Commento al Vangelo di Luca 9,28
“GESU’ PRESE CON SÉ PIETRO, GIOVANNI E GIACOMO E SALI’ SUL MONTE A PREGARE” (Luca 9,28)

Il miracoloso evento della Trasfigurazione di Gesù inizia con un atto che è di esempio per tutti noi: Gesù con Pietro, Giovanni e Giacomo, “Salì sul monte a pregare“. Ancora una volta Gesù ci vuol dire che prima di compiere un’azione importante, è bene trovare il tempo per la preghiera. Se questo avviene, quello che dobbiamo fare o dire avrà un risultato positivo; quando invece manca la preghiera, l’azione non sempre risulterà conforme alla volontà di Dio.
Un segno particolare avvenuto durante la Trasfigurazione è stato l’apparizione accanto a Gesù di Elia e Mosè, che rappresentano l’antico e il nuovo Testamento, quindi un segno che è avvenuto come messaggio per tutto il popolo di Dio. Grande è stata l’emozione dei tre Apostoli, al punto che Pietro, con entusiasmo, suggerì di fare in quel posto tre tende, così da avere sempre presente una visione così bella.
L’apparizione della nube
Se grande è stata l’emozione dei tre Apostoli per la visione di Gesù’ trasfigurato, ancora più sconvolgete è stata l’apparizione di una misteriosa nube “Che li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube ebbero paura” (v.34). Quello che hanno sperimentato i tre Apostoli, non è stata una paura umana, ma l’aver preso coscienza di qualcosa di soprannaturale fin’ora mai provato. Si può dire che in quel momento hanno avuto la grazia di avvertire in loro, anche se in piccola misura, la preziosità e l’intensità di quello che Dio è in sé stesso. Quasi non bastasse, “Dalla nube uscì una voce, che diceva: Questi è il Figlio mio, l’eletto: ascoltatelo” (v.35). Quella voce e quelle parole hanno provocato in Pietro, Giovanni e Giacomo una tale emozione da cadere per terra perchè incapaci di reggere una realtà così grande.
Un comandamento prezioso
Quella misteriosa voce, chiaramente udita, come prima cosa ha confermato quello che per noi è un dato di fede fondamentale, e cioè che Gesù è il Verbo di Dio che ha assunto la natura umana per liberarci dalla conseguenza del peccato: “Questi è il Figlio mio, l’eletto, ascoltatelo”. Davanti a una affermazione così solenne e a un comando così esplicito: “Ascoltatelo”, la nostra risposta deve essere concreta e tempestiva. Sappiamo bene quanto sia importante per la vita spirituale l’obbedienza alla Parola di Dio e qui abbiamo un comando espresso direttamente dalla voce di Dio. Come persone che con il Battesimo siamo entrati a far parte della famiglia di Dio, è nostro dovere essere attenti a tutto quello che il Signore ci chiede, e poiché una tale obbedienza non è sempre facile, è bene, con umiltà, consultarsi almeno per scelte di particolare importanza, con un Sacerdote che ci conosce bene. Stiamo attenti perchè il demonio fa di tutto per metterci in difficoltà. Ci può essere utile in merito una verifica, e cioè: se quello che stiamo facendo è volontà di Dio, questo genera in noi amore, gioia e pace; quando invece mancano queste tre condizioni, vuol dire che non siamo sulla strada giusta, non stiamo facendo la volontà di Dio. Allora, aiutati dallo Spirito Santo, con umiltà dobbiamo riprendere il buon cammino.
Maria ci aiuti ad avere la forza di mettere in pratica il verbo ricominciare.
Commento al Vangelo di Luca 4,3

“ALLORA IL DIAVOLO GLI DISSE: SE SEI IL FIGLIO DI DIO, DI’ CHE QUESTA PIETRA DIVENTI PANE” (Luca 4,3)
Esemplare è stata la scelta che Gesù ha fatto prima di iniziare la sua predicazione fra la gente; si è ritirato nel deserto per quaranta giorni. Un tempo vissuto in una grande intimità con il Padre e lo Spirito Santo. Così dovrebbe essere
per noi, prima di iniziare un compito o una scelta importante, dedicare del tempo alla preghiera e con un po’ di digiuno. Terminati i quaranta giorno Gesù ebbe fame: “Allora il diavolo gli disse: se sei il Figlio di Dio, dì che questa pietra diventi pane” (Lc. 4,3). Il demonio voleva da Gesù un atto di obbedienza alla sua parola. Questo non è stato e mai ci dovrebbe essere. Si obbedisce solo a Dio.
