Commento Vangelo Marco 10,9
“L’UOMO NON DIVIDA QUELLO CHE DIO HA CONGIUNTO”

Un grande dono il Signore ha concesso alla creatura umana: il dono della “libertà”. Un atto di Amore, perché sia tale, deve essere compiuto in modo “libero”; se invece è compiuto per forza, anche se fatto bene, non è certo un atto di Amore. Questo prezioso dono della libertà, è allo stesso tempo però un’arma a doppio taglio. Il Signore ci ha dato delle precise indicazioni per impostare e vivere bene la nostra vita qui sulla terra, sono i Comandamenti, sono le Beatitudini e tante preziose norme di vita che troviamo nei Vangeli. Se noi siamo obbedienti a queste norme di vita, sperimentiamo gioia, pace e amore. La persona che obbedisce cresce e matura bene sia umanamente che spiritualmente. Quando invece, in nome di una presunta libertà, pensiamo di poter gestire la vita come si vuole e cioè disobbedendo al Creatore, allora si costruisce una casa che alla prima pioggia crolla.
- Falsi profeti. La storia ha registrato più volte la voce di persone che pensano di essere uniche depositarie della verità e dotate di una particolare intelligenza per cui si sentono autorizzate a suggerire e dettare leggi di vita, che sono invece leggi di morte, o comunque, che impoveriscono la persona, anziché aiutarla a crescere.
– Altri falsi profeti sono coloro che per egoismo e per cattiveria, seminano zizzania nel campo dove tutto era disposto per una semina del buon grano.
– Falsi profeti sono però anche quelle persone convinte di essere spiritualmente brave e cristianamente a posto, ma che non si rendono conto che la loro religiosità è fatta solo di pratiche esteriori, formali, abitudinarie, mentre mancano di una vera vita spirituale. Queste persone si saziano di un certo ritualismo e non si preoccupano di rinnovare e migliorare la propria fede nella Persona di Gesù e nell’obbedienza alla sua Parola.
- Dio non cambia. Riguardo al matrimonio Cristiano, Gesù, rispondendo a dei farisei che lo avevano interrogato sulla possibilità che Mosè aveva concesso di avere in certi casi il divorzio, Gesù rispose: “Per la durezza del vostro cuore, egli scrisse per voi questa norma. Ma all’inizio della creazione Dio li fece maschio e femmina; per questo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie. Così non sono più due ma una cosa sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto“ (Mc.10.5-9).
Le disposizioni, i comandi del Signore non sono mutevoli con i tempi e le mode di questo mondo: Dio non cambia. Quando invece l’uomo, abusando della sua libertà, disobbedisce al comando di Dio, cercando di modificare la Legge Divina, prima o poi ne paga le conseguenze. Oggi non dobbiamo dare la colpa a Dio se a causa del divorzio, si complica la vita per tante persone e soprattutto per i figli di questi separati. Anche l’andamento della società, viene alterato come conseguenza di questi disordini.
Il vero cristiano deve avere il coraggio di resistere alle tentazioni del mondo e di saper accettare con perseveranza e con fede, i sacrifici che la vita familiare comporta.
- Il bene e’ più forte del male. La situazione storica che oggi viviamo, per tanti motivi può facilmente portarci allo scoraggiamento. Non dobbiamo dimenticare che i conti si devono fare con Dio. Non siamo delle persone abbandonate, dimenticate, Dio è Padre, Gesù è il nostro Pastore e lo Spirito Santo non sta certo a guardare dalla finestra. Il peccato, la ribellione dell’uomo a Dio, avranno un giorno la loro sentenzadi morte. E’ il bene, è l’Amore che ha storia, non il male; l’azione del demonio avrà una definitiva eliminazione. L’Apocalisse parla apertamente della “Città Santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio” (Ap. 21,10). I tempi e i modi con cui Dio porterà a termine il suo progetto d’Amore e quindi il trionfo del bene, non li conosciamo. Come cristiani dobbiamo essere certi del compimento delle promesse fatte da Dio e quindi vivere il quotidiano nella speranza, anche se ancora siamo immersi fra tanti pericoli.
- Vigilare e pregare. Ogni giorno può essere quello fatale, ma in attesa di questo giorno, è importante vigilare e pregare. L’impegno della preghiera non deve essere soltanto per noi, ma in particolare per le tante persone che si trovano nella tempesta e ancora non sono raggiunte da quei soccorsi spirituali di cui hanno tanto bisogno.
Chiediamo a Maria che sostenga con la sua materna protezione le persone che soffrono.
Vangelo di Marco 9,33
” QUANDO FU IN CASA, CHIESE LORO: DI CHE COSA STAVATE DISCUTENDO PER LA STRADA?ED ESSI TACEVANO”. (Marco 9,33)

I Discepoli ascoltando le predicazioni di Gesù, avevano ormai compreso che Lui stava iniziando una grande opera, un vero ”regno”. Sentendo quelle sue belle Parole, veniva spontaneo in loro anche domandarsi quali posti avrebbero occupato un giorno in questo “regno”. Non era ancora arrivato il dono dello Spirito Santo, per cui la comprensione del messaggio di Gesù, era per loro ancora molto limitata. Tutto è cambiato con l’intervento dello Spirito Santo nel giorno della Pentecoste. Anche noi, oggi, abbiamo bisogno dell’azione dello Spirito Santo per arrivare ad essere persone che credono fermamente in tutto quello che Gesù ha fatto e continua a fare per l’avvento del suo Regno. Che lo Spirito Santo ci aiuti ad essere persone che non si limitano a vivere una certa “religiosità”, ma che abbiano una vera fede nella sua reale Presenza di Gesù nella Santa Eucaristia.
