Vangelo di Marco 6,11
“ALLORA GESU’ PRESE I PANI E, DOPO AVER RESO GRAZIE, LI DIEDE A QUELLI CHE ERANO SEDUTI, E LO STESSO FECE DEI PESCI, QUANTO NE VOLEVANO” Â (Gv.6,11).

La folla seguiva Gesù con entusiasmo, anche perché vedeva “i segni che compiva sugli infermi” (v.29). Oggi, i miracoli avvengono ancora, ma non sempre sono visibili. Il Sacerdote ogni giorno Celebra la Santa Messa e al momento della Consacrazione, quel pane diventa il Corpo di Gesù e quel vino il Sangue di Gesù. Non giudichiamo quanto sia cosciente di questo evento miracoloso il Sacerdote e chi partecipa alla Santa Messa; la realtà dei fatti,è che avviene un vero miracolo.Nel corso della storia, molti sono i miracoli Eucaristici che confermano la presenza di Gesù in quell’Ostia Consacrata. Peccato, che oggi le persone siano così occupate in tanti problemi umani e non abbiamo la grazia di interpretare i segni dei tempi che confermano come Gesù, oggi, non meno di ieri, testimoni con azioni miracolose, l’Amore che ha per ciascuno di noi.
>“Raccogliete i pani avanzati“
Quello che Gesù compie per l’umanità , va ben oltre le necessità delle quali noi, effettivamente, abbiamo bisogno. Lamentarsi per la carenza dei suoi interventi, è una grave mancanza; siamo noi,che non abbiamo un cuore apertoe ben disposto ad accogliere i doni che Gesù ci offre. Significativo, è il fatto che dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci,“Gesù disse ai suoi discepoli: Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto. Li raccolsero e riempirono dodici canestri” (vv.12-13). Questo conferma quanto sia vero che se il nostro cuore è aperto alla sua Grazia, Gesù stesso lo ricolmi fino ad essere traboccante. Nella vita dei Santi, troviamo la conferma di quanto sia grande il dono che Dio concede loro, da portarli amomenti così forti di intimità con Lui, fino perdere i sensi. Sono le famose esperienze mistiche,che noi chiamiamo “estasi”.
> L’entusiasmo delle persone
Dopo un fatto così straordinario vissuto, come si legge nel Vangelo, “da circa cinquemila uomini” (v.10), senza contare le donne e i bambini, l’entusiasmo di quelle persone era alle stelle, “Ma Gesù, sapendo che volevano prenderlo e farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, Lui solo” (v.15). Quello che Gesù avrebbe voluto da loro, era un atto di fede nella sua realtà di Verbo Incarnato, dono del Padre par la salvezza dell’umanità e non essere considerato solo una persona capace di soddisfare le tante esigenze umane. Noi, oggi, come viviamo la realtà di Gesù? Come viviamo la sua presenza in mezzo a noi? Quale forma di obbedienza abbiamo alla sua Parola? Abbiamo la volontà e il coraggio di testimoniarlo?
> “Cammina alla mia presenza e sii integro” (Genesi 17,1)
Gesù aspetta da ciascuno di noi, una risposta concreta alla Sua Parola e a tutto quello che ci è stato rivelato. Semplice ed efficace, è il programma che Dio ha dato ad Abramo e che tutti noi dovremmo vivere: “Cammina alla mia presenza e sii integro”. Dobbiamo avere coscienza che sempre siamo sotto gli occhi, non di una persona che vuole giudicarci, ma di una Persona che ci vuole veramente bene.”Dio è Amore” (1 Gv.4,8). Prezioso e tanto efficace, è anche il progetto di vita che Gesù suggerisce:“Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segue” (Mt.16,24). Gesù, non si accontenta di una vita abbastanza onesta, ma ci fa capire che se vogliamo veramente decidere di seguirlo, tre cose sono importanti: la prima, è che il nostro cuore sia libero e totalmente per Lui; la seconda, che si accetti con generosità la croce che tutti abbiamo;la terza, che ci sia piena obbedienza alla sua Parola. Certamente, non si tratta di un cammino facile da seguire, ma se ci mettiamo di buona volontà , non mancherà certo il suo aiuto e cioè la Grazia necessaria per “vivere quello che si crede”. Che Maria ci aiuti ad essere persone non solo “entusiaste” di Gesù, ma seriamente impegnate nel compiere la sua volontà .
Grande fu l’esempio di San Paolo quando disse: “Per me, infatti, il vivere è Cristo” (Fil. 1,21).
Vangelo di Marco 6,31
“GESU’ DISSE LORO: VENITE IN DISPARTE, VOI SOLI, IN UN LUOGO DESERTO, E RIPOSATEVI UN PO’ ”   (Marco 6,31)

E’ commovente pensare all’attenzione umana che Gesù ha sempre dimostrato verso i suoi Apostoli.
Le persone del popolo, indubbiamente attratte per i miracoli che avevano visto, erano desiderose di ascoltare la Parola di Gesù e di rivolgersi a Lui per le loro tante necessità . Questo grande interesse, non concedeva nè a Gesù, nè agli Apostoli, il tempo per un necessario riposo. Ecco allora il delicato invito di Gesù: “Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un pò”. Gesù ci fa capire quanto sia necessario un giusto equilibrio in tutte le situazioni, anche per quanto riguarda la salute fisica.
E’ un dovere quindi vivere le nostre giornate con un serio impegno, ma anche con un giusto riposo. A volte ci possono essere delle circostanze particolari per cui è bene fare qualche sacrificio in più, ma senza perdere il giusto equilibrio.
