Angelo Comastri – Cardinale

Angelo Comastri (Sorano, 17 settembre 1943) è un cardinale e arcivescovo cattolico italiano, arciprete della Basilica papale di San Pietro in Vaticano, presidente della Fabbrica di San Pietro e vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e per le Ville Pontificie di Castel Gandolfo. (fonte Wikipedia).
Ecco alcuni libri che ha scritto:
La registrazione video della Recita del Santo Rosario:
Audio Misteri gaudiosi Santo Rosario
Audio Misteri luminosi Santo Rosario
Paolo Curtaz – Teologo

Paolo Curtaz (Aosta, 31 luglio 1965) è uno scrittore e teologo italiano. Ha scritto numerosi saggi di spiritualità ed esegesi spirituale presso diversi editori, fra cui San Paolo, Paoline, Mondadori, Claudiana, We Can Hope Collabora alla rivista mensile Parola e Preghiera (Edizioni San Paolo), che propone un cammino quotidiano di preghiera per l’uomo contemporaneo. (fonte Wikipedia).
Ecco alcuni libri che ha scritto:
Alcuni video sulle sue Catechesi:
coming soon
Meditando Matteo 2,1
” NATO GESU’ A BETLEMME DI GIUDEA,
 AL TEMPO DI ERODE” (Matteo 2,1)

La nascita di Gesù, è un evento storico, datato, che nessuno potrà mai cancellare: A Betlemme di Giudea, al tempo di Erode, è nato dal grembo di Maria il piccolo Gesù: ” il Verbo Incarnato”.
In quella notte è apparsa una Luce che per sempre rischiarerà il cammino dell’umanità . Sappiamo che Il peccato purtroppo, ha oscurato il mondo, ma Gesù ha offerto la sua vita per riportare la luce, una Luce che nessuno mai potrà oscurare.
Oggi, quando una persona cade in peccato mortale, entra nell’oscurità ; non è la Luce che viene meno, ma è la persona che si allontana dalla Luce e come conseguenza perde l’orientamento, sbaglia strada e complica enormemente la vita per sé e per le persone che sono vicine.
Un dono per il quale dobbiamo la massima riconoscenza nei confronti di Gesù, è che fintanto che saremo sulla terra, sarà possibile, con il Sacramento della penitenza, ritornare alla Luce.
- Una Luce che genera vita
Noi sappiamo che senza la luce del sole, non potremmo vivere e neppure la natura senza la luce del sole porta i suoi frutti. La luce del sole è quindi una realtà indispensabile per la vita.
L’Epifania, è la festa di Colui, che non solo illumina il mondo con la sua Parola, ma che genera la vita. Privati dalla presenza di Gesù, tutto inaridisce; mentre vivendo la piena comunione con Lui, la vita spirituale fiorisce e matura fino al giorno in cui avrà la pienezza del suo essere in Dio. Questo è il progetto che Dio Padre ha voluto per noi, suoi figli, e che ha pienamente realizzato nel tempo, con il dono della Incarnazione di Gesù. La Celebrazione della festa della Epifania, mette in evidenza questo dono.Come cristiani quindi, è nostro dovere fare tutto il possibile per evitare ciò che impedisce di essere illuminati e fecondati da questa Luce Divina.
- Un cammino verso la Luce
La nostra vita, è un lungo cammino, per costruire insieme qualcosa che dura per sempre.
Noi abbiamo un cammino da fare verso una meta ben precisa: la persona di Gesù. Tutti siamo chiamati, in modi e maniere diverse, a compiere questo camminino. “Alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adoralo” (v.2). Dio sa bene come raggiungere il cuore degli uomini e illuminarli sul cammino che devono fare. Il problema, è nelle singole persone poiché, a causa del peccato, si crea in loro una incapacità di sentire e di vedere.
Non spetta a noi giudicare gli altri, quello che invece personalmente dobbiamo fare, è evitare con tempestività e in modo radicale, persone o cose che soffocano la voce della coscienza.
Una terapia efficace per arrivare ad essere sensibili alla voce di Dio, è il silenzio! E’ vero che siamo assaliti da tanti problemi e difficoltà da superare, ma è pur vero che se vogliamo fare bene un certo lavoro, non possiamo lasciarci distrarre da cose secondarie. Anche solo il fatto di guidare la macchina, oggi con un traffico così intenso, se non stiamo veramente attenti, rischiamo di fare del male a noi e agli altri. Qualche volta dobbiamo avere la forza e il coraggio di lasciare ciò che in qualche modo ci fa perdere l’attenzione alla persona di Gesù.
