Commento al Vangelo di Giovanni 2,14
GESU’ TROVO’ NEL TEMPIO GENTE CHE VENDEVA BUOI, PECORE E COLOMBE, E LA’ SEDUTI, I CAMBIAMONETE” (Giovanni 2,14)

La mancanza di rispetto per le cose sacre non è un male solo dei nostri tempi. Anche al tempo di Gesù il sacro luogo del Tempio era diventato un mercato, dove addirittura erano messi in vendita buoi, pecore, colombe e peggio ancora dei banchi per il cambio delle monete. Di fronte alla gravità del fatto Gesù ha reagito “Con una frusta di cordicelle, scacciando tutti fuori dal tempio e rovesciò a terra i banchi dei cambiavalute” (v.15). Un intervento così forte mise in allarme i responsabili del Tempio che, fortemente agitati, chiesero a Gesù “Quale segno ci mostri per fare queste cose?” La risposta di Gesù non fu una giustificazione, ma l’annuncio di una profezia che ha scandalizzato ancora di più quei Giudei. Disse loro: “Distruggete questo Tempio e io in tre giorni lo farò risorgere” (v.10). Con questa profezia Gesù non intendeva parlare del Tempio di pietre, ma di lui stesso che sarebbe stato proprio da loro un giorno ucciso e dopo tre giorni sarebbe risorto. Preziosa per noi è la profezia fatta da Gesù, ma per i Giudei di quel tempo fu considerata come una pazzia, solo il pensare di poter ricostruire il Tempio i tre giorni, quando per costruirlo sono stati impiegati quarantasei anni.
- “Non fate della casa del Padre mio un mercato” (v.16)
Gesù, considerava il sacro Tempio come la casa di suo Padre. Questa preziosa affermazione di Gesù dovrebbe farci pensare se anche noi consideriamo i luoghi di culto come casa del Padre. È bello quando entriamo in chiesa, sentirci non in un luogo di ritrovo qualsiasi, ma come un ambiente dove il Padre ci accoglie e ci arricchisce con il suo Amore. Se questo avviene, anche i riti e le preghiere che vengono fatte assumono un valore affettivo oltre che spirituale. Già nel momento in cui entriamo in una chiesa, dovremmo sentirci raggiunti non solo da un semplice saluto, ma da un caloroso abbraccio che Dio Padre offre a noi suoi figli.
- Ricominciare
Può avvenire che per la fretta o per le tante preoccupazioni che abbiamo, di non avere il rispetto che merita il luogo di preghiera che frequentiamo; se ciò accade, è doveroso ricuperare la distrazione con un atto di riverenza particolare.
Il Signore conosce bene la nostra condizione di creature da Lui sempre amate, ma che conservano anche dei limiti e delle fragilità. L’amore che Dio ha per noi si manifesta anche nella possibilità che ci concede di rimediare a cose o gesti fatti male, con sinceri atti di contrizione e, quando è necessario, con il Sacramento della Confessione. Questa possibilità della Riconciliazione noi l’abbiamo per l’intervento e i meriti di tutto quello che Gesù ha sofferto con la sua Passione, Morte e Risurrezione. È per la preziosità del Sangue di Gesù che possiamo avere il perdono dei nostri peccati. È Gesù che offre a noi la possibilità di ricominciare il cammino interrotto con le nostre fragilità. Grave diventa per ogni cristiano rifiutare il dono che Gesù ci concede a prezzo del suo preziosissimo Sangue. A ciascuno di noi quindi l’impegno e l’umiltà di mettere sempre in atto questo verbo Ricominciare che ha fatto dei veri Santi e che può essere per noi un ritorno alla serenità.
La nostra mamma celeste, ci renda sensibili a ogni dono che Gesù ci concede.