- Esigenze spirituali
Esiste una interdipendenza fra l’anima e il corpo. Se la vita spirituale è impostata bene, se sappiamo evitare il male e fare il bene, questo equilibrio spirituale si riflette anche nel corpo. Quando invece subentra un disordine morale, anche fisicamente il corpo ne risente e facilmente si arriva a delle disfunzioni organiche non sempre controllabili. E’ un dato sperimentabile che certi disordini morali vengano somatizzati, specialmente per quanto riguarda il fegato.
Ben diverso è il caso di persone che hanno sofferenze particolari permesse dal Signore per scopi spirituali, o di riparazione per certi scandali. Ma proprio la vita Santa di queste persone conferma che si tratta di “prove” per intenzioni che solo il Signore conosce.
Per tutti è importante trovare il modo giusto per compiere bene il proprio cammino. Se le esigenze della vita spirituale sono impostate bene, passo dopo passo, si raggiunge una buona “sintonia” con Gesù e con Lui si “dialoga” con semplicità e con perseveranza.
Quello che si deve evitare, è di accontentarsi di una vita mediocre e tiepida; sappiamo bene cosa dica l’Apocalisse in merito. Nella vita quindi occorre coraggio e non fermarsi anche davanti a situazioni che richiedono dei “sacrifici”. “Con la perseveranza, salverete la vostra vita” (Lc. 21-19).
> La Domenica: giorno del Signore
Nel corso dei secoli, sempre alle persone credenti, è stato chiesto di dedicare un giorno per vivere in modo particolare il rapporto con Dio. E’ il terzo Comandamento che dice: “Ricordati di santificare le feste” (Es. 20,8). Nell’Antico Testamento questo giorno di festa era il Sabato, ora è la Domenica: (dies Domini: giorno del Signore). Al tempo di Gesù, erano molto severe le norme riguardanti il giorno di sabato; oggi, quello che viene richiesto, è la partecipazione alla Santa Messa, alla preghiera e che vengano sospesi certi lavori non strettamente necessari alla vita delle persone. La Domenica è quindi il giorno che va considerato come il nostro personale appuntamento con Dio. Non rispettare un appuntamento con una persona è sempre una mancanza di rispetto, ancora di più se si tratta di Dio. La mancanza è grave e quindi un peccato che dobbiamo accusare nella confessione. Soltanto se ci sono situazioni gravi, di malattia o di altro genere, si può essere giustificati. In alcune nazioni, il governo ha imposto il lavoro anche la Domenica, ma senza un tempo necessario per il riposo e soprattutto per la preghiera, a queste condizioni la persona umana non regge. Questa è la conferma in merito alla necessità di avere del tempo per vivere almeno una giornata con modalità diverse.
> Dio rispetta la nostra libertÃ
Un dono prezioso che il Creatore ci ha dato è la libertà . Un atto compiuto coscientemente e con libertà , diventa un atto di amore. Senza una risposta libera a ciò che il Signore ci chiede, le nostre azioni ci privano di quella serenità e di quella pace che dovremmo avere. Ora, non guardiamo gli altri, ma facciamo il possibile affinchè la nostra vita sia vissuta con Amore e non nella semplice esecuzione di azioni abitudinarie.
Il riposo che il Signore ci chiede la Domenica, è quindi qualcosa di sacro e di indispensabile per la vita spirituale. Che Maria ci aiuti ad essere fedeli ai Comandi del Signore.
Vangelo di Marco 6,7
“IN QUEL TEMPO, GESU’ CHIAMO’ A SE’ DODICI E PRESE A MANDARLI A DUE A DUE E DAVA LORO IL POTERE SUGLI SPIRITO IMMONDI” (Mc. 6,7).

Gesù ha chiamato e chiama collaboratori per la diffusione del Vangelo. Alcuni sono chiamati con compiti particolari, ma tutti, in forza del Battesimo, abbiamo il dovere di testimoniare la nostra fede nell’ambiente in cui viviamo. I talenti che il Signore ci ha dato, vanno messi a frutto, diversamente ci vengono tolti e dati a chi li adopera ogni giorno con quotidiano impegno e li fanno fruttare.
- Testimoniare Gesù
Il primo compito che Gesù ha affidato ai suoi Apostoli è stato certamente quello di far conoscere alle persone di quel tempo, la realtà della sua presenza, la missione che stava compiendo e l’opera della salvezza, da secoli annunciata dai Profeti ed ora con la sua “Incarnazione” presente e confermata con grandi miracoli. Il fulcro della loro predicazione doveva essere comunque in riferimento alla preziosità della Persona di Gesù. Questo è ciò che anche noi dobbiamo sempre mettere a fuoco, perché non si può amare ciò che non si conosce. Gesù è un vero “tesoro nascosto”. Lui é una persona così importante e preziosa, senza la quale praticamente siamo come tralci staccati dalla vite. Non c’è vita, non c’è amore, non c’è futuro senza una vera comunione con Gesù. Lui stesso ha detto: “Senza di me non potete far niente” (Gv.15,5). La persona di Gesù è così preziosa che non basta una vita intera per avere coscienza di tutto il “tesoro” che racchiude in sé, pertanto sempre va cercato il suo volto attraverso la meditazione del Vangelo e di tutto quello che ha fatto e continua a fare per noi. Così San Paolo parla di Gesù nella prima Lettera ai Colossesi: “Cristo è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono… Egli è il capo del corpo che è la Chiesa; è il principio di tutto” (Col. 1,17-18). Basterebbero queste parole per avere una prima visione di quello che Gesù è.
- Gesù ha dato a loro il potere anche sugli spiriti immondi
Più volte Gesù è intervenuto per liberare persone possedute dal demonio. Uno dei casi più significativi è quando ha liberato quell’uomo di Gerasa, che nessuno era mai riuscito a dominare per la violenza che scatenava (cfr. Mc.5,1-20). A Gesù è bastato avvicinarsi a lui e con un suo comando lo ha completamente liberato. Così è stato per altri casi, documentati nei Vangeli. Gesù ha conferito ai discepoli la grazia di rendere autorevole la loro predicazione compiendo anche dei miracoli e fra questi anche la facoltà di liberare persone possedute dal demonio.