- “Una Luce che ci attende“
I Magi hanno visto un segno nel cielo e hanno affrontato un cammino impegnativo, fino ad arrivare a raggiungere lo scopo del loro viaggio. Oggi, tocca a noi mettersi nella condizione di raggiungere quello che per tutti è necessario e indispensabile e cioè, la presenza di Gesù.  Maria e Giuseppe non si aspettavano certamente di essere visitati da questi personaggi; noi, invece, abbiamo la grazia di essere attesi da Colui che vogliamo incontrare. Un canto religioso così dice; “Incontrarti Gesù e parlare con Te, questo è il dono più grande che c’è”.
Gesù, con bontà e una pazienza infinita, ogni giorno desidera vederci, desidera parlarci, desidera portarci a conoscenza di tante cose belle e importati che riguardano la vita spirituale e la vita che ci attende: il Paradiso. La sua è un’attesa vera; non perdiamo altro tempo in cose secondarie, ma affrontiamo con gioia e con fede la strada che abbiamo davanti per arrivare a quella sorgente di Luce di Amore. Chiediamo a Maria, che ci aiuti a superare le difficoltà che possiamo trovare in questo cammino e per le mani di Maria offriamo al bambino Gesù il nostro cuore, il nostro amore e il proposito di essere sempre obbedienti alla sua Parola.
Meditando Efesini 1,17
“IL PADRE DELLA GLORIA, VI DIA UNO SPIRITO
DI SAPIENZA E DI RIVELAZIONE PER UNA PIU’
PROFONDA CONOSCENZA DI LUI” (Efesini 1,17)

Non si può amare ciò che non si conosce. La persona di Gesù è di una preziosità talmente grande che non è possibile per noi creature, arrivare a conoscerlo in tutto quello che Lui è come vero Dio e vero uomo.
Gesù non chiede a noi l’impossibile, ma quello che possiamo fare per avere di Lui una conoscenza sufficiente, lo dobbiamo fare. Per arrivare a un grado minimo di conoscenza, il primo passo da compiere è essere liberi dal peccato mortale.
Il peccato annulla ogni percezione del soprannaturale. Purtroppo a nostro svantaggio esiste il fatto che viviamo in una società dove il paganesimo e l’ateismo, rendono l’ambiente saturo di false luci e molto ostile al Cristianesimo; pertanto senza volerlo, noi respiriamo un’aria fortemente inquinata da modi di pensare e di vivere che facilmente disorientano la persona umana.
- Il coraggio della veritÃ
Oggi per essere veramente Cristiani, dobbiamo evitare di cadere in un modo di pregare, fatto di formule che non hanno niente a che fare con la vera Fede. Gesù, negli anni che ha predicato e compiuto grandi miracoli in Palestina, quasi sempre ha trovato Scribi, Farisei e dottori della Legge che, pur essendo frequentatori del Tempio e delle Sinagoghe, lo hanno sempre contrariato e hanno fatto di tutto per metterlo in difficoltà , alla fine sono riusciti a condannarlo alla morte in croce. Gesù ha indubbiamente sofferto molto per tutta le torture subite anche prima di essere inchiodato sulla croce, ma grande è stata anche la sofferenza, ogni volta che hanno respinto e oltraggiata la verità che stava annunciando. In misura diversa, anche oggi, se una persona intende veramente seguire Gesù, non trova molti consensi e facilmente viene derisa, oppure considerata una persona che vive una forma di misticismo. Il vero credente, viene considerato come uno che non ha i piedi per terra, che non ha il senso concreto della vita, ma non è così!
- La nostra fede
Gesù non tollera mezzi termini. Questo è uno dei comportamenti indispensabili per arrivare a quel minimo di conoscenza che dobbiamo avere di Lui. O tutto, o niente. Ogni forma di religiosità che non consideri fondamentale l’impegno di vivere ogni giorno la presenza di Gesù e di essere obbedienti solo e soltanto alla sua Parola, non conoscerà mai la strada giusta che porta a migliorare la conoscenza di Gesù. Se un cristiano vuole essere tale, se veramente intende seguire Gesù, deve mettere in pratica quello che Lui ha detto: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Lc 9,23). Un tale cammino non vuol dire rifiutare la bellezza e la realtà della vita, ma è un serio impegno per eliminare tutta quella zavorra che appesantisce il cammino spirituale e rende difficile l’attenzione alle cose del cielo.
L’uomo di fede non vola a bassa quota; non si ferma a quello che il mondo pagano offre, ma vola in alto, molto in altro e con lo sguardo verso colui che viene chiamato: l’Altissimo.
C’è chi si oppone dicendo che dobbiamo essere molto concreti, evitando quindi certe astrazioni.
Non dimentichiamo che il Creatore ci ha fatti in un certo modo: “a sua immagine e somiglianza” per cui se pensiamo di vivere in modo consono alla mentalità del mondo pagano, è come incrinare la propria vita e alla fine renderla inutile, vuota, senza senso. S.Agostino diceva: “Siamo fatti per te,Signore, ed è inquieto il nostro cuore, finché non riposa in Te”.
