Commento al Vangelo di Giovanni 1,11

“VENNE FRA I SUOI E I SUOI NON LO HANNO ACCOLTO” (Giovanni 1,11)
Nella vita esistono alcune realtà così preziose che noi umanamente non siamo in grado di comprendere pertanto, è solo con la fede che possiamo arrivare a certe verità. Una verità di fede di massima importanza è l’evento storico della Incarnazione e cioè di
Gesù che per liberarci dal peccato ha assunto e unito alla sua natura Divina la natura umana. Gesù, che da sempre è Dio, ora è anche vero uomo.
Un dono da accogliere
Quando si riceve un dono, è naturale saperlo valutare per quello che è, poi nasce per naturale conseguenza l’atto di ringraziamento verso il donatore. Solamente in Paradiso sapremo valutare il valore e la preziosità della Incarnazione di Gesù.
La realtà che abbiamo davanti a noi, è che “Il Verbo si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (v.14). Non solo abbiamo il dono della Incarnazione di Gesù, ma anche il dono di averlo in mezzo a noi. Coscienti di un dono così grande dovremmo metterci in ginocchio e testimoniare così tutta la nostra riconoscenza. Purtroppo, quello che è stato al tempo di Gesù, avviene anche oggi, e cioè sono ancora molte le persone che non credono e quindi non accolgono il dono della presenza di Gesù. Non tocca a noi giudicare, ma non si può rimanere indifferenti.
Un cuore libero
La vita qui sulla terra comporta tante necessità, ma è pur vero che non tutto quello che facciamo è strettamente necessario. Con l’aiuto dello Spirito Santo, dobbiamo avere il coraggio di non sprecare del tempo in cose non hanno significato e, peggio ancora, in atti e pensieri che non sono conformi alla volontà di Dio. E’ il demonio che ci trascina in situazioni negative. Come Cristiani dobbiamo avere il coraggio di fare una scelta di vita dove il cuore rimanga sempre libero e non soffocato da occupazioni e preoccupazioni che non sono utili al cammino che stiamo facendo.
Siamo chiamati ad avere un cuore aperto ai doni che Gesù continuamente ci offre. Un cuore che si apre ogni volta che Gesù bussa alla porta e chiede di poter entrare per farci partecipi del suo Amore, della sua Grazia. Se per causa di certi nostri eccessivi attaccamenti ai beni della terra, non apriamo la porta a Gesù, oppure non facciamo spazio a Lui nel nostro cuore, si cade in una forma di aridità spirituale dalla quale si esce con difficoltà.
Un sincero atto di fede
Con gioia dovremmo accogliere la presenza di Gesù. In Lui riporre tutta la nostra fiducia. Determinante è essere attenti alla sua Parola, a quello che ci fa capire o che ci comunica nei Vangeli scritti. Una Parola da vivere, da mettere in pratica senza esitazioni e con tempestività. Così facendo ecco il risultato: “A quanti però lo hanno accolto ha dato di poter diventare figli di Dio” (v.12). Poter chiamare Dio come Padre è veramente una grazia che non dovremmo mai dimenticare. Sia concreto quindi il nostro impegno nell’accogliere con fede sincera la verità di Gesù che ogni giorno possiamo incontrare e anche ricevere nell’Eucaristia e diciamo grazie, non con semplici parole, ma con l’obbedienza alla sua Parola.
Sempre invochiamo Maria, perchè ci sostenga nel nostro quotidiano cammino.
