figlia proprio perché ha visto in lei tanta fede dicendolo apertamente: "Donna, grande è la tua fede". E' sempre la fede che ottiene il miracolo, che però il Signore concede quando e come Lui ritiene giusto e che giovi veramente per noi.

  • Un Amore universale

Dio ama l'umanità intera. Ogni persona è preziosa per Lui. Il fatto della Cananèa, conferma la universalità dell'Amore di Dio. E' un dato di fatto, che non tutte le persone che sono nel mondo, abbiano la possibilità di conoscere Gesù, la sua Parola, tutto quello che ha fatto per la salvezza  dell'umanità e tutto quello che ogni giorno continua a fare per la sua Chiesa, questo ci fa capire che se il "terreno è buono", se le persone sono in buona fede, come si usa dire,Il Signore  interviene  per strade diverse, concedendo anche a loro di essere un giorno salvati. Quello che conta, è avere un cuore aperto alla verità. La Cananèa, forse, non ha mai incontrato nessuno che l'abbia aiutata a conoscere Gesù, ma il suo cuore era aperto e sensibile ai certi valori spirituali e quindi è stata favorita da quell'azione straordinaria della Grazia che l'ha portata, un giorno, ad incontrare Gesù in persona. Dobbiamo stare attenti ad esprimere giudizi anche su persone che sono lontane da Gesù, proprio perché non sappiamo quale sia la storia del loro passato. Maria da sempre ci esorta a pregare anche per chi è lontano dal suo Figlio Gesù, perché ogni persona si converta e sia raggiunta, un giorno, dalla potenza del suo Amore.

Meditando Matteo 14,30-31

Meditando Matteo 14,30-31

"PIETRO SCESO DALLA BARCA, SI MISE A CAMMINARE SULLE ACQUE E ANDO' VERSO GESU', MA VEDENDO CHE IL VENTO ERA FORTE, SIMPAURI' E, COMINCIANDO AD AFFOGARE, GRIDO': SIGNORE,SALVAMI"

(Matteo 14,30-31)

Credere vuol dire fidarsi di Gesù, avere piena fiducia in quello che dice e in quello che compie, anche quando dice e compie azioni che umanamente non sono comprensibili. Ecco due eventi particolari, che fanno pensare quanto sia grande, forte e Santa la persona di Gesù. Un giorno ha detto agli Apostoli di precederlo sull'altra riva del lago, mentre Lui "salì sul monte, in disparte a pregare. Venuta la sera, Egli se ne stava lassù da solo" (v.23). Il fatto che Gesù abbia deciso di dedicare del tempo alla preghiera, e di ritirarsi da solo su quel monte, è per noi un grande esempio. A volte pensiamo che per i numerosi impegni che abbiamo, si possa trascurare la preghiera; Gesù, per dare spazio alla preghiera, ha congedato la folla e mandato gli Apostoli a precederlo sull'altra riva. Abbiamo forse la presunzione di credere, di avere impegni più importanti di quelli di Gesù? E' interessante constatare, che quando dedichiamo il tempo necessario alla Preghiera, all'Adorazione, alla meditazione, troviamo sempre il tempo per fare anche il resto. E' il Signore che ci aiuta!                                                 

  • Gesù cammina sull' acqua

Quella notte, la barca degli Apostoli, era fortemente "agitata dalle onde; il vento infatti era contrario", la navigazione era difficile e pericolosa. Quasi non bastasse la preoccupazione del momento, videro Gesù camminare sulle acque; Vedendolo, "furono sconvolti e dissero: E' un fantasma! E gridarono dalla paura" (v.26). Com' era possibile, in una condizione del lago così tragica, che una persona potesse camminare sull' acqua tranquillamente, senza affondare? Gesù è il Verbo Incarnato. Gesù è Dio, e nulla è impossibile a Dio. Gesù volle tranquillizzare i suoi discepoli dicendo: "Coraggio, sono io, non abbiate paura" (v.27). Pietro allora, più per effetto della paura che per convinzione, rispose: "Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque" (v.28). Emozionato com’era, non pensava di essere esaudito. Gesù invece, ha accolto la richiesta ed ha risposto con una sola parola: "Vieni!"(v.29). Certamente, ancora più confuso di prima per il comando avuto da Gesù, nonostante la sua comprensibile titubanza, "Scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso di Lui". Un vero miracolo avvenuto con grande stupore, non solo di Pietro, ma anche di tutti quelli che erano con lui.

  • "Perché hai dubitato?

Un punto debole e purtroppo molto frequente per noi creature umane, è mancare di fiducia in Gesù; non credere alla sua Parola; non fidarsi totalmente, ciecamente di quello che Lui dice. Facilmente, serpeggia  in noi il dubbio su ciò che dal punto di vista umano non è comprensibile; vorremmo sempre vedere e capire; questo è stato anche il peccato di Pietro "Il quale, vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affogare, gridò: Signore Salvami" (v.30). Quando arriverà il giorno in cui saremo veramente capaci di superare questa debolezza umana, questa mancanza di fede?  Quando arriveremo ad avere piena fiducia in Gesù? Al grido di paura e di aiuto di Pietro, Gesù è intervenuto: "subito tese la mano, lo afferrò e gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato”? (31). Il peccato di Pietro, è stato non aver creduto al valore, all' efficacia di quella parola che Gesù aveva pronunciato: "Vieni!".

Quella di Pietro, fu una mancanza di fede. Gesù con il suo intervento, non soltanto ha evitato un sicuro naufragio, ma ha dimostrato tutto l' Amore che aveva per lui e che oggi ha per ciascuno di noi.

  • "Davvero tu sei Figlio di Dio"

Dopo aver salvato Pietro, Gesù salì sulla barca ed "il vento cessò" (v.32). Come è stato possibile, far cessare una tempesta di vento così forte in un attimo? Questo è stato uno dei tanti segni che Gesù ha voluto dare loro in quel preciso momento. La potenza che Gesù ha dimostrato di avere, conferma che la  sua presenza, è in grado di sconfiggere tutto ciò che può essere di ostacolo al cammino che stiamo facendo. Tutto cambia quando Gesù interviene in prima persona nelle nostre vite e lo fa non soltanto per liberarci e salvarci da certi pericoli, ma per sostenerci durante le difficoltà che non saranno mai tali da interrompere il nostro cammino. Se qualche volta ci siamo scoperti più fragili e indifesi, è stato probabilmente perché ci siamo ritrovati  da soli a combattere, senza le dovute difese. Se oggi con umiltà prendiamo coscienza di quello che Gesù ha fatto e continua a fare per la nostra salvezza, dovrebbe scaturire dai nostri cuori, quel significativo atto di fede che hanno pronunciato gli Apostoli dopo aver visto quello che Gesù aveva fatto per Pietro e per tutti loro; fu quasi un grido: "Davvero tu sei il Figlio di Dio" (v.33). Si Gesù, tu sei una persona forte, preziosa, carica di amore che ci assicura nel nostro cammino. Tu sei Gesù una vera gioia, un dono che suscita stupore e che oggi, nonostante la nostra povertà, abbiamo grazia di poterti Adorare e ricevere nel nostro cuore.

Che Maria ci conceda di sperimentare sempre più e sempre meglio il volto del suo amato Figlio.