Commento al Vangelo di Matteo 13, 49-50
“COSI’ SARA’ ALLA FINE DEL MONDO. VERRANNO GLI ANGELI E SEPARERANNO I CATTIVI DAI BUONI E
LI GETTERANNO NELLA FORNACE ARDENTE DOVE SARA’ PIANTO E STRIDORE DI DENTI” (Matteo 13,49-50)

La vita è un prezioso dono del Signore, che va gestito bene. Ogni persona è però libera di decidere come impostare il proprio cammino qui sulla terra; come mettere a frutto i talenti che ha ricevuto. Ogni persona è libera di seminare nel proprio campo buon grano oppure zizzania. Naturalmente, alla stagione della mietitura, solo il buon grano verrà conservato nei granai; la zizzania verrà gettata “Nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti”. Questa verità va considerata e valutata attentamente, senza rimandarla a domani perchè a nessuno, è consentito conoscere il giorno della mietitura.
- L’obbedienza
La strada da percorrere per evitare l’inferno, è l‘obbedienza. Dio ha dato a Mosè i dieci Comandamenti. Gesù, non solo ha confermato tutta la validità dei Comandamenti, ma oltre a particolari insegnamenti, ci ha fatto dono delle nove Beatitudini, che completano le indicazioni di vita che dobbiamo seguire per avere la salvezza eterna. Gesù, è stato molto chiaro dicendo a tutti: “Se mi amate, osservate i miei comandamenti” (Gv,14,15). Certamente, questa è una strada che richiede umiltà e spirito di sacrificio, ma nessuno può sperare di essere salvato se nel corso della vita terrena, non ha fatto il possibile per vivere obbediente alla Parola di Dio, ai Comandamenti e alle tante buone esortazione ricevute.
- L’importanza del momento presente
L’astuzia del demonio è di farci rimandare a tempi migliori impegni e obbedienze che possono sembrare meno urgenti, E’ sempre vero il proverbio che dice: “Chi ha tempo, non aspetti altro tempo”. Questa è saggezza umana e non meno spirituale.
Essere pronti, vivere in Grazia di Dio, chiudere la giornata con la serenità di aver fatto il nostro dovere, è una virtù da conseguire. La pigrizia, l’accidia, l’indolenza nel fare e nel decidere certe cose è sempre da evitare. E’ bene anche non dare peso più di tanto a momenti di stanchezza, che si possono avere per una serie di circostanze che abbiamo dovuto affrontare; importante è avere coscienza che senza sacrificio non si costruisce niente di buono.
- Occasioni da non perdere
Per tutti è necessario fare il possibile per evitare il male e fare il bene. Una cosa importante per riuscire a fare il bene, è prendere coscienza che esiste un “tesoro nascosto” del quale parla apertamente Gesù. Le tentazioni del demonio, possono essere più facilmente superate se con saggezza umana cerchiamo di prendere coscienza di certi valori che Gesù ci offre. Parlare di “Tesoro nascosto”, significa entrare in un contesto di realtà così preziose, che neppure i Santi hanno saputo comprendere pienamente. Quel Tesoro, praticamente, è tutto ciò che riguarda la vita, la morte e la risurrezione di Gesù. Non lasciamoci ingannare dal maligno che fa di tutto per oscurare le cose belle che Dio ci offre e, peggio ancora, nega e tenta di soffocare l’Amore che Dio Padre ha per noi suoi figli: “Ti ho amato di un amore eterno” (Ger. 31,3). Tutto cambia, se crediamo in questo Amore.
Con fiducia chiediamo a Maria che ci aiuti a scoprire presto quel Tesoro nascosto.
Commento al Vangelo di Matteo 13,43
“ALLORA I GIUSTI SPLENDERANNO COME IL SOLE NEL REGNO DEL PADRE LORO” (Mt.13,43)

Abbiamo coscienza di quello che ci attende dopo la morte? Le persone che non credono, un giorno si pentiranno, ma troppo tardi. Gesù nel dare la risposta a dei Sadducei i quali dicevano che non c’è risurrezione, fece notare come Dio si presentò a Mosè dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe; non il Dio dei morti, ma dei viventi” (Mc.12,26-27). Questa è una conferma che la morte non è la fine della vita, ma solo il passaggio per entrare nella pienezza della vera vita.
