La Colletta
“NEL TUO FIGLIO ASCESO AL CIELO, LA NOSTRA UMANITA’ E’ INNALZATA ACCANTO A TE” (Colletta)

Dopo l’evento della Risurrezione Gesù ha voluto dare conferma di essere veramente Risorto, mostrandosi per quaranta giorni, con il suo corpo glorificato, a diverse persone e in diversi luoghi. Questo è stato un prezioso dono a noi povere e limitate creature umane. Oggi Gesù continua la sua presenza in mezzo a noi, ma con una modalità diversa e cioè non più visibile ai nostri occhi. Lo rivedremo un giorno, così come si legge nel Vangelo di Luca: “Alla fine dei tempi, le potenze dei cieli saranno sconvolte; allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria” (Lc. 21,26). E’ adesso che dobbiamo vivere con serenità e con fede, questo tempo di attesa.
- “La nostra umanità è innalzata accanto a te“
Nell’attesa del giorno glorioso della manifestazione finale di Gesù risorto, è un dovere per tutti prendere coscienza dei preziosi doni che possiamo ricevere in quanto persone battezzate. Oggi noi non siamo separati dalla vita del Risorto che è asceso al cielo. Nella Colletta della S. Messa così si prega: “La nostra natura umana è innalzata accanto a te”. E’ una grande grazia, è un dono straordinario, avere la possibilità di essere innalzati e poter stare accanto a Gesù, che siede alla destra del Padre. Questo vuol dire che potenzialmente qui sulla terra, siamo già nella condizione di partecipare alla preziosità della vita che è propria della Santissima Trinità . Si tratta di una grazia di altissimo valore. Purtroppo, tutto questo lo avvertiamo poco perchè siamo molto condizionati, da problemi umani che abbiamo. Pertanto, dobbiamo chiedere aiuto allo Spirito Santo, perchè ci conceda di sperimentare la gioia che scaturisce dall’essere innalzati e uniti a Gesù risorto. Chi crede in questo dono così prezioso, sperimenta tanta pace.
- Le cose belle hanno un prezzo
Tutto quello che nella vita che viviamo giorno per giorno ha un prezzo, soprattutto per quanto riguarda la vita spirituale; le cose belle e preziose, hanno prezzi alti.
Gesù ci offre la grazia di essere, una volta asceso al cielo, innalzati accanto a Lui, ma per ottenere una grazia così grande, bisogna “viaggiare ad alte quote”. E’ necessario cioè avere un cuore libero non solo dal peccato, ma da ogni attaccamento, più o meno consistente, alle cose del mondo. San Paolo disse: “Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo seduto alla destra di Dio, rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non alle cose della terra” (Col. 3,1-2). Questo comportamento non è facile, ha un prezzo alto, ma è necessario per raggiungere quella “sintonia” che permetta di percepire le realtà del cielo. Quando manca questa possibilità , ci troviamo assaliti da tanti pensieri che ci impediscono di sperimentare il dono che Gesù ci offre.
- “Tutto è possibile per chi crede” (Mc. 9,23)
Sappiamo dal Vangelo che Gesù, dopo aver compiuto dei miracoli in diverse circostanze, ha sempre concluso dicendo: “Và , la tua fede ti ha salvato” (Mt.9,22). Se chiediamo con vera fede, il dono di comprendere cosa significa essere “Essere innalzati accanto a Gesù Risorto”, grande sarà la gioia, l’Amore e la pace che sperimenteremo. Maria ci aiuti ad avere vera fede
Commento al Vangelo di Giovanni 14,21
“CHI ACCOGLIE I MIEI COMANDAMENTI E LI OSSERVA, QUESTI E’ COLUI CHE MI AMA” Â (Giovanni 14,21)

Gesù è il vero maestro al quale dobbiamo obbedienza se vogliamo raggiungere una autentica maturità cristiana. Ogni progetto umano che in qualche modo si discosti dalla Legge e dalla sua Parola, certamente non conduce al porto desiderato. Quello che dobbiamo fare, è come Gesù stesso ha indicato con parole sapienti: “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama” (v.21). Quello che Gesù chiede, è essere perseveranti nel seguire e mettere in pratica le sue Parole. Non basta una forma di vita religiosa fatta di tante pratiche; Gesù vuole un sincero dialogo con Lui e una generosa carità verso il prossimo.
