Beata Elena Guerra di Lucca – 23 maggio

23 Maggio
Beata Elena Guerra – Lucca
Martirologio Romano
NATA: Lucca 23 giugno 1835
MORTA: Lucca 11 aprile 1914
Nella città di Lucca, beata Elena Guerra, vergine, istituì la Congregazione delle Oblate dello Spirito Santo. È stata definita «l’apostola e la missionaria dello Spirito Santo» perché si adoperò moltissimo per diffonderne la devozione tra il clero e i fedeli.
Il Ministero
Dopo aver vissuto varie esperienze tipiche del laicato cattolico, come l’assistenza ai malati o la catechesi ai fanciulli, decise di dedicarsi ad una vita religiosa più intensa.
Nel 1882 fondò a Lucca una comunità laica femminile di vita attiva, dedita all’educazione delle ragazze; fu tra le sue allieve anche Gemma Galgani. Più tardi, l’istituto verrà riconosciuto dalla Chiesa cattolica come congregazione religiosa. Formò con la beata Maria Domenica Brun Barbantini e santa Gemma Galgani, il “trio” di santità al femminile che diede lustro alla diocesi lucchese nell’Otto-Novecento.
Convinta della funzione della stampa come servizio fondamentale per la Chiesa, pubblicò numerosi scritti su problemi riguardanti la donna (spose, fidanzate, lavoratrici domestiche) e sulla scuola, per indirizzare insegnanti e alunni verso una cultura cristiana. Per la Beata Elena, la Chiesa è un Cenacolo spirituale permanente: ove Gesù si offre a Dio vittima di espiazione per la salvezza degli uomini, ove Gesù istituisce il sacramento dell’amore: l’Eucaristia, ove appare ai suoi dopo la Risurrezione, ove manda grazie al Padre lo Spirito Santo.
È in questa prospettiva, che Elena inizia il Cenacolo Universale come movimento di preghiera allo Spirito Santo.
Ascensione del Signore

Ascensione del Signore
Con la solennità dell’Ascensione di Gesù al Cielo, si conclude la vita terrena di Gesù che con il suo corpo, alla presenza degli apostoli, si unisce fisicamente al Padre, per non comparire più sulla Terra fino alla sua Seconda venuta (Parusìa) per il Giudizio finale. Questa festività è molto antica e viene attestata già a partire dal IV secolo.
Per la Chiesa cattolica e le Chiese protestanti, l’Ascensione si colloca di norma 40 giorni dopo la Pasqua, cioè il giovedì della sesta settimana del Tempo pasquale, ovvero quello successivo alla VI domenica di Pasqua.
Nel Credo degli Apostoli viene menzionata con queste parole: «Gesù è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine».
QUAL È IL SIGNIFICATO DELL’ASCENSIONE?
L’Ascensione raccontata da Luca, Marco e dagli Atti degli Apostoli, non si riferisce al primo ingresso del Salvatore nella gloria, quanto piuttosto all’ultima apparizione e partenza che chiude le sue manifestazioni visibili sulla terra. Pertanto, l’intento dei racconti dell’Ascensione non è quello di descrivere il reale ritorno al Padre, ma di far conoscere alcuni tratti dell’ultima manifestazione di Gesù, una manifestazione di congedo, necessaria perché Egli deve ritornare al Padre per completare tutta la Redenzione: “Se non vado non verrà a voi il Consolatore, se invece vado ve lo manderò” (Gv. 16, 5-7).
Il catechismo della Chiesa Cattolica dà all’Ascensione questa definizione: “Dopo quaranta giorni da quando si era mostrato agli Apostoli sotto i tratti di un’umanità ordinaria, che velavano la sua gloria di Risorto, Cristo sale al cielo e siede alla destra del Padre. Egli è il Signore, che regna ormai con la sua umanità nella gloria eterna di Figlio di Dio e intercede incessantemente in nostro favore presso il Padre. Ci manda il suo Spirito e ci dà la speranza di raggiungerlo un giorno, avendoci preparato un posto”.
Beata Vergine Maria di Fatima – 13 Maggio

13 Maggio
Beata Vergine Maria di Fatima
Martirologio Romano
Beata Maria Vergine di Fatima in Portogallo.