Con la forza della fede, sostenuti dall’azione dello Spirito Santo, dobbiamo avere il coraggio di spezzare quelle catene che ci tengono legati alle cose della terra, per vivere rivolti e attenti alla Persona di Gesù che, come buon pastore, fatto uscire le pecore dall’ovile, “Cammina davanti al suo gregge” (Gv.10,4). La vita che i Santi hanno vissuto come noi qui sulla terra, è una conferma continua che la sorgente della vita, a cui dobbiamo attingere ogni giorno, è Gesù Cristo, Verbo incarnato, Salvatore dell’umanità . Non perdiamo tempo in cose che non hanno importanza, ma viviamo il più possibile Adorando Gesù presente in quell’Ostia consacrata.
Con l’aiuto di Maria, la nostra cara mamma del cielo, impostiamo il nostro cammino in modo tale che sempre più e sempre meglio si arrivi a una conoscenza vera di Gesù e di quanto ha fatto e continua a fare per noi. Non dimentichiamo che siamo cittadini del cielo, anche se ancora siamo sulla terra e come tali dobbiamo avere il coraggio di manifestare sempre la nostra fede in Gesù.
Meditando Giovanni 1,11
“VENNE FRA I SUOI, E I SUOI NON LO
HANNO ACCOLTO” (Gv.1,11)

Ogni anno celebriamo il mirabile e misterioso evento della nascita di Gesù. Purtroppo i nostri limiti umani non ci permettono di contemplare con gli Angeli, la meraviglia, la bellezza di quel bambino e la gioia e lo stupore di Maria e di Giuseppe. Ugualmente così come siamo, uniamoci oggi a tutti gli Angeli del cielo per esprimere la gioia, la Lode e un particolare ringraziamento per il prezioso dono della Incarnazione del Verbo. Questo è undonoche il Padre ha voluto per la salvezza dell’umanità . Solo in Paradiso avremo la possibilità di comprendere, il miracolo di Gesù, che pur essendo Dio da sempre, in un momento ben preciso della storia, ha unito alla sua natura Divina la natura umana. Questa è una verità che noi accogliamo con gioia nella fede. Noi siamo per ora, come i bambini che si trovano in mano oggetti preziosi, ma che non li sanno apprezzare e valutare per quello che effettivamente sono. Venga presto il giorno in cui saremo in grado di prendere coscienza della Incarnazione di Gesù. Comunque quello che oggi possiamo fare è immergersi in questo mistero d’Amore, e con umiltà unirsi al cuore di Maria e di Giuseppe per Adorare, Ringraziare, e Amare tutto quello che è riassunto e contenuto nella realtà di Gesù vero Dio e vero uomo.
- “I suoi non l’anno accolto“
Viviamo in un mondo che è quello che è, ma dispiace però che la realtà storica di Gesù, Verbo Incarnato, rimanga per molti uomini ancora sconosciuta e per altri non accolta. Non dobbiamo giudicare gli altri, ma cerchiamo noi stessi di essere persone che testimoniano la preziosa Grazia del Santo Natale. Oggi cosa possiamo fare per migliorare la testimonianza, che come Cristiani dovremmo dare sulla presenza di Gesù e per quello che ha fatto e continua per noi?
> Un primo passo da compiere, è vivere le nostre giornate in Grazia di Dio e chiedere tempestivamente la Confessione nel caso di qualche mancanza grave.
> Proporre e guidare la Novena del Santo Natale, anche con letture che possono aiutare la nostra fede nel Bambino Gesù. Molto bello se questo potesse avvenire nelle stesse famiglie.
> Nella giorno di Natale oltre alla santa Messa della notte, saper trovare durante la giornata del tempo per Adorare Gesù, presente in quell’Ostia Consacrata e solennemente esposto nelle tre Cappelle di Adorazione perpetua che abbiamo in Prato.
> Annunciare, con più coraggio, la realtà dell’evento storico della Verbo Incarnato, anche se qualche volta possiamo essere derisi o comunque rifiutati.
> Far sentire la festa del Santo Natale, con semplici e decorose decorazioni ma non manchi qualche opera di carità concreta e significativa. Alcune famiglie hanno avuto la buona idea di invitare al pranzo del Natale un povero o una famiglia povera.
> Non pensiamo al risultato di quello che possiamo fare, oppure non fare, ma essere certi che Gesù stesso saprà ricompensare generosamente ogni azione che avremo fatto per onorarlo e per avere aiutato, proprio nel giorno di Natale, persone o famiglie in difficoltà .