- “I giusti splenderanno come il sole“
Gesù con parole velate, che vanno sempre comprese con saggezza spirituale, ha già rivelato a noi, seppure in parte, quello che ci attende dopo la morte. Come prima cosa mette in evidenza “lo splendore” che si manifesterà in coloro che raggiungono il Paradiso. Sono i Santi, che avendo vissuto in modo pieno l’intimità con Dio, riflettono in cielo quella misteriosa Luce che è propria di Dio stesso. Questa “Luce” è l’Amore di Dio, è la potenza di Dio, è la Santità di Dio, Questa “Luce” splenderà come il sole in persone che, nel corso della vita terrena hanno vissuto con Dio come se fossero con Lui “una cosa sola”.
- Una preziosa rivelazione
Nella Legge di Mosè si legge: “Se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, un suo fratello prenda la moglie e gli dia discendenza” (Mc. 12,19). Poiché questo non è avvenuto di seguito per sette fratelli e nessuno ha lasciato discendenza, allora hanno chiesto a Gesù: “Alla risurrezione, di quale di loro sarà moglie?” (v.23). Preziosa e interessante è stata la risposta di Gesù; “Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie, né marito, ma saranno come angeli nei cieli” (v.25). E’ questa la preziosa rivelazione di Gesù: che in Paradiso, saremo avvolti e trasfigurati dallo splendore eterno di Dio stesso, e il fatto nuovo e dominante poi, è che “saremo come angeli”. Ora non siamo in grado di comprendere altri nuovi particolari su questa realtà. Una cosa però è certa, che l’infinito e trascendente Amore di Dio, ci renderà capaci di vivere la vita con Lui, con caratteristiche ancora tutte da scoprire, anche se Gesù ci anticipa qualcosa dicendo che: “saremo come angeli”.
- Un cammino di preparazione
Facciamo buona memoria di queste verità che ci riguardano personalmente, perche arriverà anche per noi il giorno in cui potremo raggiungere il Paradiso. Quello che oggi dobbiamo fare, è vivere il tempo presente in piena armonia con il Signore, in obbedienza alla sua Parola, ben impegnati nel vivere rivolti alle realtà del cielo e non soffocati dai problemi di questo mondo. Indispensabile poi è quanto fa osservare San Giacomo: “A che serve fratelli miei, se uno dice di avere la fede, ma non ha le opere? Questa fede può salvarlo?” (Gc.3,14). Necessario quindi essere persone che, oltre alla preghiera quotidiana e all’Adorazione della Santa Eucaristia, vivono la loro vita in un servizio concreto al prossimo.
Maria, la nostra cara mamma, ci aiuti a camminare sulla strada verso il Paradiso.
Commento al Vangelo di Matteo 13,15
” ILCUORE DI QUESTO POPOLO E’ DIVENTATO INSENSIBILE, SONO DIVENTATI DURI DI ORECCHI E HANNO CHIUSO GLI OCCHI” (Matteo 13,15)

Il prezioso dono che il Padre ha fatto a noi, è la vita, la passione, la morte e risurrezione di Gesù. Un dono che non è sempre stato ben accolto. Gesù stesso un giorno disse: “Il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchie e hanno chiuso gli occhi” (v.15).
Nonostante una tale situazione di insensibilità, che ancora oggi è presente, la bontà e la misericordia di Gesù non cessa di operare e di effondere il suo Amore.
- La parabola del Seminatore (Mt.13,3-9).
Gesù, per far comprendere al popolo come veramente fosse grande il dono che Lui intendeva offrire con la sua Parola, parlò di un “Seminatore che uscì a seminare. Mentre seminava una parte cadde lungo la strada… Un’altra parte sul terreno sassoso…Un’altra parte cadde fra i rovi… Un’altra parte cadde sul terreno buono”; effettivamente, una buona parte della sua Parola non è andata a buon fine; le cause sono state diverse, ma questo vuol dire che un certo numero di persone non hanno avuto la necessaria sensibilità verso il dono che veniva loro offerto. Non manca mai da parte di Gesù, la volontà di venirci incontro; lo ha sempre fatto e continuerà a farlo, perché il suo Amore per noi è grande e per sempre.