- Accogliere
Gesù chiede a coloro che intendono seguirlo, la piena disponibilità nell’accogliere la sua Parola; un’accoglienza senza paure e senza limitazioni. Viviamo in un mondo dove facilmente questo non avviene, ma ci sono però ancora persone che hanno il coraggio e la virtù di fare scelte pienamente in obbedienza alla Parola di Gesù, anche a costo di sacrifici e rinunce molto significative.
Il comportamento di queste persone, ieri e oggi, rendono Gloria a Dio, e fanno tanto bene all’umanità intera.
- Praticare
L’esempio dei Santi è stato nell’avere compreso che il dono più bello da mettere nelle mani del Signore, come risposta al suo Amore, è donare coscientemente e con gioia – a Lui – tutto quello che abbiamo, ma in modo particolare donare la propria volontà . Mettere nelle mani di Dio tutto quello che noi vorremmo fare o dire, può sembrare cosa da poco, mentre invece è una grande virtù, è un atto eroico. Ecco perché Gesù dice:“Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ma”. La preziosità di queste parole sta proprio nel come si accoglie la sua Parola e cioè con quale generosità viene vissuta. I Santi hanno accolto la Parola di Dio con semplicità e l’hanno praticata con la massima totalità .
- Amare
Facilmente si parla di Amore, ma non sempre è facile vivere il vero Amore.Il mondo oggi, addirittura, chiama amore forme di vita vissute nella ricerca spasmodica del bene per sé stessi. Il vero esempio dell’ Amore, l’abbiamo in Gesù. Dal giorno della sua Incarnazione nel grembo di Maria, fino al Sacrificio consumato sulla Croce, Gesù ha vissuto la sua missione sulla terra all’insegna di due grandi caratteristiche: essere dono per tutte le persone incontrate nel corso della missione terrena, e vivere le preziose parole pronunciate nel Getsemani: “Padre, non la mia, ma la tua volontà sia fatta”. E’ su questo esempio che ogni Cristiano è chiamato ad esprimere il proprio Amore verso Dio e verso il prossimo. Un cammino non facile, ma se vissuto con perseveranza e con piena fiducia in Dio, diventa molto fecondo per sé stessi e per l’umanità . E’ questa la strada che ogni Cristiano deve percorrere. Maria ci aiuti ad essere persone che con gioia e con perseveranza, affidano a Dio con gioia la propria volontà , ogni loro pensiero e ogni loro azione.
Commento al Vangelo di Giovanni 14,9
“FILIPPO, CHI HA VISTO ME, HA VISTO IL PADRE. Â COME PUOI TU DIRE: MOSTRACI IL PADRE? (Giovanni 14,9)

Grazie Gesù per quello che hai fatto e continui a fare per noi singole persone e per tutta l’umanità .
Il dono di aver unito alla tua natura Divina, la nostra natura umana, è stata la condizione che ha reso possibile la nostra salvezza. Solo nell’altra vita potremo renderci conto di quanto sia prezioso ed efficace il mirabile evento della Incarnazione. “Il Verbo si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv.1,14).Questo è ciò che dobbiamo meditare e annunciare alle persone che incontriamo nel nostro cammino.
“Gli disse Filippo: mostraci il Padre“
Ampia è stata la missione di Gesù qui sulla terra; feconda e tanto illuminante è stata la sua Parola su molte verità e, in particolare, riguardo al suo agire sempre in una intimità con il Padre. Questa intimità di Gesù con il Padre, certamente non fu di facile comprensione anche per gli Apostoli; ma Gesù disse loro: “Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio…Gli disse Filippo: Signore, mostraci il Padre e ci basta” (v.8). Gesù, nella sua infinita bontà e pazienza, rispose: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come tu puoi dire: mostrami il Padre? Non credi che io sono nel Padre il Padre mio è in me?” (vv.9-10). Ecco l’atto di fede che manca a noi, così come è mancato a Filippo e cioè di credere che Gesù è una cosa sola con il Padre e che il Padre si rivela in Gesù. Ritorna sempre la famosa frase di Sant’ Agostino: “Mi sono reso conto che devo credere per capire”.