- La testimonianza dei pastori
Per Maria, che era prossima al parto, non è stato possibile trovare nel paese di Betlemme un alloggio minimamente adeguato al caso. Gli Angeli, dopo aver annunciato a dei pastori il grande evento della nascita di Gesù, gli dissero anche: “Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia” (Lc.2,12). Fa riflettere molto questa situazione di cosi grande povertà . I pastori, che socialmente erano degli emarginati, hanno accolto senza esitazioni il particolare annuncio e per primi, ebbero la grazia di vedere nella realtà di un bambino Gesù,Verbo incarnato. Certamente molti abitanti di Betlemme avrebbero potuto contemplare per primi la nascita del Salvatore, ma il velo della paura e dell’egoismo li ha esclusi da una grazia così grande. Purtroppo anche oggi, per la paura di esporsi troppo, o di perdere qualcosa dei propri beni, molte persone perdono la grazia di incontrare Gesù e da Lui ricevere quei tesori che solo la persona di Gesù può concedere. Incontrare Gesù è incontrare la vita. Lontani da Gesù, la vita spegne. Che Maria ci aiuti vivere il Santo Natale, come giorno di particolare intimità e di concreta esperienza dell’Amore di Gesù bambino, vero Dio e vero uomo.
Meditando Luca 1,38
“ALLORA MARIA DISSE: ECCO LA SERVA DEL SIGNORE:
 AVVENGA PER ME SECONDO LA TUA PAROLA”  (Luca 1,38) Â

Grande e sempre molto efficace è la testimonianza di Maria, che con una esemplare generosità e una buona dose di coraggio, quel giorno fatale, ha risposto all’annuncio dell’Angelo con parole che manifestano la sua vera Santità : “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”. Maria si è dichiarata una persona decisa a vivere la sua vita come servizioe quindi con la massima obbedienza a collaborare per un progetto che è valso per la salvezza del mondo intero e cioè: l’Incarnazione del Verbo. Certamente la Grazia di Dio ha operato in modo determinante in Maria, ma dobbiamo dare atto che questa giovane donna ha saputo superare quelle false paure e umane incertezze, che troppe volte rallentano il compiersi di ciò che Dio intende fare per la salvezza dell’umanità e per le singole persone.
- “Avvenga per me secondo la tua Parola“
Maria ha mostrato la sua fede, riconoscendo pienamente il valore, l’autorità , l’autorevolezza e l’efficacia della Parola di Dio. Maria si è resa disponibile alla Parola che le è stata annunciata; una Parola che umanamente non era comprensibile dal punto di vista umano; infatti lei stessa disse: “Come è possibile? Non conosco uomo” (Lc.1,34).Maria non si è fermata a quello che la sua mente umana era in grado di comprendere, Essa ha accolto e fatto suo il mistero contenuto in quella Parola. Questa è la vera fede! Noi come viviamo la nostra fede? Quante volte abbiamo recitato il Credo; quante preghiere abbiamo detto; alcune persone sono arrivate a fare anche promesse “solenni” di fedeltà al Signore, e poi alla fine, di fronte alla Parola che chiede qualcosa che va oltre la nostra mente, vinti dalla paura, si è dato spazio al dubbio.
Oggi Gesù, ancora dice, attraverso i suoi Ministri: “Prendete, mangiate, questo è il mio Corpo che è dato per voi” (Lc.22,19); questo è ciò che avviene ogni volta che si celebra la Santa Messa. Quale valore diamo a queste Parole? Crediamo veramente in questo Miracolo che avviene ogni giorno sugli altari? Non dobbiamo nasconderci e scusarci troppo in fretta, ma bisogna avere il coraggio di riconoscere che non sempre siamo stati dei veri credenti.
- “Se avreste fede quanto un granellino di senapa…” (Mt.17,20)
Severi, forti e sempre determinanti sono gli insegnamenti di Gesù. Un giorno, i discepoli chiesero a Gesù: “Perchè non abbiamo potuto scacciare quel demonio? Egli rispose: per la vostra poca fede. In verità io vi dico: Se avrete fede quanto un granellino di senape, direte a questo monte: spostati da quì a là , ed esso, si sposterà ” (Mt.17,19-20). Stando così le cose, penso che tutti dobbiamo inchinarci di fronte al Signore e confessare la nostra poca fede. Non dobbiamo però rinunciare a fare quello che umanamente è possibile perchè la nostra fede possa crescere; l’esempio lo troviamo in Maria. Essa ha saputo accettare, senza false paure, un compito molto superiore alle sue possibilità umane. Alla domanda che giustamente ha rivolto all’Angelo, ebbe da lui questa risposta: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo, Colui che nascerà , sarà dunque Santo e chiamato Figlio di Dio” (Lc.1,35). Maria ha aperto il cuore, con piena fiducia a ciò che Dio voleva operare attraverso di Lei. Ha accolto con esemplare semplicità l’azione dello Spirito Santo, e con la piena coscienza che ciò che stava per operare in Lei era opera solo dell’Altissimo, che con la sua potenza ha realizzato in Lei quello che ora tutti noi ben conosciamo: “il Verbo si è fatto carne” (Gv.1,14).Maria stessa, quando poi si è incontrata con Elisabetta, confessò con grande gioia: “Grandi cose ha fatto in me, l’Onnipotente” (Lc.1,49).