- Predicare con la vita
E’ un doveroso compito per tutti i Cristiani, con semplicità e nel limite del possibile, essere degli evangelizzatori. Non si tratta essere impegnati con lezioni da fare in pubblico o in luoghi particolari. La prima evangelizzazione, si fa con la vita. Questo diventa possibile, quando si vive i Grazia di Dio. Determinante poi è raggiungere una “sintonia” con Gesù e cioè impostare le cose in modo che tutto quello che facciamo sia fatto con Gesù e per Gesù. Tutto questo va sempre ravvivato l’atto di fede nella presenza di Gesù, che mai ci abbandona. Non si tratta comunque di cercare esperienze emotive particolari, ma di saper riconoscere con umiltà e con fermezza il valore e l’autorità della Parola di Gesù. Dobbiamo arrivare a una fede che non conceda spazio al dubbio. Una fede, una fiducia come quella che ha il bambino piccolo per la sua mamma. Per il bambino esiste lei, la mamma, non conosce e non si cura di altro.
> Seminare con fiducia
L’opera della salvezza è tutta nelle mani di Gesù. Chi è chiamato a collaborare con Lui, è importante che agisca cosciente che l’efficacia della sua azione, come predicatore, potrebbe essere qualche volta deludente, per tanti motivi. Il compito dell’Apostolo è seminare con generosità , vivere quello che predica, ma senza pretendere di vedere i frutti del suo compito.
E’ Gesù che feconda l’azione degli Apostoli. E’ Gesù che conosce bene le anime e Lui sa come portarle alla conversione. I Tempi di Dio non sono i nostri, pertanto potrebbe essere scoraggiante per l’Apostolo, dopo tanta fatica, non vedere nessun risultato del lavoro fatto. Seminare! E’ lo Spirito Santo che feconda e fa crescere. Ciò che conta è essere dei testimoni fedeli e coraggiosi.
Che Maria aiuti ogni Apostolo ad essere fiducioso e sempre perseverante nel suo compito.
Vangelo di Marco 6,2
“GIUNTO IL SABATO, SI MISE A INSEGNARE NELLA SINAGOGA” (Marco 6,2)

Per trent’anni Gesù ha vissuto nel piccolo paese di Nazareth, senza essere stato riconosciuto per quello che effettivamente era. Il suo grande segreto era però vissuto ogni giorno con serenità , all’interno della Sacra Famiglia. Arrivato il tempo che Gesù ha stabilito per l’inizio della sua missione, un giorno arrivò anche a Nazareth e si presentò di sabato nella Sinagoga come aveva fatto negli anni precedenti con Maria e Giuseppe e “si mise a insegnare”. La sua Parola era così ricca di sapienza, che “Molti, ascoltandolo, rimasero stupiti e si dicevano: da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? (v. 6-3). Gesù, infatti, si è presentato quel sabato non come un semplice fedele fra i tanti della Sinagoga, ma con la sua realtà di Messia, dono preziosissimo del Padre per la salvezza dell’umanità . I suoi compaesani però, non l’hanno creduto. Sapevano dei miracoli che aveva compiuto in altre parti della Palestina, ma questo non è bastato per arrivare a credere che Lui fosse veramente il Grande Atteso, Persona molte volte annunciata dai Profeti. Peccato per questa durezza dei cuori.
- Mancanza di umiltÃ
Una virtù che tanto si predica, ma che non sempre viene vissuta, è l’umiltà . Un pò tutti facciamo fatica a riconoscere che siamo persone con talenti molto preziosi, ma che abbiamo anche dei limiti molto evidenti.E’ comune esperienza che la nostra vista sia limitata; non vediamo tutto ciò che esiste. Anche la nostra intelligenza non è in grado di comprendere tutta la verità delle cose. Molte persone vogliono invece riconoscere e accettare soltanto quello che si vede e si capisce, ma questo è un grande errore perché tante cose esistono senza essere da noi nè conosciute, nè vedute. E’ saggezza quindi prendere atto delle nostre carenze umane, e accettarle con umiltà . Così dovrebbe essere in particolare riguardo a tutto ciò che Gesù ci ha rivelato.
Nella Sinagoga di Nazareth Gesù si è meravigliato della incredulità dei suoi compaesani e come conseguenza non ha compiuto nessun prodigio davanti a loro, “ma solo impose le mani a pochi malati e lì guarì” (v 5). Queste sono le tristi conseguenze della mancanza di fede, della mancanza di fiducia nella persona di Gesù.
- Un cammino da compiere
Tutti noi siamo in cammino verso il giorno in cui, buoni o cattivi, Santi o peccatori, ricchi o poveri, dovremo rendere conto al Signore di come abbiamo vissuto la nostra vita qui sula terra. Nessuno potrà sottrarsi all’incontro con Dio, e poiché non sappiamo quando quel giorno verrà , è bene non perdere tempo e decidere di intraprendere subito la strada che porta al Paradiso.
Sulla strada giusta, non siamo soli; vicino a noi abbiamo la presenza di Gesù, e lo conferma Lui dicendo “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dei tempi” (Mt.28,20). La sua è una presenza reale, non si vede, ma si sente, come è avvenuto per i due discepoli di Emmaus, che tornando al loro paese non si erano accorti che la Persona che li aveva avvicinati era Gesù. Facilmente manchiamo di fede in questa sua reale Presenza, questo avviene anche perché non abbiamo il coraggio di fidarci di Gesù senza ritardi, ma soprattutto con piena determinazione. Gesù non accetta mezze misure. Lui legge nel profondo del cuore e se in noi trova paure e incertezze sulla sua Persona, non fa “sentire” la forza, la gioia, l’efficacia del suo essere il Verbo Incarnato, il Salvatore del mondo, la Persona che ricolma di grazie e di amore la nostra vita. Non basta quindi essere in Grazia di Dio, fare bene il nostro dovere, ma è indispensabile la ferma certezza di quello che Lui ci dice:“Sono con voi tutti i giorni”. E’ la mezza misura che ci tradisce. Noi dobbiamo imitare il grande esempio di Maria e dei Santi.
