Commento al Vangelo di Luca 10,3
“LA MESSE È MOLTA, MA GLI OPERAI SONO POCHI. PREGATE DUNQUE IL PADRONE DELLA MESSE, PERCHE’ MANDI OPERAI NELLA SUA MESSE” (Lc. 10,3)

Gesù, conosce bene le persone nel profondo del loro essere. Sempre ci sono state persone orientate a formare una famiglia cristiana, ma sempre ci sono state anche persone disponibili ad un cammino orientato alla vita Consacrata. Non sempre c’è stato un sostegno in grado di aiutare le persone a decidere sulla loro scelta vocazionale. Non ci dobbiamo comunque scoraggiare, l’importante è che vengano fatte preghiere in merito, proprio come Gesù ha detto: ” Pregate il padrone della messe: perchè mandi operai nella sua messe”. I genitori dovrebbero sostenere i figli quando manifestano il desiderio di consacrarsi al Signore. Forse, sul momento, potranno avere paura di perdere quel figlio o quella figlia; di fatto, saranno proprio questi figli, consacrati, a dar loro sostegno quando per problemi di salute o per l’età ne avranno particolarmente bisogno.
- “La messe è molta“
Nessuno conosce la storia delle persone e di certi eventi più di Gesù. Lui anche oggi avverte la necessità di vocazioni alla vita consacrata, per un particolare servizio alle anime e alla Chiesa stessa. Ci sono effettivamente persone in attesa di essere aiutate con la preghiera a vivere le grandi verità della fede e tutto ciò che comporta la vita Cristiana. Non sempre però si trovano persone disponibili per questi compiti. Non si può amare ciò che non si conosce. Questo pone l’esigenza di persone che abbiano il coraggio e la grazia di diventare annunciatori del Vangelo. Lo Spirito Santo agisce e la sua azione non manca, ma sempre nella storia della Chiesa sono stati chiesti collaboratori all’opera Divina. Gesù stesso, nella sua grande e provvidenziale missione, poteva benissimo fare tutto da solo, ma ha voluto avere dodici Apostoli come collaboratori.
- “Ma gli operai sono pochi“
Oggi viviamo un momento storico in cui, particolarmente in certe aree del mondo, mancano operai per la messe del Signore. Le cause sono tante e fra queste il pericolo che serpeggia, è aver dimenticato il Comandamento dell’Amore per Dio e per il prossimo. Nella sua prima lettera San Giovanni dice: “Chi non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede” (1.Gv. 4,20).
La mancanza di attenzione al prossimo, il poco impegno nel praticare opere di carità, la preoccupazione eccessiva dei propri interessi personali, porta le persone a una aridità spirituale. San Giacomo chiaramente dice che: “La fede senza le opere è morta” (Giac.2,26). Ogni giorno come cristiani dovremmo chiederci: Io oggi, che cosa ho fatto per il prossimo? Non bastano le parole, sono necessari atti concreti, anche quando comportano sacrifici. Nessuno è obbligato a compiere atti di carità, il risultato però è che donando si arricchisce davanti a Dio, quando invece si pensa solo a sé stessi, tutto inaridisce. Non perdiamo tempo in discorsi inutili e facciamo oggi stesso il nostro possibile pregando per chi è chiamato alla vita consacrata e anche per i genitori, affinché siano in grado di aiutare le vocazioni con la loro generosità. La storia della Chiesa ha sempre vissuto momenti difficili, ma non è mai mancato il sostegno necessario per superare certe difficoltà. Facciamo il nostro dovere e non perdiamo mai la fiducia perchè Gesù non ci abbandona. Con fiducia invochiamo Maria, perchè sostenga i chiamati alla vita consacrata.
