Commento al Vangelo di Giovanni 21,7
“ALLORA QUEL DISCEPOLO CHE GESU’ AMAVA DISSE A PIETRO: E’ IL SIGNORE” (Giovanni 21,7)

La vera missione degli Apostoli, è iniziata nel giorno della Pentecoste. E’ lo Spirito Santo che ha dato quel “colpo d’ala” che continuerà nel tempo e per sempre. Per ora gli Apostoli erano ritornati alla pesca. All’alba di un giorno, ebbero una sorpresa: “Gesù stette sulla riva, ma non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: figlioli, non avete nulla da mangiare?” (v.5). E’ interessante il fatto che loro,non lo abbiano riconosciuto, ma Lui ugualmente li ha chiamati con un nome molto familiare: “Figlioli”. Questa è la testimonianza dell’Amore che aveva per loro. La risposta degli Apostoli fu negativa. Quella notte fu amara per loro. Gesù, allora, li ha rincuorati dicendo: “Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete” (v.6). Essi hanno obbedito a un comando che certamente non si erano resi conto da quale fonte fosse venuto. “Gettata la rete, non riuscirono più a tirala su per la grande quantità di pesci”. Il fatto fu così straordinario, che l’Apostolo Giovanni subito comprese che quel comando era venuto da Gesù e allora gridò a Pietro: “E’ il Signore”! (v.7). Senza nessuna esitazione, Pietro lo volle subito raggiungere, e così come era si gettò in mare senza perdere altro tempo.
- Gioia e stupore
Grande fu la gioia per questo improvviso incontro con Gesù, “Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra e del pane. Disse loro Gesù: portate un po’ del pesce che avete preso ora” (v.10). Fu Pietro che ben presto e molto emozionato, salì sulla barca, trasse a terra la rete che conteneva “centocinquantaquattro grossi pesci”. Sembra che siano stati presi tutti i tipi di pesce di quel lago. “Allora Gesù disse: Venite a mangiare”, praticamente i discepoli in questo gesto di Gesù, hanno vissuto il rituale dell’ultima cena.
- La triplice domanda fatta a Pietro
La conclusione di questa terza volta che Gesù-Risorto si è manifestato ai discepoli, si è conclusa con un delicato esame per Pietro. Gesù, per tre volte, gli ha chiesto se veramente gli volesse bene. Pietro, sapendo che nulla è possibile nascondere a Gesù, ha lasciato che Gesù stesso leggesse nel suo cuore, dicendo: “Signore, tu conosci tutto, tu sai che ti voglio bene” (v.17). Gesù conosce tutto del nostro essere e del nostro agire, è importante esserne consapevoli. E’ una grazia riuscire ad affidare quello che siamo e quel poco che facciamo, nelle mani di Gesù. Lui solo è in grado di vedere e valutare la nostra reale situazione.
- Ricevere e dare Amore
Quello che Gesù ha chiesto a Pietro, oggi lo chiede a ciascuno di noi. Per dare Amore è importante avere un cuore capace di ricevere Amore. Pietro, nella sua semplicità di pescatore, ha creduto in Gesù e nell’Amore che gli voleva. Caricato dal suo Amore, ha poi risposto donando Amore con tutta la sua vita, fino al giorno del martirio. Pietro ha per tre volte confermato il suo Amore a Gesù, proprio perchè si è sentito fortemente amato da Lui. Questo è il punto di partenza per ogni Apostolato: Credere nell’Amore e donare Amore. Chiediamo a Maria, il suo aiuto.
Commento al Vangelo di Giovanni 20,19
“LA SERA DI QUEL GIORNO, IL PRIMO DELLA SETTIMANA, MENTRE ERANO CHIUSE LE PORTE DEL LUOGO DOVE SI TROVAVANO INSIEME I DISCEPOLI PER IL TIMORE DEI GIUDEI, VENNE GESU’, STETTE IN MEZZO A LORO E DISSE: PACE A VOI” (Giovanni 20,19)

La profezia, che per tre volte Gesù aveva rivelato, si è compiuta. Ora “Gesù e’ risorto”! Gli Apostoli erano chiusi nel cenacolo per il timore dei Giudei. Non erano ancora convinti delle voci che si sentivano in giro sulla Risurrezione di Gesù. Venne però il momento in cui Gesù stesso, apparve loro improvvisamente. Al vederlo entrare a porte chiuse, ebbero paura. “Gesù stette in mezzo a loro e disse: “Pace a voi”. Poi, senza nessun commento di incredulità, “Gesù mostrò loro le mani e il fianco”. La paura, a quel punto, lasciò il posto allo stupore, alla meraviglia e alla gioia.