Contemplata come Madre clementissima secondo la grazia, sempre sollecita per le difficoltà degli uomini.
Richiama folle di fedeli alla preghiera per i peccatori e all’intima conversione dei cuori.
Il ministero
Era il 13 maggio 1917 quando Lucia e i fratellini Francisco e Jacinta Marto, videro una Signora splendente che avrebbe cambiato la loro vita.
Il messaggio principale delle apparizioni è legato a tre segreti, o meglio a una rivelazione in tre parti che la Madonna fece ai pastorelli. L’autorità della Chiesa, a più riprese, ha ravvisato in Fatima un faro che ancora oggi continua a gettare la sua luce, per richiamare il mondo disorientato verso l’unico porto di salvezza. Gli avvertimenti della Vergine Maria costituiscono un invito alla speranza, che nasce dalla certezza che Dio vuole il nostro bene ad ogni costo.
Gli atti di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria
- Il 13 maggio 1931 l’episcopato portoghese, secondo il messaggio di Fatima, compì la prima consacrazione del Portogallo al Cuore Immacolato di Maria.
- Il 31 ottobre e l’8 dicembre 1942 papa Pio XII consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria e il 7 luglio 1952 consacrò a Maria in maniera speciale i popoli della Russia, come aveva chiesto la Celeste Signora.
- Papa Paolo VI, il 21 novembre 1964, rinnovò la consacrazione dell’umanità al cuore immacolato della Beata Vergine.
- Giovanni Paolo II, il 24 marzo 1984, in comunione spirituale con tutti i vescovi del mondo, consacrò solennemente l’intera umanità alla Madonna.
- Papa Francesco il 23 marzo del 2022, in comunione spirituale con tutti i vescovi del mondo, la supplica alla Madonna per la pace in Ucraina e l’atto di consacrazione dell’umanità, in particolare di Russia e Ucraina al Cuore Immacolato di Maria.
Commento al Prefazio
“NELL’ULTIMA CENA , GESU’ VOLLE PREPARARE CON I SUOI DISCEPOLI IL MEMORIALE DI SALVEZZA DELLA SUA CROCE”(dal Prefazio).

Quando si ama una persona, si fa tutto il possibile per aiutarla e per seguirla nel suo cammino con una presenza quotidiana e concreta. Questo è ciò che Gesù fa per noi. . Avere Gesù sempre presente nel nostro cammino è una grazia importante, ma Gesù non si limita a questo, Egli ha voluto istituire il Sacramento della Santa Eucaristia, così da poter abitare in noi, non soltanto camminare con noi.
Nella Sinagoga di Cafàrnao:
Un giorno Gesù, nella Sinagoga di Cafàrnao, discutendo con i Giudei sulla realtà del Pane disceso dal cielo, ha annunciato di essere Lui stesso questo “Pane disceso
dal cielo”. Le sue parole hanno suscitato stupore e totale incomprensione. Ancora di più, quando soggiunse: “Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (v.51). Allora i Giudei si misero a discutere fra di loro. Gesù, con la sua forza Divina, chiaramente poi disse: “In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il mio sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (vv.53-54). A queste parole, l’unica risposta fu quella di alcuni suoi discepoli che dissero: “Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?” (v. 59).
La istituzione dell’Eucaristia
Quello che Gesù ha annunciato a Cafàrnao, lo ha realizzato nell’ultima cena con i suoi Apostoli. “Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò , lo diede loro dicendo: “Prendete, questo è il mio corpo. Poi prese il calice e rese grazie e disse: “questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti” (Mc. 14,22-24). Davanti a questa verità la mente umana non regge, è una verità che trascende ogni nostra facoltà. Se siamo umili e cioè se siamo coscienti che abbiamo dei limiti, si arriva alla lode e all’esultanza per un dono così straordinario e prezioso. Se invece crediamo soltanto a quello che riusciamo a capire, allora facciamo come quei discepoli che a Cafàrnao, dopo aver ascoltato Gesù, “Tornarono indietro e non andarono più con Gesù” (Gv.6-66).