- Una preziosa veritÃ
Gesù ha confermato la risposta data a Filippo con una ulteriore affermazione: “Credete a me: io sono nel Padre e il Padre mio è in me” (v.11). Questa verità dovrebbe farci esultare di gioia. Avviene infatti che quando riceviamo la Santa Eucaristia, non è soltanto Gesù che riceviamo, ma con Lui abbiamo la Comunione con il Padre e lo Spirito Santo. E’ cosa buona allora, una volta fatta la Comunione, non lasciarci distrarre da tante cose e problematiche umane, ma meditare, contemplare e gioire per il prezioso dono che ci viene concesso di vivere un momento di intimità con l’intenso Amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
- Il volto del Padre nelle azioni del Figlio.
In forza della verità che Gesù ci ha rivelato, noi oggi possiamo vedere nelle azioni che Gesù ha compiuto e che compie nel tempo, la stessa sapienza; lo stesso Amore; la stessa Misericordia; la stessa premura e anche la stessa giustizia del Padre e quindi, anche dello Spirito Santo. Quando Gesù predica; quando Gesù compie un miracolo; quando affronta Scribi e Farisei, è il Padre che predica, che compie miracoli e che affronta Scribi e Farisei. E’ sempre un’azione Trinitaria.
Una tale condizione di vita non soltanto è preziosa, ma arricchisce spiritualmente. Tutto questo avviene non tanto per quello che noi possiamo fare, ma per la potenza Trinitaria che entra misteriosamente in atto.
Maria ci aiuti a vivre sempre nella unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
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Commento al Vangelo di Giovanni 10,10

“IO SONO VENUTO PERCHE’ ABBIANO LA VITA E L’ABBIANO IN ABBONDANZA.” (Gv. 10,10)
L’evento storico dell’ Incarnazione di Gesù, è un dono che sempre dovremmo meditare e contemplare con gioia. Doverosa è la nostra riconoscenza per un dono così prezioso, che qui sulla terra non siamo in grado di valutare in tutta la sua potenza ed efficacia spirituale. La presenza di Gesù, la sua Parola, quello che ha fatto e continua a fare per l’umanità intera e per ogni singola persona, è un “tesoro” ancora molto da scoprire.
- “Sono venuto perchè abbiano la vita“
Quando si parla di vita, viene spontaneo pensare al nostro vivere quotidiano qui sulla terra, con tutto quello che comporta la realtà quotidiana. La vita a cui Gesù si riferisce ha un significato molto più vasto e complesso di ciò che pensiamo.
Una persona è veramente viva, nella misura in cui riesce a stabilire giuste ed equilibrate relazioni con la natura, con il prossimo e soprattutto con Dio. Tutto questo non è certamente facile e soltanto con un aiuto spirituale è possibile raggiungere alti e significativi livelli di vita. Quando una persona prescinde dall’aiuto spirituale che Gesù concede, e pensa di avere in sé stessa tutto ciò che serve per vivere in pienezza la vita, praticamente col tempo cade talmente in basso, fino a perdere ogni capacità di relazionarsi in modo sereno un po’ con tutti.
- “Abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”
Il dono che Gesù intende farci, è nella misura del suo Amore; un Amore che non ha limiti. Il segreto per essere favorito dalla sua grande generosità , è mettersi nelle sue mani, lasciando che sia Lui a plasmare la nostra vita. Non esiste al mondo un vasaio, in grado di compiere un lavoro migliore di quello che Lui sa fare.
La testimonianza del suo operare, l’abbiamo nella vita dei Santi, dove sono tante le situazioni e circostanze in cui si vede chiaramente la mano di Dio in azione. Troppo volte, invece, avviene che mancando di fiducia nell’operato di Dio oppure per paura di fronte a scelte radicali che il Signore richiede, viene a mancare la totale disponibilità alla volontà di Dio, con le inevitabili conseguenze di una vita che rischia di inaridire anziché fiorire e dare frutti in abbondanza.
- Una guida preziosa.
Il Vangelo di questa domenica ci parla di quanto sia grande l’opera di Gesù. La sua volontà è farci vivere in pienezza la nostra vita anche qui sulla terra. Nel cammino che siamo chiamati a compiere, Gesù non si limita a darci le giuste coordinate, ma Lui stesso ci offre la possibilità di camminare sempre con noi.
E’ commovente quello che si legge nel Vangelo di oggi, dove viene detto che Gesù “Fatto uscire le sue pecore, cammina davanti ad esse” (v.4). Questa è una ennesima testimonianza di quanto Gesù sia attendo e impegnato affinché il nostro cammino sia sempre sulla strada giusta, ben difeso dalla inevitabili tentazioni e difficoltà che il Demonio ci procura.