- Un prezioso mandato
L’apparizione del Risorto, oltre alla gioia, ha riaperto il cammino agli Apostoli. Gesù di nuovo disse loro: “Pace a voi!”. Questa seconda volta non solo è stata una conferma del dono della pace, ma quasi come una introduzione a una Grazia che stava per concedere loro, e per mezzo loro, da offrire nel tempo a tutti gli uomini di buona volontà. Importanti ed efficaci sono le parole pronunciate da Gesù: “Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi. Detto questo soffiò e disse loro: Ricevete lo Spirito Santo. A coloro ai quali perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro ai quali non perdonerete, non saranno perdonati” (vv,21-23). Già a Cesarea di Filippo, Gesù aveva detto a Pietro che gli avrebbe dato il potere delle chiavi; ora, la promessa viene confermata con un mandato ben preciso. Questa facoltà data agli Apostoli è una Grazia, per la quale dobbiamo tutti la massima riconoscenza.
- La incredulità dell’apostolo Tommaso
Tommaso, chiamato Didimo, non era con loro quando venne Gesù, ma appena arrivato, con gioia e con entusiasmo, gli fu raccontato il felice evento. “Ma egli disse loro: se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mano nel suo fianco, io non credo” (v.25). Pesante è stata questa sua mancanza di fede, da meritare un severo rimprovero.
Infatti “Otto giorni dopo, venne Gesù a porte chiuse, stette in mezzo a loro e, dopo aver dato la pace disse a Tommaso: Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani. Stendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente” (v.26). E’ facile comprendere, quale sia stato il disagio e la vergogna di Tommaso. Alla fine, ebbe la forza di superare la forte emozione e pronunciò il suo atto di fede: “Mio Signore e mio Dio” (v.28). Gesù, vista la sincerità dell’Apostolo, gli rispose: “Perché mi hai veduto, tu hai creduto; Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto” (v.29). Questo è l’Amore che Gesù ha dimostrato a Tommaso e che oggi dimostra anche a ciascuno di noi se crediamo in Lui.
- Un atto di fede
Gesù è veramente un “Tesoro”, una preziosa “sorgente di Amore”. Gesù è una persona sempre disposta al perdono e ad essere per noi: guida sicura per il nostro cammino. A Lui tutta la nostra fiducia, sempre, anche quando annuncia verità che dal punto di vista umano non sono comprensibili (si pensi all’Eucaristia). La piena fiducia in Lui, nella sua Parola, apre orizzonti nuovi e impreziosisce il nostro cammino.
Maria, ci aiuti ad essere persone generose e che vivono quello che credono.
Commento al Vangelo di Giovanni 20, 3-4
“PIETRO ALLORA USCI’ INSIEME ALL’ALTRO
DISCEPOLO E SI RECARONO AL SEPOLCRO. CORREVANO INSIEME TUTTI E DUE” (Giovanni 20,3-4)

Maria di Màgdala, quando ancora era buio, si recò al sepolcro e con sorpresa e sgomento, vide che la pietra del sepolcro era stata tolta e il corpo di Gesù non c’era più. “Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo che Gesù amava e disse loro: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto” (v. 2). Sconvolti per questa notizia, Pietro e Giovanni sono corsi per accettarsi del fatto. Giovanni giunse prima “Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario, che era sul suo capo, non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte” (v.6) Tutti e due erano sconvolti per la triste situazione, un doloroso silenzio regnava fra loro. E’ comprensibile la loro agitazione, un vero dolore, ma come mai non si sono ricordati che Gesù aveva detto loro, per tre volte, che un giorno sarebbe stato
preso, condannato a morte, crocifisso e che il terzo giorno sarebbe risuscitato?