> “Ed essi tacevano”
Un forte disagio devono aver vissuto i Discepoli, quando si sono visti scoperti di tutto quello che avevano discusso lungo la strada. Disagio, vergogna, ma anche un senso di paura per quella potenza misteriosa di Gesù che sapeva conoscere i loro pensieri e le loro azioni anche da lontano. Questa conoscenza, che avviene nel segreto delle persone, è possibile solo a Gesù che non è soltanto uomo ma che è Dio da sempre. Santi o peccatori, poveri o ricchi, tutti siamo conosciuti dal Signore. Ogni nostra azione, è presente a Lui. Un giorno, parlando di se stesso, si presentò dicendo di essere per noi il Buon Pastore e come tale, di essere in grado di conoscere le sue pecore, una per una. La sua è stata una dichiarazione di ciò che veramente avviene; è un conoscenza di tutto il nostro essere e di tutto il nostro agire. Questo non deve intimorirci, perché siamo conosciuti e presenti da una Persona che ci vuol bene e che non ci guarda solo per giudicare quello che facciamo, ma che ci aiuta correggere certi nostri errori. Come cristiani, dobbiamo quindi considerare una grazia quella di essere sempre sotto lo sguardo di Gesù, che è Dio, e che ci ama molto più di quello che noi pensiamo.
> Il forte richiamo di Gesù
Gesù è il nostro grande Maestro. Ogni evento della vita, Gesù l’ha sempre considerato come possibilità per una nuova catechesi; così è stato anche in quel giorno. Richiamato i discepoli sul loro comportamento così superficiale, ecco allora il suo insegnamento: “Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti” (v.35.). Quanta sapienza e saggezza in queste Parole. Mettersi all’ultimo posto; non esigere di essere servito, ma essere noi a servire, è saggezza umana. Un tale comportamento noi lo vediamo nelle nostre mamme, che tanto si sacrificano per non lascare mancare niente ai loro figli. Questa è la strada che Gesù indica a coloro che intendono seguirlo. La casa importante è che questo modo di essere non rimanga “lettera morta”, ma che sia concretamente vissuto.
> L’esempio di Gesù
Gesù insegna con la sua vita. Così disse un giorno: “Il Figlio dell’uomo, infatti, non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la vita in riscatto per molti” (Mc.10,45). Quello che ha detto, lo ha fatto. Sappiamo bene come già al momento della sua Incarnazione, Gesù ha testimoniato di essere per noi un vero miracolo che è valso per il riscatto dei nostri peccati. Quanto preziosa ed efficace è stata poi la sua missione di predicazione nei tre anni per tutta la Palestina. Un vero segno di Amore eroico, è stato l’aver accettato la sofferenza e la morte in Croce. Da considerare poi ancora, con grande attenzione e riconoscenza, è il prezioso dono che Gesù ha voluto per noi con la Istituzione della Santa Eucaristia. Sull’esempio di Gesù, che ha fatto dono di tutto se steso per noi, per la nostra salvezza, cerchiamo di essere anche noi per il prossimo non persone che ambiscono posti di onore, ma che si impegnano nel servizio e accettano anche di essere incompresi, nonostante il bene fatto generosamente.
Maria ci aiuti ad essere persone che con generosità offrono la vita come servizio al prossimo.
Vangelo di Marco 9,39
NON C’E’ NESSUNO CHE POSSA FARE UN MIRACOLO NEL MIO NOME E SUBITO POSSA PARLARE MALE DI ME” (Marco 9,39).

La Sorgente del bene, della Grazia e dei miracoli, è una sola. Gesù conferma questo con parole molto chiare: “Non c’è nessuno che possa fare un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me”. Queste Parole di Gesù ci fanno capireche soltanto se siamo in comunione con Lui, o comunque se desideriamo ardentemente cercare una relazione con Lui, possiamo fare del bene e anche miracoli, se il Signore lo permette. Purtroppo, oggi siamo in un contesto sociale in cui praticamente dilaga il peccato e forme di vita cristiana non proprio esemplari. Non ci dobbiamo comunque scoraggiare, ma rinnovare ogni giorno la nostra fiducia in Gesù.
L’importante è che ognuno faccia tutto il possibile per vivere una vita non fatta soltanto di comportamenti “religiosi”, ma che sia una vita di vera fede e cioè una persona che riconosca tutto il valore e la preziosità che ha la Parola di Gesù e a questa obbedisca. E’ importante quindi dare oggi alla nostra vita una giusta impostazione ed essere perseveranti nel compimento del nostro dovere; il resto, lo fa il Signore. Ecco allora alcune indicazioni pratiche:
- Vivere in grazia di Dio. Non si può pensare di costruire qualcosa di positivo, se il nostro cuore è soffocato dal peccato. Il tralcio di una vite, potrà dare frutti se rimarrà una cosa sola con la Vite, e nella misura in cui accetterà le dovute e inevitabili potature. Una vita in “Grazia di Dio”, è il primo passo da compiere per un cammino di fede.
- Crescere e maturare. Un bambino, già dal momento della sua nascita, ha bisogno di tanta assistenza perché possa crescere e crescere bene. Sappiamo poi quanto sia importante già nei primi mesi e nei primi anni, dare a lui una giusta e adeguata educazione non soltanto fisica, ma anche spirituale. Non possiamo dimenticare che siamo corpo e spirito e questo ci deve far comprendere che per una buona ed equilibrata vita umana, non dove mancare un processo educativo anche spirituale.
- “Lui deve crescere, io invece diminuire” (Gv.3,30). Giovanni Battista, quando i suoi discepoli un giorno gli hanno fatto notare che le persona andavano più da Gesù che da lui, così rispose: “Lui deve crescere, io invece diminuire”. Questa è una indicazione preziosa per chi veramente intende fare un serio cammino spirituale. Dovremmo imparare a fare spazio a Gesù nella nostra vita e non rimanere legati a tante esigenze che non sempre sono per la gloria di Dio, ma solo per una certa riuscita di alcuni nostri progetti umani. Lasciamoci “plasmare” da Gesù e allora la vita crescerà bene; sia Lui a programmare la nostra vita.