- Gesù quello che dice lo compie
La Parola che Gesù pronuncia è sempre anche un atto che Lui compie. Siamo noi, con la nostra mentalità umana che tendiamo a separare le due cose. Non siamo Santi, ma non possiamo pretendere che Gesù possa tollerare di essere considerato un fantasma. E’ vero, noi siamo ancora poveri spiritualmente, ma questo non deve giustificare la nostra poca fede; é il nostro cuore che non si apre a Lui, per certe paure ingiustificate. Diceva bene il Santo curato d’Ars che “La paura è la coda del diavolo“. Ci aiuti Maria, a vincere tutte le nostre false paure.
Vangelo di Marco 5,41
“GESU’ PRESE LA MANO DELLA BAMBINA E LE DISSE: “TALITA’ KUM“, CHE SIGNIFICA: FANCIULLA , IO TI DICO : ALZATI! E SUBITO  LA FANCIULLA SI ALZO'”(Marco 5,41)

Gesù ha reso la sua testimonianza come Verbo Incarnato, non solo con la parola, ma con opere così straordinarie che nessuno poteva contestarle. Oltre alla moltiplicazione dei pani e dei pesci; la guarigione di ammalati di ogni genere; molte sono state anche le liberazioni di persone possedute dal demonio. Ma ancora più straordinarie sono state le tre persone che Gesù ha risuscitato dalla morte; così è stato per il figlio della vedova di Naim (cf.Lc.7,5-17); la figlia di Giairo (Mc.5,21) e la risurrezione di Lazzaro (cf,Gv.11).
- “TALITA’ KUM“
Un giorno venne da Gesù uno dei capi della sinagoga , di nome Giairo, il quale “si gettò ai piedi di Gesù e lo supplicò con insistenza: “La mia figlioletta sta morendo, vieni e imporle le mani, perchè sia salvata” (v.23). mentre ancora stava parlando, uno della casa di Giairo venne a dirgli che la sua figlia era morta, ma Gesù disse a Giairo: “Non temere, soltanto abbi fede” (v.36). Giunto alla casa del capo, Gesù vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. “Entrato, disse loro: perchè vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme. E lo deridevano. (vv. 39-40). Il fatto che Gesù venisse deriso, è stata una conferma che la bambina veramente era morta. Gesù prese con sè il babbo e la mamma della bambina entrò nella stanza dov’era, si avvicinò “Prese la mano della bambina e disse: “Talità kum”, che significa: Fanciulla, io ti dico: alzati. E subito la fanciulla si alzò e camminava” (vv.41-42). Grande e comprensibile fu lo stupore dei genitori nel vedere la loro figlia riprendere vita.
- Una durezza di cuore
Alla presenza di una persona come Gesù, che sotto gli occhi tutti ha compiuto gesti che superano ogni legge della natura, almeno il buon senso avrebbe dovuto far comprendere che Gesù possedeva qualcosa di ben diverso da ogni altra persona. Purtroppo non è stato così.
La grande resistenza che Gesù ha sperimentato durante la sua missine in Palestina; la triste opposizione anche da parte del Sinedrio, deve trovare in noi una piena partecipazione al suo dolore. Gesù è stato accusato di voler negare la storia di Israele con tutto il culto che veniva celebrato nel Tempio e con le annuali solennità che ricorrevano ogni anno. Non era questa l’intenzione di Gesù e lo dichiarò apertamente dicendo: “Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti, non sono venuto ad abolire, ma a dare compimento” (Mt.5,17) Esortava poi i suoi oppositori a prendere atto della voce dei Profeti che,secoli prima, avevano già annunciato la sua venuta. Anche in altre occasioni disse loro: “Se non credete a me, credete alle opere che compio” (Gv.10,38). Perchè tanta resistenza nel credere alle sue opere?
- Il nostro atto di fede
Per noi Cristiani, questo “qualcosa di diverso” in Gesù, che il Sinedrio, Scribi e farisei hanno sempre negato, personalmente lo dobbiamo concretizzare con un atto di fede ben preciso e cioè che Gesù è il Cristo, il Figlio del Dio vivente, dono preziosissimo del Padre per la salvezza dell’umanità . Non solo al tempo di Gesù, ma purtroppo anche nel corso della storia sono emersi falsi profeti che per ragioni diverse hanno negato e alterato le verità fondamentali della nostra fede e in particolare per quanto riguarda la persona di Gesù. l’apostolo Paolo ha dato tutto se stesso, fino al martirio, per annunciare e confermare con la sua stessa vita, la verità di Gesù, Figlio del Dio vivente, morto e risorto e ora operante i mezzo a noi. Lui stesso però ebbe il dispiacere di constatare che alcuni falsi profetai avevano già fatto deviare dalla strada giusta alcuni cristiani da poco convertiti. Interessante quello che scrisse nella sua Lettera ai Galati: “Mi meraviglio che così in fretta, da colui che vi ha chiamati per la grazia di Cristo, voi passiate a un altro Vangelo” (Gal.1,6). Oggi la situazione non è cambiata, anche per molti che hanno ricevuto a suo tempo il Battesimo.Non tocca a noi giudicare chi ha tradito il Vangelo, ma senza perdere tempo, con piena coscienza e deliberato consenso riconfermiamo la nostra fede in Gesù Cristo che ci ha salvato e che continua a farci dono della sua persona.