- Non dimenticare.
Per senso di onestà e di giustizia, non dovremmo mai dimenticare certi doni che riceviamo. Non è facile avere sempre presente quello che Gesù opera per noi; sempre è possibile confermare a Lui il proposito di desiderare di vivere soltanto per rispondere al suo Amore. Chiediamo a Maria un aiuto per vivere così.
Commento al Vangelo di Luca 24,15-16
“GESU’ IN PERSONA SI AVVICINO’ E CAMMINAVA CON LORO, MA I LORO OCCHI ERANO IMPEDTI A Â RICONOSCERLO” (Luca 24,15-16)

L’evento della condanna a morte di Gesù aveva scosso molti abitanti di Gerusalemme. Gli autori di una tale condanna devono aver vissuto un tormento gravati da tanti dubbi. Il Vangelo parla poi di due discepoli che tornavano da Gerusalemme verso Emmaus, sofferenti e delusi per come si era conclusa la vita di Gesù.
- Gesù camminava con loro
Ai due discepoli di Emmaus, Gesù Risorto ha concesso una grande grazia; mentre erano in cammino si è affiancato ad essi, senza rivelare chi era. Questo avviene anche oggi, Gesù è presente; cammina con noi; conosce bene ciò che avviene di bene e di male, le riuscite e le sconfitte nelle nostre giornate. Siamo noi, che distratti e distolti da tante preoccupazioni umane, diventiamo incapaci di avvertire e gioire per questa presenza, così importante per la nostra vita.
Vedendo i due discepoli così preoccupati, Gesù chiese: ” Che cosa sono questi discorsi che state facendo fra voi lungo il cammino? (v.17). Si fermarono con il volto triste e uno di loro disse: “Solo tu sei così forestiero a Gerusalemme! Non sai che cosa è accaduto in questi giorni? Domandò loro: Che cosa?” (v.18) Allora quel discepolo raccontò tutto ciò che era successo, concludendo: “Noi speravamo che fosse Lui il liberatore di Israele” (v.21).
- La grande catechesi fatta da Gesù.
Dopo l’ascolto del discepolo, Gesù è intervenuto con decisione, iniziando con un severo rimprovero per l’ incredulità dimostrata, anche nei confronti delle Scritture, e disse loro: “Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i Profeti” (v.25). Oggi, lo stesso rimprovero Gesù lo pronuncia per tutti coloro che si lasciano trascinare dalla mentalità del mondo, che mette in dubbio tutto ciò che non è fisicamente sperimentabile. Purtroppo, facilmente ci dimentichiamo che siamo persone limitate e quindi bisognose di riferimenti a maestri, saggi e Santi. Detto questo, Gesù “Cominciando da Mosè e da tutti i Profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a Lui” (v.27). Come Cristiani è importante credere con fermezza e senza esitazioni, in tutto quello che Gesù ha vissuto con la sua Passione, morte e Risurrezione. Da quei due discepoli Gesù si aspettava un comportamento diverso e non soffocato da dubbi e paure.
- La miracolosa rivelazione
Stava scendendo ormai la sera e il misterioso pellegrino stava per proseguire il suo cammino, quando fu calorosamente invitato a fermarsi da loro: “Resta con noi, perchè ormai si fa sera e il giorno è ormai al tramonto” (v.29). Gesù accettò l’invito e quando fu a tavola con loro: “Prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò lo diede a loro. Allora si aprirono i loro occhi e lo riconobbero” (v.30). Stupore, meraviglia e gioia nel vedere davanti a loro Gesù in persona. “Ma egli sparì dalla loro vista” (v.31). E’ facile comprendere a quel punto, l’emozione e il forte desiderio di ritornare a Gerusalemme per annunciare agli Apostoli la loro felice esperienza. Ma noi, oggi, come viviamo questa esperienza dei discepoli di Emmaus? Aspettiamo altre conferme? Siamo anche noi “Tardi e duri di cuore”?
Maria ci aiuti a vivere la presenza di Gesù, che oggi e sempre cammina con noi.
