Commento al Vangelo di Luca 10,27-28
“AMERAI IL SIGNORE TUO DIO CON TUTTO IL CUORE. E IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO. FA QUESTO E VIVRAI” (Luca 10,27-28)

Un giorno un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e gli chiese: “Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?” (v.25). Era una persona che sapeva bene come stanno le cose; quindi, la sua domanda non era sincera. Gesù, che a sua volta gli disse: “Cosa sta scritto nella legge? Come leggi?” (v.26). Con queste parole Gesù ha fatto capire a questo dottore che agiva con cattiva intenzione. Comunque, così lui rispose: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza, e con tutta la tua mente, e il prossimo tuo come te stesso. Gesù gli disse: Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai” (vv.27-28). La risposta di Gesù è stata chiara, ma questo maestro non si è dato per vinto e ha chiesto: “E chi è il mio prossimo?” (v.29). E qui Gesù ha risposto con la parabola del buon Samaritano.
- “La fretta di quel sacerdote e di quel levita“
Dice la parabola, che sulla strada che porta a Gerico, un uomo fu aggredito, derubato e ferito. Era per terra sanguinante e un sacerdote che passava “Lo vide, ma passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo vide e passò oltre” (vv.32-33). Forse avevano fretta, forse erano in ritardo all’appuntamento che avevano, per cui non hanno avuto nessuna pietà per quel povero derubato e dolorante. Diverso è stato invece il comportamento di un “Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione” (v.33) Anche il Samaritano aveva degli appuntamenti da rispettare, era in viaggio per un suo programma di lavoro, ma questo non gli ha impedito di fermarsi, di avere compassione e di fare il possibile per aiutare quel povero, Si legge poi nel testo che dopo aver portato il ferito in un albergo, lui stesso ha assicurato che avrebbe assunto tutte le spese per le cure necessarie. Ben diverso, quindi, è stato il comportamento di chi è passato prima di lui da quel luogo.
- La domanda fatta da Gesù
Davanti a fatti così concreti, tutto poteva esser compreso senza parola, ma Gesù, ha voluto chiedere: “Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti”? (v.36). Quel dottore della Legge, certamente, ma con un certo imbarazzo, non poteva rispondere che con poche parole:“Chi ha avuto compassione di Lui” (v.37). Chiarita la situazione, Gesù gli disse: “Và e anche tu fa così”. La risposta di Gesù ha capovolto la cattiva intenzione di quel dottore, che aveva iniziato cercando di mettere in difficoltà Gesù stesso, ma si è trovato con una esortazione che lo ha messo in crisi.
- Un esame di coscienza
Quello che Gesù ha detto al dottore della Legge, oggi lo dice a ciascuno di noi; “Và e anche tu fa’ così”. Quale è la mia attenzione a chi è in difficoltà? Cosa ho fatto per aiutare chi era nel bisogno? Ho il coraggio di sacrificare del mio tempo per dare spazio e aiuto a chi ha perso tutto? Ma, soprattutto, ho il coraggio di verificare se riesco ad amare il prossimo come me stesso? Questa è una domanda che trova risposta affermativa in poche persone. È questo che Gesù vuole da tutti.
Maria ci aiuti ad avere il coraggio di dare spazio e tempo a chi è in difficoltà.