La risposta di Gesù
Gesù, con la sua sapienza e forza Divina, non solo non ha obbedito al comando di Satana, ma ha risposto dicendo: “Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”, citando così un versetto del Deuteronomio (8,3). Questa risposta è di grande importanza per tutti se vogliamo riuscire a vivere bene la nostra vita di Cristiani.
Con la sua risposta Gesù fa capire a tutti che non basta del pane o altro cibo per mantenersi in vita; indispensabile è nutrirsi della Parola di Dio, avere una condotta in piena obbedienza ai dieci Comandamenti e ai vari insegnamenti che troviamo nel Vangelo. La tentazione di Satana: non consisteva soltanto nel fatto che Gesù obbedisse al suo comando, ma che potesse affermare che per vivere bene fosse sufficiente soltanto un pezzo di pane. La risposta di Gesù è stata molto chiara: “Non di solo pane vivrà l’uomo”.
Il peccato di oggi
Non tocca a noi giudicare, ma vediamo bene con i nostri occhi di come molte persone siano convinte che per vivere bene la vita, basti quello che la natura ci offre, dimenticando che siamo corpo e spirito e che per la parte spirituale del nostro essere non bastano le cose di questa terra, ma è indispensabile la Parola, di Dio, come chiaramente è detto nel libro del Deuteronomio, nel quale si afferma “Che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca di Dio” (Deut.8,3). Senza la Parola di Dio, senza un nutrimento per l’anima, si cade in una forma di anoressia spirituale. Oggi, molti affermano che per stare bene basti la salute e un po’ di denaro. Alla fine, poiché queste cose non bastano a saziare la vera fame dell’uomo, allora vanno alla ricerca di cose assai pericolose e cioè il denaro, il potere e il piacere; idoli che distruggono la vita.
Non perdere tempo
Dio ci ha fatti a Sua immagine e somiglianza e cioè con un corpo e un’anima; tutti i giorni abbiamo bisogno di nutrire sia il corpo che l’anima con il cibo che Gesù ci ha indicato: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” (Mt.6,11). È necessario trovare il tempo e il modo per pregare ogni giorno, per nutrirci della Parola di Dio, senza rimandare a domani quello di cui oggi abbiamo bisogno. È una grande grazia poter attingere sempre alle sorgenti della vita. Non perdiamo tempo.
Maria ci aiuti ad essere fedeli e perseveranti nel nutrirci alla vera fonte della vita.
Commento al Vangelo di Luca 6,32
“SE AMATE QUELLI CHE VI AMANO, CHE MERITO NE AVRETE?” (Lu.6,32)

Gesù è il nostro vero maestro. È Lui che dobbiamo ascoltare, nei momenti facili e nei momenti difficili della vita. Per riuscire poi a vivere e mettere in pratica i suoi insegnamenti, la prima cosa da fare è avere piena fiducia in quello che Gesù è, fiducia nel valore della sua Parola; fiducia in quello che ha fatto e continua a fare per la salvezza dell’umanità. Se matura questa fiducia, allora diventa possibile accettare e vivere anche quello che dal punto di vista umano è tanto difficile mettere in pratica e cioè quando Gesù chiede di amare anche i nostri nemici. Un tale comportamento esige un alto livello di vita spirituale; esige una vita seriamente vissuta con la preghiera e con il sacrificio.
La legge dell’Amore
- Amare significa essere sempre dono, farsi dono per le persone che incontriamo.
- Amare è prendersi cura della realtà e della storia in cui viviamo contribuendo, in termini concreti e per quanto dipende da noi, affinché si realizzi il bene comune.
- Amare è accettare il sacrificio che comporta l’aiuto che richiedono le persone, o le varie situazioni della vita, e cioè essere disponibili nell’offrire il proprio contributo.
- Amare è servire e collaborare senza esigere compensi o riconoscenze particolari.
- Amare è saper vedere nelle persone i pregi che hanno e non solo i loro limiti.
- Amare, sull’esempio di Gesù, dei Santi e dei Martiri, comporta una generosità fino al dono della propria vita. Una tale generosità certamente non s’improvvisa e diventa possibile quando si arriva a una vita spirituale ben consolidata.