Ecco quindi il segreto che Maria suggerisce anche a noi: avere un cuore libero da ogni peccato e metterlo totalmente, senza paura, senza riserve e senza ritardi, disponibile a tutto quello che Dio intende fare di noi e per noi. Certamente questo non si può improvvisare, ma esige un cammino quotidiano di piena obbedienza alla Volontà di Dio e di attenzione alla presenza di Gesù che sempre, con tanta delicatezza, ci esorta a vivere rivolti a Lui e alle cose del Cielo.E’ un cammino da compiere, non certo facile, ma possibile con l’aiuto di Maria.
Meditando Giovanni 1,26
“IN MEZZO A VOI STA UNO CHE VOI
NON CONOSCETE” (Giovanni 1,26)

Un dono grande per tutti, è stata la predicazione di Giovanni Battista. Con grande fervore ha sempre esortato i suoi ascoltatori, perché si preparassero spiritualmente bene ad accogliere il Messia, che già stava iniziando a operare in mezzo a loro.
Con tutta la forza della sua fede annunciava: “In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, Colui che viene dopo di me: a Lui io non sono degno di slegare il laccio dei sandali” (v.26). Giovanni era una persona che Gesù stesso ha riconosciuto di grande valore; infatti, un giorno, disse di lui: “fra i nati di donna, non c’è nessuno più grande di Giovanni Battista” (Lc.7,28). Giovanni Battista non si riteneva degno, nei confronti di Gesù, neppure di compiere un gesto che era proprio degli schiavi; allora noi, che siamo dei poveri peccatori, come possiamo avvicinarci a Gesù, che per la sua bontà ci offre addirittura di riceverlo nell’Eucaristia?
- “Uno che voi non conoscete”
Illuminati dalle parole di questo grande Santo, oggi abbiamo anche noi il dovere di fare un serio esame di coscienza su quello che dovremmo sapere sulla persona di Gesù. Ecco un aiuto che abbiamo dalle Sacre Scritture per conoscere meglio il volto di Gesù.
Gesù è il Verbo Incarnato; è il Cristo, il Figlio del Dio vivente; è il Salvatore del mondo; è il Messia; è il Sommo e eterno Sacerdote; è la via, la verità e la vita; è il buon Pastore; è la luce del mondo; è il pane vivo disceso dal cielo; è la vite e noi i tralci; è il capo del Corpo Mistico; è il medico delle anime e dei corpi; è l’Alfa e l’Omega; è l’Agnello immolato; è Colui che è risuscitato dai morti; è Colui che è, che era e che viene; è il Re dell’universo; è Colui che siede alla destra del Padre; è Colui che verrà a giudicare i vivi e i morti. Gesù è davvero un tesoro nascosto.
Questo è quello che possiamo dire di Gesù, ma tutta la preziosità della sua persona, è ancora molto da scoprire. Ecco perché giustamente Giovanni Battista dice a noi anche oggi, di fare tutto il possibile per arrivare a una visione sempre più profonda della persona di Gesù.
- La grazia e la gioia di poter entrare in intimità con il Signore
E’ molto importante, per un serio cammino spirituale, non fermarci alla recita delle nostre comuni preghiere, ma dare spazio alla meditazione su alcune verità fondamentali. Non dobbiamo pensare, che il richiamo alla meditazione, possa essere un ulteriore impegno di vita spirituale, non è così, ma è un impegno che ci fa scoprire quanto sia prezioso il dono di poter comunicare con Gesù e di arrivare a sperimentare e assimilare il contenuto di alcuni passi della Sacra Scrittura. Non è facile per nessuno stare in silenzio e meditare su certi testi, ma perché diventi possibile, è necessario invocare molto lo Spirito Santo, in modo che ci aiuti in questo compito cosi necessario e delicato. Se perseverante sarà il nostro cammino di meditazione, sempre di più e sempre meglio, sperimenteremo ciò che è ancora nascosto in quel Tesoro segreto di cui si parla nel Vangelo. Per questo Giovanni Battista esortava a ricevere il Battesimo, come aiuto indispensabile per conoscere Gesù. Passo da compiere era prima di tutto essere liberati dalle conseguenze del peccato, per poi raggiungere quella pace e quella gioia che Gesù desiderava offrire a tutti gli uomini di buona volontà .
- Un cammino possibile
A volte pensiamo che un serio impegno di meditazione sulle realtà della vira spirituale, sia possibile a persone che già vivono un livello di vita spirituale molto alto, ma non è così; ogni persona è preziosa agli occhi di Dio e quindi è chiamata a raggiungere anche le vette più alte della Santità . Questo vuol dire che a tutti il Signore concede il talenti necessari e le grazie per compiere questo cammino. Non lasciamoci ingannare da una falsa umiltà , che il demonio insinua per sottrarci dalla gioia di vivere una sempre più profonda intimità con Dio.