Una risposta di fede
Ogni persona cristiana è chiamata a dare la sua personale risposta a Gesù. Se rimane indifferente, allora è segno che qualcosa si è spento nella sua vita. La prima risposta che dobbiamo dare è un atto di fede, e cioè riconoscere il valore e l’autorevolezza della Parola di Gesù, anche quando questa Parola va oltre la nostra comprensione umana. La fede, è un Si pieno a quello che Gesù dice.
Una risposta di Amore
Molte volte in chi frequenta certe funzioni religiose, si riscontra una forma di “cardiopatia spirituale”, questo avviene quando manca una regolare funzione del cuore nel ricevere il sangue dalle vene e poi immettrerlo nelle arterie, Non esiste Amore se non crediamo e accogliamo il dono che Gesù ci offre. Ma neppure esiste amore se non lo doniamo alle persone che incontriamo.
Chiediamo a Maria un cuore che funzioni bene; un cuore carico di vero Amore.
Commento al Vangelo di Giovanni 14,26
“IL PARACLITO, LO SPIRITO SANTO CHE IL PADRE MANDERA’ NEL MIO NOME, LUI VI INSEGNERA’
OGNI COSA E VI RICORDERA’ TUTTO CIO’ CHE VI HO DETTO” (Giovanni 14,26)

Gesù, con la sua Parola e con la sua vita, ha fatto conoscere ai suoi Apostoli molte verità; Lui stesso però un giorno disse: “Molte cose ho ancora da dirvi”; ma a suo tempo sarà lo Spirito Santo che “Vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto” (v.26). Questo è avvenuto nel giorno della Pentecoste. Quel giorno fu davvero fatale per gli Apostoli, riuniti nel Cenacolo con Maria. Il timore, che prima avevano verso i Giudei, sì è trasformato in un grande coraggio, così da affrontare ogni tipo di difficoltà e con una predicazione che in poco tempo ha ottenuto molte conversioni.
- “Molte cose ho ancora da dirvi“
Dal cuore di Gesù, traboccante di Amore, chissà quante cose ancora desiderava comunicare ai Discepoli. Infatti, quando si ama una persona, è quasi impossibile esprimere tutto l’Amore che si ha per lei. San Tommaso, in un suo commento a questo passo del Vangelo, ha indicato alcune delle “molte cose” che, secondo lui, Gesù aveva in cuore di rivelare agli Apostoli. Così ha scritto: “Certamente Gesù desiderava rivelare una verità più ampia di ciò che Dio è in se stesso e dell’Amore che lo costituisce come essenza. Necessaria sarebbe stata una più profonda conoscenza della sua persona, come vero Dio e vero uomo, e la sua perfetta uguaglianza con il Padre. Avrebbe desiderato anche una maggior intuizione sul significato delle Scritture”. Sono tutte importanti considerazioni che confermano quanto sia grande l’Amore che Gesù ha per noi.
- I preziosi doni dello Spirito Santo
Veramente lo Spirito Santo ha operato e continua la sua azione anche su noi oggi. E’ lo Spirito Santo che illumina e aiuta a comprendere bene quello che dobbiamo fare e, allo stesso tempo, concede a noi la forza per affrontare le difficoltà che incontriamo. Significativi sono i sette doni dello Spirito che il profeta Isaia, secoli prima della Pentecoste, ha elencato, parlando del “Germoglio che spunterà dalle radici di Iesse” (Is.11,1). Doni, che vanno veramente meditati e invocati.
– Sapienza: come capacità di distinguere il bene dal male. Intelletto: per interpretare bene le Scritture e gli eventi della vita. Consiglio: come particolare aiuto per le scelte che dobbiamo fare nella vita. Fortezza: tanto necessaria per affrontare le difficoltà della vita e per essere perseveranti nella fede. Scienza: come apertura della mente alle tante verità della fede. Pietà: è l’Amore che dovremmo manifestare sia a Dio, sia al prossimo con opere di carità. Timor di Dio: come stupore e meraviglia per la grandezza e trascendenza di Dio.
– Lo Spirito Santo è Vita, è Pace è Amore. Con umiltà e con perseveranza, ogni giorno facciamo il possibile per chiedere allo Spirito Santo, che ci renda persone vive e cioè capaci di stabilire giuste, armoniche ed equilibrate relazioni con la natura, con il prossimo e con tutte le realtà soprannaturali. Ci conceda di essere persone serene e capaci di seminare la pace. E ancora ci renda persone con un cuore grande e cioè capace di accogliere l’Amore che Dio ci dona continuamente. Allo stesso tempo, di essere sempre un dono per il prossimo.