- Il cammino da compiere
Il nostro dovere come Cristiani è di vivere in modo da poter ricevere, l’Amore che Gesù ci dona, anche con la sua Parola. Ecco alcune strade da seguire:
– Ascoltare con attenzione la Parola che viene annunciata perché, se non viene compresa bene, se durante l’ascolto ci lasciamo distrarre da preoccupazioni o vari altri pensieri, il demonio porta via la Parola. Questo è il seme caduto sulla strada.
– La perseveranza. Sul momento la Parola può suscitare entusiasmo, che però può passare ben presto se ci lasciamo prendere da false paure, da ostacoli che incontriamo, o anche da forme di persecuzioni e critiche, proprio a causa della Parola. Può venire meno la perseveranza anche per non accettare il sacrificio che la fedeltà alla Parola esige. Questo è il seme caduto sul terreno sassoso.
– Evitare le seduzioni del mondo. Il Demonio, senza scrupoli e con ogni mezzo, fa di tutto per ingannare le persone, è bugiardo per natura; presenta come oro puro ciò che è solo un semplice metallo. E’ la bramosia del denaro, del potere e del piacere, con tutte le varie e pericolose seduzioni del mondo che soffocano il prezioso valore della Parola. Questo è il seme caduto fra i rovi.
- il seme caduto sul terreno buono
Gesù assicura che se il nostro cuore è libero dal peccato, se con umiltà ci mettiamo al suo seguito e con perseveranza osserviamo i suoi Comandamenti, i frutti sono assicurati. E’ interessante il fatto che questa fecondità non sarà per tutti uguale; per alcuni sarà del cento, altri per sessanta e per altri trenta per uno. Tutto dipende dalla intimità che si instaura con Gesù; da come si vive la Sua presenza; dal tempo che dedichiamo all’Adorazione, all’ascolto della Parola e, certamente, da quanto e come aiutiamo il prossimo nelle tante situazioni che incontriamo, sapendo che: “La fede, senza le opere muore”(Giac.2,26).
Maria ci aiuti ad essere persone feconde, nel cammino che stiamo facendo.
Commento al Vagelo di Matteo 11,30
“IL MIO GIOGO, INFATTI, E’ DOLCE E IL MIO CARICO E’ LEGGERO” (Matteo 11,30)

Seguire Gesù è un dono, è una grazia, è il modo giusto per vivre la vita ed essere garantiti di raggiungere una vera maturità umana e spirituale. Per coloro che decidono di fare un cammino in obbedienza alla volontà di Dio, l’azione del maligno, invece, è quella di metterci davanti problemi e grandi difficoltà. Non lasciamoci ingannare dal demonio, ma ascoltiamo Gesù che chiaramente dice a tutti: “Il mio giogo, infatti, è dolce e il mio carico è leggero”. Lui assicura che il cammino che propone è possibile a tutti e non comporta sacrifici oltre le nostre possibilità.
- “Il mio carico è leggero“
Un genitore non permetterà mai che il proprio figlio venga caricato di pesi che non siano possibili per le sue forze o per le condizioni particolari di salute. Se questo avviene a livello umano, come possiamo pensare che Dio, nostro Padre, si comporti in modo diverso? Ecco perché le varie situazioni devono essere valutate bene.
Gesù garantisce che il suo carico è leggero; a chi intende seguirlo, Egli chiede di non concedere spazio alla pigrizia e neppure che si spaventi davanti al sacrificio che ogni vita comporta. Tutte le cose belle, hanno un alto prezzo.
Quello che Gesù vuole, più volte lo ha detto in diverse circostanze: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Lc. 9,23). Queste sono parole che vanno meditate bene.
– Rinnegare se stessi, vuol dire cercare di essere persone umili, che non credono di conoscere tutto; che non si ritengono autosufficienti. Questa pretesa, alla fine, appesantisce la vita. Mentre, se con umiltà ci lasciamo aiutare, il peso è più leggero.
– Prenda la sua croce ogni giorno. La vita non è facile per nessuno, tutti abbiamo delle difficoltà da affrontare ogni giorno; molto dipende dal modo con cui affrontiamo le difficoltà e, soprattutto, dall’essere certi che Gesù è presente accanto alle persone che soffrono. Quando nel nostro Calvario veniamo aiutati da Gesù che diventa il nostro Cireneo, allora davvero la croce diventa meno faticosa.