Commento al Vangelo di Giovanni 20,25
“ABBIAMO VISTO IL SIGNORE” (Giovanni 20,25)

Gesù Risorto prima di salire al cielo, è apparso più volte a diverse persone e per un tempo di almeno quaranta giorni. La prima apparizione fu a Maria di Magdala, e alla sera dello stesso giorno, “Mentre erano chiuse le porte dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo a loro e disse: Pace a voi. Detto questo mostrò loro le mani e  il fianco” (v.20). E’ comprensibile quanto grande sia stata la meraviglia, lo stupore e la gioia per una visione del Risorto così improvvisa. L’evento ha assunto una importanza particolare, perchè Gesù non si è limitato a dare la sua pace ma poi aggiunse un’azione molto importante: “Soffiò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo; a coloro a cui perdonerete i peccati saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete non saranno perdonati” (vv.22-23). Questo è stato il giorno in cui Gesù ha conferito ufficialmente agli Apostoli il mandato della Confessione, che già aveva promesso a suo tempo a Pietro a Cesarea di Filippo.
- “Abbiamo visto il Signore“
Nel felice giorno in cui Gesù risorto è apparso nel cenacolo, non era presente l’apostolo Tommaso; appena l’hanno incontrato, ancora pieni di emozione per quanto era avvenuto, gli hanno detto, quasi gridando: “Abbiamo visto il Signore”! La risposta di Tommaso fu scoraggiante: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, non credo” (v.25). Dopo una risposta così severa, è intervenuto personalmente Gesù, riapparso nel cenacolo otto giorni dopo, e dopo aver dato la pace, si è rivolto personalmente a Tommaso con un gesto commovente e ferme parole, dicendo: “Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco, e non essere incredulo, ma credente” (v.26).
E comprensibile quale sia stato il disagio e la vergogna di Tommaso per quello che si è sentito dire da Gesù; avrebbe in quel momento voluto evitare di compiere un atto così forte e delicato, ma si è reso conto di quanto sia stata determinante la Parola di Gesù. Compiuto quel gesto, Tommaso pronunciò, sillabando, il suo atto di fede: “Mio Signore e mio Dio” (v.28), Gesù ha riconosciuto nell’Apostolo la sincerità e la contrizione per il comportamento avuto, ma allo stesso tempo ha voluto precisare una cosa molto importante dicendo: “Perchè hai veduto hai creduto, beati quelli che non hanno visto e hanno creduto” (v.30). Queste parole di Gesù sono state per Tommaso come una lancia che lo ha ferito benevolmente, ma allo stesso tempo sono state anche per noi parole veramente provvidenziali. Oggi, se pronunciamo senza tentennamenti il nostro atto di fede in Gesù, vero uomo e vero Dio, e in tutto quello che ha compito con la sua Passione, Morte e Risurrezione, entriamo anche noi nel numero dei “Beati” e cioè di persone che sono gradite a Dio.
- Un atto di Amore
Il dono che Gesù ci ha ottenuto con la sua Morte e Risurrezione, lo vogliamo ricambiare, non solo con un atto di fede, ma anche con un atto di Amore e quindi dipiena obbedienza alla sua Parola. Viviamo questo atto, uniti a Maria, questa nostra cara mamma celeste, che sempre ci accompagna nel nostro cammino.
Commento al Vangelo di Giovanni 20,9
“NON AVEVANO ANCORA COMPRESO Â LA SCRITTURA, CHE CIOE’ EGLI DOVEVA Â RISORGERE DAI MORTI” (Giovanni 20,9)

L’evento della Risurrezione di Gesù, è per noi cristiani una delle verità fondamentali. Ciò che ci rassicura in merito a questa verità , è il fatto stesso che Gesù abbia parlato di questo ai suoi Apostoli in tre diverse circostanze. Il primo annuncio della sua Passione morte e Risurrezione lo ha fatto a Cesarea di Filippo, quando disse: “il Figlio dell’uomo, deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei Sacerdoti e dagli Scribi, venire ucciso e poi risorgere il terzo giorno” (Lc. 9,22). Più volte anche i Profeti hanno profetizzato la Passione, morte e Risurrezione di Gesù, con modalità e parole diverse. Noi creature umane non conosciamo quando e come si concluderà la nostra vita, ma Gesù che è Dio, ha davanti a sé un eterno presente.
