Commento al Vangelo di Matteo 1,20
“GIUSEPPE, FIGLIO DI DAVIDE, NON TEMERE DI PRENDERE CON TE MARIA, TUA SPOSA” (Matteo 1,20)

La preziosa e delicata missione di San Giuseppe, è iniziata quando un Angelo gli ha parlato, durante il sonno, dicendo: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa”. (v.20). Giuseppe era veramente in grande sofferenza, per aver saputo che Maria, sua sposa, era in attesa di un bambino e questo prima che fossero andati a vivere insieme. Mai avrebbe pensato un simile gesto da lei che veramente stimava più di sé stesso. Per la gravità del fatto, Maria poteva essere severamente punita. La
stima indiscutibile e l’amore che aveva per lei lo avevano portato alla decisione di rimandarla in segreto. Questa era la sua decisione, ma ecco intervenire la mano di Dio, che gli invia l’Angelo Gabriele affinché accetti una missione particolare.
- Un atto di fede
La risposta di Giuseppe alle parole dell’Angelo Gabriele fu veramente un grande atto di fede. Piena è stata la fiducia di intraprendere una strada senza conoscere e comprendere dove lo potesse condurre. Sostenuto certamente anche dall’amore che aveva per Maria, senza ripensamenti, Giuseppe ha accettato la missione. L’Angelo lo ha rassicurato dicendo che “Il figlio che nascerà da lei viene dallo Spirito Santo“. Viene poi chiesto a Giuseppe di dare il nome a questo bambino: “Lo chiamerai Gesù” un nome che vuol dire Dio salva, annunciando poi che questo figlio “Salverà il suo popolo dai suoi peccati” (v21). Ciò che la mente non poteva comprendere, è stato superato con piena determinazione e fiducia nella Parola di Dio consegnata a Lui dall’Angelo Gabriele. Questa è la fede: riconoscere il valore, l’autorità , l’autorevolezza della Parola di Dio. E il suo atto di fede è stato in grande misura ricompensato per tutto il corso della sua vita terrena.
- Perseveranza
Grande fu la gioia per Maria e per Giuseppe, nel riconoscere quanto il Signore stava operando per loro e per l’umanità . Con fede e con amore hanno tutti e due compiuto un cammino che non sapevano dove li avrebbe condotti. Senza esitazioni e sempre con il cuore e la mente al Signore, hanno giorno dopo giorno compiuto il loro dovere di piccola famiglia avvolta da un grande disegno Divino. Come ogni altra famiglia hanno affrontato i problemi di ogni giorno con serenità , sapendo di essere rassicurati dalla mano di Dio, che sempre era su di loro. Con dignità , Maria ha affrontato il momento del parto senza essere accolta e aiutata da chi avrebbe potuto farlo. Fu così che il Re dell’universo ebbe come culla una semplice mangiatoia. Ben presto Giuseppe fu chiamato a mettere in guardia il bambino dalla crudeltà di Erode e si rifugiò in Egitto. Passato il pericolo, portò la sua famiglia a Nazareth, dove rimase fino al giorno della sua morte. Mirabile è stata la perseveranza di questa misteriosa famiglia, nel vivere le vicende quotidiane di un piccolo paese nel più grande nascondimento della loro missione. Con coraggio e grande umiltà hanno atteso il compimento del disegno che Dio aveva su di loro. Questa è stata la vocazione vissuta da un uomo, Giuseppe, di grande fede e di grande amore.
Maria, ci aiuti a seguire la forte e perseverante testimonianza di San Giuseppe.