- Vivere la Presenza di Gesù. Viviamo purtroppo sommersi da tanti problemi della vita quotidiana, per cui è comprensibile anche una certa preoccupazione di fronte a situazioni dolorose, ma impariamo ad affrontare gli eventi della vita non da soli. Gesù ci ha assicurato la sua Presenza: “Sono con voi tutti i giorni”. Pensiamo al prezioso dono della Parola che ci offre nei Vangeli e in particolare alla sua quotidiana Presenza nella Santa Eucaristia. Siamo certamente liberi di pensare e operare come desideriamo, ma ben diverso è pensare e operare con Gesù. A volte noi perdiamo il “sapore” delle cose del Cielo, perché troppo occupati e preoccupati delle cose della terra. La preghiera, la meditazione della Parola di Dio, l’Adorazione Eucaristica, dovrebbero sempre trovare un giusto spazio nelle nostre giornate. Se facciamo così, il carico che portiamo ogni giorno, sarà molto alleggerito.
- Evitare il male e fare il bene. Doveroso per tutti evitare il peccato, ma non meno doveroso per ogni cristiano è fare il bene, e compiere atti di carità. San Giacomo diceva che “La fede senza le opere è morta” (Giac.2,26). Al termine della giornata ci dovremmo porci una domandai: “oggi che cosa ho fatto per gli altri?”. Impariamo a donare e donare con gioia!
Chiediamo a Maria che ci aiuti a vivere i giorni di questa vita terrena, rivolti alle cose di lassù.
Vangelo di Marco 8,31
“E COMINCIO’ A INSEGNARE LORO CHE IL FIGLIO DELL’UOMO DOVEVA SOFFRIRE MOLTO, ED ESSERE RIFIUTATO DAGLI ANZIANI, DAI CAPI DEI SACERDOTI E DAGLI SCRIBI, VENIRE UCCISO E, DOPO TRE GIORNI, RISORGERE” (Marco 8,31)

Gesù per tre volte ha annunciato ai suoi discepoli come si sarebbe conclusa la sua missione qui sulla terra
(Vedi: Marco 8,31; Matteo 16,21 e Luca 9,22).
Nessuno di noi conosce come e quando sarà il giorno in cui si concluderà la nostra vita sulla terra. Se fosse conosciuta la data della nostra morte, penso che potremmo essere in ansia già da questo giorno.
Gesù invece, per tre volte parla apertamente delle condanna che avrà, di quali sofferenze e umiliazioni dovrà subire, della sua morte che sarà in Croce e poi del mirabile evento della sua Risurrezione. Avere una coscienza così chiara dei fatti che lo riguardano, conferma la sua straordinaria forza morale, data certamente dal suo essere non soltanto un uomo, ma veramente Dio da sempre. Potente è straordinaria è quindi la persona di Gesù.
- “Il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto“
Gesù ci ha salvati e continua la sua opera di salvezza, non con semplici parole, ma con il suo Sacrificio. Troppo facilmente noi dimentichiamo il prezzo del nostro riscatto, di tutto quello che ha comportato nel momento della sua cattura; la condanna a morte, le pesanti vessazioni, le vergognose umiliazioni e dopo la flagellazione il viaggio al Calvario con la croce sulla quale è stato poi fissato con dei laceranti chiodi. Come avrà fatto Gesù a resistere a tanta sofferenza? E le tre ore in queste condizioni prima di dare l’ultimo respiro, come Gesù le ha vissute?
E’ un vero peccato non riflettere e non meditare sul prezzo che Gesù ha pagato per aprire le porte del Paradiso all’umanità intera. Almeno quando preghiamo il Rosario con i misteri dolorosi, cerchiamo di non pronunciare solo delle semplici parole, ma facciamo il possibile per comprenderne il significato di quella sofferenza, accettata e vissuta per Amore nostro.
- Il mistero della sofferenza in Gesù
Noi, creature umane, viviamo la sofferenza fisica e morale, così con le risorse che la natura ci concede, certamente oltre a un certo livello, tutto crolla. Quello che invece possiamo cogliere nella sofferenza di Gesù, ma anche della sua mamma, che lo ha seguito fino al momento della morte, è che tutto è avvenuto non solo come sofferenza così estrema, fine a se stessa, ma fortemente motivata per uno scopo ben preciso. Gesù sapeva bene che tutto il sacrificio che stava vivendo era per uno scopo altissimo e cioè la riconciliazione dell’umanità intera. Quello fu il prezzo pagato per riaprire le porte del Paradiso, Gesù quindi ha vissuto un Sacrificio con una carica di Amore che noi non dobbiamo mai dimenticare. Il suo è stato un atto di Amore così grande e così intenso, che oggi ci dovrebbe commuovere. La nostra incapacità di comprendere quanto Gesù ci abbia amato e che oggi continui ad amarci, va superata! Questa è davvero una tentazione assai pericolosa del demonio, che fa di tutto per nascondere, velare e se possibile annullare dalla nostra mente l’intenso Amore che Gesù ha per ciascuno di noi; un Amore che si è manifestato in un contesto di sofferenza così grande che per noi è difficile comprendere.
- “ E dopo tre giorni risorgere“
Una delle virtù, che come Cristiani dovremmo sempre avere e coltivare, è la speranza. Non è facile vivere questa virtù, quando le situazioni si cariano di disordine e di violenza. Anche Il momento storico che stiamo vivendo è difficile; io penso alle tante famiglie in difficoltà e con dolorose separazioni; oltre alle ingiustizie che riducono intere nazioni alla fame e alla miseria.