- Un amore eroico
Gesù, chiede a coloro che intendo seguirlo un amore eroico, cioè amare anche le persone che ti hanno fatto del male e che ancora ti fanno soffrire. A conferma di una tale richiesta Gesù dice: “Se amate soltanto quelli che vi amano che merito ne avrete”. Mettere in pratica questo modo di rapportarsi con le persone non è facile; diventa possibile quando si arriva a capire che ogni persona, buona o cattiva è amata da Gesù. Questa è la ragione vera che porta ad amare anche il nemico.
- Un cammino necessario
La nostra esistenza qui sulla terra dovrebbe essere un perseverante cammino di maturazione. La persona che giorno dopo giorno, cresce e matura fisicamente, dovrebbe anche a livello spirituale crescere e raggiungere comportamenti tali da arrivare a diventare una persona con uno spessore di vita tale da affrontare gli avvenimenti della vita con dignità, con serietà, con competenza, con carità e con tanto coraggio. Questo molte volte purtroppo non avviene per tanti motivi e certamente anche perchè mancano maestri in grado di accompagnare le persone con criteri e scelte di vita giuste, che guidino le persone alla maturità. È facile un po’ per tutti nascondersi dietro certe motivazioni, quello che invece ogni persona dovrebbe fare, è di pregare molto lo Spirito Santo perchè sia Lui il vero maestro che con la sua Luce e con il suo intervento, ci aiuti a comprendere bene quello che dobbiamo fare nel corso della vita e che ci conceda la forza per mettere in pratica quello che un certo stile di vita comporta. È Lui il vero maestro della vita.
Maria, ci aiuti ad essere docili allo Spirito Santo per raggiungere una vera maturità.
Commento al Vangelo di Luca 6,20
“BEATI VOI POVERI, PERCHE’ VOSTRO È IL REGNO DI DIO” (LUCA 6,20)

Una delle Beatitudini che Gesù ha predicato nel corso della sua vita pubblica, è stata sulla povertà: “Beati voi poveri, perchè vostro è il regno di Dio”. Gesù esalta e chiama beati, non solo coloro che mancano del necessario per vivere,ma in particolare coloro che sono coscienti di essere persone limitate e fragili. Persone cioè che, coscienti dei propri limiti, fanno riferimento a chi li può aiutare a conoscere la verità delle cose. In questo caso fanno riferimento al vero maestro che è Gesù. Poveri, quindi, sono coloro che si lasciano guidare, istruire, educare, formare da Gesù.
- Arricchire davanti a Dio
Nel corso della nostra vita terrena è importante avere e vivere un programma di vita che sia sempre in obbedienza alla volontà di Dio. Se così avviene, la vita si arricchisce di valori che sono tanto indispensabili per raggiungere il Paradiso. Quando invece non si osservano i Comandamenti, quando si cade nell’inganno del demonio, allora la vita perde il suo valore e le persone tentano poi di ricuperare terreno aggrappandosi a idoli pericolosi: il denaro, il potere e il piacere nelle sue varie forme. Questi idoli se per qualche tempo possono soddisfare, alla fine portano a delle amare delusioni e in certi labirinti dai quali è difficile uscirne. ComeCristiani siamo chiamati a compiere azioni che ci arricchiscono davanti a Dio.
- La strada giusta
La strada da seguire per arrivare ad essere fra quei poveri che Gesù chiama Beati, è fare in modo che la propria vita sia vissuta come dono e non come una ricerca di ciò che è utile e vantaggioso solo per sé stessi. Certamente, non è facile pensare agli altri prima che a noi stessi, ma noi abbiamo l’esempio di Gesù che per liberarci dalle conseguenze del peccato tutto ha donato per noi, fino alla morte e alla morte in Croce. Oltre all’esempio di Gesù, abbiamo la vita dei Santi, che in vari modi hanno sacrificato la loro vita per la Gloria di Dio e per aiutare il prossimo, basti pensare a quanto ha fatto Santa Teresa di Calcutta.