– Mi segua. Nessuno più di Gesù è in grado di conoscere la strada che tutti dobbiamo percorrere per raggiungere la meta che ci attende. Chi rifiuta una guida così competente e sicura, rischia di complicare le cose e quindi di appesantire il cammino da compiere. Se invece siamo obbedienti e con fedeltà seguiamo le indicazioni del Divino Maestro, tutto diventa più leggero e sicuro allo stesso tempo.
- La testimonianza dei Santi e dei Martiri.
Non soltanto nel tempo passato, ma ora, abbiamo persone che testimonino come il carico del Signore sia leggero. Sono i Santi che con la loro vita ci confermano che anche la sofferenza più grande, vissuta con Gesù, diventa leggera. La testimonianza più forte l’abbiamo da coloro che per professare la fede in Gesù, hanno subito il martirio. Nei momenti della loro grande sofferenza Gesù è intervenuto e interviene, concedendo tutta la forza necessaria per sopportare i tormenti subiti. Questo conferma che anche nei sacrifici più grandi, anche nel momento del martirio, una forza misteriosa rende possibile sopportare dolori che umanamente sarebbero impossibili. Maria ci aiuti a comprendere come ogni croce, con Gesù, diventi leggera.
Commento al Vangelo di Matteo 10,39

“CHI AVRA’ TENUTO PER SE’ LA PROPRIA VITA, LA PERDERA’, E CHI AVRA’ PERDUTO LA PROPRIA VITA PER CAUSA MIA, LA RITROVERA'” (Matteo 10,39)
La vita è un dono prezioso che ci viene dato in modo gratuito. Non è facile per nessuno gestire bene e in modo equilibrato questo dono. Non si nasce maestri, ma persone che tutto hanno da imparare e i primi educatori sono i genitori che direttamente hanno collaborato per il concepimento dei figli. Nel corso degli anni non deve però mancare il personale contributo, necessario a raggiungere una positiva maturità umana e spirituale.
- “Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà“
Gesù, nella sua bontà e misericordia, nonostante le nostra povertà, ci indica sempre la strada giusta per arrivare ad essere persone felici e mature. E’ una strada “stretta” quella che Lui ci suggerisce, non sempre appetibile perché comporta impegni concreti e i risultati non sono sempre così visibili e tempestivi. Questa strada ha un nome: “farsi dono”. E’ un modo di impostare la vita che non tutti comprendono e che il mondo pagano respinge, esortando invece ad essere attenti solo ai propri interessi; praticamente suggerisce una vita all’insegno dell’egoismo. Essendo questa una strada più facile e non impegnativa, molti la seguono, ma alla fine si troveranno delusi. Per loro avverrà quello che Gesù un giorno disse: “Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà”. Chi non crede a queste parole di Gesù, prima o poi, entra in una fase di impoverimento umano e spirituale, per cui tutto perde senso di quello che fa. Si crea un vuoto che a volte alcune persone cercano di riempire con l’uso disordinato del denaro, del potere o del piacere, ma tutto questo danneggia inevitabilmente la loro vita.
- “Chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la ritroverà“
Quello che Gesù annuncia, sempre ha il suo compimento, anche se non sempre è così visibile. La verità di quello che dice Gesù è confermata da uomini e donne che hanno avuto il coraggio, e certamente anche la Grazia, di vivere tutta la propria vita come dono, come servizio, per la gloria di Dio e per il bene dei fratelli.
La volontà e la perseveranza nel farsi dono” porta la persona alla pienezza dell’Amore. Gesù parla di ritrovamento della vita, Un fatto che già si realizza su questa terra perché l’impegno quotidiano di “farsi dono”, genera Amore, gioia e tanta pace. Chi vive in questo modo, si sente realizzato; è contento che la sua vita abbia un senso, un valore per sé stessa e per le persone che incontra. Gesù comunque, quando dice che la vita impostata “come dono” la ritroverà, certamente fa riferimento anche a ciò che ci attende dopo la morte. Allora vedremo quello che sulla terra è rimasto nascosto, ma soprattutto saremo accolti e raggiunti dal caloroso e misterioso abbraccio della Persona del Padre, di Gesù e dello Spirito Santo. Nel corso della storia quante persone che conosciamo bene per nome, ma tante altre che solo il Signore conosce, hanno dato conferma che donando la propria vita per Gloria di Dio e per un totale servizio ai fratelli, hanno trovato e per alcuni proprio ritrovato la bellezza e il valore della vita. Quello che Gesù ancora ci dice è di essere perseveranti nell’evitare il male e fare il bene.
