Commento al Vangelo di Luca 16,13

“NON POTETE SERVIRE DIO E LA RICCHEZZA” (Luca 16,13)
La vita terrena comporta tante esigenze, pertanto è cosa necessaria avere una possibilità economica che serva per un giusto sostentamento. Ben diversa è la situazione di coloro che fanno del denaro un idolo,
facendolo diventare una preoccupazione primaria alla quale dedicare tempo e spazio senza scrupoli. Questa è una vera tentazione del demonio. Ma facciamo attenzione perchè quando si cerca una sicurezza sul denaro e non Dio, prima o poi si arriva al fallimento. La grazia da chiedere al Signore è di avere un buon lavoro che garantisca il necessario per tutto ciò che la vita comporta.
Una schiavitù da evitare
Dio, che ci ha fatti a sua immagine e somiglianza, ha voluto che fossimo anche persone libere di decidere la strada da percorrere qui sulla terra. Abbiamo delle indicazioni preziose su come impostare e vivere la vita, sono i dieci Comandamenti avuti da Dio per mano di Mosè. A noi il dovere di metterli in pratica. È qui che entra in campo la libertà della persona umana. Purtroppo, un po’ tutti siamo raggiunti da false luci, da false idee che orientano la vita su strade sbagliate. Infatti, c’è chi considera il denaro, non necessario per le varie esigenze umane, ma come ricchezza indispensabile per stare bene; poiché certe ricchezze non bastano, alcune persone ricche, fanno di tutto per aumentare il loro capitale. Avviene poi che a causa della loro smisurata ricchezza, subentri la paura di essere continuamente derubati. Questa insaziabilità e questa paura portano le persone ad essere servi della ricchezza e non più servi di Dio. Si entra così in una schiavitù del denaro.
La strada giusta
“Siamo fatti per te, Signore ed è inquieto il nostro cuore finché non riposa in te“. Queste sono parole testimoniate dalla vita dei Santi, ma sono allo stesso tempo quelle che ciascuno di noi avverte. Infatti, la pace, e la serenità della vita la troviamo se ci mettiamo al servizio di Dio e non diventando schiavi del denaro. Mettersi al servizio di Dio, vuol dire impostare la vita come dono, essere cioè persone che non si chiudono di fronte al prossimo che soffre. È vero che noi non siamo in grado di risolvere certi problemi causati da guerre o da carestie, ma almeno potremmo non lamentarci di quello che abbiamo e, per quanto possibile, dare un aiuto concreto a chi si trova in difficoltà e non soltanto il superfluo di quello che abbiamo. La strada giusta è quella della carità , è coltivare una vera sensibilità nei confronti di chi vive nella sofferenza. Non chiudere gli occhi verso chi manca del necessario per andare avanti. Ci sono molti modi per aiutare il prossimo; quello che conta è fare tutto il possibile evitando la pigrizia, detta anche accidia, cioè la mancanza di coraggio per arricciarsi le maniche e accettare il sacrificio che può richiedere una certa iniziativa di carità . Non dimentichiamo che Gesù ha detto; “Chi ha dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli…in verità vi dico non perderà la sua ricompensa” (Mt.10,42). Questa è la strada giusta da seguire. Non perdiamo tempo in discorsi inutili e viviamo una vita da veri Cristiani. Così facendo sperimenteremo la ricompensa che il Signore darà ai suoi fedeli.
Maria, la nostra cara mamma, ci aiuti ad avere sempre un cuore aperto al prossimo.
