Commento al Vangelo di Luca 14,4
“EGLI LO PRESE PER MANO, LO GUARI’ E LO CONGEDO'” (Luca 14,4)

La preziosa missione di Gesù, molte volte, è stata ostacolata da Scribi e Farisei che non hanno saputo riconoscere il dono che è stato offerto loro per la salvezza dell’umanità . Gesù ha fatto questo e continua a farlo con la sua presenza, con la sua parola e con i Sacramenti.
Un giorno di sabato, Gesù, sapendo di essere
osservato da persone che in modi diversi ostacolavano la sua missione, ha rivolto a loro questa domanda: “E’ lecito o no guarire di sabato?” (v.3), Scribi e Farisei, che erano legati scrupolosamente alle regole del sabato, non hanno voluto rispondere. Allora la risposta l’ha data Gesù stesso, compiendo un miracolo sotto i loro occhi. Era presente in quel luogo un uomo che aveva una mano paralizzata. “Gesù lo prese per mano, lo guarì” (v.4). Con questo miracolo Gesù ha voluto dimostrare che il bene va sempre fatto, anche se certe regole lo proibiscono nel giorno di sabato.
Un pericolo da evitare
La nostra vita terrena viene regolata da norme, che vanno osservate, ma dobbiamo fare attenzione a non cadere in un rigorismo che alla fine complica la vita stessa. Secondo la Legge, nel giorno di sabato non si potevano svolgere certe attività servili, neppure prendere del tempo per cucinare, oppure compiere un cammino che fosse più di novecento metri e atre cose ancora. Gesù con quel miracolo della mano guarita, ha voluto far capire che di fronte a necessità urgenti e, soprattutto, quando si tratta di fare il bene, non si manca alla Legge. La carità , un servizio necessario, una urgenza o altri casi, non devono essere considerati come delle trasgressioni alla Legge. Scribi e Farisei, invece, praticavano un rigorismo tale da complicare la vita. Ecco perchè Gesù è intervenuto. È sempre saggezza mantenere e vivere la vita con un saggio equilibrio. È sempre una mancanza, quando si agisce per eccesso o per difetto. La vita va regolata in modo da evitare agitazioni pericolose oppure pigrizie ingiustificate.
Amare il prossimo
Norma di vita fondamentale per tutti è di avere un vero, sincero e concreto amore per il prossimo. Questo comandamento regola ogni scelta della vita. Significativo è quanto si legge nella prima lettera di San Giovanni: “Chi non ama il fratello che vede, non può amare Dio che non vede” (1Gv.4,20). Non possiamo allora frequentare la Chiesa, ricevere l’Eucaristia e tante altre belle cose, se poi alla fine non amiamo il prossimo. Su questo punto dovremmo fare tutti un serio esame di coscienza. È facile trovare delle giustificazioni, ma davanti al Signore, che vede e conosce tutto della nostra vita, siamo chiamati ad agire con la massima trasparenza. Certamente, nella vita incontriamo persone non sempre simpatiche e brave. Siamo chiamati comunque ad amare ciò che Gesù ama, e sappiamo bene che Lui ama anche chi non è perfetto, anzi, Lui stesso ha detto di essere venuto non per i sani, ma per gli ammalati. Gesù vuole la conversione dei peccatori.
Maria ci aiuti ad avere un cuore aperto verso tutte le persone che incontriamo.