Che Maria ci aiuti a superare le inevitabili difficoltà che la vita quotidiana comporta.
Commento al Vangelo di Matteo 10,33
“CHI MI RINNEGHERA’ DAVANTI AGLI UOMINI, ANCH’IO LO RINNEGHERO’ DAVANTI AL
PADRE MIO CHE E’ NEI CIELI” (Matteo 10,33)

Gesù chiede a coloro che intendono seguirlo, di avere sempre il coraggio di testimoniare con franchezza, senza falsi timori e davanti a tutti gli uomini, la sua Parola, la sua missione.
Grazie al Signore, ci sono persone che con coraggio e soprattutto con l’esempio, sono dei veri testimoni di Gesù; parlano di Lui, cercano di farlo conoscere per quello che ha fatto e continua a fare nel tempo. Con la propria vita testimoniano la sua Presenza, oggi così soffocata da tante false verità e cattivi comportamenti. Ecco, queste persone sono Benedette da Gesù, che le assicura dicendo: “Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli” (Mt. 10,32). Il riconoscimento e la Benedizione di Gesù su queste persone, favorisce un fecondo e proficuo cammino, spirituale e umano.
- “Ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini…”
Nella vita, purtroppo, ci sono persone che non ascoltano la Parola del Signore e non vivono in obbedienza ai suoi Comandamenti. Un tale comportamento danneggia la propria vita spirituale, ed è sempre un cattivo esempio, specialmente per i giovani.
Molte sono le ragioni per cui si manca al dovere di testimoniare Gesù alle persone:
– Una delle cause principali che portano alla incapacità di testimoniarlo, sta nel fatto che non si può dare quello che non si ha. Purtroppo, abbiamo cristiani che non hanno fatto il possibile per approfondire la propria fede, per cui vivono la loro vita religiosa in modo superficiale e questo conduce a quella tiepidezza, che nel libro dell’Apocalisse viene severamente sentenziata: “Conosco le tue opere, tu non sei, né freddo, né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo, né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca” (Ap.3,15-16). Può sembrare una sentenza troppo severa, ma è questo che avviene.
– Una seconda causa che può portare al rinnegamento della verità, è la triste condizione di chi è vittima del rispetto umano. Sono persone che hanno paura di perdere la propria reputazione; paura di essere giudicati male e paura anche di essere in qualche modo aggrediti con violenze verbali. Ma ben sappiamo che la paura, è una delle armi che il demonio mette in atto per scoraggiare le persone.
– Alcune persone non hanno dato una loro testimonianza, perchè è mancata la pazienza di aspettare qualche risultato positivo. I tempi e i modi di agire del Signore, non sono i nostri, per cui è importante non desistere dall’impegno di testimoniare, anche se i frutti non si vedono, oppure arrivano in tempi lunghi.
- “Non abbiate paura“
Fa veramente riflettere questo richiamo di Gesù, che più volte esorta a non avere paura. Lo dice e lo ripete perchè il demonio, non potendo fare più di tanto, gioca di astuzia, insinuando nelle persone forme di paura così da impedire il compimento del loro dovere. Paura invece dice Gesù, dobbiamo avere verso persone o cose che ci possono danneggiare spiritualmente: pericoloso è tutto ciò che conduce al peccato, alla disobbedienza, a scelte di vita dove domina l’egoismo e l’ingiustizia. Dobbiamo temere e allontanare tutto ciò che non genera amore, gioia, pace.Che Maria, ci aiuti ad essere coraggiosi testimoni del suo Divin Figlio Gesù.
Commento al Vangelo di Matteo 10,17
“STRADA FACENDO, PREDICATE, CHE IL REGNO DEI CIELI E’ VICINO” (Matteo 10,7)

Gesù ha voluto compiere la missione sulla terra chiamando a sé anche dei collaboratori, che ha scelto in preghiera; sono i dodici Apostoli. A loro ha dato più volte l’incarico di precederlo nei luoghi dove Lui stava per arrivare. La loro missione era di preparare le persone all’incontro con Gesù. Una missione che continua nel tempo e lo sarà fino al giorno in cui Gesù ritornerà sulla terra, con splendore e gloria, per concludere in modo definitivo la storia della salvezza.