Al termine di questa storia di dolore, ecco però la Luce che Gesù accende parlando della sua Risurrezione: “E dopo tre giorni risorgere”. E’ su questa verità rivelata che si fonda la nostra speranza. La tempesta, che sembrava travolgere gli Apostoli sul lago di Tiberiade, è stata sedata dalla Divina Presenza di Gesù. Oggi Lui cammina davanti al suo gregge. Oggi Luici rassicura, che verrà il giorno del suo intervento definitivo del bene sul male. Il libro dell’Apocalisse parla chiaramente della “Gerusalemme celeste” che attende di accogliere nel suo grembo tutti gli uomini di buona volontà. In questo spirito, siamo chiamati a vivere il momento presente.
Chiediamo a Maria il suo intervento perché sia sempre presente in noi la certezza del Paradiso.
Vangelo di Marco 7,37
“PIENI DI STUPORE DICEVANO: HA FATTO BENE OGNI COSA: FA UDIRE I SORDI E FA PARLARE I MUTI” (Marco 7,37)

La presenza di Gesù suscitava stupore e meraviglia ovunque. La sua Parola era veramente illuminante e raggiungeva il cuore delle persone che venivano da ogni parte per ascoltarlo. Quello che Gesù diceva e insegnava, Lui stesso lo confermava con miracoli che entusiasmavano ancora di più le persone. Un giorno “Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano” (v.32). Gesù accettò questa richiesta e prese per mano il sordomuto e “lo condusse in disparte, lontano dalla folla”. Questa volta, Gesù, compì il miracolo con alcuni gesti significativi; “Pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua” (v.33). Era per compiere un duplice miracolo e cioè la guarigione dell’udito e della parola; due facoltà che sappiamo bene quanto siano importanti per noi. Dopo i due gesti, è seguito l’atto che ha determinato l’intervento miracoloso: “Guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: “Effatà”, cioè “Apriti” e subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente”(v.34).Questa è la potenza di Gesù, di ieri, di oggi e di sempre.
Un Miracolo, che oggi dovremmo considerare con più attenzione, è ciò che avviene ogni giorno sull’Altare nella Celebrazione della Santa Messa. Quell’ostia di pane diventa il Suo Corpo e quel vino il Suo Sangue. I numerosi miracoli Eucaristici, sparsi in tutto il mondo, lo confermano.
- “Guardando verso il cielo“
Significativo e commovente, è questo sguardo verso il cielo, che Gesù ha compiuto prima di pronunciare la Parola di guarigione. Certamente, dev’essere stato un momento di particolare intimità fra Gesù, il Padre e lo Spirito Santo. Ogni azione di Gesù, è sempre un’azione Trinitaria.
La potenza spirituale, che in quel momento Gesù ha manifestato, sicuramente è stata in parte percepita anche dal sordomuto, meravigliato e pieno di stupore. Quindi, quella guarigione, prima ancora di essere stata fisica, ha assunto un carattere spirituale. Questo è il dono che Gesù ancora oggi offre a noi. Con umiltà rivolgiamo tutto il nostro essere e il nostro pensiero a Lui, per essere risanati dalle nostre fragilità e debolezze umane. Il contatto con Gesù, nelle diverse forme in cui può avvenire, ha sempre in sé qualcosa di miracoloso e i Santi lo confermano.
- “Un sospiro e poi disse: “Effatà”, cioè “Apriti“
Cosa avrà voluto dire Gesù con quel “sospiro”? Noi non siamo in grado di comprendere ciò che è avvenuto in quel momento; forse, è stato un voler assumere in sé tutta la sofferenza di quell’uomo per trasformarla poi in un liberazione dal male che gli impediva di parlare e di udire.
Gesù, anche oggi, vede tutto ciò che in noi ostacola un certo cammino. Sono le situazioni in cui viviamo qui sulla terra che inquinano; molte volte, ci privano di esercitare bene le facoltà che abbiamo. Non è facile, infatti, ascoltare la Parola e annunciarla con forza e con gioia.
Gesù allora interviene e con la sua potenza Divina e pronuncia la miracolosa Parola: “Effatà”!
Sempre dovremmo rendere grazie a Gesù per questa potente liberazione che opera su di noi, nonostante la nostra indegnità. Un dono gratuito, un atto di Amore, questo è ciò che ha offerto a quell’uomo e che Gesù desidera offrire anche a noi. Non perdiamo tempo nel considerare la nostra incapacità di ascoltare la sua Parola e la incapacità di testimoniarla anche con delle catechesi. Quello che possiamo e che dovremmo fare, è di accostarci a Lui, con le infermità che abbiamo e con piena fiducia accogliere il suo miracoloso intervento.
- “Apriti“
Gesù opera il miracolo, ma nel pieno rispetto della nostra libertà. Il sordomuto è stato portato a Gesù, da alcune persone che hanno voluto sinceramente aiutarlo. Quell’uomo si è lasciato guidare da queste persone, nella speranza di ottenere il miracolo, ma soprattutto si è messo con piena fiducia nelle mani di Gesù che su di lui ha compiuto gesti significativi. Ottenuto il miracolo, la gioia di poter udire e parlare, solo lui poteva manifestarla. Gesù, continua la sua opera di salvezza. E’ grande il suo desiderio di vederci persone capaci di ascoltare la sua Parola e ci chiede di annunciarla con fede. Sia questo il nostro modo di ringraziarlo per tutti i doni ricevuti.
Maria, è chiamata anche “Donna dell’ascolto”; a Lei chiediamo di essere “persone in ascolto”.