Maria ci aiuti ad essere dei veri testimoni della vita e delle opere di Gesù.
Vangelo di Marco 4,38
“MAESTRO, NON T’IMPORTA CHEÂ SIAMOPERDUTI ?” (Marco 4,38)
Ogni evento è stato per Gesù occasione per testimoniare la sua realtà di Verbo Incarnato, vero Dio e vero uomo. Quel giorno, “Congedata la folla, gli Apostoli presero Gesù con sé nella barca”…Ma durante la traversata del lago, “Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciarono nella barca, tanto che ormai era piena” (v.37). Il fatto fu talmente grave, che temevano ormai di affondare, mentre “Gesù se ne stava a poppa, sul cuscino e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: Maestro, non t’importa che siamo perduti? (v.38).
Più che una richiesta di aiuto è stata per loro una forma di scoraggiamento, avevano perso la speranza di salvarsi. Essi in quel momento hanno dubitato della reale potenza di Gesù e dell’aiuto che egli avrebbe potuto dare. Significativa la domanda: “Non t’importa che siamo perduti?” Con loro grande sorpresa, “Gesù si destò, minacciò il vento e disse al mare: Taci, calmati. Il vento cessò e ci fu grande bonaccia” (v.39).Vedere cambiare tutta la situazione in un solo momento, li sorprese e furono a disagio;certamente grande la meraviglia per un intervento miracoloso e così tempestivo. “Furono presi anche da grande timore e si dicevano l’un l’altro: Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono? (v.41). Disagio, meraviglia e timore; grave è stata la loro poca fiducia nella Persona di Gesù.
- Mancanza di fede
Gli Apostoli ebbero la grazia di imparare tante cose stando con Gesù, ma la loro conversione non era ancora pienamente avvenuta. Sarà lo Spirito Santo che nel giorno della Pentecoste li renderà capaci di essere veramente uomini di fede, e cioè capaci di riconoscere la verità nelle Parole di Gesù e non in quello che umanamente potevano vedere e capire. Su quella barca non vi era soltanto Gesù vero-uomo, ma Gesù vero-Dio, quindi non era possibile che il vento e le onde potessero farlo affondare. In quel momento, è veramente mancata la fede in Gesù.
Gesù, compiuto il miracolo, non ha risparmiato agli apostoli un severo richiamo: “perché avete paura, non avete ancora fede?” (v.40). E’ proprio con la loro paura che hanno dimostrato di non avere fede. E’ la paura che abbiamo anche noi quando di fronte a realtà che superano le nostre facoltà mentali, ci fermiamo, lasciamo spazio al dubbio. Si manca di umiltà e cioè non ci rendiamo conto che umanamente abbiamo tante belle facoltà , ma che non tutto siamo in grado di capire. Mentre se siamo umili, allora ci affidiamo al vero Maestro e a quello che ci dice con le Parole e con il suo esempio.
- “Chi è dunque costui?”
Non si può amare ciò che non si conosce. Questo dovrebbe essere uno dei nostri impegni come cristiani e cioè migliorare la conoscenza di Gesù. Giova molto, per conoscere Gesù, la lettura del Vangelo. Un buon canale per conoscere meglio Gesù, è l’Adorazione Eucaristica. Nel silenzio e nel raccoglimento si arriva a percepire aspetti nuovi di quello che Gesù è, e di quello che fa per noi; si entra gradualmente nel segreto del suo essere. Gesù è un “Tesoro nascosto”, ma non è facile scoprire la preziosità di questo “Tesoro”. Sempre dovremmo invocare l’aiuto dello Spirito Santo perché sia Lui a fare luce sulla Persona di Gesù. Da parte nostra, è importante avere un “cuore aperto” ai doni che ci vengono dati per arrivare a una “sintonia” con tutte le realtà che riguardano la vita spirituale. Avere un “cuore aperto” vuol dire essere completamente liberi dal peccato e da tutto ciò che conduce al peccato. Bisogna insomma evitare certe occasioni e certi comportamenti che sono occasione di peccato. L’augurio è di essere perseveranti nella ricerca del “volto di Gesù”, così da arrivare gradualmente ad una coscienza di Lui così ricca e preziosa da poterlo avere come persona che occupa tutto lo spazio del nostro cuore. Maria, la nostra cara mamma celeste, è la persona che più di ogni altra ci può aiutare ad avere di Gesù, suo Divin Figlio, un conoscenza che innamora e cha fa innamorare.
Vangelo di Marco 14,27
“DORMA O VEGLI, DI NOTTE O DI GIORNO, IL SEME GERMOGLIA E CRESCE. COME, EGLI STESSO NON LO SA”  (Marco, 14,27)

La vita che vediamo nella natura, con tutte le sue leggi, è un segno della sapienza e della potenza del Creatore. Quante cose belle sono presenti ai nostri occhi, ma noi non sempre le sappiamo apprezzare. Meno ancora, siamo capaci di conoscere come fanno certi fiori e piante a crescere, giorno dopo girono. Tutto avviene in silenzio: “Dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come egli stesso non lo sa”. Questa crescita silenziosa e quotidiana che avviene nella natura, è sperimentabile anche per noi creature umane. Siamo concepiti; si nasce, si cresce, si matura, ma come tutto questo proceda così perfettamente, poco sappiamo. Ancora più carica di mistero è la nascita, la crescita e la maturazione della vita spirituale. Sappiamo dalla Bibbia che Dio Creatore ci ha voluto in un certo modo: “Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza” (Gen.1,26). Ma una cosa ancora più importante, si legge nel secondo capitolo della Genesi: “Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente” (Gen. 2,7). Essere delle persone viventi, vuol dire essere in grado di stabilire, giuste, armoniche ed equilibrate relazioni, con la natura, con le persone e con Dio stesso. Questo è il grande mistero del nostro essere creature umane.