- “Strada facendo predicate“
Il prezioso e delicato compito degli Apostoli, di ieri e di oggi, è parlare di Gesù, far conoscere lo scopo della sua missione sulla terra. Parlare di Gesù come Verbo Incarnato; parlare di Lui che è il Cristo, Figlio del Dio vivente, annunciato da secoli dai profeti; parlare di Lui Persona vivente, che cammina con noi, sostenendoci ogni giorno con l’Eucaristia e con la sua Parola. Parlare di Lui che è un vero Tesoro e cosìprezioso, che solo in Paradiso avremo la possibilità di comprendere quello che veramente è. Questa delicata e impegnativa missione, Gesù vuole che si perpetui nel tempo e che venga compiuta attraverso i suoi Ministri.
- ll Regno dei cieli è vicino“
Parlando del Regno dei cieli, praticamente gli Apostoli volevano far comprendere come nella Persona di Gesù fosse riassunto tutto il bene, tutta la Santità possibile.
E’ in Gesù e per Gesù che si compie l’opera mirabile della Redenzione. Tutto il bene che noi abbiamo e che possiamo avere ora, trova la sua origine nella Persona di Gesù. Per questo è importante per il credente, riuscire a liberarsi da tutto ciò che in qualche modo ostacola la piena accoglienza della Persona di Gesù.
- Vivere la vicinanza di Gesù
La Parola di Dio è da accogliere e da vivere nel momento presente. ll compito che Gesù ha affidato agli Apostoli, è di far prendere coscienza che “il Regno dei cieli è vicino”; è rivolto a noi che viviamo questo tempo così difficile e offuscato da un paganesimo che serpeggia in mezzo alla società.
Oggi, ognuno di noi, devi porsi due domande: “Quanto e come sono cosciente della reale presenza di Gesù, che cammina con noi ?” “E il mio cuore, è libero da tutto ciò che è incompatibile con la sua Presenza?” Sono domande alle quali dobbiamo rispondere con sincerità e umiltà. E’ cosa buona, che tutto venga misurato con “il termometro” che San Paolo ha suggerito nella sua lettera ai Galati: “il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace” (Gal.5,22). Quando il nostro cuore è occupato da persone o cose che non sono in sintonia con Gesù, non esiste né amore, né gioia, né pace.
- Ricominciare
Siamo tutti in cammino su un terreno minaccioso, non sicuro, dove è sempre possibile perdere la strada e l’orientamento. Gesù ci conosce bene e non si meraviglia delle nostre fragilità; quello che ci raccomanda è di avere sempre il coraggio e l’umiltà di ricominciare, di riprendere il cammino sulla strada giusta, di farlo con maggiore impegno e con perseveranza.Maria, la nostra cara mamma, ci conceda la forza di ricominciare sempre.
Commento al Vangelo Giovanni 6,51
” IO SONO IL PANE VIVO DISCESO DAL CIELO” (Gv.6,51)

Molte persone, dopo aver visto i grandi miracoli che Gesù aveva compiuto, erano ansiose di incontrarlo ancora e lo trovarono a Cafarnao nella Sinagoga. Quel giorno Gesù parlando nella Sinagoga, disse: “in verità, in verità vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perchè avete mangiato di quei pani e vi siete saziati, datevi da fare non per un cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà” (vv. 26-27). Quella predicazione però fu motivo di molte discussioni, perchè Gesù apertamente ha anche dichiarato che quel cibo che dura per la vita eterna è il suo Corpo e il suo Sangue.uela predicazion e Quella aaaaaQuQuhhhhhhhhhhhhh
Ora noi non siamo chiamati a discutere sulle parole di Gesù, cosi forti e sconvolgenti, ma sappiamo che quello che Lui ha detto a Cafarnao, poi lo ha confermato nell’ultima cena con gli Apostoli, istituendo il Sacramento dell’Eucaristia. Allora “Prese il pane rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: Questo è il mio Corpo, che è dato per voi: fate questo in memoria di me. E dopo aver cenato fece lo stesso con il calice dicendo: questo calice è la nuova alleanza nel mio Sangue, che è versato per voi,” (Lc.22,18-20). Questo è il grande Mistero che ogni giorno il Sacerdote celebra sull’altare con tutti i suoi fedeli.