Vangelo di Marco 7,21
“DAL CUORE DEGLI UOMINI ESCONO I PROPOSITI DI MALE” (Marco 7,21)

Il dono della parola, la possibilità di comunicare fra di noi, è una facoltà che, come altre facoltà che abbiamo, va sempre gestita bene. Non sempre però questo avviene. Un giorno, Gesù, ribadendo ad una osservazione che alcuni Scribi e Farisei avevano fatto sul comportamento dei discepoli, che secondo loro non osservavano la tradizione degli antichi, disse loro: “Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me, invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini.” (v.6). Questo è stato un forte richiamo di Gesù, per far capire anche a noi che ciò che conta, è l’obbedienza alla Parola di Dio e non a certe “dottrine che sono precetti di uomini”. Anche noi dobbiamo stare attenti a non soffermarci troppo su modi di fare e di agire che sono frutto soltanto di una certa tradizione. Un esempio, è il fatto di certi gesti liturgici: inchini, genuflessioni, scambi della pace e altre cose che non soro rigorosamente dettate dalla Parola di Dio.
- “E’ dal cuore degli uomini che escono i propositi di male“
Gesù intende farci capire che ciò che conta è la trasparenza del nostro comportamento e cioè il modo con cui si agisce. Una persona si può comportare con tutte le formalità liturgiche che vengono proposte, ma poi, se di fatto parla male del prossimo; non sa perdonare; si comporta con superbia; con disonestà; non è sincera e si abbandona anche a spettacoli indecorosi, questo dimostra che non si sta comportando bene. “Queste cose cattive” dice Gesù vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo (v.23).Gesù ci vuole persone con piena coerenza fra quello che si dice e quello che facciamo. Agire in un certo modo per farsi vedere o perchè è scritto da certe leggi umane, però non avere un cuore puro e sincero, non solo non giova per un serio cammino spirituale, ma porta alla sterilità spirituale e ci fa perdere del tempo prezioso.
- Obbedienza alla Parola di Dio
La persona umile, non fa riferimento a quello che sente e che dice il mondo, ma fa tutto il possibile per essere obbediente alla Parola di Dio, ai suoi Comandamenti. Gesù vuole che il nostro cuore, la nostra mente, il nostro comportamento sia sempre in obbedienza alla sua Parola. Gesù vuole anche che il nostro cuore non sia lontano da Lui. Questo è un forte richiamo perchè impariamo, se pur gradualmente, a vivere rivolti e attenti a quello che Lui è, a quello che ha fatto e che continua a fare per noi. Gesù vuole un’attenzione alla sua Presenza. Lui che ha detto “Io sono con voi tutti i giorni”, certamente non può gradire che mentre Lui è sempre con noi, noi invece con tanta facilità lo lasciamo da solo, per dedicarci a compiti che non sono di nostra competenza o, peggio ancora, a certe attività che sono peccaminose. Un tale comportamento che “Rende impuro l’uomo”.
- Un umile affidamento
Vivere come Gesù, non è facile per nessuno. La difficoltà poi si accentua se si tratta di una conversione che arriva a un’età avanzata. Il demonio non si arrende nel perdere i suoi seguaci e quindi escogita ogni mezzo per riaverli con sè. La risalita da certe forme di vita non buone, comporta sacrificio e tanta umiltà. Allora un comportamento utile ed efficace per riuscire a camminare con perseveranza nell’obbedienza alla Parola di Dio, è compiere un vero gesto di umiltà. Si tratta, cioè, di riconoscere le colpe passate ma anche confessare tutta la fragilità che abbiamo al momento presente. Coscienti della povertà che è in noi, con semplicità affidarci al Signore così come siamo ora, persone non arrivate, ma con il desiderio di giungere ad avere un cuore e una mente pura. Si legge nella preghiera di compieta: “Nelle tue mani Signore affido il mio spirito”. Se con sincerità e con umiltà ci affidiamo così a Gesù, Lui stesso non tarderà nel farci dono del suo perdono, non fatto solo di parole, ma di un suo caloroso abbraccio carico di Amore. Sarà proprio la forza del suo “abbraccio“ a ridarci la forza per un cammino di vera fede.
Maria, ci aiuti ad essere umili e disposti a mettere tutto quello che siamo nel cuore di Gesù.
Vangelo di Giovanni 6,63
“E’ LO SPIRITO CHE DA’ LA VITA, LA CARNE NON GIOVA A NULLA; LE PAROLE CHE IO VI HO DETTO SONO SPIRTO E VITA” (Gv. 6,63)

Riuscire a mettersi in ascolto della Parola di Dio, è sempre un dono. Una misteriosa forza, è racchiusa nella Parola che Gesù ci ha lasciato. Quando apriamo quel Libro Sacro, avviene qualcosa di nuovo in noi. Gesù ha detto: “Le parole che vi ho detto sono spirito e vita”. Le sue Parole, illuminano misteriosamente e quando si leggono con fede, manifestano un valore e un’efficacia ben diversa dalle nostre parole umane: “Sono spirito e vita”, sono cioè Parole che, oltre a comunicare un certo messaggio, aprono il cuore a qualcosa di soprannaturale. Sono parole, che orientano la vita verso orizzonti nuovi e che sono di grande aiuto specialmente per orientare il cammino che stiamo facendo nella direzione giusta, e che difendono dall’assedio dai falsi profeti che ancora serpeggiano nel mondo.
- “E’ lo Spirito che dà la vita“
Non è facile nel mondo in cui siamo, essere veramente delle “persone viventi” e cioè capaci di stabilire giuste, armoniche ed equilibrate relazioni, con la natura, con il prossimo e sopratutto con Dio. Per arrivare a questi livelli di vita, non basta la buona volontà, ma è indispensabile invocare con insistenza quello “Spirito che dà la vita”. Se chiediamo e otteniamoquesta Grazia, possiamo sperimentare, ancora una volta, quanto sia vero e concreto l’Amore che Gesù ha per noi; infatti, senza il suo intervento, ben poco possiamo costruire da soli. Ecco perché Gesù ci esorta dicendo che “La carne non giova a nulla”. Fare riferimento per il nostro cammino solo a ciò che il mondo offre, significa non soltanto perdere tempo, ma anche correre il rischio di trovarci disorientati e privi della forza necessaria per proseguire il cammino.