Che Maria, la nostra cara mamma, ci ottenga dello Spirito Santo i suoi sette doni.
Commento al Vangelo di Luca 24, 52-53
“GLI APOSTOLI SI PROSTRARONO DAVANTI A LUI; POI TORNARONO A GERUSALEMME CON GRANDE GIOIA E STAVANO SEMPRE NEL TEMPIO LODANDO DIO”

La missione degli Apostoli è stata arricchita dalla presenza di Gesù, dalla sua Parola, dal suo Amore e in modo particolare dall’azione dello Spirito Santo. Essi hanno visto compiere grandi miracoli; l’ultimo è avvenuto verso Betània, quando Gesù dopo aver parlato con loro “Mentre li benediceva si staccò da loro e veniva portato su in cielo” (v.51). Vedere Gesù, che si sottraeva in modo così miracoloso ai loro occhi, ha suscitato un grande stupore e “si sono prostrati davanti a lui”(v.52). Dopo questa straordinaria esperienza, tornarono a Gerusalemme. Gesù, con la sua miracolosa ascensione al cielo, ha rivelato ancora di più il suo misterioso essere vero Dio e vero uomo. Una persona, quindi, da considerare veramente un “Tesoro” nascosto da Adorare e Amare con tutto il cuore. E’ per tutti una grande grazia oggi poter entrare in comunione con una persona così preziosa.
> ” Si prostrarono davanti a Lui“
Vedere fisicamente la persona di Gesù che lentamente sale in alto, fino ad essere sottratta ai loro occhi, certamente ha suscitato una forte emozione; infatti, gli Apostoli “si prostrarono davanti a Lui”. Oggi, davanti a noi non abbiamo la visione di Gesù che sale al cielo, ma di Gesù che con tutta la preziosità del suo essere, veramente Dio e veramente uomo, vive e rimane con noi. Se abbiamo un minimo di fede dovremmo trovare ogni giorno del tempo per Adorare Gesù presente nella Santa Eucaristia, nonostante le nostre distrazioni ed eccessive preoccupazioni per le tante esigenze che la vita quotidiana comporta.
> Stavano sempre nel Tempio lodando Dio“
Gli Apostoli, dopo quella straordinaria esperienza, “Tornarono a Gerusalemme con grande gioia”. E’ significativo il fatto di sentire il desiderio di ritornare al Tempio in Gerusalemme e non al Cenacolo, per esprimere al Signore tutta la riconoscenza per quanto hanno visto. E’ interessante la sottolineatura sulla loro esigenza di rimanere nel Tempio non solo per una semplice preghiera, ma con la volontà di Lodare il Signore. Questa è una conferma che se avessimo grazia di comprendere meglio quello che Gesù è, quello che ha fatto e continua a fare per noi, verrebbe spontaneo lasciare tante occupazioni e preoccupazioni secondarie, per dedicare più tempo alla preghiera e in particolare all’Adorazione.
> Non si può amare cio’ che non si conosce. Le persone che hanno un cuore indurito dal peccato non arrivano a comprendere la preziosità della Persona di Gesù che cammina con noi. Quando invece la persona riesce a stabilire, per il suo comportamento corretto, una vera “sintonia” con Gesù, allora nasce un solo desiderio, quello che hanno avvertito gli Apostoli e cioè di stare sempre nel Tempio a lodare Dio. Non possiamo vivere nel Tempio giorno e notte, ma la nostra azione apostolica diventa efficace nella misura in cui mantiene una perseverante comunione con la Persona che deve annunciare. Maria, ci aiuti a vivere con fede e con umiltà, alla presenza di Gesù ogni momento della nostra vita terrena.