- L’azione dello Spirito Santo
Davanti al sepolcro vuoto, i due Apostoli hanno fatto capire quanto sia limitata la nostra condizione umana. Per tre volte Gesù ha detto loro che un giorno sarebbe stato preso, condannato a morte, crocifisso e il terzo giorno sarebbe risorto. Tutto questo è avvenuto, ma davanti al sepolcro vuoto, le tre profezie annunciate, sono state vane. Ecco i nostri limiti. Questo conferma che senza un intervento dello Spirito Santo, la vita umana impoverisce, fino ad arrivare a forme di vita sterile. Fu nel giorno della Pentecoste che non solo la loro mente si è aperta, ma con una forza straordinaria, sono diventati dei missionari e degli annunciatori della Parola di Gesù.
- “E’ risorto, non è qui” (Marco 16,6)
Le donne andate al sepolcro di buon mattino per ungere il corpo di Gesù, rimasero
sconvolte nel trovare il sepolcro vuoto. Ancora angosciate del fatto,“Videro nel sepolcro, un giovane, seduto alla destra, vestito di una veste bianca che disse loro: Non abbiate paura. Voi cercate Gesù Nazzareno, il Crocifisso, è risorto non è qui” ( Lc. 24,5-6). Felice è stato l’annuncio di quel giovane vestito di bianco, che ha dato conferma della Risurrezione di Gesù. Il gioioso evento, verrà poi confermato con apparizioni del Risorto a più persone e per quaranta giorni.
- Sono risorto e sono con voi
L’evento della Risurrezione di Gesù, è la verità di fede più importante per noi Cristiani. Non basta però credere in Gesù risorto, come fedeli dobbiamo, con tanta sincerità, farci una domanda: Come vivo la presenza di Gesù risorto?. Gesù stesso ha detto ” Io sono con voi tutti i giorni” (Mt,28,20)pertanto le nostre azioni e i nostri pensieri dovrebbero essere vissuti sapendo che siamo alla presenza di Gesù. Dobbiamo tutti quanti fare attenzione a una forma di inganno che il demonio cerca di inculcare nelle persone e cioè che per essere cristiani, basta essere fedeli a certe pratiche di pietà. Questo vorrebbe dire essere persone religiose, ma non credenti.
– Lo Spirito Santo e Maria, ci aiutino ad essere persone che compiono il loro dovere, non da soli, ma in un clima di Amore che solo la presenza di Gesù ci può dare.
Commento al Vangelo di Luca 22,40
“GIUNTO SUL LUOGO, DISSE LORO: PREGATE PER NON ENTRARE IN TENTAZIONE” (Luca 22,40)

Il Getzemani è un luogo che va studiato e molto meditato, per quanto è avvenuto. Quella notte, In quell’orto, Gesù ha pregato e percepito tutto ciò che stava per avverarsi a conclusione della sua missione sulla terra. Gesù ha avvertito su di sè, la gravità dei nostri peccati e si è offerto al Padre come vittima di espiazione. L’intensità di quel momento fu così grande da sudare sangue. Nel Getzemani, unitamente alla sua grande sofferenza, Gesù ha compiuto un prezioso atto di obbedienza: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà” (v.42). E’ così che Gesù ha accettato di pagare per noi tutte le conseguenze causate dai nostri peccati.
- “Pregate per non entrare in tentazione“
In quella notte di grande sofferenza, Gesù sperimentò anche la delusione causata dai suoi discepoli, che anzichè vegliare e condividere con Lui la preghiera, sono stati colti dal sonno. Gesù li ha poi richiamati dicendo: “Alzatevi e pregate per non entrare in tentazione” (v.46). Oggi, questo richiamo di Gesù, è anche per noi. Quante volte, infatti, sacrifichiamo la preghiera per nostre occupazioni umane. E’ pur vero, che la stanchezza in alcuni momenti può essere maggiormente sentita, ma non bisogna cadere in facili giustificazioni.
- Con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?”
Con un cuore lacerato e la sofferenza per la mancata sensibilità dei suoi Apostoli, ecco arrivare anche il tradimento di Giuda. Con un manipolo di soldati, si avvicinò a Gesù per baciarlo. Non un gesto di affetto, ma un segno per indicare ai soldati quale fosse la persona da arrestare. Gesù ha risposto con parole che commuovono: “Con un bacio, tu tradisci il Figlio dell’uomo?” (v.48).
Questa è l’azione di satana, che oggi come ieri, maschera l’odio con segni di apparente amore. Quanta falsità purtroppo è in uomini e donne che, spinti da falsi sentimenti affettivi, compiono gesti che chiamano amore, ma che non sono altro che dei veri tradimenti. Facciamo attenzione a non cadere in questi gravi peccati.