- Attingere alla Sorgente
Una persona che ama veramente, fa tutto il possibile perché la persona amata sia nelle condizioni di arrivare alla piena realizzazione della sua vita. Gesù ci offre, con la sua Parola che è “Spirito e vita” econ la sua Presenza nella Santa Eucaristia, la possibilità di essere aiutati e seguiti con una particolare e concreta attenzione. Affidandoci a Lui, che è il Buon Pastore, siamo protetti dalle tante insidie di questo mondo e guidati a pascoli erbosi. Per tutti, diventa quindi importante rinnovare continuamente il nostro atto di fede nell’Amore che Gesù ha per noi e che con grande gioia Lui stesso intende riversare nei nostri cuori. Gesù, è una feconda “sorgente” sempre a nostra disposizione e alla quale possiamo attingere con la massima libertà.
Se veramente desideriamo arrivare ad essere delle persone viventi, ogni giorno dobbiamo attingere a quella inesauribile “Sorgente”, carica di “Parole che sono Spirito e vita”.
- Ascoltare il silenzio di Dio
Alla preziosa “Sorgente” che Gesù mette a nostra disposizione, non solo possiamo attingere Parola di vita, ma anche quel grande mistero che Lui stesso ha istituito: La Santa Eucaristia. Oggi, ci è data la possibilità di varcare la porta di una delle tre Cappelle che abbiamo in Prato dove, notte e giorno, in un semplice ostensorio, Gesù è presente. Quell’Ostia Consacrata, è il suo preziosissimo Corpo; è Gesù che ci attende con tanto Amore. Essere desiderati e attesi da una Persona così importante come è Gesù, dovrebbe generare in noi tanta gioia. Non perdiamo questa occasione di Grazia che Lui ci offre. Andiamo a Lui così come siamo, povere creature, con tanti limiti e spiritualmente poveri. Lui ci conosce bene e non si meraviglia della nostra povertà spirituale. Quello che è importante, è mettersi alla sua Presenza con semplicità, senza nascondere niente di quello che siamo e che abbiamo fatto. Gesù vuole però che impariamo a stare davanti a Lui non solo per raccontare le vicende della nostra vita, ma per ascoltare quello che Lui intende dirci. Non è facile ascoltare una persona, ma gradualmente dobbiamo imparare a dare più spazio all’ascolto che a certi nostri monologhi. Se ci mettiamo buona volontà saremo certamente aiutati dall’azione dello Spirito Santo e potremo arrivare anche a quello che umanamente può sembrare impossibile e cioè: ascoltare il silenzio di Dio. Non dobbiamo aver paura di certi comportamenti, ma essere fiduciosi di arrivare a livelli di vita spirituale che Gesù dona alle persone semplici e perseveranti nell’Adorazione Eucaristica.
Maria, che ha saputo ascoltare il silenzio di Dio, aiuti anche noi a vivere questo “ascolto“.
Meditazione Assunzione di Maria
“MARIA E’ ASSUNTA IN CIELO; ESULTANO LE SCHIERE DEGLI ANGELI”.

La festa di Santa Maria Assunta in cielo, ci fa pensare seriamente a ciò che sarà per noi quando, dopo la morte, ci troveremo davanti a Dio e a Lui dovremo rendere conto di come abbiamo vissuto sulla terra. Mentre noi arriveremo con l’anima davanti a Dio, vedremo Maria vicina a Lui con il suo corpo glorificato. Questo è un dogma della fede, proclamato e definito dal Papa Pio XII° il primo novembre del 1950.Quel giorno, sarà un incontro faccia a faccia con Dio e lo sarà per tutti, buoni o cattivi, Santi o peccatori. Quel giorno, Maria sarà presente e come mamma, certamente prenderà le nostre difese. Importante, è non aspettare “quel giorno”, per sperare di avere Maria come avvocata nostra. Oggi dobbiamo vivere da suoi veri figli, bravi e obbedienti.
- Lode a Maria
Il fatto dell’Assunzione al cielo di Maria con il suo corpo, fa parte di un mistero di Grazia che noi non sappiamo comprendere bene; abbiamo però coscienza, di quanto sia grande la disponibilità di Maria, nell’accogliere i vari interventi di Dio su di Lei. Sono momenti da ricordare e meditare.
– Esemplare è stato il suo comportamento di donna, di mamma, di persona credente alla Parola.
– Come è stato il comportamento di Maria, nel giorno in cui ebbe l’annuncio dall’Angelo?
– Come ha vissuto poi i trent’anni con Gesù e Giuseppe in quella povera casa di Nazareth?
– Con modi diversi, ha sempre accompagnato Gesù durante la sua missione terrena.
– La sua fu una partecipazione alle sofferenze del Figlio fino al Calvario, fino alla morte.
– In attesa dell’evento della Risurrezione di Gesù, ha vissuto unita agli Apostoli nel cenacolo in
Preghiera, e con loro è rimasta fino al giorno della Pentecoste.
– La sua presenza, è stata con la Chiesa fino al giorno in cui fu assunta in cielo con il suo corpo.
- Invocare Maria Assunta in cielo
La vita si costruisce con il modo di vivere il momento presente. E’ oggi che dobbiamo Amare e servire Dio e il prossimo in santità e giustizia, al suo cospetto con perseveranza.
– A Maria Assunta, chiediamo la grazia di vivere, per quanto possibile, una vera intimità con Lei
e per mezzo di Lei con Gesù, che ci vuole uniti a sè come il tralcio alla vite. Così sia!
– A Maria, chiediamo la grazia di essere sempre umili e obbedienti alla Parola di Gesù.
– Ci aiuti Maria a credere fermamente nell’Amore che Gesù ha per noi e di saperlo comunicare,
da veri testimoni, alle persone che incontriamo sul nostro cammino.