- Una preziosa ereditÃ
La Risurrezione di Gesù, oltre ad essere una realtà storica, è per noi una preziosa eredità che dovrebbe essere sempre presente nel nostro pensiero e nel nostro cuore. Quando Gesù è intervenuto per la Risurrezione di Lazzaro, ha detto a Marta, la sorella di Lazzaro: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se è morto vivrà ” (Gv.11,25). Gesù ha quindi assicurato che le persone che credono in Lui, le persone che vivono in obbedienza alla sua Parola, il giorno in cui passeranno da questa vita a quella futura, vedranno il Risorto e, con Lui, vivranno una intimità per sempre. E’ importante quindi meditare oggi, quello che Gesù ha preparato per coloro che lo seguono. La festa della Santa Pasqua, viene Celebrata con una solenne Liturgia, ma deve essere anche il giorno in cui dovremmo pensare e meditare con gioia al giorno in cui riceveremo la preziosa eredità .
- Sono risorto e sono con voi
La festa della Santa Pasqua è un giorno particolare, anche per il fatto che Gesù, non solo con la sua Passione Morte e Risurrezione ci ha salvati, ma Gesù Risorto cammina con noi, fino al giorno in cui vivremo qui sulla terra. La sua presenza oggi è ancora velata ai nostri occhi, ma non al nostro cuore. Gesù stesso ci dice: Sono risorto e sono con voi. Avere la presenza del Risorto, è motivo di grande gioia, e di sicurezza per il cammino che stiamo facendo. Un po’ tutti infatti siamo minacciati da pericoli fisici e spirituali e poiché non siamo confermati in Grazia, abbiamo tanto bisogno di essere sostenuti e protetti nel nostro cammino dal Risorto. Ecco allora la necessità di fare attenzione alla voce di falsi profeti che negano certe verità , così come non dobbiamo lasciarci soffocare dalle tante problematiche di questo mondo.
Il nostro impegno deve essere come San Paolo ci ha insegnato dicendo:
“Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra” (Col. 3,1-2). Non è facile liberare la mente dalle cose della terra, necessaria è quindi una insistente invocazione dello Spirito Santo; solo il suo intervento ci rende capaci di immergerci nella preziosità che il Risorto ci offre con la sua presenza. Nella misura in cui faremo spazio nel nostro cuore al Risorto, la nostra vita si aprirà a orizzonti nuovi e saremo per i nostri fratelli un vero aiuto.Maria, la nostra cara mamma celeste, ci aiuti a vivere la presenza di Gesù Risorto.
Commento al Vangelo di Matteo 26,45
“A MEZZOGIORNO SI FECE BUIO SU TUTTA LA TERRA, FINO ALLE TRE DEL POMERIGGIO”   (Matteo 26,45)

La missione di Gesù qui sulla terra è stata un prezioso dono per l’umanità . Tutti come Cristiani dovremmo farne tesoro e meditare, passo per passo il suo svolgimento, dal momento dell’Annunciazione dell’Angelo a Maria, fino al giorno in cui Gesù lascia la terra per l’Ascensione al Cielo.
Ogni giorno, ogni azione compiuta da Gesù, ha un suo significato e una sua efficacia. Certamente, quando si legge e si medita il fatto della condanna a morte di Gesù e del martirio che è seguito fino alla morte in Croce, si rimane veramente impressionati della forza e della dignità con la quale Gesù ha vissuto il suo martirio.
- Le ultime ore sulla croce
Gesù era sulla croce, con le mani e i piedi trapassati dai chiodi. Le ferite causate dalla flagellazione, dai maltrattamenti subiti e dalla corona di spine conficcate nel suo capo, in una condizione al limite della sopportazione. Quello che fa impressione e che veramente commuove, è la forza dimostrata anche nel subire derisioni e oltraggi da parte di sacerdoti, scribi e anziani del popolo che andavano dicendo: “Ha salvato altri e non può salvare se stesso! E’ il re di Israele, scenda dalla croce e noi gli crederemo” (v,42). Questo, Gesù, non lo ha fatto, ma è rimasto sulla croce perchè tutto il sacrificio fosse consumato. E’ importante prendere coscienza della totalità che Gesù ha dimostrato nell’offerta del suo Sacrificio. Anche di fronte alla voce disperata di uno dei condannati con Lui alla crocifissione, non rispose; accoglie invece e risponde con mirabile generosità al secondo condannato, che dopo avere dichiarato l’innocenza di Gesù, a Lui si è rivolto dicendo: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno. Gli rispose: in verità io ti dico, oggi sarai con me in paradiso” (Lc.26,41-41).