Commento al Vangelo di Giovanni 14,27
“NON SIA TURBATO IL VOSTRO CUORE, NON ABBIA TIMORE. AVETE UDITO CIO’ CHE VI HO DETTO; VADO E TORNERO’ DA VOI “ (Giovanni 14,27-28)

I tre anni di vita vissuti con Gesù, sono stati per gli Apostoli un dono prezioso. Negli ultimi giorni la gioia era ancora più grande per il fatto di averlo avuto con loro con il suo corpo glorificato, e cioè Risorto. Un giorno però Gesù ha annunciato che li avrebbe lasciati: “Vado e tornerò da voi” (v.28). E’ comprensibile il forte disagio e la paura degli Apostoli, pensando di dover rimanere da soli a combattere le ostilità di certi Scribi e Farisei. Gesù ben presto li ha rassicurati dicendo loro che non solo sarebbe tornato, ma che il “Padre manderà nel mio nome, lo Spirito Santo, Lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto” (v. 25). Dopo queste parole, è tornato il sereno fra gli Apostoli.
- “Lo Spirito Santo, vi insegnerà ogni cosa”
Nel giorno della Pentecoste, si è compiuta la profezia fatta da Gesù. Quella fiamma che si è posata sugli Apostoli riuniti nel Cenacolo con Maria, ha plasmato veri e coraggiosi annunciatori del Vangelo. La predicazione degli Apostoli, è stata una predicazione fatta non con parole tratte dai libri, ma frutto di una vita vissuta direttamente con Gesù; miracolosamente riemergeva nella loro mente con una lucidità straordinaria, certamente frutto dello Spirito Santo.
Il fatto consolante è che l’azione dello Spirito Santo continua nel tempo. Preghiamo dunque anche noi perchè lo Spirito Santo ci aiuti a comprendere bene quello che oggi dobbiamo fare e avere la forza per compierlo con competenza.
> “Tornerò da voi“
Quello che Gesù ha detto e profetizzato, sempre si è adempiuto e si compirà. Così sarà per quanto riguarda il suo ritorno: la nuova “Parusia”. Nel Vangelo di Luca si Legge: “Le potenze dei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria” (Lc.21,26).
Non lasciamo cadere nel vuoto questa profezia di Gesù. Ma noi, oggi, siamo coscienti di questa profezia? Nessuno conosce il giorno del suo compimento; ogni giorno può essere quello buono. Siamo pronti a vivere un evento così grande e straordinario? Ognuno è libero di credere in questa profezia, ma certamente quando vedremo con i nostri occhi, il ritorno di Gesù, con potenza e gloria, allora sarà troppo tardi per chiedere perdono della nostra incredulità.
Non dobbiamo vivere con la paura di ciò che avverrà; quello che conta, è che si arrivi a quel momento ancora come “tralci uniti alla Vite” e non oscurati da una vita disordinata e accecata dal peccato.
> Chi ha tempo, non aspetti tempo.
Viviamo un momento particolare. Molte sono le preoccupazioni per la storia presente. Un pericolo da cui dobbiamo difenderci, è dato da certi falsi profeti, che senza scrupoli, giudicano e sentenziano un pò tutto e tutti. Noi abbiamo un vero e prezioso Maestro: Gesù! Lui solo sia, ora e sempre il nostro unico riferimento. Lui è il buon Pastore che si prende a cuore tutte le nostre necessità e preoccupazioni; se riponiamo piena fiducia in Lui, sperimenteremo e vivremo quei frutti dello Spirito Santo che S. Paolo elenca nella Lettera ai Galati: “Amore, gioia, pace”(Gal.5,22).
Maria, ci conduca per mano in questo momento storico cosi pericoloso.
Commento al Vangelo di Giovanni 13,34
“COME IO HO AMATO VOI, COSI’ AMATEVI ANCHE VOI GLI UNI GLI ALTRI” (Giovanni 13,34).

Il cammino del Cristiano comporta obbedienza, umiltà e spirito di sacrificio. A coloro che sono ben disposti a seguire Gesù, Lui dice: “Vi dò un un comandamento nuovo, che vi amiate gli uni gli altri” (v.34/a). Molte sono le esortazioni e i consigli che Gesù ha dato ai discepoli, ma qui Gesù parla di un Comandamento nuovo. Osservare i Comandamenti non è cosa facile, ma questo nuovo comandamento ha una particolare caratteristica. Gesù dice: “Amatevi come io ho amato voi”(v.34/b) . Questo è un livello di Amore così alto, che senza una particolare grazia, non è possibile viverlo bene. Gesù è vero uomo e vero Dio, questo vuol dire che il suo Amore non è soltanto umano, ma anche Divino. Tutto questo conferma che l’Amore non ha limiti e che solo in Paradiso raggiungeremo la pienezza del vero Amore.
