Commento al Vangelo di Luca18,14

“CHIUNQUE SI ESALTA SARA’ UMILIATO, CHI INVECE SI UMILIA SARA’ ESALTATO” (Luca 18,14)
Gesù è il nostro grande maestro che ci indica la strada giusta che dobbiamo percorrere per arrivare alla vita eterna. Una virtù primaria che ci raccomanda è l’umiltà . Purtroppo, quando una persona ha la possibilità di raggiungere livelli di vita molto elevata, è facile che si esalti e che pensi anche di essere gradita a Dio perchè: digiuna e paga le decime di tutto quello che possiede. Il grave peccato che compie una persona così, è che facilmente pensa di “Non essere come gli altri uomini” quando invece vede gli altri in condizioni di vita ben diverse della propria. Stiamo attenti; dopo un giudizio così sui poveri, arriva una severa parola:“Chiunque si esalta sarà umiliato”. Nei tempi e nei modi più inaspettati, questo avviene.
- La strada giusta
La vita terrena non per tutti sorride allo stesso modo; certamente il merito oppure il demerito dipende molto dalle circostanze in cui una persona si trova, ma anche dalla persona stessa, impegnata o meno nel proprio cammino. Nessuno deve sentirsi autorizzato ad esprimere giudizi sul prossimo. Più volte avviene che la persona in difficoltà , cosciente della sua condizione, decida con umiltà di presentarsi al Signore confessando le sue colpe e lo fa, come si legge nella parabola del Vangelo, mettendosi in un angolo del Tempio senza “neppure alzare gli occhi al cielo e battendosi il petto dice: O Dio, abbi pietà di me peccatore” (v.13). Questo è ciò che veramente è gradito a Dio, ben diverso dal fariseo che tanto si vanta di ciò che ha raggiunto. Quel povero, considerato dal mondo uno scarto, è invece considerato una persona che merita quello che Gesù dice: “Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa giustificato”. La strada giusta da seguire, quindi, è quella di non vantarsi facilmente per le vittorie conseguite; evitare soprattutto di sentirsi migliori di persone che sono in difficoltà . La persona umile sarà sempre premiata dal Signore.
- La resa dei conti
Avviene, come fatto naturale, di pensare che la nostra vita sulla terra sia per sempre; è un istinto umano pensare che: gli altri muoiano, ma non io. Sappiamo molto bene, invece, che per tutti giungerà il momento in cui lasceremo questa terra. Questo pensiero dovremmo averlo ben presente, mentre facilmente si rimuove dalla mente cercando di ripiegarsi sui beni materiali che abbiamo. Questa è la mentalità del mondo, non la realtà che ci attende. Chi ha tempo allora non aspetti tempo e con sincerità e chiara coscienza pensi al giorno in cui dovrà rendere conto del suo operato.
- Una strada sicura
Il tempo di vita che abbiamo davanti a noi, qui sulla terra, nessuno lo conosce; tutto potrebbe cambiare da un momento all’atro. È importante camminaresulla giusta strada, con perseveranza e senza esitazioni. Questa strada è Gesù, che in termini molto chiari ha dichiarato di essere: “La via, la verità e la vita” (Gv.14,6)). Con umiltà , e senza perdersi di coraggio, cerchiamo di non perdere tempo in vane considerazioni, ma vivere il tempo che abbiamo con particolare attenzione a Gesù nostra guida, aiutando sempre in termini concreti il fratello che si trova in difficoltà .
Chiediamo a Maria un cuore sensibile alle necessità del prossimo che soffre.