- Una sorgente di vita e di gioia
Vivere la vita come dono; spendere tempo e fatica per aiutare il prossimo non solo arricchisce davanti a Dio, ma genera in noi serenità e gioia. È conosciuta la frase che dice: “C’è’ più gioia nel dare che nel ricevere”. Un po’ tutti abbiamo qualche volta sperimentato la gioia di poter donare qualcosa a qualche persona. Non perdiamo tempo allora in cose che non hanno valore e, peggio ancora, in comportamenti carichi di egoismo. Ogni giorno sia contrassegnato da atti di carità, di servizio, di attenzione alle persone che sono in difficoltà. Rimandare a domani quello che possiamo fare oggi, è sempre un errore. Ciò che ostacola il cammino di vita aperta al prossimo, è la paura di rimanere un giorno privi di quello di cui abbiamo bisogno. L’esperienza dei Santi ci dice che la paura è la coda del diavolo. Non lasciamoci intimorire dal demonio, ma con generosità e con perseveranza, facciamo in modo che la nostra vita sia sempre un dono. Questa è la strada per essere “Beati”.
Maria ci aiuti a vivere la vita, con particolare attenzione al prossimo.
Commento al Vangelo di Luca 5,5

“SULLA TUA PAROLA GETTERO’ LE RETI” (Luca 5,5)
È la fede che ottiene il miracolo. È avvenuto più volte e così è stato un giorno che Gesù, dopo aver predicato alla folla, stando sulla barca di Simone, al termine gli disse: “Prendi il largo e calate le reti per la pesca. Simone rispose: Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla, ma sulla tua parola getterò le reti” (v.5). Simone ha dimostrato piena fiducia in Gesù, ha gettato le reti e, miracolosamente,è avvenuto quello che in quel momento non era possibile ottenere: “Presero una quantità di pesci che le reti si rompevano” (v.6). Ancora una volta viene confermato che è la fede, la piena fiducia nella Parola di Gesù, che ottiene il miracolo.
- “Sulla tua parola“
La Parola di Gesù ha un valore e una così grande efficacia, che va oltre ogni umana conoscenza. Ciò che stupisce però è il fatto che nonostante la ripetuta conferma che è la fede che ottiene il miracolo, ancora l’uomo cerca prima il miracolo; praticamente vorrebbe ricevere delle garanzie per poi arrivare alla fiducia nel Signore. Questo può avvenire nel rapporto fra noi persone umane; infatti, prima di fidarsi di una persona si cerca di conoscerla bene e avere delle garanzie. Questo modo di fare però non va bene nel nostro rapporto con Gesù. Sant’Agostino ha compreso una cosa molto importante e cioè che come Cristiani, nel rapporto con il Signore, è importante “credere per capire”; per lui è stata una vera rivelazione che lo ha portato a scoprire verità e tesori che poi ha lasciato scritto nei suoi numerosi testi. Pietro non capiva perchè dovesse gettare le reti proprio a quell’ora e in quel posto non adatto alla pesca. Pietro si è fidato ciecamente nella Parola di Gesù; è avvenuto il miracolo.
- Essere umili
Dio ci ha creati a sua immagine e somiglianza e siamo fatti così bene, che facilmente pensiamo di essere persone autosufficienti, ma non è così. Siamo tralci che uniti alla Vite portiamo frutti buoni, ma se il tralcio pensa di essere autosufficiente, non solo rimane sterile, rimane solo, viene tagliato e gettato nel fuoco. È importante essere persone umili, coscienti dei propri limiti e delle proprie fragilità. Essendo queste le reali condizioni del nostro esistere, dobbiamo agire nel modo corretto: credere per capire, mettersi cioè ciecamente nelle mani di Dio, avere sempre piena fiducia in Lui anche se umanamente non riusciamo a comprendere come stanno le cose. Prendiamo atto che noi in confronto a Dio, siamo come una “goccia” e Lui è “l’oceano”; pertanto, non è possibile comprendere come il Signore conduca le cose. Quello che dobbiamo fare è essere certi che quello che il Signore fa e permette è solo e sempre per il nostro bene. Questo è il comportamento di una persona umile. Questo è il modo giusto per ottenere anche dei veri miracoli. Quando siamo obbedienti alla Parola di Gesù, quando dimostriamo di avere piena fiducia in Lui, è allora che sperimentiamo: serenità, amore e tanta pace.
Maria, ci aiuti ad essere persone che si affidano pienamente nelle mani di Gesù.
