Commento al Vangelo di Giovanni 6,40
“QUESTA È LA VOLONTA’ DEL PADRE MIO, CHE CHIUNQUE VEDE IL FIGLIO E CREDE IN LUI ABBIA LA VITA ETERNA; E IO LO RISUSCITERO’ NELL’ULTIMO GIORNO” (Giovanni 6,40)

Adesso siamo in esilio qui sulla terra, perchè la nostra patria è in cielo. In attesa di raggiungere la patria celeste, è importante rinnovare la nostra fede in Gesù, come leggiamo nel Vangelo: “Chiunque vede il Figlio e crede in Lui abbia la vita eterna”. Una vera e particolare presenza di Gesù l’abbiamo nella santa Eucarestia, una presenza che è confermata da molti miracoli. È un prezioso dono che Gesù concede a noi; è un vero miracolo vivente, che nonostante la nostra povertà spirituale, possiamo fisicamente ricevere. Siamo di fronte a un dono che ci fa sperimentare qualcosa della vita che avremo per sempre in Paradiso.
- “Io lo risusciterò nell’ultimo giorno“
Il cammino che stiamo facendo sulla terra facilmente ci assorbe fino al punto di farci perdere coscienza di ciò che ci attende nella vita futura; ma se veramente crediamo in Gesù, non solo sperimentiamo pace, serenità e amore, ma ci viene assicurato il premio della risurrezione nell’ultimo giorno. Non lasciamoci ingannare dal demonio e con tutto il cuore, professiamo il nostro atto di fede in Gesù, vivo, presente e operante in mezzo a noi. La nostra condizione umana è così limitata che poco sappiamo dire sul fatto della risurrezione che ci attende; quel poco che possiamo dire è che vedremo Gesù e sperimenteremo tutta l’intensità che è propria della sua persona. In Paradiso, ogni facoltà che abbiamo la potremo vivere in tutta la sua pienezza con una gioia indicibile. La risurrezione ci metterà nella condizione di esprimere tutta la potenzialità del nostro essere persone, fatte a immagine e somiglianza di Dio. Nella condizione in cui siamo, comprendere tutto questo non è facile; questo è ciò che ci attende.
- Gesù rende possibile l’impossibile umano
Tutto dipende dal modo con cui oggi viviamo la nostra comunione con Gesù.
È Lui, che in forza della sua potenza Divina, rende possibile l’impossibile umano e cioè è un grado di farci sperimentare qualcosa di ciò che sarà possibile nell’altra vita. I Santi, vivendo intensamente la comunione con Gesù, hanno raggiunto momenti di vera estasi. Noi non siamo Santi, ma questo è ciò a cui tutti siamo chiamati. Supplichiamo con fede e con insistenza Gesù, perche ci conceda di migliorare ogni giorno la comunione con Lui e Lui renderà possibile tale dono.
- Atti di carità
La nostra fede in Gesù va consolidata con atti concreti di carità. Non bastano le buone intenzioni. “La fede senza le opere è morta” (Gc. 2,26) così ci viene raccomandato dall’Apostolo Giacomo. Un atto di carità importante è non esprimere giudizi sul prossimo; dobbiamo amare il prossimo senza fare discriminazioni, intervenire con atti concreti verso chi è povero, ammalato, verso persone anziane, verso famiglie in difficoltà. La carità è anche fare bene e con competenza il proprio lavoro, la propria missione. È cosa buona, al temine della giornata, domandarci: oggi che cosa ho fatto per il prossimo? Quanto tempo ho speso per aiutare gli altri? Sono stato generoso verso quel povero?
Invochiamo Maria, perche ci renda persone attente alle necessità dei fratelli.