- Un prezioso segno
Non passi inosservato un particolare che troviamo nel Vangelo di Giovanni, quando Gesù domandò a coloro che erano venuti nel Getzemani con Giuda per catturalo: “Chi cercate?”Gli risposero; Gesù il Nazzareno. Disse loro Gesù: “Sono io“. Vi era con loro anche Giuda, il traditore, Appena detto “Sono io”, indietreggiarono e caddero a terra” (Gv.18,4-6). Questo è stato un segno; se Gesù avesse voluto sottrarsi dalla loro cattura, sarebbe bastata una sua Parola, ma Gesù in quel momento liberamente si è consegnato a loro per la nostra salvezza. Così è iniziato il suo Calvario, fino al momento in cui sulla croce disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito. Detto questo spirò” (Lc.23,46). Quale coscienza abbiamo di ciò che Gesù ha sofferto e offerto per noi? La risposta che possiamo dare a un così grande Amore, è un quotidiano impegno di fedeltà e di obbedienza alla sua Parola.
Maria ci conceda di avere un cuore sensibile a tutto quello che Gesù fa per noi.
Commento al Vangelo di Giovanni 8,6
“MA GESU’ SI CHINO’ E SI MISE A SCRIVERE COL DITO SULLA TERRA” (Giovanni 8.6)

Scribi e Farisei, più volte hanno cercato di mettere in difficoltà la missione di Gesù. Un giorno, gli condussero una donna sorpresa in adulterio e gli dissero: ” Mosè, nella Legge ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?” (v.5). Se Gesù avesse approvato che fosse stata lapidata, lo avrebbero giudicato come un uomo crudele; se invece avesse suggerito di perdonarla, lo avrebbero condannato per grave disobbedienza alla Legge. L’inganno, era ben evidente “Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra”. Tutti aspettavano una risposta, ma poiché esitava tanto, di nuovo lo interrogarono. Allora Gesù, “Si alzò e disse loro: “Chi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei. È chinatosi, di nuovo scriveva per terra” (vv.7-8). Dopo queste parole, un fatto curioso è avvenuto: “Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani” (v.9).Questo ci fa capire, che tutti abbiamo dei peccati da confessare.
- Trasparenza e verità
Quanto è importante, nella vita, essere delle persone vere e trasparenti. Quante sofferenze si potrebbero evitare, se le persone agissero con onestà. Non dobbiamo, comunque, guardare la pagliuzza che è nell’occhio degli altri, come dice il Vangelo, ma cerchiamo di agire noi con sincerità e trasparenza. È importante anche prendere coscienza che siamo tutti chiamati a compiere ogni nostra azione, sotto gli occhi di Dio, al quale nulla sfugge di quello che siamo e di come agiamo. Non sappiamo quello che Gesù ha scritto per terra, ma conosciamo l’effetto che ha provocato: “Uno per uno se ne sono andati, cominciando dai più anziani”.
Gesù, ha dimostrato di conoscere sempre tutto della nostra condizione di vita…
- Il perdono
In poco tempo quella povera donna è rimasta sola davanti a Gesù, che le chiese; “Dove sono? Nessuno ti ha condannata? Ed ella rispose: Nessuno, Signore” (v.10). Ecco cosa avviene, quando la potenza del Signore mette in luce certe situazioni. Questa è una grazia che anche noi dobbiamo chiedere, quando ci troviamo in situazioni nelle quali il demonio intorbidisce le acque. Allora, è solo la luce del Signore che è in grado di fare chiarezza sullo stato effettivo delle cose.
Intimorita e tremante, quella donna, ora era in attesa della sentenza che Gesù avrebbe pronunciato su di lei. Con sorpresa e con gioia ineffabile, si sentì dire; “Neanch’io ti condanno; và e da ora in poi non peccare più” (10).
Questo è il vero volto di Gesù: evidenziare la verità e riportare le persone nella condizione di vivere bene. Quello che Gesù ha chiesto alla peccatrice, è di non peccare più, di cambiare vita e di essere sempre fedele ai Comandamenti di Dio.
La Misericordia di Dio non ha limiti, ma allo stesso tempo, esige la massima disponibilità nell’evitare il male e nel fare il bene. Non sempre agire così è facile; come Cristiani, dobbiamo accettare il sacrificio che la vita quotidiana comporta.