Commento al Vangelo di Luca 2,25
“SIMEONE, UOMO GIUSTO E TIMORATO DI DIO” (Luca 2,25)

Nella storia dell’umanità, sempre ci sono state, e ci sono ancora, persone giuste e timorate di Dio, non sempre riconosciute, perchè il bene è nascosto mentre il male fa molto rumore. Ora, a Gerusalemme al tempo di Gesù viveva un sant’uomo Simeone, al quale “Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia” (v.26) e così è stato infatti: “Mosso dallo Spirito Santo, si recò al Tempio, e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere alla Legge, lo prese fra le sue braccia e Benedisse Dio” (v.28). Determinante è stata l’azione dello Spirito Santo e importante è stata anche la docilità e la fedeltà di Simeone. Avviene nella vita, che quando una persona vive bene, in obbedienza alla volontà di Dio, facilmente avverte la voce e l’azione dello Spirito Santo, che in termini concreti, aiuta le persone a comprendere quello che devono fare e, allo stesso tempo, concede la forza per attuare quello che sono chiamate a compiere. Questo è avvenuto a Simeone “uomo giusto e timorato di Dio”. La stessa cosa è avvenuta per “Anna, figlia di Fanuel…che rimasta vedova, non si allontanava mai dal Tempio, servendo Dio giorno e notte con digiuni e preghiere”(v.37). Anna è stata guidata dallo Spirito Santo ed ebbe così la possibilità di incontrare e vedere il prezioso bambino Gesù, portato al Tempio da Maria e Giuseppe per adempiere la Legge. Anna è testimonianza di come lo Spirito Santo guidi gli uomini al personale incontro con Gesù.
- Un cammino per tutti
Quello che è avvenuto per Simeone e Anna, è un cammino che deve essere di esempio per tutti. L’azione dello Spirito Santo continua nel tempo. Dio ha davanti a sé non un passato, un presente e un futuro, ma un eterno presente, quindi, quello che ha fatto, continua a compierlo anche oggi per noi. Lo Spirito Santo agisce concretamente quando la persona è umile e cioè quando si rende conto che è limitata e fragile; non si ferma a quello che umanamente capisce, ma si fida, ha piena fiducia, si lascia guidare dallo Spirito Santo, dalla Parola che Lui pronuncia, così come è stato per Simeone e per Anna.
- La profezia di Simeone
Simeone, dopo aver reso Lode al Signore, disse: “I miei occhi hanno visto la tua salvezza, luce per guidare le genti e gloria del tuo popolo Israele”. Poi si è rivolto a Maria con una forte ma anche inquietante profezia: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perchè siano svelati i pensieri di molti cuori” e conclude con una parola profetica rivolta personalmente a Maria: “E anche a te una spada trafiggerà l’anima” (vv.34-35). Le parole di Simeone sono una dichiarazione della potente e miracolosa opera che Gesù avrebbe compiuto per liberare gli uomini dalle conseguenze del peccato. Quello che dobbiamo fare, è Credere e rendere Lode a Dio per averci dato Gesù. Maria, la nostra mamma, ci aiuti ad essere dei veri testimoni del suo Gesù.
Commento al Vangelo di Luca 4,15
“INSEGNAVA NELLE LORO SINAGOGHE, E TUTTI NE FACEVANO GRANDI LODI” (Luca 4,15)

Gesù, all’inizio della sua missione “Insegnava nelle Sinagoghe, e tutti ne facevano grandi lodi”. Le Sinagoghe erano i luoghi di preghiera e di culto per i fedeli di quel tempo. Molte volte poi parlava alle persone che incontrava nel suo peregrinare lungo i villaggi della Palestina. La sua Parola raggiungeva veramente il cuore delle persone che più volte hanno riconosciuto e confermato che Gesù parlava non solo bene, ma con una forza misteriosa. Un giorno mentre insegnava nella Sinagoga di Cafarnao i presenti rimasero “stupiti del suo insegnamento, perchè insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli Scribi” (Mc. 1,22) Quello che Gesù diceva non era un riportare eventi e fatti annunciati in precedenza da altre persone, ma Lui stesso dichiarava di essere l’autore.