La festa di oggi sia vissuta con gioia, sapendo che abbiamo una mamma che ci aspetta in cielo, con tanto desiderio di vederci personalmente. In attesa di quel giorno, Maria non ci lascia soli, ma ci prende per mano con la sua delicatezza, e ci esorta ad affrontare le difficoltà della vita quotidiana, rivolti alle cose di lassù, dove Lei ci ha preceduto.
- Un consiglio di mamma
Maria Assunta in cielo, ci esorta ad essere vigilanti, perchè il maligno fa di tutto per caricarci di cose che non servono per un vero cammino di vita spirituale. Dobbiamo dedicare il tempo necessario ad assolvere bene i nostri doveri; dobbiamo saper trovare sempre il tempo per attingere la forza spirituale necessaria per combattere la buona battaglia. Dobbiamo dedicare del tempo per meditare la Parola di Dio; una Parola che ci è stata data in così grande abbondanza. Oggi poi abbiamo il prezioso dono di Gesù, che con mirabile Amore e generosità, ha voluto restare sulla terra con il miracolo quotidiano della Santa Eucaristia. Lui ha fatto scaturire una sorgente di Grazia, alla quale possiamo attingere sempre e in ogni momento, di giorno e di notte. Il consiglio della nostra mamma celeste, è di non perdere la preziosa occasione di sostare alla Presenza di Gesù, vivo e vero in quell’Ostia Consacrata. L’Adorazione Eucaristica, fatta bene, è un dono per l’umanità ed è riparazione per le tante offese che Gesù ancora riceve nel mondo e non meno un efficace aiuto per chi è nella sofferenza.
Papa Francesco un giorno ha detto che “L’Eucaristia, sebbene costituisca la pienezza della vita Sacramentale, non è un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli” Adorare Gesù nella santa Eucaristia diventa allora anche un atto missionario, che porta alle persone deboli un provvidenziale aiuto.
Vangelo di Giovanni 6,51
“IO SONO IL PANE VIVO DISCESO DAL CIELO. SE UNO MANGIA DI QUESTO PANE VIVRA’ IN ETERNO E IL PANE CHE IO DARO’ E’ LA MIA CARNE PER LA VITA DEL MONDO” (Gv. 6,51)

Preziose e illuminanti sono le Parole di Gesù, ma anche cariche di mistero e cioè con dei contenuti che non sempre sono umanamente comprensibili. Così, è stato il discorso che Gesù ha fatto un giorno nella sinagoga di Cafarnao quando disse: “Io sono il pane vivo disceso dal cielo”. Quelle prezioseparole, per essere accolte, avrebbero avuto bisogno di cuori molto aperti alle realtà soprannaturali, ma non è stato così. Quasi non bastasse, Gesù ha poi aggiunto:“Se uno mangia di questo pane, vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. A queste parole, molti dei presenti rimasero scandalizzati e lo lasciarono. Anche i suoi discepoli rimasero stupiti e Gesù, conoscendo bene come stavano le cose, disse loro: “Volete andarvene anche voi?” (v.67). Questo fa capire con quale forza Gesù abbia annunciato una verità così preziosa.
- La risposta di Pietro
E’ umanamente comprensibile il forte disagio, anche da parte degli Apostoli, di fronte alle dichiarazioni di Gesù. Pietro trovò il coraggio di esprimere quello che avvertiva nel suo cuore e disse a Gesù: “Da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna” (v.68). La risposta di Pietro, è da considerare un esemplare atto di fede; egli ha confessato i propri limiti facendo capire che non era in grado di comprendere quello che Gesù diceva, ma allo stesso tempo ha manifestato piena fiducia nella sua Parola. Questo dovrebbe essere il nostro atto di fede: Piena fiducia in Gesù, anche per tutto quello che come persone non siamo capaci di comprendere, ma che pienamente accogliamo per la grande stima che abbiamo di Lui.
- Il prezioso dono dell’Eucaristia
Gesù è Dio, e perché è Dio ha davanti a sé un eterno presente. Questo significa che quello che ha detto a Cafarnao e poi istituito nell’ultima cena, è una realtà che avviene anche oggi. Le Parole che tanto hanno scandalizzato gli uomini di quel tempo oggi le dice anche a noi. Tutto avviene ogni volta che il Sacerdote Celebra la Santa Messa; sull’Altare si compie un miracolo Eucaristico: Quell’ostia di pane diventa il Corpo di Gesù; quel vino diventa il suo Sangue. Detto questo, con umiltà cerchiamo di interrogarci: Come partecipiamo alla Santa Messa? Quando facciamo la Comunione, abbiamo coscienza di quello che Gesù ci offre? Come rispondiamo a un atto di Amore così straordinario? Sappiamo esprimere Lode e riconoscenza per la preziosità di questo dono? Ogni persona ha la sua sensibilità, ma sarebbe un vero peccato, dopo tanto Amore, avere il coraggio di lamentarsi, pensando che l’Eucaristia che Gesù ci offre, non la riteniamo sufficiente per tutte le nostre necessità.
- Il valore del silenzio
Non è facile per nessuno stare in silenzio, ma di fronte a una realtà così trascendente e preziosa, come è la Presenza reale di Gesù nell’Ostia Santa che riceviamo, le nostre parole rischiano di impoverire questo dono. In questi momenti così particolari, è meglio lasciar parlare solo il cuore.
Dovrebbe avvenire come quando un bambino abbraccia la sua mamma, senza però dirle niente; è solo il suo cuore che parla in quel momento e certamente la mamma comprende bene quello che il suo bambino le dice “senza parole”; questo diventa possibile quando il cuore è puro, quando non è oscurato dal peccato, e comunque quando ha ricuperato lo stato di Grazia e cerca con sincerità la comunione con Gesù, stando fisicamente alla sua Presenza, ascoltando il “silenzio di Dio”. Tutto questo non è facile, ma se ci mettiamo di buona volontà, Gesù premia il nostro impegno.