- Il prezioso dono della libertÃ
Come creature umane, abbiamo tante facoltà importanti, ma nel creato siamo le uniche che dispongono di un dono prezioso e estremamente delicato; è il dono della libertà . E’ un dono per cui se gestito bene e cioè nell’obbedienza alla volontà di Dio, tutto quello che facciamo diventa amore. Purtroppo, invece, avviene che la libertà a volte è gestita male e cioè senza nessun rispetto a ciò che il Signore ha stabilito per il nostro cammino qui sulla terra. Così è di quelle persone che credono di essere autosufficienti, in grado di fare tutto con le proprie forze e quindi si sentono libere di trasgredire a quelle regole di vita che sono fondamentali per tutti.
Un tale comportamento, complica la vita per se stessi e causa una serie di disordini e di violenze che fanno soffrire molte persone. Questa forma di ribellione, provoca poi un grave danno anche all’ambiente in cui viviamo e può alterare le condizioni del clima, ma anche la buona crescita di certi prodotti alimentari, con gravi pericoli quindi per la salute umana.
- La strada dell’Amore
Quando, come persone, impostiamo la nostra vita, in obbedienza alla volontà del Creatore, gradualmente si raggiunge una maturità umana, con effetti positivi in tutti i sensi. I primi frutti che possiamo riscontrare in termini concreti, anche in noi stessi, sono quelli indicati da San Paolo nella Lettera ai Galati: “Amore, gioia e pace” (Gal.5,22). Queste tre condizioni di vita, sono come un “termometro” che stanno a indicare come stiamo vivendo la nostra vita.
Quando invece si manca all’obbedienza alla Parola di Dio, quando si vive in peccato mortale, non esiste l’amore, ma l’aridità , si perde la incapacità di vivere buone relazioni e si arriva a odiare il prossimo. Dove non c’è amore, manca la gioia e la capacità di gustare la bellezza delle piccole cose, la bellezza di un fiore. Senza Amore si diventa ansiosi e inquieti, molte volte senza motivo, si perde la pace per cose insignificanti. Tutto questo, ci fa comprendere quello che ha detto Sant’ Agostino: “Siamo fatti per Te,Signore, ed è inquieto il nostro cuore finché non riposa in Te”.
- Verso la maturitÃ
Il nostro cammino sulla terra, deve essere vissuto in modo da arrivare a una vera maturità , tanto importante per affrontare nel modo giusto gli eventi della vita. Ogni giorno abbiamo dei compiti da svolgere, che dovremmo affrontare con competenza. Procediamo comunque con fiducia, sapendo che non siamo soli; Gesù, da Buon Pastore, ci assiste e cammina accanto a noi.
La persona matura sa affrontare i vari problemi con pazienza, sa aspettare e sopportare ciò che avviene nella vita qui sulla terra. Il Cristiano deve avere poi una maturità non soltanto umana, ma spirituale e cioè essere in grado di vivere la vita sempre e solo in perfetta sintonia con Gesù.
– Maria è la persona che ha raggiunto pienamente questa maturità spirituale. A lei ci rivolgiamo perché come nostra cara mamma, ci aiuti a vivere sempre in sintonia con Gesù .
Vangelo di Marco 14,22
“MENTRE MANGIAVANO, PRESE IL PANE E RECITO‘ LA BENEDIZIONE, LO SPEZZO’ E LO DIEDE LORO, DICENDO: PRENDETE, QUESTO E’ IL MIO CORPO” Â Â Â Â Â Â Â Â (Marco 14,22)

Grande e santo fu quel giorno in cui Gesù, nella Sinagoga di Cafarnao, al termine di una discussione, testimoniò sulla sua presenza come Pane disceso dal cielo. Nonostante l’ostilità di molti ascoltatori, Gesù con la sua Parola Divina, disse: “Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io vi darò è la mia carne per la vita del mondo” (Gv.6,51). A queste parole tutti furono stupiti e increduli, ma Gesù confermò la sua dichiarazione e aggiunse: “In verità , in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita” (Gv. 6,53). Dopo queste parole proclamate con tanta solennità , tutta l’assemblea rimase sconvolta. “Gesù, sapendo dentro di se che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: Questo vi scandalizza? (Gv.6,61). Certamente, la prima risposta fu un silenzio intercalato da molte mormorazioni: “Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con Lui. Disse allora Gesù ai Dodici: Volete andarvene anche voi ?” (Gv.6,67). Oggi, Gesù rivolge a ciascuno di noi la stessa domanda, alla quale siamo chiamati a dare con sincerità la nostra risposta.
- Il coraggio della veritÃ
Gesù è Dio, pertanto non si limita ad ascoltare le nostre parole, ma legge fino in fondo al cuore e sa bene quello che pensiamo. Sia la nostra risposta umile e sincera sull’esempio di Pietro che in quel momento disse: “Signore da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio (Gv.6,67). Questo è l’atto di fede che come Cristiani dobbiamo fare, senza aspettare e pretendere di comprendere con la nostra mente una verità così importante. A Gesù, dobbiamo manifestare piena e incondizionata fiducia nel valore, nell’autorità e nella autorevolezza della sua Parola. E’ la sua Parola che conta e quindi, una Parola che va accolta con tutta la nostra disponibilità , senza ritardi e senza perplessità va messa in pratica.E’ doveroso poi prendere atto dei numerosi Miracoli Eucaristici che la storia ha registrato e che anche ai nostri tempi avvengono. Chi rinnega queste testimonianze, cade in un grave peccato.