Chiediamo Maria, che ci aiuti ad essere sempre trasparenti nelle nostre azioni
Commento Vangelo di Luca 15,24
“QUESTO MIO FIGLIO ERA MORTO, ED E’ TORNATO IN VITA, ERA PERDUTO ED E’ STATO RITROVATO”(Luca 15,24)

Gesù ha illuminato e sempre illumina la nostra mente e il nostro cuore con la preziosità della sua Parola. Sono parabole, esortazioni, miracoli e tanti insegnamenti, che scaturiscono da un cuore che trabocca d’Amore. La Parola di Gesù, nasconde verità che scuotono la vita. La sua Parola non invecchia; tocca tutti i problemi della nostra vita; apre gli orizzonti su ciò che ci attende al termine del nostro pellegrinaggio terreno. Una Parola, quindi, che è un “tesoro” da custodire e da meditare con perseveranza.
> Ricominciare è possibile.
Fra le parabole che Gesù ci ha fatto conoscere, quella del figliol prodigo, mette in evidenza quanto sia grande l’attenzione di Dio Padre anche verso i peccatori. Anche oggi ci sono figli che abbandonano la famiglia per strade di peccato. Quello che un genitore può fare, quando ha un figlio in difficoltà, è cercare di non perdere mai la speranza in un suo ritorno. La storia, registra esempi di grandi Santi che, dopo una vita di peccato, hanno avuto la grazia e la forza di mettere in discussione tutta la loro vita. Ricominciando e compiendo un cammino di vera conversione, quindi, di obbedienza alla Parola di Dio.
> Un commosso abbraccio
La decisione del figlio di ritornare alla casa del Padre, è stata accolta con un commosso abbraccio. Un gesto, che il figlio non si aspettava. Lui si è avvicinato al padre, pienamente disposto a riconoscere il peccato commesso; quasi misteriosamente, ha sperimentato un gesto di accoglienza da parte del padre. Quello che è successo fa comprendere una cosa importante e cioè che davanti al Signore, ciò che conta per avere il perdono non è solo la dichiarazione dei peccati commessi, ma la sincera contrizione delle varie colpe. Forse, non sempre avviene questo quando ci disponiamo a ricevere il Sacramento della Penitenza. Mentre per tutti, è proprio la contrizione del peccato commesso, che assicura il perdono e quindi la piena riconciliazione.
- La speranza di chi ama
Chi sinceramente ama, non perde mai la speranza di un possibile ritorno della persona cara travolta dal peccato. “Dio è Amore” (1Gv.4,8), ed è l’Amore che ha per noi a mantenere viva in Lui la speranza del ritorno del peccatore alla casa del padre. Il giorno del ritorno diventa una gioia veramente grande, al punto, come si legge nel Vangelo, che quel padre ha voluto proprio una festa per il ritorno del figlio. Questo dovrebbe essere per tutti un sincero incoraggiamento, proprio nei momenti in cui si è tormentati dalle conseguenze del peccato. Chi ama, non perde mai la speranza di poter riabbracciare la persona caduta nel peccato.
Non venga mai meno, quindi, la preghiera per la conversione dei peccatori. Noi abbiamo l’esempio della mamma di Sant’ Agostino, che dopo tante preghiere e lacrime, ebbe la grazia tanto desiderata. Questo non fu l’unico caso di conversione.
La nostra mamma del cielo non cessa mai di esortare tutti per la conversione dei peccatori. Con fede e con fiducia uniamoci alla sua preziosa preghiera.
Commento Vangelo di Luca 13,7
“TAGLIALO DUNQUE! PERCHE’ DEVE SFRUTTARE IL TERRENO?” (Luca 13,7).

“In un creato fecondo, Dio ci vuole fecondi” .
“Dio disse: siate fecondi e moltiplicatevi”
(Genesi1,28). La famiglia umana, è chiamata alla fecondità. E’ una gioia vedere venire al mondo i propri figli e collaborare con loro nel cammino verso la maturità umana e spirituale. I figli sono un dono, sono una realtà preziosa; l ‘augurio, è che essi stessi si rendano conto della preziosità della loro vita e della loro vocazione.