- “Io sono il Pane vivo disceso dal cielo“
Un giorno a Cesarea di Filippo, Gesù ha chiesto ai suoi discepoli: “La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?” Le risposte furono varie, ma poi Gesù disse loro:” Ma voi, chi dite che io sia?”. Soltanto Pietro ha risposto dicendo: “Tu sei il Cristo il Figlio del Dio vivente” (Mt. 16,16). Pietro ha risposto bene, ma Gesù gli fa capire che non era farina del suo sacco. La cosa interessante è che Gesù in diverse altre occasione si è presentato con immagini altamente significative, una fra queste è quando disse: “Io sono il Pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io vi darò è la mia carne per la vita del mondo” (Gv. 6,51). Questo è Gesù per noi. Questo è il segno concreto dell’Amore che ha per ogni singola persona: un Amore, non espresso con semplici parole, ma con atti concreti, e che possiamo dire veramente eroici.
- La nostra risposta
La Chiesa ha istituito la festa del “Corpus Domini” per rendere solennità a un miracolo d’Amore di Gesù così straordinario. Ogni cristiano, ha però il dovere di dare la propria personale risposta all’Amore di Gesù: il primo gesto da compiere, è fare tutto il possibile per vivere in obbedienza ai Comandamenti del Signore. e così pure ad ogni esortazione che abbiamo dai Vangeli. Particolarmente efficace è una esortazione che Gesù propone a tutti: “Rimanete nel mio Amore” (Gv.15,9).
Quanta delicatezza, quanta profondità, quanta spiritualità è racchiusa in questa esortazione. E’ la voce del Maestro che indica la strada per raggiungere una vera maturità cristiana; è il cuore di Gesù, che si apre per accoglierci così come siamo.
- Il nostro atto di fede
La realtà della Santa Eucaristia è così preziosa che esige da noi una profonda adesione; un atto di fede totale, un atto di fede che sia “un SI, punto e a capo”.
Maria ci aiuti ad avere una fede forte e perseverante, nella Santa Eucaristia.
Commento alla 2 Lettera ai Corinzi 13,13

“LA GRAZIA DEL SIGNORE GESU’ CRISTO, L’AMORE DI DIO E LA COMUNIONE DELLO SPIRITO SANTO, SIANO CON TUTTI VOI” (2 Corinzi 13,13)
Gesù risorto, quando è apparso ai suoi discepoli in Galilea, disse loro: “A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt. 28,18-19). Come prima cosa, Gesù ha confermato tutta l’autorità che ha ricevuto dal Padre: “A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra” e poi ha conferito ai discepoli il potere di amministrare a tutti i popoli il Sacramento del Battesimo. Importante è il fatto di fare questo nel nome della Santissima Trinità.
- Altre preziose testimonianze.
- San Paolo conclude la sua seconda Lettera ai Corinzi con un prezioso saluto Trinitario:“La grazia del Signore Gesù Cristo, l’Amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo, siano con tutti voi” (2 Cor.13,13).
- L’Angelo Gabriele, quando portò a Maria l’annuncio della Incarnazione del Verbo, parla apertamente della Santissima Trinità: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra, perciò Colui che nascerà da te, sarà chiamato Figlio di Dio” (Lc.1,35).
- Ogni Celebrazione Liturgica inizia e si conclude: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
- Nella S. Messa, prima del Padre nostro, nella solenne dossologia si proclama: “Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a Te Dio Padre onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli. Amen!
- La Beata Elisabetta della Trinità, nei suoi lunghi e quotidiani tempi che dedicava all’Adorazione, invocava la Santissima Trinità con queste parole:
– “O mio Dio,Trinità che Adoro, aiutami a dimenticarmi totalmente, per stabilirmi in Voi, immobile e quieta come se la mia anima fosse già nell’eternità”.
– “O miei Tre, mio Tutto, mia beatitudine, immensità in cui mi perdo, mi abbandono. Seppellitevi in me, affinché mi seppellisca in voi nell’attesa di contemplare, nella vostra luce, l’abissale vostra grandezza.
– Padre, chinati sulla tua povera e piccola creatura, coprila con la tua ombra, così da vedere in lei il tuo amato Figlio, nel quale hai posto tuttala tua compiacenza.
– Verbo eterno, Parola del mio Dio, voglio passare la mia vita ad ascoltarti. O mio Astro, amato, incantami così che non possa più uscire dal tuo vivo splendore.