- L’istituzione della Santa Eucaristia
L’annuncio che Gesù ha dato a Cafarnao ha trovato conferma, quando al termine dell”ultima Pasqua che ha vissuto con gli Apostoli nel Cenacolo: “Prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro dicendo: Prendete, questo è il mio Corpo. Poi prese il calice e rese grazie, e disse: Questo è il mio Sangue, il Sangue dell’Alleanza, versato per molti” (vv.22-24). Questo è il Miracolo che ha segnato la storia dell’umanità di ieri e di oggi.
Ogni giorno il Sacerdote, non per quello che umanamente è, ma in forza dell’Ordine Sacro che ha ricevuto, ogni giorno pronuncia sull’altare le stesse Parole di Gesù e miracolosamente quel pane diventa il Corpo di Gesù e quel vino, nel calice, diventa il Sangue di Gesù. Questo evento, viene chiamato “Transustanzazione”, che significa “cambiamento della sostanza”.
- L’Amore che si fa cibo
Quello che Gesù ha compiuto e sta compiendo nel tempo, è un atto di Amore che solo in Paradiso potremo comprenderlo pienamente. Chi avrebbe mai pensato di poter stare alla presenza di Gesù; poter dialogare con Lui; essere da lui accolti e perdonati per le mancanze commesse; protetti e guidati come Buon Pastore; uniti a Lui come il tralcio alla Vite. Questo è ciò che Gesù offre a noi ogni giorno. Mai però si poteva pensare, di potersi nutrire del suo Corpo e di poter bere il suo Sangue. Questo è un Amore “eroico”! Cosa possiamo fare per corrispondere a un Amore così delicato, intenso, straordinario? La prima cosa è CREDERE in questo Sacramento. Coscienti che Gesù è Dio, ADORARLO con tutte le facoltà che abbiamo. A testimonianza di un Amore così grande, accoglierlo con tutto l’AMORE che sappiamo esprimere. Come RINGRAZIMENTO agire sempre in piena obbedienza alla sua volontà . Come credenti in questo Amore di Gesù, è cosa buona trovare del tempo per stare silenziosamente in ADORAZIONE davanti a Gesù presente in quell’Ostia Consacrata e solennemente esposto proprio per l’Adorazione.
Coscienti della nostra povertà , invochiamo l’aiuto di Maria, sia lei a presentarci al suo Gesù.
Meditazione sulla TrinitÃ
GLORIA AL PADRE, AL FIGLIO E ALLO SPIRITO SANTO.

- Gesù, è un Tesoro! Poco conosciamo di quello che ha fatto e continua a fare per noi. limitata è la conoscenza sul valore del Sacrificio che ha accettato e vissuto per salvare l’umanità . La sua Presenza nell’l’Eucaristia che possiamo Adorare e ricevere, è di un valore inestimabile. Tutto questo e per quello che ancora non conosciamo, possiamo affermare ad alta voce che la sua Persona è veramente un tesoro nascosto.
- Altrettanto possiamo e dobbiamo dire di Dio Padre, che ha creato il cielo, la terra e tutte le cose visibili e invisibili. E’ opera delle sue mani tutta la realtà dell’universo, che conosciamo così poco di quello che realmente è, soprattutto riguardo alla precisione di tutti i movimenti e delle rotazioni dei pianeti e delle galassie all’interno del loro ambito. E’ una meraviglia!
- Così è della Persona Divina dello Spirito Santo che fin dalle origini “Aleggiava sulle acque” (Gen.1,2); Grande fu la sua azione nel tempo quando ha ispirato e guidato l’azione dei Profeti. Mirabile il suo intervento in Maria, che ha concepito per opera sua. Straordinaria fu la sua azione nella Pentecoste, rinnovando la vita degli Apostoli e oggi continua a sostenere e guidare la storia della Chiesa e il cammino di ogni singolo fedele che a Lu si affida.
- Il mistero della Santissima Trinità Noi siamo, grazie a Dio, creature fatte a immagine e somiglianza di Dio, con capacità e talenti molto importanti e preziosi, ma pur sempre creature con limiti e fragilità che personalmente sperimentiamo. Conosciamo tante cose, ma non tutto, infatti cosa sappiamo dire dell’universo? Conosciamo tutta la fauna e la flora degli oceani? E di tutto quello che avviene nel nostro cervello, mentre noi pesiamo e operiamo? Cosa dire del nostro cuore che non si ferma mai, nè di giorno nè di notte? Prendiamo quindi coscienza dei nostri limiti è con umiltà riconosciamo che esistono tante altre realtà , ma che non sono a noi percepibili; questo e ancora di più quindi riguardo al mistero della Santissima Trinità . A poco servono i nostri tentativi per arrivare a comprendere il grande mistero dell’unico Dio in tre Persone, uguali e distinte.
La gioia che dovremmo invece sperimentare è di essere continuamente beneficati dal Padre che ci ha creati; dal Figlio che ci ha redenti e dallo Spirito Santo che ci santifica.
- Lode e onore alla TrinitÃ
E’ nel segno del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo che dovrebbe iniziare ogni nostra azione. Come creature, dovremmo esprimere alla Santissima Trinità , tutta la nostra riconoscenza per i doni già ricevuti e che possiamo ogni giorno ricevere. Grande dono è già il fatto della vita che il Padre ci ha dato; prezioso è il dono di essere stati liberati dal peccato con il Sacrificio di Gesù. Oggi possiamo migliorare sempre di più la nostra vita spirituale con l’efficace azione dello Spirito Santo. Per questi e altri preziosi doni che abbiamo ricevuto, dobbiamo alla Santissima Trinità la massima riconoscenza, anche se nessuna parola e nessun gesto può bastare per dire grazie.Quello che possiamo fare è di essere fedeli a ciò che ci viene richiesto come Cristiani, e cioè credere alle verità rivelate; essere obbedienti ai Comandamenti che Dio ci ha dato e condurre una vita ogni giorno arricchita di opere di carità , in un contesto di perseverante Amore.