Se con coraggio sapremo affrontare il sacrificio che un certo cammino spirituale comporta, ben presto raggiungeremo una visione più profonda della persona di Gesù e di tutto l’Amore che ha per noi. Un Amore che arricchisce tanto la vita di ogni uomo mortale.
Sull’esempio di Maria, la nostra mamma celeste, viviamo sempre rivolti e attenti al suo Gesù.
Meditando Marco 1,3
“VOCE DI UNO CHE GRIDA NEL DESERTO:
PREPARATE LA VIA DEL SIGNORE,
RADDRIZZATE I SUOI SENTIERI” (Marco 1,3)

Nella Genesi si legge.“E Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza” (Gen.1, 26). Questo vuol dire che come persone noi abbiamo delle facoltà particolari, che ci permettono di vivere non solo ciò che comportano le realtà della terra, ma anche di raggiungere le realtà del cielo.
La nostra percezione di ciò che riguarda il soprannaturale, ora è limitata, ma ugualmente, già molte cose siamo in grado di vedere e di comprendere. Quando alziamo lo sguardo verso il cielo, l’immensità di questa volta celeste, ci parla del Creatore. Se poi abbiamo l’umiltà di sostare in Adorazione, con perseveranza, davanti a Gesù, presente in quell’Ostia consacrata, allora alcune realtà del cielo diventano particolarmente luminose.
- “Preparate la via del Signore“
Giovanni Battista, per grazia, ma anche per virtù, dopo la dura esperienza nel deserto, ha dato inizio alla sua missione con una forte esortazione: “Voce di uno che grida nel deserto” per svegliare coloro che, soffocati dalle preoccupazioni umane e per la loro povertà spirituale erano incapaci di cercare e pensare alle cose di lassù. Quello che ci rende incapaci di essere rivolti alle cose del Cielo, è prima di tutto il peccato. Chi vive e regna nel peccato, praticamente si trova in una situazione di completa cecità riguardo a tutto quello che Dio opera per la nostra salvezza. Ben diversa è la condizione dei Santi, che con la loro vita vissuta a livelli spirituali molto alti, sono per noi oggi dei veri testimoni di ciò che contiene quel “Tesoro nascosto” di cui si parla nel Vangelo, vedi: Mt.13,44. Il forte richiamo di Giovanni Battista è quindi per l’uomo di ieri e di oggi; egli tutti esortava dicendo: “Preparate la via del Signore”. Gesù stava per arrivare e con la sua presenza di vero uomo e vero Dio, iniziava la grande opera della salvezza per l’umanità intera.
- “Raddrizzate i suoi sentieri“
Persa, o ridotta a lumicino a causa del peccatola capacità di guardare in alto, l’uomo cerca la salvezza e la realizzazione della sua vita per strade contorte, che conducono poi a falsi obiettivi. Ecco perchè Giovanni, alzando la voce, raccomandava di raddrizzare certi sentieri. Nella vita bisogna avere il coraggio, ma sopratutto l’umiltà , di riconoscere che per la poca attenzione o per false indicazioni, ci troviamo a volte su strade sbagliate. Siamo persone fragili e limitate per cui può succedere di trovarsi disorientati e su vie non giuste. La bontà e la misericordia del Signore, concede però a tutti la possibilità della conversione, di mettersi sulla strada giusta. Quali sono le indicazioni che ci portano alla strada che conduce alla vita eterna? Ecco alcune segnalazioni:
- Se siamo sulla strada giusta, abbiamo sempre davanti a noi una persona che ci fa da guida; è Gesù che ci dice: “Io sono con voi tutti i giorni” (Mt.28,20)e per tutta la durata del viaggio.
- La strada giusta, non è quella in discesa, ma in salita e in una salita abbastanza ripida.
- Sulla strada giusta, troviamo come segnalazioni preziose, i Comandamenti e le Beatitudini.
- Essendo una strada in forte salita, sono richiesti momenti di sosta, per riprendere la forza necessaria per continuare; la sosta giusta ed efficace, è il tempo che dobbiamo dare alla Adorazione di Gesù, realmente presente nella Santa Eucaristia.
- Se nel percorso succede qualche “incidente” (cadute in peccato), è sempre possibile rimediare con il Sacramento della Penitenza (una confessione che comporti un sincero pentimento).
- E’ importante nella “guida”, evitare le sempre possibili “distrazioni”. Oggi, purtroppo, sono molte le cose che attirano l’attenzione, provocando poi pericolosi incidenti.
- Mantenere sempre durante il percorso un saggio “equilibrio”; non avere mai fretta di arrivare.
- Coscienti dei nostri limiti, specialmente nella “notte” (cioè quando sembra che tutto si faccia buio attorno a noi) cercare di essere particolarmente prudenti.
