Commento al Vangelo di Luca 11,1
“Signore, insegnaci a pregare” (Luca 11,1)

La domanda che gli Apostoli hanno fatto a Gesù, sulla necessità di essere aiutati a pregare, è la stessa che anche noi oggi dovremmo fare a Gesù. Pregare vuol dire entrare in dialogo con una persona che ha delle caratteristiche molto diverse dalle nostre; è la realtà di Dio Padre, di Gesù dello Spirito Santo. Proprio per questa sostanziale differenza non è possibile per noi, senza una grazia particolare, arrivare a un vero e sincero dialogo con loro. Ecco perchè è cosa necessaria rivolgersi a Gesù; che ci aiuti a raggiungere le condizioni essenziali affinché la preghiera che intendiamo fare sia fatta bene e sia efficace. Alla domanda che poniamo a Gesù, Lui risponde con l’esempio e poi con parole.
- “Gesù, sali sul monte a pregare” (Luca 9,28)
Il fatto che Gesù salga sul monte a pregare ci fa capire che per pregare bene ci vuole anche un luogo giusto e lontano dalle tante distrazioni che ci assillano. È vero anche che si può pregare sempre e in tutti i luoghi, ma in alcuni momenti è necessario un luogo adatto, che favorisca un vero raccoglimento, anche fisico.
> Gesù ha vissuto la sua preghiera intimamente rivolto al Padre.
Nessuno di noi può comprendere l’intimità raggiunta da Gesù con il Padre nel momento della sua preghiera. Sappiamo però che quando ha pregato nell’orto del Getsemani, apertamente e intensamente invocava il Padre: “Padre, se vuoi, passi da me questo calice! Tuttavia, non sia fatta la mia, ma la tua volontà” (Lc.22,42)Ecco, quando noi ci mettiamo in preghiera abbiamo coscienza della persona Divina a cui ci rivolgiamo? Con quali sentimenti ci esprimiamo? Siamo sempre disposti ad accettare la volontà di Dio anche quando non collima con la nostra? Comunque, è importante un vero dialogo.
> Gesù espressamente invita a non sprecare parole nella preghiera.
Noi siamo facili, anche per abitudine, a dire tante cose quando si preghiamo, ma Gesù, apertamente ha detto ai suoi Apostoli e oggi dice a ciascuno di noi: “Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire esauditi a forza di parole. Non siate dunque come loro, perchè il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate” (Mt.4,7-8). Gesù ci esorta alla sobrietà, ad essere essenziali. Il fatto consolante che Gesù rivela è che Dio conosce bene tutta la nostra situazione e quindi non serve dilungarsi troppo nel dire le cose, questo è un grande insegnamento. Dopo questa esortazione Gesù ha insegnato la bellissima e preziosa preghiera del “Padre nostro”. Questa preghiera va sempre detta con grande attenzione, evitando di ripeterla come una qualsiasi formula imparata a memoria.
> Una preghiera che sia Lode e supplica
Gesù ci esorta a fare in modo che la preghiera abbia sempre come primo momento parole di Lode, di ringraziamento e poi anche di supplica. Così è per la preghiera del Padre nostro; in questa preghiera Gesù ha racchiuso non solo la lode al Padre, ma anche la preziosa e insistente supplica che “Tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te”(Gv.17,21). Sull’esempio di Gesù viviamo la preghiera che sempre possiamo esprimere, con attenzione, con fede, senza l’ansia di finire presto e soprattutto come momento di intimità con Dio.
Maria ci guidi e ci accompagni sempre quando ci mettiamo in preghiera.