- L’esempio di Gesù
La nostra capacità di amare, è molto limitata, ma quello che possiamo, fare lo dobbiamo fare. Gesù, non con parole, ma con la sua vita, ci ha offerto un grande esempio di come dobbiamo vivere l’Amore. Ecco alcune testimonianze:
- La sua umiltà. E’ bene considerare che “Gesù, pur essendo di natura Divina, …svuotò sé stesso assumendo una condizione di servo” (Fil.2,7).L’umiltà è una virtù difficile da vivere, ma è fondamentale per la vita di un Cristiano.
- L’obbedienza. Memorabili sono le parole pronunciate da Gesù nel Getzemani in un momento di grande sofferenza: “Padre, non la mia, ma la tua volontà sia fatta” (Lc.22,42). Quello è stato il momento in cui tutto il peso dei nostri peccati gravava sulle sue spalle. Noi non siamo chiamati a obbedienze così gravose, ma ugualmente sempre importanti per una crescita spirituale.
- Il suo sacrificio. Sarebbe lungo l’elenco dei momenti in cui Gesù ha compiuto veri sacrifici; può bastare fare memoria di quanto ha sofferto dal momento in cui è stato catturato nel Getzemani, fino al momento della sua morte in croce. Noi facilmente ci lamentiamo per le difficoltà che la vita quotidiana comporta, ma cosa sono in confronto al martirio che Gesù ha subito?
- Misericordia e perdono. Più volte Gesù ha dimostrato misericordia e concesso il perdono a chi si è rivolto a Lui con sincerità di cuore. Esemplare il fatto del perdono concesso all’adultera, quando dopo la denuncia fatta dai farisei, “Gesù le disse: Neanch’io ti condanno, và e d’ora in poi non peccare più” (Gv.8,11). Così il suo perdono ha raggiunto tante altre persone.
- Un Amore senza limiti. Nessuno mai potrà uguagliare l’Amore che Gesù ha manifestato e continua a manifestare per noi. Dal momento storico della sua Incarnazione, fino al momento della sua morte in Croce, Gesù ha vissuto tutto con un Amore intenso e molto concreto. Un Amore che si perpetua nel tempo nella Santa Eucaristia che Celebriamo e che possiamo Adorare.
Sull’esempio di Gesù, con forza e senza falsi timori, ricolmiamo le nostre giornate di Amore semplice e perseverante per Dio e reciprocamente, per ogni nostro fratello e sorella che incontriamo sul nostro cammino.
Maria, con il suo cuore di mamma, ci aiuti a vivere un amore verso tutti.
Santa Caterina da Siena
Caterina da Siena (Siena, 25 marzo 1347 – Roma, 29 aprile 1380), è stata una religiosa, teologa, filosofa e mistica italiana la cui riccorenza è il giorno 29 Aprile.

BIOGRAFIA:
Caterina nacque a Siena, nel rione di Fontebranda, nella contrada dell’Oca, nel 1347, figlia del tintore di panni Jacopo Benincasa e di sua moglie Lapa Piacenti, ventiquattresima di venticinque figli.Quando Caterina raggiunse l’età di dodici anni i genitori iniziarono varie trattative per concludere un matrimonio vantaggioso per la figlia. All’inizio Caterina sembrò accettare, ma poi, pentitasi, dichiarò espressamente che si era votata al Signore e che non intendeva ritirare la parola data. E la spunta. Del resto chiede solo una stanzetta che sarà la sua “cella” di terziaria domenicana (o Mantellata, per l’abito bianco e il mantello nero). La stanzetta si fa cenacolo di artisti e di dotti, di religiosi, di processionisti, tutti più istruiti di lei. Li chiameranno “Caterinati”. Lei impara a leggere e a scrivere, ma la maggior parte dei suoi messaggi è dettata. Con essi lei parla a papi e re, a donne di casa e a regine, e pure ai detenuti. Va ad Avignone, ambasciatrice dei fiorentini per una non riuscita missione di pace presso papa Gregorio XI. Ma dà al Pontefice la spinta per il ritorno a Roma, nel 1377. Deve poi recarsi a Roma, chiamata da papa Urbano VI dopo la ribellione di una parte dei cardinali che dà inizio allo scisma di Occidente. Ma qui si ammala e muore, a soli 33 anni. Sarà canonizzata nel 1461 dal papa senese Pio II. Nel 1939 Pio XII la dichiarerà patrona d’Italia con Francesco d’Assisi.