– Spirito d’Amore, fuoco che bruci tutto ciò che non è Amore, vieni sopra di me, affinché si realizzi in me quasi una nuova Incarnazione del Verbo.
- Santa Caterina da Siena pregava: “Tu Trinità eterna! Sei un mare profondo, che quanto più ci entro, tanto più trovo, e quanto più trovo, tanto più cerco te.
- Santa Teresa Benedetta della Croce (EdithStein) ha scritto: “L’Amore nella sua più alta espressione, è una fusione di Esseri in un mutuo e volontario abbandono; tale è la vita intima Trinitaria di Dio.
- Santa Teresina del bambino Gesù così si esprime: “Quale felicità pensare che Dio, Trinità tutta intera ci guarda, è in noi, e si compiace a rimirarci”.
Che Maria ci aiuti a vivere con fede questo grande mistero Trinitario.
Commento agli Atti 2,4
” TUTTI FURONO COLMATI DI SPIRITO SANTO E COMINCIARONO A PARLARE IN ALTRE LINGUE” (Atti 2,4)

L’azione dello Spirito Santo, è stata ieri e continua oggi,ad essere fondamentale ed essenziale per la
salvezza nostra e dell’umanità intera. Tutti abbiamo bisogno di essere illuminati e aiutati dallo Spirito Santo. Chi pensa di agire da solo, e presume di avere personalmente tutte le capacità necessarie per affrontare i vari problemi della vita, prima i poi si trova disorientato e nel buio.
- “Tutti furono colmati di Spirito Santo“
Gli Apostoli, dopo la preziosa esperienza dell’Apparizione del Risorto, vivevano le loro giornate con la normalità di sempre. Gesù un giorno li aveva però assicurato che avrebbe mandato su di loro il prezioso dono dello Spirito Santo e così è stato.
“Il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue” (Atti,2,1-4).
L’azione di Dio è sempre grande e straordinaria. Nei tempi e nei modi che non sono a noi conosciuti, Dio interviene suscitando meraviglia e stupore. Per gli Apostoli, fu grande lo stupore e lo sconvolgimento che ebbero in quel giorno. La gioia e la realtà che hanno sperimentato ha superato ogni emozione umana.
- “Cominciarono a parlare in altre lingue“
Con la discesa dello Spirito Santo, orizzonti e conoscenze nuove, divennero per loro, spontanee e familiari, come se fossero conosciute e vissute da sempre. Tutto fu veramente straordinario. Caricati da un fuoco d’Amore così intenso, subito gli Apostoli hanno dato inizio alla predicazione. Molte persone rimasero meravigliate nell’ascolto della predicazione di Pietro, e anche del fatto che pur essendo di nazionalità e di lingue diverse, “ciascuno li udiva parlare nella propria lingua” (v.6). Il miracolo dell’essere compresi da tutti, nonostante la diversità di lingua, ha un significato anche spirituale e cioè conferma che la Parola di Dio, è tale da essere compresa da tutti, senza alcuna distinzione o discriminazione. Ogni cuore aperto, è raggiunto dal dono dello Spirito Santo, in qualunque condizione si trovi. Questo è un miracolo che continua nel tempo e fa sperare anche per noi
- Una sorgente sempre attiva
Lo Spirito Santo, è una Persona sempre presente e una sorgente sempre attiva,
A questa sorgente, tutti possiamo attingere e in ogni momento. E’ una sorgente d’Amore di cui tutti abbiamo tanto bisogno. Senza questo Amore si corre il rischio di attingere a false sorgenti, quali il denaro, il potere e il piacere, che se al momento possono dare un certo respiro, alla fine portano al fallimento.
- Invochiamo con umiltà e con fede i sette doni dello Spirito Santo; Sapienza; Intelletto; Consiglio; Fortezza; Scienza; Pietà; Timore di Dio. (Isaia 11,2).
- E meditiamo sui frutti dello Spirito Santo: :Amore; gioia; pace; magnanimità; benevolenza; bontà; fedeltà; mitezza; dominio di sè” (Galati 5,22).
Ci aiuti Maria a attingere sempre e con abbondanza alla sorgente dello Spirito Santo, e ci aiuti a meditare bene i nove frutti che lo Spirito Santo genera.