E’ commovente pensare, nonostante la condizione estrema di Gesù, la delicatezza e la generosità dimostrata verso Maria che era ai piedi della Croce, “Quando vedendo sua madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: Donna ecco tuo figlio. Poi disse al discepolo: Ecco tua madre” (Gv.19,26.-27).Queste sono parole che non dovremmo mai dimenticare. Avere Maria come nostra vera mamma, una realtà confermata da Gesù stesso sulla croce, dovrebbe farci commuovere il cuore, ma soprattutto, vivere da suoi veri figli e cioè re con una condotta quotidiana che renda onore a Gesù e a Lei.
- “Ho sete” (Gv,19,28)
Dopo una così grande sofferenza e la perdita di tanto sangue, è ben comprensibile sentire forte la sete. A questa sua estrema esigenza, hanno risposto con una canna sulla cui cima, avevano posto una spugna intrisa di aceto. Oltre al fatto naturale, di avvertire tanta sete, la voce di alcuni santi, ci conferma che la sete di Gesù in quel momento, non ero solo una esigenza fisica, ma anche spirituale. Gesù stava offrendo la propria vita per la salvezza delle anime, per la salvezza dell’umanità intera. Pienamente comprensibile, quindi, il desiderio di Gesù, che quello che stava vivendo a prezzo del suo sangue, raggiungesse per tutti la particolare efficacia per cui venne offerto. Quanta responsabilità per coloro che chiudono il cuore a tanta Grazia. “Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: “E’compiuto!” e chinato il capo, consegnò lo spirito” (Gv.19.30). Maria, ci aiuti a meditare queste realtà .
Commento al Vangelo di Giovanni 11,17
“QUANDO GESU’ ARRIVO’,TROVO’ LAZZARO CHE Â GIA’ DA QUATTRO GIORNI ERA NEL SEPOLCRO” (Giovanni 11,17)

Gesù, ha confermato più volte la verità della sua missione con numerosi miracoli. Non solo ha operato guarigioni, ma con la sua potenza Divina, ha dimostrato di avere potere anche sulla morte. Così è stato un giorno quando ha ridato la vita al figlio della vedova di Naim (Lc.7,11-17). In un’altra occasione ha riportato in vita la figlia di Giairo (Mc.7,41), ma ancora più grande è stato il miracolo della risurrezione di Lazzaro. Erano presenti a questo miracolo molte persone e il fatto ha suscitato in tutti grande meraviglia e stupore. Quello però che fa pensare, è che alcuni Scribi e Farisei, anziché rendere Gloria al Signore per un evento così grande, hanno ritenuto necessario riunire il Sinedrio, per discutere su come comportarsi nei confronti di Gesù, così da evitare ulteriori fatti così clamorosi; “Da quel giorno, dunque, hanno deciso di ucciderlo” (Gv.11,53). Quando una persona non si converte di fronte a certi miracoli, dimostra di avere un cuore di pietra fino al punto di giudicare una persona degna di morte, non per aver fatto cose gravi, ma per aver compiuto un grande miracolo.
- La potente parola di Gesù
Le sorelle di Lazzaro e le tante persone che hanno partecipato al lutto, hanno avuto una chiara conferma di quanto fosse grande e potente la persona di Gesù. Nessuno si aspettava un’azione così tempestiva di fronte a un cadavere. Quando Gesù disse di togliere la pietra del sepolcro, Marta disse: “Signore, manda già cattivo odore, è lì da quattro giorni. Le disse Gesù: Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio? (v.40). Gesù ha chiesto a Marta un atto di fede, e la fede di Marta, ha portato a compimento il grande miracolo.
Gesù, dopo aver alzato gli occhi e pregato il Padre, “Gridò a gran voce: Lazzaro, vieni fuori! Il morto uscì, i piedi e le mani legate con bende, e il viso avvolto in un sudario”(v.43). Vedere un morto che esce da solo dal sepolcro ancora avvolto dalle fasciature che ritualmente avvolgevano i defunti, fu una realtà che può essere descritta con toni giusti, solo da chi personalmente l’ha sperimentata. Gesù concluse il miracolo dicendo loro: “Liberatelo e lasciatelo andare” (v.44).