- Atto di affidamento alla Santissima TrinitÃ
Per esprimere una lode adeguata alla Santissima Trinità , facciamo nostra la preghiera cheSuor Elisabetta della Trinità ha formulato in un momento di particolare intimità con Dio. E’ una preghiera ispirata e comunque nata da una persona intimamente unita alla Santissima Trinità .
– O mio Dio, Trinità che adoro, aiutami a dimenticarmi completamente, per dimorare in Te, immobile e quieta come se la mia anima fosse già nell’eternità ! Che niente possa turbare la mia pace o farmi uscire da Te, mio immutabile, ma che ogni istante mi conduca più addentro nella profondità del Tuo mistero. Pacifica la mia anima, fa di lei il tuo cielo, la tua dimora amata e il luogo del tuo riposo: che io non ti lasci mai solo, ma che sia là tutta intera, completamente risvegliata nella fede, tutta adorante, tutta abbandonata alla tua azione creatrice”.
Maria ci ottenga la grazia di riuscire a vivere come indica questa preghiera e con semplicità , arrivare a compiere un atto di affidamento, di tutta la nostra vita alla Santissima Trinità .
Atti degli Apostoli 2,3
“APPARVERO LORO LINGUE COME DI FUOCO,
CHE SI DIVIDEVANO E SI POSARONO SU
 CIASCUNO DI LORO” (Atti 2,3)

La festa della Pentecoste è una particolare occasione per prendere coscienza di quanto lo Spirito Santo ha fatto e continua a fare per la nostra salvezza. Tutta l’azione dei Profeti è stata voluta e sostenuta dallo Spirito Santo. Nel Nuovo Testamento, particolarmente straordinario e determinante è stato il suo intervento riguardo alla Incarnazione del Verbo e poi dopo la Pasqua, sugli Apostoli, riuniti nel Cenacolo con Maria, con un miracolo che ha segnato per sempre la vita degli Apostoli: “Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa in cui si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro” (vv.2-3).
Da quel momento gli Apostoli. rinnovati e “Colmati di Spirito Santo, cominciarono a parlare in altre lingue” (v.4). Per loro non fu soltanto la capacità di parlare lingue diverse, ma furono sull’istante capaci di avere chiara nella mente la storia della Salvezza e soprattutto una forza particolare nel proclamare tutto quello che Gesù aveva detto e fatto nei tre anni della sua missione in Palestina. Da considerare poi che a conferma della loro predicazione, molti sono stati i miracoli che nel nome di Gesù, loro stessi hanno compiuto. A conferma della potenza spirituale ricevuta, significativo è stato il fatto di Pietro, che dopo un suo primo discorso alle folle, “Coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone” (v.41). Sappiamo bene tutti quanto sia difficile portare alla conversione una sola persona, in quella circostanza, solo Colui a cui “Nulla è impossibile” (Lc.1,37). ha potuto operare una vera conversone per tante persone e in un solo giorno.
- Vieni padre dei poveri
Nella Sequenza dello Spirito Santo, una delle significative invocazioni che vengono pronunciate, dice: “Vieni padre dei poveri”. Effettivamente questa è la nostra condizione. E’ vero che abbiamo ricevuto fra i vari Sacramenti anche la Cresima, ma noi siamo ancora tanto poveri spiritualmente. La Cresima è stato il giorno in cui lo Spirito Santo ha seminato nella nostra anima sette doni particolari, che però devono trovare nel corso della vita la piena maturazione.
- Sapienza: come capacità di distinguere le cose buone da fare e le cose cattiva da evitare.
- Intelletto: è la capacità di interpretare la natura buona o cattiva dei vari eventi della vita.
- Consiglio: è un particolare aiuto per quanto riguardala la scelta della nostra vocazione.
- Fortezza: è avere la forza per essere perseveranti nella fede, anche nelle tentazioni.
- Scienza: è la grazia che apre la nostra mente alla comprensione delle verità della Fede.
- Pietà : è l’Amore per Dio e il rispetto e la carità che dobbiamo avere verso il prossimo.
- Timor di Dio: è lo stupore che dovremmo avere di fronte alla grandezza e potenza di Dio.
- Nella Lettera ai Galati (5,22) Paolo esorta i Cristiani ad essere docili all’azione dello Spirito,
Lui stesso poi indica quali sono i frutti che nascono in coloro che gli sono veramente fedeli:
“Amore, gioia, pace, magnaminità , benevolenza, bontà , fedeltà , mitezza e dominio di se”.
Queste preziose parole dell’Apostolo Paolo, devono diventare per tutti come un “termometro” per la nostra vita; in particolare riguardo ai primi tre frutti: Amore, pace e gioia. Se il nostro comportamento è in obbedienza alla volontà di Dio; se veramente dimostriamo di Amare Dio e il prossimo; se nel cammino della nostra vita lavoriamo con grande senso di responsabilità e con la dovuta competenza, questi tre frutti saranno sempre più evidenti. Dove invece regna il peccato allora tutto si oscura e al posto dell’Amore nasce l’odio; al posto della gioia la tristezza e al posto della pace un continuo conflitto con se stessi e con il prossimo.
Una parola va spesa riguardo al Dominio di se. Questo frutto è della persona che riesce a tenere sotto controllo i propri sensi e tutte le tentazioni che il demonio scatena su di noi.
Non dobbiamo lasciarci impressionare dal sentire certi stimoli o provocazioni cattive; ciò che conta è saper dire no al male e si al bene. Per arrivare a vivere in questo modo, non basta la buon volontà , determinante è l’azione dello Spirito Santo, che ogni giorno dobbiamo invocare.
Maria ci aiuti ad essere sempre persone umili e obbedienti all’azione dello Spirito Santo.