- E’ possibile che qualche persona sia più brava di noi e cerchi il “sorpasso”; è bene evitare ogni forma di gelosia e dare tutta la possibilità di “sorpassare”.
- Fare attenzione di avere con sè la “patente” e che non sia scaduta (essere in Grazia di Dio).
Chiediamo a Maria, di rimanere sempre accanto noi in questo viaggio dalla terra al cielo.
Meditando Marco 13,37
“QUELLO CHE DICO A VOI, LO DICO
A TUTTI: VEGLIATE” (Marco 13,37)

Gesù ci esorta alla vigilanza, perché noi non siamo in grado di comprendere tutto ciò che avviene nella vita. C’è un mondo dentro di noi e fuori di noi che comprenderemo bene solo quando passeremo da questa vita terrena alla vita eterna. Ecco perché Gesù ci dice: “Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento” in cui dovremo rendere conto di come abbiamo vissuto qui sulla terra e di come abbiamo gestito i talenti che ci sono stati affidati. Gesù dice che dobbiamo vegliare perché il momento della verifica giungerà all’improvviso. Per aiutarci, Gesù porta l’esempio di un uomo che partendo per un viaggio, lascia ai suoi servi dei compiti da svolgere e ritornando, spera di trovare quei servi seriamente impegnati e non addormentati. Non dobbiamo quindi perdere del tempo in cose vane.
- Ogni giorno è prezioso
Ogni giorno che il Signore ci concede di vivere qui sulla terra è prezioso. Siamo esortati pertanto a vivere con serenità , senza forme ansiose, ma con grande senso di responsabilità i doveri che riguardano il proprio stato di vita. Nel cammino che stiamo facendo, siamo chiamati all’obbedienza ai dieci Comandamenti e guidati dalla luce delle Sacre Scritture. Non si tratta di vivere assediati da tante cose. E’ interessante in merito il programma di vita che Dio ha dato al suo servo Abramo: “Io sono il Dio onnipotente, cammina davanti a me e sii integro” (Gen.17,1). L’attenzione che dobbiamo avere, è di non perdere tempo in attività che non servono alla nostra crescita spirituale, peggio ancora, se si tratta di cose che causano peccati.
- Che cosa ci attende?
Non dobbiamo vivere nella paura, ma è bene avere coscienza di ciò che ci attende dopo la morte. Facciamo attenzione perché il demonio fa di tutto per non farci pensare alla morte e malignamente ci abbaglia con prospettive di vita legate al denaro, al piacere disordinato e all’ambizione del potere. Questi sono idoli che al momento sembrano corrispondere alle esigenze della vita, ma alla fine diventano vere delusioni e dolorose sconfitte. Come cristiani dobbiamo avere il coraggio di prendere coscienza della realtà che ci attende, dell’incontro con Dio, e speriamo proprio di raggiungere il Paradiso. Ma oggi che cosa sappiamo del Paradiso?
> Certamente il Paradiso è un’esperienza d’Amore che va oltre ogni nostra conoscenza, sia per l’intensità , che la sua multiforme complessità di esperienze che ora non sappiamo vivere..
> E’ solo in Paradiso che troveremo corrisposta in pienezza ogni esigenza che ora avvertiamo nel cammino che stiamo facendo qui sulla terra.
> Il cardine del Paradiso, è la miracolosa possibilità che avremo di vivere la comunione, con il Padre, con Gesù e con lo Spirito Santo. Non ci sono parole per descrivere ciò che sarà .
> Potenziati da grazie particolari, avremo anche la possibilità di sperimentare una pace e una gioia che non si raggiunge sulla terra, ma che vivremo solo alla presenza di Dio.
> E’ in Paradiso che avremo la gioia anche di incontrare e relazionare, con un immenso stuolo di persone che abbiamo conosciuto sulla terra e tante altre mai conosciute.
> San Paolo ha detto di aver avuto un giorno una visione nella quale “Fui rapito in Paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunciare” (2 Cor.12,4).Questo conferma quanto sia intensa, trascendente e per noi ancora misteriosa la realtà del Paradiso.
- Lassù ci attendono
Gesù, esortandoci a vigilare, ci mette in guardia dall’azione del maligno che continuamente getta tenebre sulla preziosa realtà del Paradiso. Non lasciamoci ingannare, anche riguardo alle scelte che siamo chiamati a fare ogni giorno; siano scelte veramente fatte in obbedienza alla volontà di Dio. Giova molto spiritualmente fare il possibile per vivere e offrire quello che pensiamo e quello che facciamo rivolti e attenti alla Presenza di Gesù, che cammina con noi. Prendiamo coscienza che lassù in Paradiso ci attendono! Questa è una buona notizia.