- Una fecondità spirituale
Gesù ci esorta, con una parabola molto significativa, a impostare la vita in modo da raggiungere una fecondità non solo umana, ma soprattutto spirituale. Questo il contenuto della parabola; “un tale,dopo aver piantato un albero di fichi nella sua vigna, visto che dopo tre anni non portava frutti decise di tagliarlo: “perchè deve sfruttare il terreno?” Il significato è chiaro: se una pianta è sterile, non serve a niente. Così è della persona umana, se non arriva ad essere feconda, non può pretendere di essere sostenuta e continuare una condizione di vita sterile.
I talenti che il Signore ci concede, vanno gestiti bene; devono essere impegnati perchè portino frutti, diversamente ci vengono sottratti e dati ad altre persone.
- Come arrivare alla fecondità
La fecondità, non è da considerare un privilegio di qualche persona. Tutti abbiamo doni e grazie per arrivarci. Quello che serve è vivere la vita in obbedienza alla Parola di Dio. E’ avere un programma di vita, che sia efficace allo scopo. Significativo è ciò che Dio ha detto ad Abramo: “Cammina ala mia presenza e sii integro” (Gen.17,1). Gesù dirà ai suoi discepoli: “Se qualcuno vuol venire, dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Lc. 9,23). E’ vivendo in obbedienza a queste preziose indicazioni, che si arriva a una vera fecondità spirituale. Coloro, che per pigrizia spirituale non s’impegnano, o peggio ancora, si oppongono a un cammino di fedeltà alla Parola di Dio, prima o poi la loro vita diventerà sterile, non darà più frutti buoni e quindi sarà punita.
> La pazienza di Dio
Dio è buono e misericordioso; a tutti concede tempo e modo per una sincera conversione. Ecco, allora, che il servo di quel padrone gli chiede: “Lascialo ancora quest’anno, finchè io gli avrò zappato intorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai” (v. 8-9).
Il Signore, certamente, è disposto a dare tempo e concedere un particolare sostegno a chi si impegna a vivere una vita spiritualmente feconda; cerchiamo di agire seriamente perché, come dice San Paolo, “Non fatevi illusioni, Dio non si lascia ingannare (Gal.6,7). Non siamo chiamati a gesti eroici, ma per tutti è urgente lavorare con perseveranza nella vigna del Signore, anche quando un certo cammino può comportare sacrifici e non sempre grandi soddisfazioni.
La vita è dura per tutti, ma va affrontata con coraggio. Le scusanti al nostro dovere possono essere tante; l’ultima parola, è di coloro che il Signore ha predisposto come padri spirituali, ai quali rivolgersi in ogni momento con fiducia.
Chiediamo a Maria la forza di essere impegnati per una vera fecondità.
Commento Vangelo di Luca 9,29
“MENTRE PREGAVA, IL SUO VOLTO CAMBIO’ DI ASPETTO E LA SUA VESTE DIVENNE CANDIDA E SFOLGORANTE” (Luca 9,29)

Pietro, Giacomo e Giovanni un giorno hanno ricevuto una grande grazia. Gesù li ha portati con sè sul monte a pregare. “Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante” (Lc.9,29).Stupore, meraviglia e anche un certo “timore” colse i tre Apostoli in quel momento. Erano ancora stupiti del fatto che videro apparire accanto a Gesù, Mosè e Elia, il primo come rappresentante della Legge e Elia, rappresentante dei Profeti. “Essi parlavano con Gesù del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme” (v.31). In un contesto così misterioso e intenso, gli Apostoli rimasero senza parole e in grande trepidazione.
- Dalla nube: una voce
Nel cuore dei tre Apostoli si alternavano timore ma anche gioia, al punto che Pietro disse: “E’ bello per noi essere qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia” (v.33). Quando un persona riesce a sintonizzarsi con le realtà del cielo, grande è la gioia, anche se non sempre è compresa pienamente. La grazia ricevuta dai tre Apostoli è accresciuta ancora quando: “Venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube ebbero paura” (v.34). Quella “Nube” era il segno della Presenza del Padre. Una esperienza così forte, ha scosso ancora più profondamente gli Apostoli.
La paura avvertita da loro, non è come certe nostre paure; è frutto di una esperienza spirituale che scuote fortemente e positivamente, il nostro modo di sentire umano. “Dalla nube uscì una voce che diceva: Questi è il Figlio mio, l’eletto: ascoltatelo” (v.35). Queste poche parole contengono due verità, alle quali come credenti, dobbiamo dare la nostra piena adesione.