- Gelosie e incomprensioni
All’azione di Gesù, che si presentava come prima fonte della verità, triste é stata la reazione di Scribi e Farisei che per gelosia hanno fatto molte opposizioni alla sua Parola. Quello che Gesù diceva lo confermava molte volte con i miracoli che tutti i presenti potevano vedere con i propri occhi, ma come si dice: non c’è nessun cieco peggiore di colui che non vuol vedere. A coloro che con cattive intenzioni hanno cercato di contestare e ostacolare la sua missione, Gesù li ha ammoniti con parole molto severe: “Guai a voi guide cieche che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello” (Mt. 23,24), Allo stesso modo e con altrettanta severità, ha condannato chi abusava della propria autorità per mettere in cattiva luce la sua missione.
- L’azione dei falsi profeti
Quello che è avvenuto ai tempi di Gesù, oggi lo vediamo ripetersi ai tempi nostri. La Parola di Gesù, che troviamo nei Vangeli, molte volte viene alterata o male interpretata da falsi profeti. Di fronte a questi reali pericoli, è necessario fare riferimento a coloro che per difendere la verità del Vangelo, hanno testimoniato la verità anche con il martirio. Significative e sempre di grande valore sono le parole di Gesù che con forza ha proclamato: “Questa è la vita eterna: che conoscano te l’unico vero Dio e Colui che hai mandato Gesù Cristo” (Gv.17,3). Ogni cristiano, ha il dovere di fare tutto il possibile per arrivare a una vera intimità e relazione con il Padre che ci ha creati, con Gesù che ci ha redenti e con lo Spirito Santo che continua nel tempo ad essere per noi: Luce per capire e forza per fare.
- Il nostro atto di fede
Viviamo in un mondo che è più pagano che cristiano; pertanto, dobbiamo avere il coraggio di professare ad alta voce la nostra fede in Gesù, nostro Redentore.
San Paolo nella Lettera ai Romani dice: “Se con la tua bocca proclamerai che Gesù è il Signore e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo” (Romani 10,9). Questo è ciò che noi crediamo. Con l’aiuto dello Spirito Santo, dobbiamo arrivare a dire come San Paolo: “Per me, infatti, il vivere è Cristo” (Fil.1,21). Per arrivare a questo, non è un cammino facile, ma possibile e necessario se veramente vogliamo essere dei veri Cristiani.
Maria, la nostra mamma, ci aiuti a vivere la nostra vita in comunione con Gesù.
Commento al Vangelo di Giovanni 2,1
“CI FU UNO SPOSALIZIO A CANA DI GALILEA E C’ERA LA MADRE DI GESU'” (Giovanni 2,1)

Sulla terra viviamo momenti di gioia e di dolore. Un evento di grande significato e di gioia è avvenuto alle nozze di Cana. Erano invitati alle nozze Gesù, con i suoi discepoli e Maria. Tutto procedeva bene, ma a un certo punto, Maria si rese conto che il vino stava per mancare. La festa si sarebbe conclusa male se fosse mancato il vino. Maria allora decise di intervene e si è rivolta a Gesù dicendo: “Non hanno più vino” (v.3). La richiesta da parte di Gesù sul momento non fu positiva, ma Maria saggiamente si è limitata a dire ai servi: “Fate quello che Lui vi dirà” (v.5). Bellissimo e significativo è stato il comportamento di Maria, non solo per essersi accorta del problema, ma soprattutto per accettare con umiltà e con lungimiranza la risposta di Gesù.
- Un grande esempio
Il comportamento di Maria alle nozze di Cana è di esempio per tutti.
– Lei è stata capace di pensare non solo a sé stessa, ma si è fatta carico delle difficoltà degli altri, evitando un umiliante disagio; questo è amare il prossimo.
– Maria sapeva a chi poteva rivolgersi per risolvere il problema e non ha esitato a far presente la situazione con molta semplicità al suo Gesù.
– Maria non è rimasta offesa dalla risposta di Gesù, ma sapientemente ha compreso che quello che Lui avrebbe deciso di fare sarebbe stata la cosa giusta. Ecco perchè ha esortato i servi ad obbedire a quello che Gesù avrebbe deciso.
– Maria ha agito nel silenzio; anche dopo l’avvenuto il miracolo, nessuno ha saputo del suo intervento; questa è la saggezza e la gratuità cristiana.
– Non sappiamo se in seguitoha parlato con Gesù di quello che ha fatto; quello che conta è che Maria abbia dato una significativa testimonianza di quello che Gesù effettivamente era, e cioè non un semplice uomo, ma anche vero Dio.