- Il nostro atto di fede
La persona che ha operato quel grande miracolo, è qui in mezzo a noi. Gesù non ha mai lasciato il suo popolo. Lui stesso ha detto: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt. 28,20). Crediamo in questa Presenza? Come viviamo questa Presenza? E’ bene meravigliarsi per un miracolo così fuori da ogni regola umana, ma l’importante è prendere coscienza, ringraziare e adorare la Persona che ha compiuto il miracolo. Grave è stato il peccato di tutti coloro che invece di meravigliarsi del miracolo, si sono scandalizzati, fino a sentenziare per Lui la pena di morte. Non meno grave, però, è per noi oggi se non fissiamo la nostra fede nella presenza vera e operante di Gesù in mezzo a noi. Una presenza che Lui stesso ha confermato. Una presenza che ci rassicura nella realtà che oggi viviamo. Maria sia la nostra mediatrice, perchè nel giorno in cui saremo anche noi raggiunti dalla morte, con la potenza del suo amore ci porti con sé nella gioia eterna.
Commento al Vangelo di Giovanni 9,15
“EGLl DISSE LORO: MI HA MESSO DEL FANGO SUGI OCCHI, MI SONO LAVATO, E CI VEDO” (Giovanni 9,15)

Gesù, ha più volte confermato di essere il Cristo, il Figlio del Dio vivente, il grande atteso e annunciato dai Profeti; tutto questo lo ha fatto conoscere, testimoniato con miracoli. Così è avvenuto quando ha guarito un cieco con semplici gesti umani. Gesù “ha fatto del fango con la terra, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: Va a lavarti alla piscina di Siloe”. Quegli andò, si lavò e ritornò che ci vedeva (vv. 6-7).Come può essere, che con gesti così semplici, una persona cieca possa riavere la vista? Questi sono fatti concreti che umanamente non si spiegano.
- I miracoli oggi
E’ naturale che ogni fatto straordinario susciti stupore e meraviglia. ma ci sono anche miracoli a cui viene fatta poca attenzione. Ogni giorno sull’altare, quando il Sacerdote celebra la Santa Messa, avviene un vero miracolo: quel pane diventa il Corpo di Gesù e quel vino il Suo Preziosissimo Sangue. Quale coscienza abbiamo di questo miracolo quotidiano? La nostra povertà umana è grande e Gesù ha voluto aiutarci a credere, nella sua presenza nell’Eucaristia, facendo compiere a un giovane, (di nome Carlo Acutis) un’accurata ricerca sui tanti Miracoli Eucaristici che sono avvenuti nel mondo. La sua preziosa ricerca è ora raccolta in un libro di circa 500 pagine (Penso che sia cosa buona far conoscere questo libro a più persone).
- I gesti compiuti da Gesù
Ogni parola, ogni gesto che Gesù compie, ha un suo particolare significato. Il fatto di aver impastato della polvere con la sua saliva, ripete il gesto con cui Dio ha creato Adamo: “Allora il Signore plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente” (Gen. 2,7). In questo miracolo Gesù, dopo aver fatto del fango, “Lo spalmò sugli occhi del cieco” e dopo aver ordinato di recarsi alla piscina di “Siloe” per lavarsi,riacquistò la vista. All’inizio è stata data a quella prima creatura umana fatta dalla terra “la vita”; in questo miracolo, Gesù che è Dio, ha ridato “la vista”.
- La cecità umana
La persona umile non mette in dubbio i suoi limiti; questo è saggezza, non debolezza umana. Pertanto, come dice Sant’ Agostino, “E’ importante credere per capire“. Compiuto l’atto di fede nelle Parole di Gesù, rinnovata la piena fiducia nella sua Parola, si aprono al credente orizzonti nuovi anche su tante altre verità . Coloro invece che sono convinti di essere autosufficienti e si rifiutano di credere, praticamente vivono nelle tenebre. Questo è ciò che è avvenuto per Scribi e Farisei i quali, neppure davanti a un fatto così fuori da ogni regola, hanno saputo riconoscere quello che Gesù aveva compiuto. E’ Proprio vero che “non c’è peggior cieco di colui che non vuol vedere”. Questo avviene anche oggi, quando anche noi, per mancanza di umiltà , cerchiamo di giustificare, con ostinazione, la nostra ragione che nega a Gesù la sua identità di Verbo Incarnato, Salvatore del mondo, prezioso dono del Padre per la salvezza dell’umanità . Oggi, dobbiamo avere il coraggio di verificare la nostra fede. In ginocchio dovremmo pronunciare il Credo, In Gesù che è presente, che ci sostiene e cammina con noi, fino al giorno in cui arriveremo nella pace eterna.
Che Maria ci ottenga la grazia di avere sempre piena fiducia nel suo Gesù.