– La prima verità riguarda la esplicita testimonianza che Gesù è il Figlio suo eletto e mandato nel mondo per la salvezza dell’umanità. Questo è l’atto di fede fondamentale per noi Cristiani. Infatti, non basta essere “religiosi”, determinante è riconoscere la persona di Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo, Salvatore del mondo, il grande atteso, il Verbo Incarnato, il vero Messia, presente e operante in mezzo a noi. Senza questo atto di fede, non si raggiunge la vita eterna.
– La seconda verità è un richiamo all’ascolto, all’obbedienza che dobbiamo avere verso Gesù. Un ascolto quotidiano della sua Parola e l’impegno di mettere in pratica tutto quello che Gesù insegna. Non basta quindi l’ascolto, perchè una fede senza le opere, muore. L’obbedienza a Gesù, va fatta anche quando certi eventi ostacolano il cammino o quando sembra di combattere da soli contro forze giganti.
- La “trasfigurazione” nell’Eucaristia.
La persona di Gesù, l’abbiamo nella Santa Eucaristia. Il suo volto non è visibile, ma è luminoso più del sole. Tu sei presente Gesù, trasfigurato in quell’Ostia bianca. Ciò che i nostri occhi non vedono di Te, è percepito dal cuore.
Maria ci ottenga di sperimentare, l’Amore che Gesù ci offre con la sua presenza.
Commento Vangelo di Luca 4,1-2
“IN QUEL TEMPO, GESU’ SI ALLONTANO’ DAL GIORDANO ED ERA GUIDATO DALLO SPIRITO NEL DESERTO, PER QUARANTA GIORNI, TENTATO DAL DIAVOLO” (Luca 4,1-2)

Stupisce il fatto che Satana possa tentare anche Gesù, ma così è stato. Dopo i giorni di preghiera nel deserto, ecco la triplice tentazione, che Satana ha voluto fare a Gesù. Le tre tentazioni sono quelle vissute anche dal popolo di Israele nel suo cammino nel deserto. La tentazione del pane (la manna cf. Esodo 16); la tentazione dell’idolatria (il vitello d’oro, cf. Esodo 32) e quella di voler mettere alla prova il disegno Divino (richiesta del miracolo dell’acqua a Massa e Meriba).
> La prima tentazione: “Se tu sei il Figlio di Dio, dì che queste pietre diventino pane” (v.3). Quello che Satana voleva raggiungere, era di ottenere un atto di obbedienza da Gesù, cioè di sottometterlo in qualche modo alla sua volontà. Gesù ha risposto citando un passo della Bibbia: “Non di solo pane vivrà l’uomo” (Deut.8,3). Noi abbiamo bisogno anche di pane, ma ci sono delle necessità molto più importanti. Come Cristiani, abbiamo bisogno di tanta fede e di tanto amore. Desiderare ciò che non serve, è mancanza di fiducia nella Divina Provvidenza.
> Seconda tentazione: Il demoniodopo aver mostrato a Gesù tutti i regni dellaterra, disse: “Ti darò tutto questo potere e la loro gloria…se ti prostrerai in adorazione davanti a me” (vv.6-7). Certo non poteva chiedere cosa peggiore di questa. Gesù, rispose ancora con Parole della Sacra Scrittura: Sta scritto: il Signore, Dio tuo, adorerai: a Lui solo renderai culto” (Deut. 6,13).Questo dovrebbe essere il comportamento di ogni credente; purtroppo, molte sono ancora le persone che oggi si piegano davanti al “vitello d’oro”: il denaro, il potere, il piacere. Una tale idolatria ha causato e causa ingiustizie, sofferenze, guerre, povertà e veramente situazioni di sofferenza in diverse nazioni della terra.
> La terza tentazione: Nella terza tentazione, ildemonio ha voluto provocare Gesù, chiedendo che si gettasse giù dal punto più alto del Tempio. Con questo gesto avrebbe dimostrato di essere Dio e quindi certamente gli Angeli sarebbero venuti in suo soccorso. La risposta di Gesù è ancora una volta con Parole della Bibbia: “Non metterai alla prova il Signore tuo Dio” (Salmo 91,11).Anche questa risposta data al maligno, è da considerare attentamente anche per noi. E’ facile infatti fare scelte o compiere gesti che non sono proporzionati alle nostre capacità. Dobbiamo essere umili. Presumere di essere in grado di fare cose non conformi alle nostre capacità, è sempre un errore da evitare.