- L’obbedienza dei servi
Con semplicità, i servi hanno obbedito al comando di Gesù di riempire le sei giare di acqua fino all’orlo; non hanno chiesto il perchè di un tale gesto e poi loro stessi sono stati testimoni del miracolo avvenuto: quell’acqua era diventata vino. Non sappiamo come essi abbiano commentato l’evento, ma una certezza l’avevano: le anfore erano veramente riempite di acqua. Chi con umiltà crede in Gesù, gioisce davanti al miracolo, mentre chi non crede in Gesù, rimane confuso per una realtà che cambia misteriosamente sotto gli occhi. Così è stato per altri grandi miracoli che Gesù ha compiuto per testimoniare che era Lui il grande atteso e più volte annunciato dai Profeti. Purtroppo, Scribi, Farisei e dottori della Legge hanno negato l’evidenza di certi miracoli avvenuti sotto i loro occhi; la loro meraviglia, a quel punto, si è trasformata in odio verso Gesù, fino a farlo condannare a morte. Questo è ciò che avviene a chi non crede in Gesù. A coloro che credono, una gioia, una meraviglia, uno stupore che cambia la vita. Noi da che parte stiamo? Oggi noi crediamo al miracolo dell’Eucaristia che ogni giorno avviene sugli altari durante la Celebrazione della Santa Messa. Chi non crede si condanna da sé stesso e cade in un forte disagio. Maria, la nostra cara mamma, rafforzi la nostra fede in Gesù nostro salvatore.
Commento al Vangelo di Luca 3,21
“GESU’ RICEVUTO IL BATTESIMO, STAVA IN PREGHIERA, IL CIELO SI APRI'” (Luca 3,21)

Gesù, venuto al Giordano, ha chiesto di ricevere il Battesimo; Giovanni voleva impedirglielo, dicendo: Io ho bisogno di essere Battezzato da te e tu vieni da me? (Mt.3,14) Gesù ha detto che era bene per ora fare così. “Ricevuto il Battesimo Gesù stava in preghiera, in quel momento “il cielo si aprì e scese su di Lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba”. Giovanni e le persone presenti rimasero stupite e sconvolte per un tale evento e quasi non bastasse “Vi fu una voce dal cielo: Tu sei il mio figlio prediletto, in cui mi sono compiaciuto” (Lc.3 22). Quella voce ha chiaramente rivelato una preziosa verità di fede, e cioè che Gesù, Verbo Incarnato, era il Figlio prediletto del Padre, fatto dono all’umanità, perchè fosse liberata dalle conseguenze del peccato.
- Il nostro atto di fede
Non un evento storico, ma la stessa voce di Dio Padre, ha dato conferma di quello che come Cristiani dobbiamo credere, e cioè che: Gesù, Dio da sempre, nel grembo di Maria ha assunto la natura umana, ed ora, come Verbo Incarnato, è il Salvatore, la persona che ha riaperto le porte del Paradiso.
Il mondo, con i suoi tanti problemi, a volte ci coinvolge a tal punto, da impedire che la nostra mente riesca a pensare e riflettere sulle cose del cielo. Oltre agli impegni che abbiamo, serpeggia poi l’azione del demonio, che fa di tutto per ostacolare il nostro cammino con tentazioni di ogni genere.
La vita su questa terra è così, ma con l’aiuto dello Spirito Santo e la buona volontà, possiamo riuscire a dare il giusto posto alla preghiera e alla meditazione della Parola di Dio, arrivando così ad esprimere il nostro atto di fede.
Non dobbiamo riempire la nostra mente di tanti ragionamenti; quello che conta, è saper pronunciare con fermezza il nostro Credo in Gesù, qui presente in mezzo a noi. Credo in Lui, veramente Figlio del Padre, che si è fatto uomo per salvarci. Credo in tutto quello che ha fatto e sofferto per aprire le porte del Paradiso. Credo nel prezioso dono che ci concede di poter ricevere ogni giorno il suo Corpo e il suo Sangue. Credo nella preziosità della sua Parola, fissata nei Vangeli, con la quale ci guida nel nostro cammino. Credo nell’Amore che ha per noi, nonostante la nostra povertà spirituale. Credo nel perdono che ci concede con il Sacramento della Confessione. Credo in ciò che ci attende dopo la morte. Credo nel Paradiso, dove per sempre ci verrà data la possibilità di vivere in pienezza e senza ostacoli, l’intimità con il Padre, con Gesù e con lo Spirito Santo. Questo è ciò che possiamo ottenere, se ci affidiamo nelle sue mani, senza paura e senza ritardi.