Ci ha tempo non aspetti altro tempo
E’ facile prendere coscienza di certe cose da fare, ma poi rimandarle a “dopo”. Certamente, non tutti i momenti sono adatti per compiere certi lavori; facciamo attenzione, perché per quanto riguarda la parte spirituale del nostro essere, molte volte può avvenire che, passato il momento di “luce”, si perda il forte e dolce richiamo che ci viene dato. Certe occasioni di Grazia, sono preziose occasioni per migliorare il cammino e quindi non vanno perse. La tempestività nel cammino spirituale, è importante; non lasciamoci vincere da forme di pigrizia. Preghiamo lo Spirito Santo, affinché ci sia di sostegno nei momenti in cui, per stanchezza o per preoccupazioni umane, non sappiamo accogliere il “dono” che ci viene dato.
Con fiducia, ancora una volta, invochiamo l’aiuto di Maria, perché sul suo esempio cerchiamo di far tesoro delle grazie che gratuitamente riceviamo come aiuto per il nostro cammino.
Vangelo di Giovanni 6,28-29
A Cafarnao, alcuni della folla chiesero a Gesù: “CHE COSA DOBBIAMO COMPIERE PER FARE LE OPERE DI DIO? GESU’ RISPOSE LORO: “QUESTA E’ L’OPERA DI DIO: CHE CREDIATE IN COLUI CHE EGLI HA MANDATO” (Gv.6,28-29)

Gesù non faceva in tempo ad arrivare in un posto, che
subito le persone accorrevano a Lui. Gradivano molto ascoltarlo perché quello che diceva, arrivava al cuore e veramente dava degli insegnamenti preziosi ed efficaci sul modo di comportarsi nella vita. Gesù non solo raggiungeva il cuore delle persone con la sua Parola, ma dava testimonianza del suo essere, come persona Divina, con miracoli di guarigioni istantanee, esorcismi e per tre volte ha ridato la vita a persone già morte: il figlio delle vedova di Naim (Lc.7,5-17) la figlia di Giairo (Mc.5,21) e Lazzaro (Gv.11). Grande e ben comprensibile, era quindi il fascino che suscitava nelle folle. Peccato che nonostante tutte queste prove alcuni, specialmente i capi del Sinedrio, non gli abbiano creduto. E’ mancata l’umiltà.
> Una domanda
Gesù si rendeva conto che molte di queste persone erano interessate a Lui solo per i miracoli che compiva, ma poco o niente conoscevano della sua realtà di Messia, di Verbo Incarnato per la nostra salvezza, e quindi apertamente disse loro: “Voi mi cercate perchè avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che dura per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà” (Gv.6,26-27).Da queste Parole di Gesù è nata la domanda da parte di alcuni di loro: “Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio? Gesù rispose loro: Questa è l’opera di Dio: Che crediate in Colui che Egli ha mandato” (Gv.6,28-29). Questa è la risposta che Gesù rivolge oggi a ciascuno di noi.
Siamo Cristiani in cammino, abbiamo ricevuto i primi Sacramenti della fede, in molti c’è una fedele partecipazione alla Santa Messa domenicale e a volte anche nei giorni feriali, ma questo non basta. Gesù chiede, a coloro che veramente intendono seguirlo, di avere piena fiducia in Lui, non solo perchè parla bene, perchè ha fatto e continua a fare miracoli (basti pensare ai tanti miracoli che confermano la sua reale presenza nella Santa Eucaristia), ma di esprimere piena fiducia in quello che Lui E’ e per la missione che ha compiuto e continua a compiere sulla terra.
- “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente“
A Cesarea di Filippo, quando Gesù ha chiesto agli Apostoli cosa le gente pensava di Lui, esemplare è stata la risposta di Pietro: “Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente” (Mt.16,16). Una risposta che Gesù ha confermato, dicendo a Pietro: “Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che é nei cieli” (Mt.16,17). Questo deve essere oggi il nostro atto di fede, espresso con tutta la mente e con tutto il cuore.
> CREDERE in Gesù, che il Padre ha Consacrato e fatto dono per la salvezza dell’umanità.
> CREDERE in Gesù, Figlio del Dio vivente; seconda Persona della Santissima Trinità.
> CREDERE in Gesù, Verbo Incarnato, che abita e operare concretamente in mezzo a noi.
Il vero Cristiano, non può essere soltanto una persona “religiosa”, che assolve con fedeltà la sua preghiera quotidiana e le varie pratiche di pietà, ma è chiamato ad essere una “persona credente“ che compie il proprio cammino pienamente cosciente della Presenza di Gesù, che, come Buon Pastore, cammina davanti al suo gregge.
> Una fede testimoniata con le opere
E’ nell’obbedienza alla Parola di Dio e nella carità verso il prossimo, che dobbiamo testimoniare la nostra fede, la nostra piene fiducia in Gesù. Come si legge nella lettera di San Giacomo: “La fede se non è seguita dalla opere, in se stessa è morta” (Gc.3,17). Il Cristiano è chiamato ad agire con Gesù ovunque e sempre con Amore verso Dio e verso il prossimo. I nostri programmi di vita, hanno sempre dei limiti molto evidenti. Gesù, con tanta chiarezza, disse un giorno ai suoi discepoli: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mt.16,24). Non è un programma di vita facile quello che Gesù propone, ma se chiediamo il suo aiuto e accettiamo con generosità il sacrificio che comporta, la vita umana e spirituale fiorisce come una rosa, rasserena il cuore e porta frutti abbondanti. I Santi ci sono di esempio. Maria ci aiuti ad essere persone che vivono con gioia la presenza di Gesù e l’amore al prossimo.