Commento al Vangelo di Giovanni 10,27
“GESU’ DISSE: LE MIE PECORE ASCOLTANO LA MIA VOCE E IO LE RICONOSCO ED ESSE
MI SEGUONO” (Giovanni 10,27)

Essere persone conosciute da Gesù, è una vera grazia. “Conoscere”, non vuol dire solo avere conoscenza di quello che è avvenuto nella vita di una persona, ma vuol dire anche essere in grado di stabilire una particolare intimità con la persona stessa. Questo livello di conoscenza umana e spirituale, è possibile solo a Gesù che è Dio. Noi, povere creature umane, cerchiamo di fare il possibile, ma a causa delle nostre facoltà limitate, dobbiamo cercare di essere molto prudenti. “Chi sta in piedi, stia attento a non cadere”(1Cor.10,12)dice S. Paolo. In certe occasioni è bene fare riferimento al padre spirituale, per verificare se quello che stiamo facendo, giova spiritualmente.
- Una verifica
Gesù, come buon maestro, con la sua Parola, illumina il nostro cammino, ma ci esorta anche ad essere persone sempre vigilanti, perchè il maligno, facilmente conduce su strade sbagliate. Una verifica per comprendere se siamo sulla strada giusta, è in queste sue Parole: “Le mie pecore ascoltano la mia voce” (v.27). Se una persona parla una lingua che non si conosce, l’ascolto è inutile. La lingua che Gesù parla è quella dell’Amore, della Verità, della Misericordia, del Perdono, della Carità, espressa con opere concrete, del Sacrificio e della piena Obbedienza al Padre. Gesù poi non si presenta come una realtà astratta, come una immagine, una statua, una persona lontana da noi. Gesù è una Persona viva e sempre presente: “Sono con voi tutti i giorni” (Mt. 28,20). Pertanto, solo se abbiamo la volontà di imparare il suo modo di parlare, il suo modo di esprimersi e di relazionarsi come Persona vera, si arriva ad ascoltare quello che Lui dice.
- “Esse mi seguono“
Gesù, alla Samaritana incontrata al pozzo di Giacobbe, aveva chiesto da bere; al suo comportamento titubante, Gesù le disse: “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è Colui che ti dice dammi da bere, tu avresti chiesto a Lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva” (Gv,4,10). La Samaritana non conosceva Gesù, quindi giustamente non poteva fidarsi di Lui, esaudirlo nella sua richiestae ancora seguirlo. Questa è la situazione di coloro che non hanno avuto la possibilità di conoscere Gesù. Le persone che lo seguono, hanno avuto la grazia di rendersi conto della preziosità del Suo essere e del Suo agire.
- Un tesoro nascosto
A piene mani e con grande insistenza, ogni cristiano dovrebbe invocare e chiedere allo Spirito Santo la grazia di poter conoscere la Persona di Gesù. Non è possibile ascoltarLo e quindi seguirLo, se non ci rendiamo conto di quello che Lui è, di quanto ha fatto e continua a fare per noi. Lui è davvero una persona preziosa.
– Gesù, è un prezioso tesoro. La conoscenza piena di questo Tesoro l’avremo soltanto in Paradiso, ma è dovere di ogni Cristiano, cercare di non perdere tempo in cose secondarie, ma fare il possibile per prendere coscienza del volto di Gesù. Oggi, abbiamo la possibilità di fare questo chiedendo un aiuto ai maestri del nostro tempo. Doveroso è poi l’impegno di leggere e meditare ogni giorno i Santi Vangeli.
Abbiamo una cara mamma dal cielo che ci può aiutare in questo compito.