- Chi ci può aiutare in questo cammino di fede?
Il primo aiuto lo possiamo avere dallo Spirito Santo perchè sia luce per capire e forza per fare. Non deve mancare una particolare supplica alla nostra Mamma celeste affinché il suo Amore materno ci sostenga e ci difenda dai pericoli che incontriamo. Molti sono i Santi a cui appellarci e non meno al nostro Angelo custode. Questo è ciò che Gesù vuole da noi. Rispondiamo con generosità.
Commento al Vangelo di Giovanni 1,16
“DALLA SUA PIENEZZA NOI TUTTI ABBIAMO RICEVUTO GRAZIA SU GRAZIA” (Giovanni 1,16)

Gesù, con la sua Passione Morte e Risurrezione, ha fatto scaturire su tutta l’umanità una sorgente di Vita di Grazia e di Amore. “Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia”. Dei preziosi doni che abbiamo ricevuto, abbiamo coscienza? Il nostro cammino qui sulla terra è per tutti così impegnativo, da rendere difficile trovare il tempo e il modo per pensare alle cose del cielo. Questo è vero, ma come Cristiani dobbiamo avere la forza di non lasciarci soffocare dalle cose e dalle tante preoccupazioni del mondo. Gesù, nella preghiera che un giorno ha rivolto al Padre per noi ha detto; “Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno”. (Gv.17.15). Con l’aiuto che Gesù sempre ci assicura, apriamo il nostro cuore alle “Grazie su grazie” che ogni giorno riceviamo.
- Grazie particolari
Ogni singola persona ha la sua storia e dovrebbe essere in grado di conoscere tutte le Grazie ricevute nel corso della sua vita. Alcune Grazie sono comune a tutti.
– La prima è il Sacramento del Battesimo. Un dono che possiamo avere già nei primi giorni della nascita. È con il Battesimo che entriamo a far parte della famiglia di Dio; da quel momento noi possiamo chiamare Dio come Padre. Grande è la gioia di poter avere come Padre il Creatore dell’universo.
– Segue al Sacramento del Battesimo il dono della Prima Comunione. Pensiamoalla gioia e all’emozione di quel giorno. Ricevere la Santa Eucaristia, davvero è un grande segno di Amore che Gesù ci concede. Un dono che poi continua nel tempo almeno ogni domenica durante la Messa. Non ci sono parole per dire grazie per un dono così straordinario. Questo Gesù ha voluto per ciascuno di noi.
– Arriva poi il dono dello Spirito Santo: la Cresima. Il Vescovo in quel giorno interviene e con un Rito del tutto particolare, pronuncia parole e compie un segno che ci arricchisce del dono dello Spirito Santo, un dono che ci rende membra del Corpo mistico di Gesù. Da quel giorno siamo chiamati a vivere la vita con particolare fedeltà alla volontà di Dio e sostenuti dallo Spirito Santo, siamo chiamati a combattere la buona battaglia per difenderci dal male e per essere sostenuti nel fare il bene. Sempre dobbiamo nella vita invocare lo Spirito Santo.
– Lungo il corso della vita, possiamo ricevere il Sacramento della Confessione. Gesù, nel suo grande Amore, conoscendo la nostra povertà e fragilità umana, ha istituito per noi il Sacramento del perdono, della riconciliazione. Quando ci presentiamo al Signore, pentiti del male fatto, il Sacerdote confessore ci libera da ogni responsabilità morale. Questa è una grande grazia. La gioia cresce in quanto Dio non soltanto perdona, ma dimentica: “Non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità” (Ebrei 10,17). Così siamo amati da Dio.
– Raggiunta la maturità della vita, ogni persona sceglie la strada da percorrere, il Matrimonio o Consacrazione in qualche Istituto. Sono scelte che devono essere fatte con l’aiuto dello Spirito Santo e di un buon padre spirituale. Raggiungere questo traguardo, anche questo è un prezioso dono. La vita è quindi un cammino che il Signore sostiene con il suo personale intervento di Grazie su Grazie.
Maria, ci aiuti a prendere coscienza del bene ricevuto e che ancora riceviamo.