Chiediamo alla nostra mamma celeste, di poter fare già sulla terra, una forte esperienza di suo Figlio Gesù, fino al giorno in cui ci potremo “riposare” per sempre con Lui lassù nel Cielo.
Meditando Cristo Re
GESU’ CRISTO, RE DELL’ UNIVERSO

Più volte si parla dell’universo, anchenelle preghiere del Messale, si proclama: Santo, Santo il Signore Dio dell’universo. Ma quale conoscenza abbiamo dell’universo? Non si tratta di realtà astratte, ma di galassie e sistemi stellari che nessuno ancora è in grado di conoscere quanti sono e le dimensioni che hanno.Il sole, che viene considerato una stella “nana” ha un diametro di un milione e 393 mila chilometri e la sua temperatura alla superficie, arriva a 6000 gradi. Se questa è considerata una stella “nana”, quali dimensioni avranno tutte le altre?
- Gesù Cristo, Re dell’universo
Gli stessi scienziati affermano che ciò che conosciamo dell’ universo è solo una piccola parte. Gesù viene chiamato Re dell’universo, di un universo misterioso. Egli è Re anche di tutto ciò che ancora umanamente non conosciamo, soprattutto dal punto di vista spirituale. Basta una tale considerazione per farci capire quanto sia importante e preziosa la persona di Gesù. Essere Re, vuol dire conoscere tutta la realtà del regno e avere in mano le redini di tutto ciò che lo compone. Essere Re dell’universo significa ancheavere la capacità e la forza di proteggere il regno dalle minacce che lo assediano. Nessuno poi è in grado di sapere quali prospettive e programmi avrà in mente Gesù, perché il suo regno possa avere continuità e fecondità nei tempi futuri. Quello che la storia ha registrato è che molti cambiamenti sono già avvenuti. Dovremmo esultare di gioia, sapendo che una persona così importante e preziosa come Gesù,  noi la possiamo non solo avvicinare, ma addirittura ricevere nella Santa Eucaristia.
Questa è una dimostrazione di quanto sia grande e possiamo veramente dire “eroico”, l’Amore che Gesù ha per tutti coloro che fanno parte del suo regno. Non dovremmo mai lamentarci, ma solo e sempre ringraziare Gesù per questa sua presenza così generosa e attiva per tutti. Dobbiamo saper dire grazie anche perché ancora poco sappiamo di quello che Lui ha fatto e continua a fare per la nostra salvezza e per sostenerci nella nostra vita quotidiana. Il nostro impegno oggi, è fare il possibile per migliorare la conoscenza di Gesù, meditando bene su tutto quello che è successo nei tre anni della sua missione qui sulla terra. Se manchiamo a questo impegno, rimaniamo vittime di una pigrizia che porta inevitabilmente all’aridità spirituale.
- Gesù regna nei nostri cuori?
Gesù, con delicata insistenza, chiede di poter abitare nei nostri cuori, di regnare in noi.
Se rispondiamo positivamente alla richiesta di Gesù, se veramente disponiamo che il nostro cuore si apra, Lui stesso trasformerà il nostro cuore in un “tabernacolo”. Perché questoavvenga, dovremo mettere con fiducia la nostra vita pienamente nelle mani di Gesù, così che la possa plasmare come Lui vuole. Non è però così semplice il cammino che dobbiamo fare per arrivare ad essere dei “tabernacoli viventi”. Determinante sarà anche il nostro impegno di vivere con semplicità e con fede la Presenza di Gesù. Una difficoltà che ancora dovremo superare, è la paura di salire in alto. Il demonio, infatti, fa di tutto per metterci davanti le mille difficoltà che possiamo trovare se decidiamo di non andare oltre la mediocrità . A questo punto, è bene fare memoria di quanto è scritto nell’Apocalisse: “Conosco le tue opere, tu non sei né freddo, né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido… io sto per vomitarti dalla mia bocca” (Ap. 3,15-16). Un’affermazione così severa fa veramente pensare, ma nella vita il requisito che a tutti viene richiesto, è di impegnare bene tutti i talenti che Dio ci ha dato.
Non dobbiamo fare confronti con altre persone, ma solo essere certi che il Signore chieda tutto o niente. E’ nella totalità del dono che si arriva alla fecondità . Non tutti ricevono dieci talenti, ma anche fosse un solo talento, dobbiamo impegnarlo con coraggio. E’ questa la condizione perché Gesù regni nei nostri cuori. Non lasciamoci prendere dalla paura. Non siamo soli in questo cammino, e Gesù ci assicura la sua presenza: “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mt. 28,20). Il dono che Gesù ci offre, è rendere il nostro cuore un tabernacolo vivente; se lo sapremo accogliere, diventerà un prezioso dono anche per le persone che incontriamo nel nostro cammino.
Maria la nostra cara mamma celeste, ci aiuti ad essere persone che con coraggio fanno un cammino di piena accoglienza di Gesù, Re dell’universo.
