Commento al Vangelo di Matteo 4,22
“LI CHIAMO’, ED ESSI SUBUTO LASCIARONO LA BARCA E IL LORO PADRE E LO SEGUIRONO” (Matteo 4,22)

Gesù ha voluto unire alla sua Divina missione alcune persone che avrebbero poi in seguito dato testimonianza e continuità alla sua opera. Così ha iniziato a chiamare Pietro e Andrea, poi Giacomo e Giovanni che, come pescatori, erano impegnati nel preparare le reti per la pesca. Ciò che meraviglia in queste chiamate, è la tempestività della loro risposta: “Subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono” (vv.20-22). Questo vuol dire che Gesù li ha raggiunti con una grazia particolare prima che con la sua Parola. Gesù è Dio pertanto le sue azioni hanno sempre l’impronta della sua natura Divina. Ogni vocazione alla vita Consacrata, nelle sue forme diverse, è frutto di una Grazia che va accolta e portata a termine con fedeltà.
- Un cammino con Gesù
Ogni persona è chiamata, nel corso della propria vita terrena, ad assolvere un suo compito particolare e questo dovrebbe essere fatto sempre con competenza e generosità. Alcune vocazioni hanno però dei compiti singolari e per questo svolgono un cammino di preparazione prolungato. Così è stato per gli Apostoli che Gesù, dopo averli chiamati, ha voluto che rimanessero con Lui giorno dopo giorno, per essere poi in grado di affrontare bene la missione affidata loro.
Ogni persona ha il dovere di consolidare la propria chiamata con una intensa e quotidiana vita spiritual, fatta di preghiera e di comunione con Gesù, così come è stato per gli Apostoli. Generosamente deve essere accettato il sacrificio che comporta lo studio e la preparazione alle varie discipline. Sarà poi lo Spirito Santo a rendere fecondo il personale cammino vocazionale.
- Chiamati a collaborare
In nome di una fraternità cristiana, che non dovrebbe mai mancare, tutti abbiamo il dovere di collaborare per il buon esito delle vocazioni, specialmente quelle al Sacerdozio e alla vita Religiosa. La prima cosa da fare è pregare perchè il Padre mandi ancora operai nella sua messe. Le vocazioni alla vita Consacrata sono un dono per tutta la comunità cristiana. Il Santo Curato D’Ars diceva che: “Quando l’ultimo Sacerdote, dirà l’ultima Messa, quello sarà l’ultimo giorno della vita sulla terra”. Questo è vero, perchè celebrando la Santa Messa, il Sacerdote offre al Padre il Sacrificio di Cristo, che si attualizza nel tempo presente, per la salvezza dell’umanità. Quando verrà meno questo Sacrificio, sarà la fine del mondo.
Non deve mai mancare per le vocazioni una sincera preghiera, perchè chi è chiamato al Sacerdozio o alla vita Religiosa, sia sempre fedele e perseverante nel compimento del proprio Ministero, anche durante le inevitabili difficoltà che la vita terrena comporta. Viviamo dunque con generosità questa buona azione di carità. Uno dei modi più efficaci per assolvere questo dovere, è prendere del tempo per stare davanti a Gesù in Adorazione; ogni giorno è solennemente presente nelle Cappelle di Adorazione Perpetua che abbiamo al Chiesino di San Paolo e alla Sacra Famiglia. Gesù ci ascolterà e quello sarà un tempo fecondo per tutti.
Maria sostenga con il suo materno aiuto tutti i chiamati alla vita Consacrata.