> Il libero arbitrio
Il libero arbitrio è una facoltà che il Signore ci ha dato, che ci permette di distinguere il sentire dall’acconsentire. E’ un fatto naturale e inevitabile che vengano alla mente pensieri buoni o vere tentazioni. Poichè si tratta di situazioni non volute, queste cose non sono da considerare di per sé, causa di peccato. Quando però con piena coscienza accettiamo il pensiero, allora si cade in una responsabilità morale. Ogni tentazione del demonio va respinta quindi con fermezza e con tempestività; quando siamo in grado di farlo, dovremmo fare come Gesù e respingerle con Parole della Sacra Scrittura Maria, la nostra mamma celeste, ci aiuti sempre a evitare il male e a fare il bene.
Commento Vangelo di Luca 6,44
“OGNI ALBERO INFATTI SI RICOCOSCE DAL SUO FRUTTO” Luca 6,44

Prendiamo coscienza di come Dio ha voluto la creatura umana: “Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò” (Gen. 1,27). Essere persone fatte a “immagine di Dio” è una realtà molto bella e dignitosa. Dio ci ha dato anche la facoltà di poter decidere liberamente sulle scelte che siamo chiamati a fare nella vita e sul come impostare il nostro cammino. E’ il dono della libertà. In forza di questo dono, se decidiamo di compiere una buona azione, quella diventa allo stesso tempo, un atto di amore. Purtroppo, possiamo anche decidere di compiere scelte o azioni sbagliate e dannose per noi e per gli altri. La libertà, quindi, è un’arma a doppio taglio, preziosa e pericolosa allo stesso tempo.
> Il discernimento
Ogni giorno siamo chiamati a compiere delle scelte e, in alcuni momenti, scelte molto importanti e determinanti per il nostro cammino. Quello che dobbiamo fare, è impostare la vita in obbedienza alla Parola di Dio. Interessante è il programma di vita che Dio stesso ha dato al suo servo Abramo: Cammina alla mia presenza e sii integro” (Gen. 17,1). Oggi è alla Parola di Gesù, che dobbiamo obbedire con perseveranza e con grande senso di responsabilità.
> “Ogni albero si riconosce dal suo frutto“
L’uomo è libero di scegliere la strada che intende percorrere. Ciò che la persona umana compie, ha però un suo risultato positivo o negativo. Gesù stesso dice che “Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto”. Quando una persona è obbediente alla Parola di Dio, sperimenta e manifesta quei frutti che San Paolo elenca nella Lettera ai Galati: “Amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sè” (Galati 5,22). Quando invece la persona manca di obbedienza al Signore, ben presto viene a mancare l’amore, la gioia e la pace. Una persona si può mascherare quanto vuole, ma nella realtà dei fatti tutto si rivela. Nulla può rimanere nascosto al Signore.
> La Gerusalemme celeste
Siamo in cammino verso il giorno in cui tutti concluderemo la nostra vita qui sulla terra. Questa è una realtà che ci deve far riflettere seriamente. Alcuni non ci vogliono pensare, ma nessuno potrà sottrarsi al giorno in cui arriverà la morte.
Chi cerca di fare il possibile per essere fedele alla volontà di Dio, sperimenta già qui sulla terra, la gioia del Paradiso. Anche se ci sono tribolazioni, prove e difficoltà di vario genere, si riesce ad affrontare con un serenità senza scoraggiarsi e con grande fiducia nella Divina Provvidenza.
Oltre ai frutti dello Spirito indicati da San Paolo, chi vive con perseveranza in Grazia di Dio, avverte la gioia della Presenza di Gesù. Nella Santa Eucaristia sperimenta una reale forza nell’affrontare le difficoltà della vita. In modo progressivo, percepisce la preziosità della persona di Gesù, che è davvero un Tesoro nascosto e una sorgente di Amore. Chi è fedele al Signore arriva ad avere cuore capace di ricevere Amore e che sa dare Amore. Su questa strada cresce la gioia di arrivare presto alla Gerusalemme celeste. Maria ci aiuti in questo cammino.
